21/10/12

Reinhart, Rogoff, e la Lettonia

La Lettonia è un miracolo economico che smentisce Keynes?  Krugman su The Conscience of a Liberal del NYT  (suggeritomi da un lettore, grazie) confuta questa tesi.



OK, la recente protesta di Reinhart-Rogoff contro "i grossolani errori di interpretazione dei fatti" sulle crisi finanziarie, in realtà non parla affatto della Lettonia. Ma gli argomenti di R-R contro i negazionisti della crisi negli Stati Uniti si applicano con uguale forza allo strano fenomeno del trionfalismo Baltico.

Come dicono R-R, una rapida crescita di breve periodo a seguito di una profonda crisi non costituisce un successo; ragionando così, l'America nelle profondità della Grande Depressione poteva essere considerata un paese di bengodi. E' molto più istruttivo concentrarsi sui livelli, sia della produzione che della disoccupazione, e confrontarli con il picco pre-crisi.

20/10/12

Che effetto facciamo all'America Latina: 'Non possiamo più guardare all'Europa'

Un articolo sul Guardian ci rimanda la nostra immagine, vista dal Sud America: non si capacitano di come, noi che eravamo il faro del welfare,  stiamo accettando tutto questo...

Davanti al Palazzo del Governo di Buenos Aires dopo una protesta contro le misure di austerità, dicembre 2001. Fotografia: Walter Astrada / AP


Paesi come l'Argentina sanno tutto sulle crisi finanziarie. Ma i Sudamericani sono scioccati per la dimensione assunta dai problemi dell'Europa.

L'America Latina non è estranea alle crisi finanziarie. Ma ciononostante, il continente è turbato dal calvario dell'Europa. Non solo i disordini, ma le risposte: il fatto che gli europei sembrano accettare che siano i membri più deboli della società a dover portare il peso maggiore della crisi economica.

Uno dei più notevoli critici del predominio dei mercati sulla politica è Roberto Lavagna, ministro dell'economia subito dopo la crisi del debito Argentino dei primi anni 2000. A Lavagna va in gran parte il merito di aver tirato fuori il suo paese dalla grande crisi del 2001. Ora è molto critico nei confronti della politica di Cristina Fernández, ma è d'accordo nell'affermare che il resto dell'Europa sta facendo male a cercar di soddisfare le richieste della Germania e del Fondo Monetario Internazionale.

18/10/12

L'Appello al popolo tedesco del Dr. Rath

Il dottor Rath è un grande della medicina, collaboratore e amico del Nobel Linus Pauling, guardatevi qui il suo curriculum, e sentite le sue ultime riflessioni a margine della conferenza tenuta a Berlino nel mese di marzo: l'euro è una catena che serve a rendere schiavi della dittatura economica milioni di cittadini europei...




17/10/12

Schauble presenta la richiesta di resa fiscale incondizionata

Rassegna stampa di Eurointelligence sul Monster Master Plan di Schauble per una resa fiscale incondizionata dei paesi dell'euro in cambio del salvataggio delle banche tedesche
 



Wolfgang Schäuble ha fatto un'altra delle sue famose proposte federaliste in difesa di una unione fiscale. Sulla proposta è fatto un ampio report in un articolo di Der Spiegel di ieri (qui tradotto in italiano). Essa prevede un rafforzamento del ruolo del commissario economico, che dovrebbe avere un diritto di veto sui bilanci nazionali, e il diritto di avviare da solo una procedura per i disavanzi eccessivi, senza il voto dell'Ecofin. Egli ha anche proposto l'istituzione di una formale commissione dell'eurozona in seno al Parlamento europeo con diritto di voto esclusivo sulle questioni della zona euro.

16/10/12

IL COSTO DELLA POLITICA E I PRIVILEGI DELLA CASTA NON SONO IL PROBLEMA DELL’ITALIA

Oggi made in Italy: propongo un estratto in sintesi di un bell'articolo di Piero Valerio su La Tempesta Perfetta, in cui si chiarisce,   dati alla mano,  la sproporzione tra i costi della corruzione, tanto enfatizzati dai media,  e i costi della colonizzazione finanziaria, accuratamente taciuti. Perché l'uno non nasconda l'altro.
 
