31/10/13

Telegraph: La velata minaccia di Mediobanca su un'uscita italiana dall'euro

Sul Telegraph si possono trovare analisi e grafici  attendibili sull'economia italiana in allarme rosso,  ed è citato  il rapporto di Mediobanca ove si parla del ciclo di Frenkel: siamo al capolinea.

L'acrobata Andrea Loreni si esibisce davanti al Colosseo a Roma Foto: AFP

Il cambio sta portando l'Italia al capolinea.


L'Italia rimane bloccata nella depressione. Ora sappiamo che il picco spettacolare della fiducia dei consumatori nel mese di giugno è stato un inganno, una bugia a fin di bene per prospettare un futuro migliore e contenere la marea della deflazione da debito.

30/10/13

Krugman: Gli Gnomi della Fiducia

Un bel post di Krugman sottolinea i passaggi logici (???) degli economisti "Zimbabwisti" (@Borghi TW), quelli che non applicano la macroeconomia!



È un po' triste, ma ho il sospetto che tra mezzo secolo la cosa principale per cui la gente si ricorderà di me – sempre che se ne ricordi - è la fata fiducia. Quindi forse posso in qualche modo sintetizzare i miei tentativi di sfatare La Ellenizzazione del nostro contesto ( pdf), sottolineando che le notizie allarmistiche sembrano evocare un insieme di personaggi connessi alla fata, gli gnomi della fiducia ( che sono anche in relazione con questi tizi.)


28/10/13

The Economist: La Prigione dei Debitori

L'eurozona è in una crisi di debito privato, più che di debito pubblico.
Naturalmente lo sapevamo. Ormai ce lo ha detto perfino la BCE. Ma visto che repetita iuvant e che stavolta ce lo dice l'Economist, abbiamo tradotto questo articolo - che mette un po' di puntini al loro posto e tra l'altro ci ricorda una cosa: le politiche deflazionistiche di austerità non fanno altro che rendere sempre più insostenibile il peso dei debiti privati.


La prigione dei debitori

L'eurozona è in crisi per il debito privato più che per il debito pubblico


La Banca Centrale Europea (BCE) questa settimana ha annunciato il modo in cui intraprenderà un'approfondita analisi degli asset bancari, prima di farsi carico della supervisione bancaria nell'area euro verso la fine dell'anno prossimo (vedi articolo). Uno degli obiettivi di questo esercizio è quello di identificare i crediti in sofferenza che inquinano le banche dell'eurozona e di prevenire nuovi flussi di crediti. Questo è importante perché alcune parti dell'area della moneta unica sono indebolite non semplicemente dal debito pubblico, ma dal debito privato, la maggior parte del quale sta nei portafogli delle banche.

Qualche semplice riflessione di ritorno da Pescara sul mondo dell'informazione

Di ritorno da Pescara, vorrei condividere con voi lettori alcune considerazioni a caldo sulla tavola rotonda sul mondo dell'informazione, che in quanto vocidallestero ci tocca più da vicino. 



In primo luogo però voglio dire che sono stata molto contenta di aver potuto stringere qualche mano, identificare qualche volto di questi nick che compaiono sui commenti o sui blog amici, o semplicemente di quelli che leggono e compongono la grande famiglia di cui, mi sembra, ormai ci sentiamo parte. Nella buia notte italiana, trovarsi fisicamente in mezzo a tanta gente che ha la nostra stessa consapevolezza è un fatto unico che emoziona. Da qui i tanti applausi a scena aperta nel bel mezzo delle relazioni, non certo perché fosse la prima volta che sentivamo quelle parole, anzi, proprio perché già le sapevamo (#Sapevatelo), facevano parte di noi, e sentirle pronunciate anche dai relatori portoghese, spagnolo o greco, o dal giovane  Fusaro, ci inebriava per un attimo dell'emozione consolante della condivisione!

24/10/13

L’Europa ha già un piede nella fossa della deflazione giapponese

Un bell'articolo del Telegraph segnalato anche da Claudio Borghi su Twitter, che mostra come L’Europa stia scivolando in una vera e propria trappola deflazionistica, in stile giapponese, con il rapporto debito/PIL già al punto di non ritorno in una mezza dozzina di paesi, tra cui ...l'Italia...

