Visualizzazione post con etichetta Bagnai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bagnai. Mostra tutti i post

25/06/14

Perché una svalutazione dell'euro non ci salverebbe (e nemmeno un allentamento dei parametri europei)

L'euro  troppo forte è a detta di molti una causa importante della debolezza della nostra economia, che  beneficerebbe moltissimo di una sua svalutazione. Ma questo sarebbe veramente utile per salvarci? Uno studio del prof. Bagnai pubblicato su su asimmetrie.org (di cui riportiamo qui sotto l'abstract) ci porta evidenze del contrario, e gli stessi ragionamenti si possono anche applicare all'allentamento delle regole di bilancio europee (tanto agognato quanto inutile ossigeno ad economia morente). Per spiegazioni tecniche dettagliate rimandiamo al post su Goofynomics.



È opinione generalmente condivisa che l’attuale quotazione dell’euro sul dollaro sia eccessivamente alta, e che una svalutazione dell’ordine del 20% contribuirebbe a dare ossigeno all’economia italiana (vedi ad esempio Prodi, 2014). Dato che il commercio italiano si svolge prevalentemente con paesi dell’Eurozona, e in particolare del “nucleo” (Germania, Francia, Olanda, Austria, ecc.), ci si può chiedere quanto un riallineamento della moneta unica possa essere in effetti risolutivo, anche considerando il fatto che le evidenze empiriche dimostrano come le elasticità al reddito delle importazioni italiane verso il nucleo dell’Eurozona sono particolarmente elevate, dal che consegue che ogni incremento di reddito realizzato promuovendo le esportazioni verso paesi terzi (BRIC, paesi OCSE non appartenenti all’Eurozona, ecc.) si incanalerebbe molto probabilmente verso l’acquisto di beni provenienti dal Nord Europa, lasciando la posizione netta dell’Italia in condizioni non particolarmente migliori di quelle di partenza.

22/05/14

Alberto Bagnai: Un external compact per rilanciare l’Europa

E' uscito il N°1!  Il primo working paper dell'associazione Asimmetrie, a firma del prof. Alberto Bagnai. Pubblichiamo qui l'abstract e rimandiamo al sito per la lettura dell'intero paper. Buona lettura a tutti!



La crisi dell’Eurozona è ormai certificata dalla sua performance estremamente deludente in seguito allo shock esterno provocato dalla crisi dei subprime. La richiesta di un ridisegno delle regole è unanime, e in parte già accolta dalle stesse istituzioni europee. La diagnosi sulle cause della crisi è largamente condivisa dalla letteratura scientifica e dalle istituzioni multilaterali, e vede la causa nell’eccesso di indebitamento privato estero intra-Eurozona. In questo articolo sosteniamo che se questa diagnosi è corretta, allora il ridisegno delle regole europee deve partire da un cambio radicale di prospettiva, che parta dalla tutela della domanda interna nel Mercato Unico, anziché dalla rincorsa della domanda estera fra i mercati nazionali dei paesi membri, e riconosca il ruolo ineludibile della flessibilità del cambio come strumento di enforcement degli accordi economici intrapresi, e come strumento di signaling, essenziale ai mercati per assicurare una corretta allocazione delle risorse finanziarie.  Continua a leggere

02/04/14

FALSO al Corriere della Sera: Tecnica Orwelliana per Riscrivere la Storia e Cambiare il Futuro dei Giovani

In prima pagina il Corriere della Sera del 2 Aprile ripropone la stessa bufala di 6 mesi fa, dando ad intendere che nel '77 la disoccupazione in Italia fosse alta come oggi!


Il prof. Bagnai in una intervista a TGCom24, in questo caso dal tempismo provvidenziale, ha potuto sbugiardare in tempo reale a suon di dati (questi sconosciuti) la ennesima "lieve imprecisione" del Corsera! 


