30/07/11

Gufi e civette

Un altro interessante articolo di Cesaratto su www.politicaeconomiablog.blogspot.com parla della probabilità che l'Italia non possa partecipare al salvataggio della Grecia, e insiste sulla necessità di una banca centrale sovrana

di Sergio Cesaratto
20 luglio 2011
Mentre alcuni commentatori italiani su noti siti on line danno giudizi ancora incredibilmente positivi sull'accordo europeo, gli spread fra i BTP italiani e Bund tedeschi si sono stabilizzati sopra i 300 punti. Eurointelligence segnalava stamane una fonte ufficiosa italiana per cui il nostro paese si sottrarebbe al versamento del suo 18% di fondi all'EFSF (il fondo di sostegno europeo ai debiti sovrani periferici) in quanto aggraverebbe quantità e onere dell'indebitamento, secondo quanto andiamo dicendo dal maggio 2010: un fratello indebitato non può soccorrere un altro fratello indebitato.

29/07/11

Un'Altra Implosione del Mercato Europeo con Aste Deboli dell'Italia


Dopo il salvataggio, ci risiamo...ZeroHedge commenta le ultime aste italiane
di Tyler Durden
28 luglio 2011
Ad una settimana dal secondo salvataggio Europeo si può essere tentati di chiedere "quale salvataggio?" guardando al deterioramento del mercato europeo: titoli Spagnoli a 10 anni di nuovo sopra il 6,00% , i CDS sull'Italia salgono a bps 330, lo spread BTP/Bund a 331 poco distante dal record di tutti tempi di 353 bps, EUR/USD precipita di oltre 100 punti durante la notte, CAC, DAX, OMX tutti in caduta a causa delle stime sui mancati guadagni di VW, BASF del settore chimico, Credit Suisse, e , naturalmente, di numerose banche italiane (non ci deluderà UniCredit), ancora una volta sul punto di una sospensione delle contrattazioni dopo un crollo del 5-6%.

Diverse le ragioni per questa debolezza:

28/07/11

C'è Solo un Modo per Evitare un Downgrade degli USA

Dal Washington's Blog una serie di misure "non politicamente corrette" (cioè "non gradite al potere") per evitare il downgrade e non sfondare il tetto...

di George Washington
27 luglio 2011

Secondo la Reuters, la maggioranza degli economisti ora pensano che il credito degli Stati Uniti verrà declassato.
I piani proposti sul tetto del debito probabilmente non permetteranno di evitare un downgrade.
Infatti, come ha osservato Zero Hedge, i tagli proposti sarebbero compensati dai costi del downgrade:

27/07/11

Il Discorso che Obama Avrebbe Dovuto Fare


 Da  EcoMonitor ... un suggerimento per Obama

Di Daniel Alpert – 26 luglio 2011
OK, signor Presidente - a quanto pare i suoi consiglieri non sono in grado di dirle come rispondere ad una sfida e dare una svolta di successo ad un discorso. O forse semplicemente non sa come parlare al popolo americano.
Quindi, senza mancare di rispetto alla Presidenza, ecco quello che probabilmente sarebbe stato meglio dire stasera dal suo "pulpito": qualcosa del genere:

"Buona sera. Stasera dalla Casa Bianca mi rivolgo a voi perché possiate comprendere meglio il conflitto di cui avete letto e sentito parlare tra alcuni membri Repubblicani della Camera dei Rappresentanti e la maggioranza del resto dei vostri eletti qui a Washington.

26/07/11

Cosa Potrebbe Accadere Se Si Arriva al 3 agosto Senza Accordo sul Deficit?

Da Naked Capitalism alcune considerazioni sugli scenari possibili
di Yves Smith
22 luglio 2011
Vale la pena di osservare che quello che potrebbe accadere il 3 agosto, se non ci fosse nessun accordo, è un default "selettivo". Non è chiaro se e quando il Tesoro sarebbe a rischio di saltare i pagamenti, e presumo che la sicurezza sociale avrebbe una priorità alta. Ma con i titoli del Tesoro, il rischio più grande non è un mancato pagamento (che sarebbe certamente comunque erogato più tardi), ma un downgrade, che si prevede costringerebbe alcune tipologie di investitori che si limitano a titoli AAA, a scaricare i loro portafogli.

25/07/11

Conversazione pratica sull'economia civile

Cari lettori, pubblico una conversazione via mail intercorsa tra me e Tamer, un giovane palestinese studente di economia dell'Università di Bologna, col quale vorrei intraprendere una collaborazione sul blog. L'ho conosciuto tramite Facebook, dove insieme ad altri suoi amici e compagni di studio ha aperto un gruppo, che si chiama CAPITALISM AND WORLD PROBLEMS-THE CHANGING ECONOMIC PARADIGM. Ho trovato molto interessanti le sue pubblicazioni, con commenti o testi  di Nassim Taleb, Stiglitz, Zamagni e altri, e soprattutto ho visto in lui  tanta passione civile. Questa conversazione, per quanto io non sia d'accordo con lui, e spero che cambi idea, dimostra lo spessore di questo ragazzo. La pubblico perché pone un problema interessante, e anche per  invitare i lettori a dare il loro contributo di pensiero.
Premetto che avevo contattato Tamer per chiedergli di collaborare, e gli avevo spiegato che avremmo diviso in base al contributo di ciascuno le entrate della pubblicità, scarse, ma suscettibili di aumento con l'aumentare delle visite. Lui sulle prime si era mostrato d'accordo, e anche entusiasta...
Poi,  ecco la conversazione...

24/07/11

La redde rationem dell’Europa

Chiaro pensiero made in Italy di Cesaratto, meglio  dei vari Nobel. Bravo.

Sergio Cesaratto - 21 Luglio 2011
1. Le giornate nere del debito
L’accelerazione della crisi europea è impressionante. Ce lo aspettavamo. L’assenza di politiche europee credibili nei riguardi della crisi dei piccoli paesi periferici ha alla fine generato quello che qualunque persona intelligente poteva prevedere: il contagio a Spagna e Italia. L’aumento dei tassi di interesse sui titoli di questi paesi avvicina la loro situazione a quella in cui caddero i piccoli birilli da biliardo lo scorso anno. Spagna e Italia sono però birilli da bowling. L’accelerazione nell’approvazione della manovra ma, soprattutto, le voci di un intervento della BCE a sostegno dei titoli italiani ha evitato martedì 12 l’irreparabile. Pur tuttavia il differenziale di interesse con i titoli tedeschi ha raggiunto un livello incompatibile con la sostenibilità nel lungo periodo del debito italiano. Ovvero se lo stock del debito italiano dovesse essere progressivamente rifinanziato a tassi così elevati, esso comincerebbe a crescere in maniera insostenibile per il mero pagamento degli interessi, a meno di imponenti avanzi primari del bilancio pubblico che a loro volta genererebbero recessione in una spirale senza fine. Siamo vicini alla situazione in cui si trovarono i piccoli periferici un anno fa, e da cui non sono in grado di uscire. Come insegnano le esperienze di questi ultimi, infatti, feroci manovre di aggiustamento dei conti accelerano la crisi debitoria. I mercati lo sanno. Martedì sera l’agenzia di rating Moody’s ha, infatti, ridotto anche i titoli del debito pubblico irlandese a spazzatura. Che fare allora?