Geert Vanden Bossche, un virologo con grande esperienza che ha lavorato per trent'anni nel campo dei vaccini, ha in corso di pubblicazione un importante studio scientifico sulla "fuga immunitaria virale" provocata dall'utilizzo sconsiderato dei vaccini anti-Covid-19 in piena pandemia. Secondo le sue parole un "intervento umano errato così esteso" sta inducendo la selezione di un virus superinfettivo capace di mettere completamente fuori gioco il sistema immuniario innato e minacciare così la sopravvivenza stessa di gran parte della popolazione umana. Per questo motivo, in una corsa contro il tempo, ha pubblicato un riepilogo del suo studio in cui spiega quanto sta accadendo (in maniera accessibile anche ai non addetti ai lavori) ed ha fornito le sue analisi alle massime autorità mondiali esortandole ad agire immediatamente per invertire la rotta.
Se è difficile per noi che non siamo del campo valutare la portata di questo lavoro, tuttavia già molti segnali avvisano di una situazione tendenzialmente fuori controllo, non solo per i gravi effetti avversi dei vaccini non adeguatamente sperimentati, ma anche per la grande crescita dei contagi e delle varianti in tutti i paesi dove la campagna vaccinale è più avanzata. Facciamo quindi girare il più possibile, soprattutto tra gli esponenti del mondo scientifico e della politica.
Geert Vanden Bossche*, 6 Marzo 2021
A tutte le autorità, scienziati ed esperti di tutto il
mondo, e a tutti gli interessati: l’intera popolazione mondiale.
Non sono affatto un novax. Come scienziato di solito non mi
rivolgo a una piattaforma di questo tipo per prendere posizione su argomenti
relativi ai vaccini. In qualità di appassionato virologo ed esperto di vaccini,
faccio un'eccezione solo per il fatto che le autorità sanitarie stanno
consentendo la somministrazione di vaccini secondo modalità che minacciano la salute
pubblica, sicuramente ignorando i dati scientifici. L'attuale situazione,
estremamente critica, mi costringe a diffondere questo appello di emergenza. E
poiché la portata senza precedenti dell'intervento umano nella pandemia di
Covid-19 è ora a rischio di provocare una catastrofe globale senza eguali,
questo appello non potrà mai essere abbastanza forte e chiaro.
Come affermato, non sono contro i vaccini. Al contrario,
posso assicurarvi che ciascuno dei vaccini attuali è stato progettato,
sviluppato e prodotto da scienziati brillanti e competenti.
Tuttavia, questo tipo di vaccini profilattici sono
completamente inappropriati e persino altamente pericolosi se utilizzati in
campagne di vaccinazione di massa durante una pandemia virale. Vaccinologi,
scienziati e medici sono accecati dagli effetti positivi a breve termine dei
singoli brevetti, ma non sembrano preoccuparsi delle conseguenze disastrose per
la salute globale. A meno che non venga scientificamente provato che io ho
torto, è difficile capire come gli attuali interventi umani impediranno alle
varianti che circolano di trasformarsi in un mostro incontrollabile.
In una lotta contro il tempo, sto completando il mio lavoro scientifico,
la cui pubblicazione sfortunatamente arriverà con ogni probabilità troppo tardi, vista la crescente minaccia di una rapida diffusione di varianti altamente
infettive. Questo è il motivo per cui ho deciso di cominciare a pubblicare su
LinkedIn un riepilogo delle mie scoperte e il mio discorso di apertura al
recente Vaccine Summit tenutosi in
Ohio. Lunedì scorso ho fornito alle organizzazioni sanitarie internazionali,
inclusa l'OMS, la mia analisi dell'attuale pandemia basata sulla conoscenza scientifica della biologia immunitaria del Covid-19. Dato il livello di
emergenza, li ho esortati a prendere in considerazione le mie preoccupazioni e ad avviare un
dibattito sulle conseguenze dannose di un'ulteriore "fuga immunitaria
virale". Per coloro che non sono esperti in questo campo, propongo qui di
seguito una versione più accessibile e comprensibile degli argomenti scientifici alla base di
questo insidioso fenomeno.