09/02/14

Bagnai: Perché Combattere l'Austerità Mantenendo l'Euro non E' una Strategia Percorribile

Rilanciamo un brano dell'intervista al prof. Bagnai di Alessandro Bianchi dell'AntiDiplomatico, concentrando l'attenzione su un punto la cui comprensione risulta fondamentale, ora che i vari partiti presentano i loro programmi per le elezioni europee: è possibile fare politiche di opposizione all'austerità restando nell'euro? La spiegazione di Bagnai del perché questo sia solo una pericolosa illusione è precisa e chiara. Raccomandiamo la lettura di tutta la lunga e interessante intervista dal sito de L'AntiDiplomatico



- Professore veniamo al dibattito sull'euro. Le tralascio di ripetere tutte le ragioni per cui la moneta unica sia economicamente insostenibile, che illustra ampiamente con la sua opera di divulgazione giornaliera. Mi soffermerei sul fatto che un numero crescente di commentatori, critici dell'attuale architettura istituzionale europea, ha iniziato a chiedere con sempre più insistenza che i paesi dell'Europa meridionale, prima di forzare una dissoluzione della zona euro, formino un cartello e costringano i paesi del Nord ad i cambiamenti necessari. Cosa risponde loro ed è una strategia davvero percorribile oggi?
 

01/01/14

Il discorso di fine anno di Goofynomics

Ecco il discorso di fine anno che avremmo voluto sentire, un discorso impegnativo, certo, ma in questi chiari di luna gli "ascoltatori" ("cittadini", Re Giorgio, si chiamano "cittadine e cittadini italiani") hanno bisogno di analisi chiare ed esaurienti sui più urgenti problemi  del paese. 
(E questo vale anche per l'anti-discorso di Grillo, che avrebbe avuto tutto il tempo, ormai, di studiarsi il ciclo di Frenkel...)
L'audizione del Prof. Bagnai alla Commissione Finanze  (che qui trovate completa, con video e commenti) chiude l'anno con un esauriente quadro della situazione economica del paese, che chiarisce in primo luogo la relazione necessaria tra euro ed austerità, e in secondo luogo l'irrazionalità dell'euro per una unione economica, basandosi sui più recenti e autorevoli studi scientifici. E da qui si parte, ignorantia non excusat, non più. Per il 2014 auguriamo una buona presa di coscienza a tutti!

 
 
Ringrazio il presidente e ringrazio la Commissione per aver ritenuto di coinvolgermi in questa iniziativa. Una sola rettifica per dovere di cronaca: io in realtà insegno Politica economica, presso l’Università Gabriele D’Annunzio e ho seguito un percorso di ricerca che mi ha portato ad occuparmi, nel corso della mia carriera accademica, della sostenibilità degli squilibri di bilancia dei pagamenti e degli squilibri fiscali nei paesi in via di sviluppo, e anche, ultimamente, nell'Eurozona.

19/12/13

Due, cento, mille voci di sinistra fuori dal coro del liberismo

Due voci fuori dal coro liberista della sinistra. La prima è quella di Mimmo Porcaro, dell'area di Rifondazione (questa volta con base e altezza), di cui Goofynomics ha recentemente pubblicato una lettera in cui Mimmo esorta la sinistra a svegliarsi.  
La seconda è la voce di Ugo Boghetta, che si è espresso con grande chiarezza al Congresso di RC, voce sempre riportata da Goofynomics.
Pubblichiamo qui dei significativi passaggi, sia dell'una che dell'altra, rimandando al Blog del Prof. Bagnai per la lettura integrale, nella speranza che queste voci si moltiplichino e contribuiscano, insieme a quelle di tutti gli altri che sempre più si stanno risvegliando (da destra, dal centro o da coordinate spaziali indefinite), alla messa in sicurezza del nostro paese.



Il post di Mimmo Porcaro parte dal riconoscere che il movimento dei Forconi può essere certamente tacciato di "populismo", nel senso che è segnato  dall’illusione del “tutti a casa”, dall’incapacità di individuare gli avversari, dalla tendenza a prendersela con altri poveracci, dalla fascinazione per un capo ed uno stato autoritari... Certo, ma se questo succede è perché il PD, insieme coi sindacati maggioritari,  ha oramai assunto in pieno le posizioni liberiste

06/09/13

Sull'uscita da destra o da sinistra

Alcuni passaggi degli ultimi post di Goofynomics  sul dibattito "made in Italy" che contrapporrebbe un'uscita da sinistra a un'uscita da destra - e sui diversi modi di realizzare la segmentazione dell'eurozona (che appare inevitabile), e le loro diverse conseguenze. 
In una situazione come questa, con un paese da ricostruire e una democrazia da riconquistare, bisognerebbe cercar di riunire tutte le forze del paese, mettendo da parte il problema delle identità politiche.