Una volta che il debito raggiunge il 300% del PIL, la deflazione diventa letale. Il rischio è ormai presente in molti paesi dell’Europa dell’ovest.  Foto: Reuters
23 Ottobre 2013

Le autorità dell’Unione Europea farebbero bene a studiarsi il paper del professor Irving Fisher di “Econometrica” del 1933, La Teoria della Deflazione del Debito nelle Grandi Depressioni. L’argomento principale dovrebbe ormai essere chiaro a tutti, anche se alcuni a suo tempo ebbero problemi ad assimilarlo, così come succede ancora oggi. Se il livello dei prezzi scende – il “dollaro gonfiato” nell’America di Hoover – il reale peso del debito continua a salire.
La deflazione può anche sembrare positiva per paesi con un basso debito pubblico in certi momenti storici, anche se probabilmente meno positiva di quanto sostenga una classe di persone che vive di rendita. La gente dimentica che essa è stata una delle principali cause della Rivoluzione Americana, dal momento che la contrazione monetaria imposta dagli inglesi dopo la Guerra dei Sette Anni causò una depressione economica, penalizzando i proprietari di piantagioni della Virginia come Thomas Jefferson. Essa è stata anche la causa della rivolta agraria degli anni 1880 e 1890, culminate nel grido dolente di William Jennings Bryan: “non saremo crocifissi a una croce dorata”.

La Febbre del Frexit raggiunge il cuore dell'establishment francese

Il Telegraph riporta di nuovi importanti segnali di insofferenza all'euro da parte della Francia, questa volta dall'interno del Quai d'Orsay - il Ministero degli Esteri sulla riva della Senna - e precisamente dall'Istituto per gli Studi Strategici: l'euro è un cancro da estirpare per il bene dell'Europa, e l'eurozona un guscio vuoto.



Gli appelli allo scioglimento dell'UEM si stanno diffondendo nelle alte sfere dell'establishment francese di politica estera, e nel centro pro-europeo.

Un nuovo sorprendente libro di François Heisbourg -
La Fin du Rêve Européen ( La fine del sogno europeo ) - sostiene che il "cancro euro" deve essere estirpato per salvare il resto del progetto dell'UE prima che sia troppo tardi.
Egli scrive :

" . . Il sogno
si è trasformato in un incubo. Dobbiamo affrontare la realtà: la stessa Unione europea è minacciata dall'euro. Gli attuali sforzi per salvarlo stanno ancor più mettendo in pericolo l' Unione".

23/10/13

OPERAZIONE VERITÀ: A CHE PUNTO È LA NOTTE ITALIANA

Questo è un lancio corale: vari siti e blog economici indipendenti, tutti insieme oggi rilanciamo questa operazione di verità sulla vera deriva che in questo contesto dissennato inevitabilmente prenderanno i conti pubblici italiani - e sulla colpevole falsità di chi annuncia una ripresa impossibile che slitta di anno in anno...  
Il post è stato elaborato con la collaborazione di vari autori.




Premessa


In questi anni di crisi, oltre alle tasse e al disagio economico e sociale, c'è stata un'altra grande costante che ha tenuto compagnia alle nostre giornate, ai nostri momenti: la menzogna proferita in modo sistematico dai vari governi e dai politici di turno che, in maniera spudorata e vergognosa, hanno reiteratamente mentito e mistificato (e continuano a farlo) circa l'esatta situazione dell'economia e dei conti pubblici, in costante ed inesorabile deterioramento.
È chiaro che tutto ciò incorpora evidenti elementi di criminalità, proprio perché tende ad alimentare false aspettative da parte degli agenti economici più deboli: i disoccupati con le loro famiglie e le imprese, prime vittime sacrificali di questa crisi.
Proprio per questo, insieme ad altri siti amici, tra i più seguiti in Italia di economia, tutti liberi e senza padroni, abbiamo pensato di lanciare, coralmente, tutti insieme, questo post divulgativo al fine di far ben comprendere l'esatto stato dei conti pubblici e dell'economia.