Benché non vi sia tempo da perdere, finora non ho ricevuto
alcun feedback. Esperti e politici sono rimasti in silenzio, e ovviamente
continuano a dimostrarsi ansiosi di parlare del rilassamento delle regole di prevenzione
delle infezioni e di “libertà in primavera”. Le mie affermazioni non si basano
su nient'altro che sulla scienza e devono essere contraddette solo dalla
scienza. Benché non si possano fare affermazioni scientifiche errate senza essere
criticati dai colleghi, a quanto pare l'élite di scienziati che attualmente
consigliano i nostri leader mondiali preferisce rimanere in silenzio.
Sufficienti prove scientifiche sono state messe sul tavolo. Sfortunatamente,
rimangono ignorate da coloro che hanno il potere di agire. Per quanto tempo si
può continuare a ignorare il problema quando ci sono attualmente innumerevoli prove che la
fuga immunitaria virale sta in questo momento minacciando l'umanità? Difficilmente potremo
dire di non sapere, o di non essere stati avvertiti.
In questa angosciante lettera metto in gioco tutta la mia
reputazione e credibilità. Mi aspetto da voi, custodi dell'umanità, per lo meno
la stessa cosa. È della massima urgenza. Apriamo il dibattito. Con tutti i
mezzi: invertiamo la rotta!
Perché la
vaccinazione di massa in mezzo a una pandemia crea un mostro incontrollabile
La domanda chiave è: perché nessuno sembra preoccuparsi
della fuga immunitaria virale? Vorrei provare a spiegarla servendomi di un fenomeno più facilmente comprensibile: la resistenza antimicrobica. Si può facilmente paragonare il
significato di questo flagello alla resistenza ai nostri "antibiotici antivirali"
autoprodotti. In effetti, gli anticorpi (Abs) prodotti dal nostro sistema
immunitario possono essere considerati antibiotici antivirali autoprodotti,
indipendentemente dal fatto che facciano parte del nostro sistema immunitario
innato (i cosiddetti 'Abs naturali') o siano indotti in risposta a specifici
patogeni (i cosiddetti Abs "acquisiti"). Gli Abs naturali non sono
specifici per determinati germi, mentre quelli acquisiti sono diretti
specificatamente al patogeno invasore. Alla nascita, il nostro sistema
immunitario innato è "inesperto", ma ben consolidato. Ci protegge da
una moltitudine di agenti patogeni, impedendo così a questi agenti patogeni di
causare malattie. Poiché il sistema immunitario innato non è in grado di
ricordare gli agenti patogeni che ha incontrato (l'immunità innata non ha la
cosiddetta "memoria immunologica"), possiamo continuare a fare
affidamento su di esso solo a condizione di mantenerlo abbastanza ben
"addestrato". L’addestramento si ottiene tramite l'esposizione
regolare a una miriade di agenti ambientali, compresi gli agenti patogeni.
Tuttavia, con l'avanzare dell'età, dovremo sempre più affrontare situazioni in
cui la nostra immunità innata (spesso chiamata 'la prima linea di difesa
immunitaria') non è abbastanza forte da fermare il patogeno alla porta d’ingresso
(principalmente barriere mucose come epiteli respiratori o intestinali).
Quando ciò accade, il sistema immunitario deve fare
affidamento su effettori più specializzati del nostro sistema immunitario
(cioè, anticorpi specifici per l'antigene e linfociti T) per combattere il
patogeno. Quindi, crescendo, aumentiamo sempre più l'immunità specifica per i
patogeni, inclusi gli Abs altamente specifici. Poiché questi hanno un'affinità
più forte per il patogeno (ad esempio, il virus) e possono raggiungere alte concentrazioni,
possono facilmente competere con i nostri anticorpi naturali per il legame al
patogeno / virus. È proprio questo tipo di Abs altamente specifico e ad alta affinità
che gli attuali vaccini Covid-19 stanno inducendo. Ovviamente, il nobile scopo
di questi Abs è proteggerci dal Covid-19. Perché allora dovrebbe esserci una
grande preoccupazione ad usare questi vaccini per combattere il Covid-19?