Alcuni brani significativi sull'uscita da destra o da sinistra (ma si raccomanda la lettura del post completo, qui):

  di Alberto Bagnai
"...Gli argomenti sono gli stessi visti in Francia, quando la sinistra francese ha dovuto inseguire Marine Le Pen: ci sarebbe un'uscita dall'euro “da sinistra” (io avevo notato piuttosto un'entrata da sinistra) e un'uscita “da destra”, e, evidentissimamente, io sarei quello che vuole uscire da destra. L'uscita da sinistra consisterebbe, da quel che ho capito, in due cose: controllo dei movimenti di capitale, e indicizzazione dei salari per proteggere gli operai dall'inflazione. Dunque mi sembra di comprendere che io, secondo i collaborazionisti di sinistra, sosterrei la libera circolazione dei capitali, e sarei contrario all'indicizzazione dei salari!"

13/08/13

E' Nato il Think Tank: Sosteniamolo

Dopo un paio d'anni di intenso lavoro di divulgazione sul blog Goofynomics, nasce a/simmetrie, una sede autorevole di analisi e confronto per incidere sull'opinione pubblica italiana  (portando sui grandi media la nostra voce) e per contribuire a formulare una proposta per la polis, che sia equilibrata e sostenibile. Il Comitato scientifico è di spessore. Niente di più necessario in questa fase criticissima del nostro paese, quindi sosteniamo (ognuno secondo i suoi bisogni) questa sacrosanta iniziativa! 




 Ecco il post introduttivo di Alberto Bagnai:

Per un’economia simmetrica

Stiamo vivendo una devastante crisi di debito pubblico: questo è quanto ci ripetono i quotidiani, echeggiando le analisi di alcuni economisti. La parola debito viene riproposta in modo assoluto ed ossessivo (il debito, il debito, il debito…), e acquista così vita autonoma, assurge a simbolo del fallimento di un sistema di governo, della disfatta di intere generazioni, diventa un totem al quale tributare sacrifici, si carica di mille significati (politici, etici, psicanalitici). Si perde così di vista un punto essenziale, confermato dall’esperienza personale di molti di noi: non ci può essere debito se non c’è stato un creditore, non si possono prendere in prestito soldi se nessuno te li dà in prestito.

15/07/13

L'Italia non è in vendita

Rilancio qui una voce made in Italy che merita il massimo risalto. Dopo aver spiegato chiaramente come la strategia dell'austerità serve a ridimensionare il debito privato estero (mentre inevitabilmente porta alle stelle il debito pubblico), in un post magistrale (che consiglio di leggere interamente) il prof. Bagnai denunzia la svendita del nostro paese, con la complicità dei media del regime. Facciamolo girare, e facciamo loro sapere che sappiamo, che abbiamo capito...


...Vorrei far capire una cosa, molto semplice. Quale creditore intelligente chiederebbe a un artigiano di vendere i propri utensili per abbattere, poniamo di 10, un debito di 100? Nessuno, per il semplice motivo che il restante 90, l'artigiano, senza utensili non riesce a rimborsarlo, perché smette di lavorare. O meglio: un modo per rimborsarlo ce l'avrebbe ancora: andare sotto padrone. Ed è questo che vogliono.

27/06/13

Postfazione di Alberto Bagnai a Europa Kaputt di A.M. Rinaldi

Una lucida  sintesi sulle cause che hanno fatto dell'euro uno snodo cruciale dell'ondata liberista, nella postfazione di Alberto Bagnai a Europa Kaputt (di imminente pubblicazione) di A. M. Rinaldi: due vocidall'Italia da diffondere ...

(e dopo la postfazione arriva anche la prefazione, che trovate qui)


Accolgo con piacere l’invito dell’amico e collega Antonio Rinaldi a tirare le fila del discorso. Compito non semplice, data la complessità e la varietà dei temi sollevati dal suo testo, che, pur essendo agile, affronta comunque il tema della crisi sotto una varietà di sfaccettature, tutte ugualmente rilevanti: l’aspetto tecnico-economico, quello storico, quello politico, quello sociologico.