11/11/11

BlogEconomyDay in mezzo alla tempesta

Cari lettori, 
quest'anno il BlogEconomyDay arriva in un momento davvero speciale e difficile per il nostro Paese, per l'Europa, e dato che l'economia è globale, per tutti quanti. 


Siamo noi col nostro debito la causa di questi mali?
Mah....ne parliamo al BlogEconomyDay.
Arrivederci a presto, dal vivo a Castrocaro, oppure sul web.

"LA DIRETTA WEBTV DA CASTROCARO TERME DALLE 10.30 ALLE 13.00 E DALLE 14.30 ALLE 19.00 "


10/11/11

Giorni contati dell'Italia nell'Eurozona?

Mercato Libero segnala un articolo sul Financial Times di Nouriel Roubini, il Nobel dell'economia chiamato "gufo" (ma che spesso ci prende), in cui fa una fotografia realistica e disillusa della situazione:


Con i tassi di interesse sul debito sovrano in aumento ben al di sopra del sette per cento, vi è un rischio crescente che l'Italia possa presto perdere l'accesso al mercato. Dato che è too-big-to-fail, ma anche too-big-to-save, questo potrebbe portare ad una ristrutturazione forzata del debito pubblico da € 1,900 miliardi. La ristrutturazione affronterebbe parzialmente il problema dello"stock" di debito insostenibile di grandi dimensioni, ma non risolverebbe il problema di "flusso", un ampio deficit di conto corrente negli scambi con l'estero, mancanza di competitività, e un peggioramento in caduta del prodotto interno lordo e dell'attività economica.

09/11/11

Pensare l'Impensabile

 Martin Wolf sul Financial Times riporta i punti fondamentali di un nuovo paper di Mr. Roubini sulla crisi dell'eurozona, in cui Nouriel prospetta quattro possibili opzioni, e le conseguenze di ciascuna di esse. 
La domanda è se l'eurozona sopravviverà, con lo stress finanziario che ormai è esploso sia in Italia che in Spagna.  


Con un tasso d'interesse reale pari a circa il 4,5 % e la crescita economica all'1,5% (in media dal 2000 al 2007 compreso), l'avanzo primario in Italia (deficit al netto degli interessi) deve restare vicino al 4 per cento del prodotto interno lordo, a tempo indeterminato. Ma l'indice di indebitamento è troppo elevato. Quindi, o l'avanzo primario deve essere ancora più grande, o il tasso di crescita di gran lunga superiore, o bisogna abbassare il tasso di interesse. Con Silvio Berlusconi, nessuno di questi necessari cambiamenti potrà accadere. Un'altro leader potrebbe risolvere il problema? Me lo chiedo.

07/11/11

Conflitto tra la Bundesbank e la BCE sui Diritti Speciali di Prelievo

EuroIntelligence commenta lo scontro in corso tra la Bundesbank e la BCE, riportato dal Financial Times Deutschland, sulla possibilità di mettere in comune i diritti speciali di prelievo (DSP) dei paesi Europei presso il Fondo Monetario Internazionale, allo scopo di potenziare l'EFSF.

Al G20, Nicolas Sarkozy ed altri hanno proposto che i paesi Europei mettano in comune i loro SDR in un fondo speciale che conterrebbe fino a € 60 miliardi, di cui € 15 miliardi  dalla Germania. Lo scopo sarebbe quello di integrare i € 440 miliardi del EFSF, dato che Sarkozy non è riuscito a convincere i paesi emergenti ricchi di riserve come la Cina o il Brasile ad offrire aiuto per rinforzare il fondo di soccorso dell'euro. Angela Merkel e Mario Draghi esitavano, ed entrambi si sono rivolti al Presidente della Bundesbank Jens Weidmann, che ha categoricamente posto il veto al piano.

Squilibri? Quali squilibri? Una visione dissenziente

Un lungo filosofico articolo di Randall Wray, con tanti risvolti pratici...

E' luogo comune collegare l'economia neoclassica alla fisica del 18 ° o 19° secolo per il suo concetto di di equilibrio, di un pendolo che una volta disturbato alla fine si ferma. Allo stesso modo, un'economia sottoposta a uno shock esogeno ricerca l'equilibrio attraverso le forze stabilizzatrici della mano invisibile del mercato.

La metafora può essere applicata praticamente in ogni campo dell'economa: dai micro mercati del pesce ai mercati del lavoro ai complessi mercati finanziari.
Guidati da mani invisibili, l'offerta e la domanda raggiungono l'equilibrio e tutti i mercati si compensano.

04/11/11

UE: La Democrazia E' Incompatibile Con Il Debito

Intervista di Democracy Now! a Michael Hudson sulla questione del referendum in Grecia 

Amy Goodman – Benvenuto a Democracy Now, professor Hudson! Qual'è secondo lei il senso della presenza di Obama nel sud della Francia al meeting del G20, e che possibilità c'è che il Primo Ministro Greco debba dimettersi?



MICHAEL HUDSON: Beh, Obama è qui per rappresentare gli interessi delle banche Americane. E gli Europei sono molto arrabbiati per il fatto che poche settimane fa Tim Geithner, il lobbista delle banche, ha insistito sul fatto che l'Europa non cancelli i debiti bancari della Grecia, non permetta che la Grecia svaluti i suoi debiti, e non sostenga addirittura che la Grecia dovrebbe fare quello che ha fatto l'Argentina, cancellare i debiti come prima mossa.

03/11/11

Eurodämmerung


Il pezzo di Krugman che era meglio non sapere l'inglese...vero, Tata?

L'Europa sta crollando a pezzi, il centro non tiene. Papandreou sta per indire un referendum, il voto sarà no. I titoli Italiani a 10 anni al momento sono al 6,29, un livello al quale il costo per il rinnovo del debito esistente forzerà un default, anche se l'Italia ha un avanzo primario. E con tutti i paesi che contemporaneamente spingono per l'austerità fiscale, la recessione sembra quasi certa, ad aggravare tutti i problemi del continente.