Ebbene, analogamente alle regole che si applicano agli antibiotici
antimicrobici classici, è di fondamentale importanza che i nostri "antibiotici
antivirali" autoprodotti siano messi a disposizione in una concentrazione
sufficiente e adattati alle caratteristiche specifiche del nostro nemico.
Questo è il motivo per cui in caso di malattia batterica è fondamentale non
solo scegliere il giusto tipo di antibiotico (in base ai risultati di un antibiogramma),
ma anche prenderlo per un tempo sufficiente (secondo la prescrizione). Il
mancato rispetto di questi requisiti rischia di garantire ai microbi la possibilità
di sopravvivere e, quindi, può far progredire la malattia. Un meccanismo molto
simile può applicarsi anche ai virus, specialmente ai virus che possono mutare
facilmente e rapidamente (come, ad esempio, il caso dei Coronavirus); quando la
pressione esercitata dalla difesa immunitaria dell'esercito (leggi: della popolazione)
inizia a minacciare la replicazione e la trasmissione virale, il virus si
ricoprirà di un altro strato in modo che non possa più essere facilmente
riconosciuto e, quindi, attaccato dal sistema immunitario dell’ospite. Il virus
è ora in grado di sfuggire all'immunità (cosiddetta: "fuga
immunitaria"). Tuttavia, il virus può fare affidamento su questa strategia
solo a condizione che abbia ancora spazio sufficiente per replicarsi. I virus,
contrariamente alla maggior parte dei batteri, devono fare affidamento su
cellule di ospiti viventi per replicarsi. Questo è il motivo per cui il
verificarsi di "mutazioni di fuga" non è troppo preoccupante fintanto
che la probabilità che queste varianti trovino rapidamente un altro ospite è
piuttosto remota. Tuttavia, non è proprio questo che accade durante una
pandemia virale! Durante una pandemia, il virus si sta diffondendo in tutto il
mondo, con molti soggetti che perdono e trasmettono il virus (compresi i
"portatori" asintomatici).
Maggiore è la carica virale, maggiore è la probabilità che
il virus si imbatta in soggetti che non sono stati ancora infettati o che sono
stati infettati, ma non hanno sviluppato sintomi. A meno che non siano
sufficientemente protetti dalla loro difesa immunitaria innata (attraverso gli
anticorpi naturali), contrarranno la malattia Covid-19 poiché non possono fare
affidamento su altri anticorpi acquisiti. È stato ampiamente riportato,
infatti, che l'aumento di anticorpi anti-proteina S (spike) nelle persone con infezione asintomatica è
piuttosto limitato e di breve durata. Inoltre, questi anticorpi non hanno
raggiunto la piena maturità. La combinazione di infezione virale in un contesto
di maturità e concentrazione non ottimale di anticorpi consente al virus di
selezionare mutazioni che gli consentono di sfuggire alla pressione
immunitaria. La selezione di tali mutazioni avviene preferibilmente nella
proteina S poiché questa è la proteina virale responsabile dell'infezione
virale. Poiché le mutazioni selezionate conferiscono al virus una maggiore
capacità infettiva, ora diventa molto più facile per il virus causare malattie
gravi nei soggetti infetti.
Più persone sviluppano una malattia sintomatica, meglio il
virus può garantire la sua diffusione e perpetuazione (le persone che
contraggono una malattia grave diffonderanno più virus e per un periodo di
tempo più lungo rispetto ai soggetti infetti asintomatici). Sfortunatamente,
l'aumento dell'anticorpo S specifico, benché di breve durata, tuttavia è
sufficiente per aggirare l'anticorpo innato/naturale delle persone. Questi anticorpi
naturali vengono messi fuori gioco poiché la loro affinità per S è inferiore
all'affinità degli anticorpi S-specifici. Questo per dire che con un aumento
del tasso di infezione nella popolazione, il numero di soggetti che vengono
infettati mentre sperimentano un aumento momentaneo di anticorpi S-specifici
aumenterà costantemente. Di conseguenza, aumenterà il numero di soggetti che si
infettano nel momento in cui subiscono una momentanea diminuzione della loro
immunità innata. Il risultato è che aumenta costantemente il numero di soggetti
che diventeranno più suscettibili a contrarre una malattia grave invece di
mostrare solo sintomi lievi (cioè limitati al tratto respiratorio superiore) o
nessun sintomo. Durante una pandemia, in particolare i giovani saranno colpiti
da questa evoluzione poiché i loro anticorpi naturali non sono ancora in gran
parte soppressi da una panoplia di anticorpi "acquisiti" specifici antigenici.
