26/11/13

Krugman: Cuori Duri, Teste Tenere

Krugman sul New York Times fa una serrata critica del sadomonetarismo degli "austerici", e spinge per la fine dell'austerità e la ripresa della domanda in Europa a sostegno anche dell'economia mondiale, senza preoccuparsi troppo, ahimé, di risolvere veramente gli squilibri dell'eurozona: per lui, dall'altro lato dell'Oceano, basta che in qualche modo  riparta la domanda. Per noi, è una questione di sovranità o colonizzazione, e di democrazia.

 
di Paul Krugman - Molti anni fa il mio collega Alan Blinder ha scritto un ottimo libro con un titolo, credo, un po' infelice. Era troppo facile passare da "Teste dure, cuori teneri " all’inverso.

D'altra parte, forse questo è un libro che dovrebbe essere scritto a proposito degli "austerians" (fanatici del rigore, ndt) di oggi, sia dal nostro lato dell'Atlantico, sia in Europa.

25/11/13

La Germania sarà la prima a uscire dall'euro

Da économie-matin.fr un articolo che  delinea lo scontro in atto all'interno della BCE: alla fine, può anche essere che sarà il falco tedesco a farci il favore di uscire, costretta dalle colombe che vogliono imporre il Quantitative Easing per mantenere la moneta unica...

 
I rimproveri della UE sulle eccedenze tedesche che superano il 6% del PIL potrebbero convincere la Germania a uscire dall'eurozona.  cc/flickr/ILRI
 
Sicuramente avete avuto notizia dell'apertura di un'inchiesta da parte della Commissione europea, non contro la Francia e il suo deficit eccessivo, ma contro la Germania e i suoi avanzi abusivi!

Un mondo alla rovescia, dove il bravo studente viene sanzionato dal maestro perché fa venire dei complessi ai somari della classe, e Dio sa quanti ce n'è!

23/11/13

L'Humanité: La Commissione europea ammette la fine di un dogma

L'articolo de L'Humanité che ha svelato l'esistenza di uno studio della Commissione europea sugli effetti negativi dell'austerità in tutta l'eurozona: è la fine di un dogma o l'ora d'aria ai condannati per far fronte al "populismo" e al dissenso crescente?


In un documento inedito rivelato da l'Humanité, uno dei principali economisti della Commissione europea misura gli effetti disastrosi dell'austerità nei paesi della zona euro: solo per queste politiche, la Francia avrebbe perso 5 punti di crescita.

22/11/13

Il taglio dei tassi della BCE risponde ai bisogni della Germania, non alle esigenze dell'eurozona

Frances Coppola scrive sul Blog della London School of Economics che il taglio dei tassi della BCE in realtà non offre alcun aiuto alle economie in difficoltà dell’Europa meridionale, ma è stato pensato in gran parte per gli interessi della Germania, e che le azioni che la BCE dovrebbe davvero intraprendere sono politicamente impossibili.



L'inflazione dei prezzi al consumo nell'area dell'euro è al di sotto del target del 2 per cento ed in discesa da parecchio tempo. Ma fino ad ora, la BCE se ne è rimasta con le mani in mano. Un’inflazione un po’ più bassa del target non sembrava preoccuparla – probabilmente perché le (incredibili) previsioni di ripresa per l’eurozona hanno creato aspettative di inflazione nell'intervallo dell’1,5-2 %, e così non le è sembrato necessario agire su un problema che appariva come temporaneo.

21/11/13

Perché non infuria la protesta contro l'austerità ?

Su MainlyMacro ci si chiede perché in Gran Bretagna non ci sia un forte dibattito nell'opinione pubblica sull'austerità (ma la stessa domanda si pone  anche da noi e negli altri paesi periferici...): forse perché manca qualcuno che guidi il dibattito, e i media lo oscurano? 



Janan Ganesh ha pubblicato un articolo sul Financial Times di oggi che mi ha fatto talmente arrabbiare che non mi resta che scriverci su, anche se forse dovrei lasciar perdere. Il tema di questo articolo verte su quanta maturità abbiano dimostrato gli inglesi nell'accettare l'austerità. Per citare : "Per i paesi minacciati dalla simbiosi di sofferenza economica e turbolenze politiche, la Gran Bretagna ha delle lezioni da impartire. "

20/11/13

Sapir: Le ragioni della ricaduta

Jacques Sapir nel suo blog Russeurope spiega, come sempre dati alla mano, le ragioni per cui le aspettative di miglioramento dell'economia francese e degli altri paesi dell'Eurozona siano del tutto infondate, e sottolinea l'urgenza di una dissoluzione della moneta unica per evitare la incombente deindustrializzazione: è ormai una questione di vita o di  morte del paese...



L'ulteriore deterioramento della situazione economica - la Francia ha registrato un calo del PIL dello 0,1% nel terzo trimestre del 2013 - ha preso il governo francese in contropiede. Infatti, si attendeva un ulteriore miglioramento della situazione economica sulla base dei risultati registrati nel secondo trimestre. La ricaduta nel 3° trimestre suona la campana a morte per queste aspettative.

19/11/13

Intervista a Ferreira do Amaral: Anche se la Germania cambia, l'euro resta insostenibile

Un'altra eccellente intervista de L'Antidiplomatico:  parla l'economista portoghese autore del bestseller "Perché dovremmo lasciare l'euro"

 
di Alessandro Bianchi

João Ferreira do Amaral è Professore all'Instituto Superior de Economia e Gestão, dell'Università Técnica di Lisbona.
 
 - Con il suo libro divenuto un bestseller "Perché dovremmo lasciare l'euro" è riuscito a rompere un grande tabù nell'opinione pubblica del Portogallo. Non lo stesso si può dire per i partiti politici che dominano la vita politica del suo paese. Come si compie quest'ulteriore passaggio?

Credo che le prossime elezioni europee saranno un momento importante in tal senso. Mi auguro che siano i partiti che propongono l’uscita dall'euro ad emergere. Sarei molto soddisfatto e ritengo che abbiano tutte le possibilità di ottenere un voto significativo.