Su “The Guardian” l’economista greco Lapavitsas tenta di suonare la sveglia alla sinistra, la quale si deve rendere conto che le politiche anti-austerità che essa vorrebbe sono impossibili in seno alle istituzioni della UE, diventate sempre più antidemocratiche. Il “Più Europa” o lo “sbattere i pugni sul tavolo” non è né fattibile né auspicabile. Ringraziamo Federico Di Matteo per la segnalazione su Twitter.
Proteste anti-austerità ad Atene, in Grecia. 'La crisi dell'Eurozona, invece di cambiare le cose per il meglio, in realtà ha consolidato i meccanismi conservatori nel cuore dell'Unione europea.'
Fotografia: KeystoneUSA-Zuma/Rex Features
Fotografia: KeystoneUSA-Zuma/Rex Features
La frustrazione dilaga in Europa, e per delle buone ragioni: disoccupazione persistente, disuguaglianza, crescita debole e un diffuso senso d'impotenza, per citarne alcune. Purtroppo, il principale beneficiario politico rischia di essere la destra euroscettica e anche l'estrema destra. La sinistra non riesce a sfruttare l'onda di frustrazione popolare, principalmente perché non ha alcuna agenda progressista euroscettica da proporre.