Gli anticorpi naturali e l'immunità naturale in generale svolgono un ruolo
fondamentale nel proteggerci dagli agenti patogeni, poiché costituiscono la
nostra prima linea di difesa immunitaria. A differenza dell'immunità acquisita,
le risposte immunitarie innate proteggono da un ampio spettro di agenti
patogeni (quindi non compromettere o sacrificare la tua difesa immunitaria
innata!). Poiché gli anticorpi naturali e le cellule immunitarie innate
riconoscono uno spettro diversificato di agenti estranei (cioè non-self) (solo
alcuni dei quali hanno un potenziale patogeno), è importante mantenere il
sistema immunitario sufficientemente esposto alle sfide ambientali. Mantenendo
il sistema immunitario innato (che purtroppo non ha memoria!) ADDESTRATO,
possiamo resistere molto più facilmente ai germi che hanno un reale potenziale
patogeno. Ad esempio, è stato riportato e scientificamente dimostrato che
l'esposizione ad altri Coronavirus abbastanza innocui che causano un ``
raffreddore comune '' può fornire protezione, sebbene di breve durata, contro
Covid-19 e i suoi fedeli sostenitori (cioè le varianti più infettive).
La soppressione dell'immunità innata, specialmente nelle
fasce di età più giovani, può quindi diventare molto problematica. Non vi può
essere dubbio che la mancanza di esposizione dovuta alle rigorose misure di
contenimento implementate dall'inizio della pandemia non sia stata utile allo
scopo di mantenere ben allenato il sistema immunitario innato delle persone.
Come se questo non stesse già compromettendo pesantemente la difesa immunitaria
innata in questo segmento di popolazione, un'altra forza entra in gioco che
aumenterà notevolmente i tassi di morbilità e mortalità nei gruppi di età più
giovane: VACCINAZIONE DI MASSA degli ANZIANI. Quanto più estensivamente verrà
vaccinato e quindi protetto il gruppo di età avanzata, tanto più il virus sarà
costretto a continuare a causare malattie nei gruppi di età più giovane. Questo
sarà possibile solo a condizione che sfugga agli anticorpi S-specifici che
vengono momentaneamente accresciuti in soggetti precedentemente infettati in
modo asintomatico. Se il virus riesce a farlo, può beneficiare dell'immunità
innata (momentaneamente) soppressa, provocando così la malattia in un numero
crescente di questi soggetti e garantendo la propria propagazione. La selezione
di mutazioni mirate nella proteina S quindi è, per il virus, la strada da
percorrere per aumentare la sua infettività nei candidati inclini a contrarre
la malattia, a causa di una debolezza transitoria della loro difesa immunitaria
innata.
Ma contemporaneamente stiamo anche affrontando un enorme
problema nelle persone vaccinate, poiché ora sono sempre più esposte a varianti
infettive che mostrano un tipo di proteina S sempre più diversa dalla S inclusa
nel vaccino (l’ultima mutazione proviene dal ceppo originale, molto meno
infettivo all'inizio della pandemia). Più le varianti diventano infettive (come
risultato ad esempio dell’ aver bloccato l'accesso del virus al segmento
vaccinato della popolazione), meno l’anticorpo prodotto dal vaccino proteggerà.
