30/03/14

Francoforte diventa l'hub finanziario dello yuan nell'Eurozona

Nell'Eurozona desertificata, la Germania pensa a incrementare gli scambi commerciali con la Cina e si aggiudica l'accordo per diventare la piazza finanziaria in cui regolare gli scambi in yuan. Segnalazione di Federico Nero.


Reuters - Il presidente cinese Xi Jinping e il ministro tedesco dell'economia hanno annunciato questo sabato la decisione della Germania e della Cina di fare di Francoforte un hub europeo per le transazioni finanziarie in valuta cinese, cosa che darà nuovo slancio agli scambi tra le due potenze economiche.

29/03/14

Telegraph: La Fed diventa keynesiana, elogia la Cina e ridimensiona il QE occidentale

Con un certo distacco, Ambrose Evans Pritchard dal Telegraph riporta di un recente paper della Fed di Saint Louis che elogia i meriti della politica fiscale nel risolvere le depressioni e ridimensiona gli effetti del Quantitative Easing, prendendo ad esempio niente di meno che... la Cina! (segnalazione di Roberto Nardella).  



di Ambrose Evans Pritchard - Non ci posso credere. La Federal Reserve di St Louis - l'ultimo baluardo dell'ortodossia monetaria nella famiglia della Fed - ha appena pubblicato un documento che ritiene sostanzialmente inutile l'allentamento quantitativo.  John Maynard Keynes aveva ragione su tutta la linea.


Il working paper di Yi Wen e Jing Wu cita la Cina come il più clamoroso successo del post-Lehman – niente di meno che "un risultato da sogno" - mentre l'Occidente e gli altri Brics hanno implementato gli strumenti sbagliati, dimenticando la lezione degli anni '30, e non sono riusciti a riprendersi completamente dalla crisi. Potrebbe essere stato scritto da Paul Krugman (be', quasi).


Ripensare il Tabù della Monetizzazione del Debito Pubblico

Adair Turner, ex presidente della Financial Services Authority del Regno Unito, come già in passato, va contro corrente a rompere i tabù che circondano il finanziamento della spesa pubblica e del deficit dello stato. Un suo nuovo intervento su Project Syndicate a favore della monetizzazione del deficit, tradotto da Gondrano.blogspot.it




Ora che si è dibattuto fino allo sfinimento sul ritmo della riduzione [tapering] del programma della Federal Reserve degli Stati Uniti di acquisto di attività finanziarie, l’attenzione si sposterà progressivamente sulle prospettive derivanti da un incremento dei tassi di interesse.
Ma si profila anche un’altra questione: come potranno le banche centrali “uscire” definitivamente dalla politica monetaria non convenzionale e ridimensionare a livelli “normali“ i loro bilanci gonfiati dalla politica monetaria non convenzionale?

28/03/14

Perché la BCE non farà il QE

Dal Blog di Frances Coppola...a volte un'immagine vale più di tante parole

Perché la BCE non farà il QE.... 
...Né qualsiasi altra cosa, se è per quello (ma probabilmente ne parleranno).


Con previsioni come queste, che bisogno c'è?

H/t Frederick Ducrozet (@fwred on Twitter)

Smantellare l’Euro

João Ferreira do Amaral, insieme ad altri economisti sottoscrittori del Manifesto di Solidarietà Europea, espone sulla piattaforma Project Syndicate le linee generali della proposta per salvare l’Unione Europea dall’euro. Il punto fondamentale è che siano i paesi più forti a sganciarsi dall’Euro – Germania e Francia – liberando tutti dal peso schiacciante della moneta unica.


PARIGI – In gennaio, Chris Williamson, capo economista presso la società di ricerche economiche  Markit, ha definito la Francia “il nuovo malato d’Europa.” Con una crescita del PIL prossima allo zero, disoccupazione crescente, e un debito pubblico in salita – per non parlare delle controproducenti politiche di austerità – è difficile dargli torto. Data la grande importanza della Francia per la stabilità economica e politica europea, questa situazione rappresenta una grave minaccia per l’intero progetto europeo.

26/03/14

Der Spiegel: L’ex Cancelliere Schmidt difende la politica di Putin in Ucraina

Su Der Spiegel l'ex cancelliere tedesco Schmidt, come già  Schröder, si dissocia dalla condanna a Putin e denuncia la parte di responsabilità dell'Occidente: meglio sedersi a un tavolo che procedere con ulteriori sanzioni.  Segnalazione e traduzione di Matteo Thomann



Amburgo -  L’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt giudica l’approccio del presidente russo Vladimir Putin in Crimea come “perfettamente comprensibile”. Schmidt l’ha detto al settimanale “Die Zeit”, settimanale che lui stesso dirige.

Schmidt ha criticato ferocemente la gestione della crisi in Crimea da parte dell’Occidente. Le sanzioni decise dall’Unione europea e dagli Stati Uniti vengono da lui descritte come “sciocchezze”. Dal suo punto di vista, ulteriori sanzioni economiche non riuscirebbero a raggiungere l’obiettivo. È vero che avrebbero un valore simbolico, “ma colpirebbero l’Occidente allo stesso modo dei russi”.

25/03/14

Krugman: I salari francesi non sono il problema

Dalle colonne del New York Times, il premio Nobel Paul Krugman torna a correggere un errore molto comune: la crisi europea non è dovuta ai salari in Francia o in Italia, cresciuti senza controllo. Al contrario gli squilibri sono causati dai salari tedeschi, cresciuti troppo poco.
 

Sul Times di ieri, Steven Rattner ammette obtorto collo che una politica monetaria espansiva in Europa potrebbe essere una buona cosa, ma lamenta la mancanza di aggiustamenti, e pubblica questo grafico:

Perciò la Francia, come l’Italia, anche se un po’ meno, ha un problema di insostenibile crescita del costo del lavoro. Giusto?
 

No, no, no.