 
 
In queste ultime settimane l’attenzione mediatica e giudiziaria è tutta puntata sulla famelica casta della politica italiana, che nonostante il clima ostile nei suoi confronti continua sfacciatamente le ruberie, infilandosi in uno scandalo dopo l’altro. Le regioni, dalla Sicilia al Lazio, alla Lombardia, per adesso sono nel mirino della Magistratura e della Guardia di Finanza, ma non è escluso che fra qualche giorno si passerà alle province, ai comuni, alle aree metropolitane, fino a rientrare di nuovo nel parlamento per scovare altri Lusi, BelsitoScilipoti, Razzi. Lavoro da fare ce n’è tanto, perché non ci vuole molto a capire che il migliore della nostra attuale classe politica e dirigente ha la rogna.  Ma lasciarsi trascinare dal clima di caccia alle streghe e credere che tutti i problemi dell’Italia derivino soltanto dai soldi pubblici sottratti dai politici alle casse dello stato è un errore di leggerezza e superficialità colossale, che serve a sviare l’attenzione degli italiani dalle faccende realmente importanti e cruciali per il destino del nostro paese.
 

15/10/12

L'Europa Sbagliata Vince il Nobel per la Pace

Dal Telegraph un bell'articolo di Ambrose Evans Pritchard a proposito del famigerato Nobel per la pace a questa Europa, chiarisce il rapporto tra stato nazionale e guerra e pace. Non serve un'organizzazione sovranazionale per avere la pace, anzi...(a meno che per pace non si intenda deserto)




Difficile farsene una ragione.

La notizia che l'Unione europea ha vinto il Nobel per la Pace arriva stamattina, proprio nel momento in cui veniamo a sapere che il tentativo dell'Europa di spezzare il potere degli Stati nazionali attraverso l'unione monetaria ha spinto la disoccupazione greca ad un record del 25.1% - appena sopra la Spagna - con un grave peggioramento ancora da venire.

La notizia arriva mentre la divisione Nord-Sud dell'UEM diventa di giorno in giorno sempre più aspra, con il blocco dei creditori e il blocco dei debitori (per usare una descrizione molto grossolana che non coglie quella che è veramente una storia di disallineamento delle valute) che si guardano a vicenda con odio crescente.

 

13/10/12

Nassim Taleb: l'UE è un orribile stupido progetto

Un altro grande si aggiunge ai tanti che considerano l'euro un progetto fallimentare. Intervista di Foreign Policy a Nassim Taleb, in cui senza mezzi termini il filosofo e matematico Libanese castiga l'euro e  afferma che la grandezza dell'Europa stava nella sua diversità.



Nassim Nicholas Taleb è famoso per andare contro corrente, ed ha avuto un tale successo che il titolo del suo libro Il Cigno Nero è diventato ormai un cliché che indica l'imprevedibilità globale, ben oltre il suo significato originario riferito a Wall Street. Nato in Libano, ha superato i primi anni della guerra civile alla fine degli anni '70 leggendo filosofia e matematica - da Platone a Poincaré - nel seminterrato della sua casa di famiglia. La guerra gli ha insegnato quanto velocemente possono cambiare le sorti, un'idea che lui ben presto ha applicato ai mercati dei derivati. Per Taleb, l'investimento è una forma di " iperconservatorismo", che comporta di fare un sacco di piccole scommesse su eventi esageratamente improbabili - come una crisi valutaria o la crisi bancaria, su cui ha fatto decine di milioni di dollari. Il suo ultimo progetto è aiutare i governi a divenire più consapevoli dei rischi, e il suo fervente messaggio anti-euro lo ha aiutato a conquistare l'ascolto del primo ministro britannico David Cameron.