Già ora, la mancanza di protezione sta portando alla diffusione e trasmissione del
virus nei soggetti vaccinati che sono esposti a questi ceppi più infettivi
(che, tra l'altro, dominano sempre più il campo). Questo è il modo in cui
attualmente stiamo trasformando i vaccinati in portatori asintomatici che diffondono
varianti infettive.
Ad un certo punto, in un futuro probabilmente molto
prossimo, diventerà più utile (in termini di ”ritorno dell’investimento sulla
selezione') per il virus aggiungere solo poche altre mutazioni (forse solo una
o due) alla proteina S delle varianti del virus (già dotate di mutazioni
multiple che rinforzano l'infettività) nel tentativo di rafforzare
ulteriormente il suo legame al recettore (ACE-2) espresso sulla superficie
delle cellule epiteliali permissive. Ciò consentirà ora alla nuova variante di
competere con l’anticorpo vaccinale per il legame al recettore ACE. Questo per
dire che in questa fase, basterebbero solo pochissime mutazioni mirate addizionali
all'interno del dominio di legame al recettore virale (viral receptor-binding
domain) per opporre una completa resistenza agli anticorpi anti-Covid-19 S-specifici,
indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano provocati dal vaccino o dall’infezione
naturale. A questo stadio il virus, infatti, sarà riuscito a ottenere l'accesso
a un enorme serbatoio di soggetti che ora sono diventati altamente vulnerabili
alle malattie poiché i loro anticorpi S-specifici sono diventati ormai inutili
in termini di protezione, ma ancora riescono a provvedere alla soppressione duratura
della immunità innata (cioè, le infezioni naturali, e soprattutto le vaccinazioni,
provocano titoli anticorpali specifici relativamente longevi). Il serbatoio di
persone vulnerabili comprende sia le persone vaccinate, sia coloro che sono
rimasti con sufficienti anticorpi S-specifici a causa di una precedente
malattia di Covid-19. Quindi, MISSIONE COMPIUTA per il Covid-19, ma una
SITUAZIONE DISASTROSA per tutti i soggetti vaccinati e le persone sieropositive
al Covid-19, poiché entrambi questi gruppi hanno perso le difese immunitarie
acquisite e innate contro il Covid-19 (mentre circolano ceppi altamente
infettivi!). Questo è “un piccolo passo
per il virus, una catastrofe gigantesca per l'umanità'', vale a dire che
avremo immesso in quantità il virus nella popolazione più giovane fino ad un livello
in cui basta veramente poco al Covid-19 per trasformarsi in un virus altamente
infettivo che ignora completamente sia l’arma innata del nostro sistema
immunitario che quella adattiva/acquisita (indipendentemente dal fatto che gli anticorpi
acquisiti derivino da vaccinazioni o infezioni naturali). Lo sforzo che il
virus deve compiere ora sta diventando ancora più trascurabile, dato che molti soggetti
vaccinati sono ora esposti a varianti virali altamente infettive, avendo
ricevuto solo una singola iniezione di vaccino. Quindi, sono dotati di anticorpi
che non hanno ancora acquisito un’ottima funzionalità. Non c'è bisogno di
spiegare che questo rafforzerà ulteriormente la fuga immunitaria.
Fondamentalmente, molto presto ci troveremo di fronte a un virus superinfettivo
che resiste in toto al nostro meccanismo di difesa più prezioso: il sistema
immunitario umano.
Da tutto quanto sopra, diventa sempre più difficile
immaginare come le conseguenze di interventi umani errati così estesi in questa pandemia non potranno
cancellare gran parte della nostra popolazione umana. Si potrebbe pensare solo a
pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel
trasformare un virus relativamente innocuo in un'arma biologica di distruzione
di massa.
Vale certamente anche la pena ricordare che le mutazioni
nella proteina S (cioè esattamente la stessa proteina che è soggetta alla
selezione delle mutazioni di fuga) sono note per consentire ai Coronavirus di
attraversare le barriere di specie. Questo per dire che il rischio che la fuga
immunitaria mediata dal vaccino possa consentire al virus di passare ad altre
specie animali, in particolare il bestiame industriale (ad esempio, allevamenti
di suini e pollame), non è trascurabile. Queste specie sono già note per
ospitare diversi Coronavirus e di solito sono presenti negli allevamenti intensivi.
Simile alla situazione col virus dell'influenza, queste specie potrebbero
servire come serbatoio aggiuntivo per il virus SARS-COVID-2.
Poiché i patogeni si sono evoluti insieme al sistema
immunitario dell'ospite, le pandemie naturali di infezioni virali acute
autolimitanti si sono modellate in modo da incidere sulle vite umane non più di
quanto strettamente richiesto. A causa dell'intervento umano, il corso di
questa pandemia è stato completamente turbato fin dall'inizio. Misure di
prevenzione delle infezioni diffuse e rigorose combinate con campagne di
vaccinazione di massa che utilizzano vaccini inadeguati porteranno senza dubbio
a una situazione in cui la pandemia andrà sempre più "fuori
controllo".
Paradossalmente, l'unico intervento che potrebbe offrire una
prospettiva per porre fine a questa pandemia (oltre a lasciarle fare il suo
corso disastroso) è ... VACCINAZIONE. Naturalmente, il tipo di vaccini da
utilizzare sarebbe completamente diverso dai vaccini convenzionali, in quanto
non inducono i soliti sospetti, cioè le cellule B e T, ma le cellule NK (Natural Killer).
Esistono, infatti, prove scientifiche convincenti che queste cellule svolgono
un ruolo chiave nel facilitare l'eliminazione completa del Covid-19 in una fase
iniziale dell'infezione in soggetti infettati in modo asintomatico. Le cellule
NK fanno parte del braccio armato cellulare del nostro sistema immunitario innato e,
come gli anticorpi naturali, sono in grado di riconoscere e attaccare un ampio
e diversificato spettro di agenti patogeni. C'è una solida base scientifica
per presumere che sia possibile "innescare" le cellule NK in modo che
possano riconoscere e uccidere i Coronavirus in generale (includendo tutte le
loro varianti) in una fase iniziale dell'infezione. È stato sempre più spesso
descritto come le cellule NK siano dotate della capacità di acquisire memoria
immunologica. Educando queste cellule in modi che consentano loro di
riconoscere e prendere di mira in modo durevole le cellule infettate da
Coronavirus, il nostro sistema immunitario potrebbe essere perfettamente armato
per un attacco mirato all'universo dei Coronavirus prima dell'esposizione.
Poiché la difesa immunitaria basata sulle cellule NK fornisce immunità sterilizzante
e consente un ampio spettro e una protezione rapida, è ragionevole presumere
che sfruttare le nostre cellule immunitarie innate sarà l'unico tipo di
intervento umano a disposizione per fermare la pericolosa diffusione delle varianti altamente infettive del Covid-19.
Se noi, esseri umani, vogliamo perpetuare la nostra specie,
non abbiamo altra scelta che sradicare queste varianti virali altamente
infettive. Ciò richiederà certamente grandi campagne di vaccinazione. Tuttavia,
sono i vaccini a base di cellule NK (Natural Killer) quelli che consentiranno veramente
alla nostra immunità naturale di prepararsi meglio (memoria!) e di indurre
l'immunità di gregge (che è esattamente l'opposto di ciò che fanno gli attuali
vaccini Covid-19, i quali sempre più trasformano i soggetti vaccinati in
portatori asintomatici che diffondono il virus). Quindi, non c'è un secondo da
perdere per cambiare marcia e sostituire gli attuali vaccini killer con dei vaccini
salvavita.
Mi rivolgo all'OMS e a tutti gli attori coinvolti perché
dichiarino che questo intervento è L'UNICA E LA PIÙ IMPORTANTE EMERGENZA SANITARIA
DI RILEVANZA INTERNAZIONALE.
* Geert Vanden Bossche, DMV, PhD, virologo indipendente ed esperto di vaccini, precedentemente impiegato presso GAVI e The Bill & Melinda Gates Foundaton.
https://www.linkedin.com/in/geertvandenbossche/