23/04/14

Martin Wolf: Solo gli ignoranti vivono nella paura dell'iperinflazione

In un interessante articolo sul Financial Times, Martin Wolf sfata il mito del rapporto tra  moneta e inflazione - riprendendo il bollettino trimestrale della Banca d'Inghilterra (già commentato su Voci qui)
Ma nonostante questo impegno informativo del chief economist del FT e di una delle più importanti banche centrali,  accade che su siti di forte impatto mediatico continuino a trovare spazio delle tesi insensate...

 

La mancata comprensione del sistema monetario ha reso più difficile l'intervento delle banche centrali.

Alcuni anni fa, ho moderato un dibattito in cui un uomo politico statunitense insisteva che la stampa di denaro della Federal Reserve avrebbe presto portato all'iperinflazione. Eppure oggi la principale preoccupazione della Fed è piuttosto come riuscire far salire l'inflazione all'obiettivo stabilito. Come molti altri, il politico non riusciva a capire il funzionamento del sistema monetario.

22/04/14

Sapir: Le Elezioni Europee

Un recente post del prof. Sapir sulle elezioni europee sottolinea la necessità di votare e prendere posizione. Dalla gestione della crisi del 2008 ai nefandi programmi della Troika, dalla posizione nella crisi ucraina al TTIP, l'UE si dimostra un fallimento totale rispetto a tutte le sue promesse. A conti fatti non solo l'euro, ma anche questa UE deve essere smantellata (non "cambiata") per poter ricominciare con un'altra Europa.


Dopo la formazione del nuovo governo francese siamo stati subito e pienamente coinvolti nella campagna per le elezioni europee. Queste suscitano in genere uno scarso interesse. E' un errore, e sarebbe particolarmente dannoso se accadesse anche questa volta. La posta in gioco delle prossime elezioni è alta. Esse esprimeranno delle scelte elettorali che saranno, senza dubbio, difficili e delicate. Dobbiamo qui ricordare che tali elezioni riguardano in realtà l’Unione Europea e non l’Europa stessa. Uno può sentirsi culturalmente e storicamente europeo e rifiutare quell’istituzione che si è appropriata del nome di Europa, ma che è ben lontana dall'essere adeguata a tale scopo.

21/04/14

Coppola: Un tentativo di spiegare l’Europa

Su Forbes, Frances Coppola cerca di chiarire ai non europei la differenza tra Europa, Unione Europea ed eurozona. Visti i discorsi di certi politici nostrani, forse una ripassata giova anche in Italia: l’eurozona non è l’Unione Europea, che a sua volta non è l’Europa. La definizione di queste entità nel tempo è cambiata diverse volte – e sicuramente tornerà a modificarsi in futuro, che il ciel ci aiuti!
Mi imbatto di frequente in confusioni tra l’“Europa”, l’Unione Europea e l’eurozona, soprattutto dall’altra sponda dell’Atlantico. E’ comprensibile, dal momento che l’”Europa” nell’immaginario collettivo assomiglia a degli Stati Uniti nascenti. Ma la realtà è completamente diversa. Cercherò quindi di spiegare in cosa si distinguono l’”Europa”, l’Unione Europea e l’eurozona.

20/04/14

L’inflazione ti rende più povero?

Sul suo blog, Noah Smith cerca di far comprendere l’assurdità di sostenere che l’inflazione ci renda più poveri, o per dirla all’italiana sia “la più iniqua delle tasse” e che penalizzi “la vedova e l’orfano (@AlbertoBagnai)". Lo fa con un post ironico, semplice e spassoso. E con questo, Buona Pasqua a tutti i lettori. 
Un sacco di gente pensa che l’inflazione la renda più povera. Sembra giusto, no?
Potresti pensare: “Mmm, se il mio reddito rimane uguale e i prezzi salgono (inflazione), allora non posso più comprare le stesse cose di prima, quindi il mio potere d’acquisto è sceso. Sono più povero!

E poi potresti pensare: “In realtà, a prescindere da quel che succede al mio stipendio, posso comprare più cose se i prezzi sono più bassi. Perciò l’inflazione mi rende sempre più povero, a prescindere da tutto il resto.

19/04/14

Krugman: La Colpa è del Messaggero - Euro Edition

Il tedesco Jürgen Stark — ex membro e capo-economista della BCE — si compiace della stabilität garantita dalla "bassa inflazione" attuale, perché... questo favorisce il nostro reddito reale disponibile e perciò sostiene i nostri consumi! Il Nobel Krugman sul suo blog ridicolizza questo ex banchiere centrale che vive su un altro mondo (ma che ci fa intendere come la pensano quelli che governano le nostre vite).



di Paul Krugman  — 15 aprile 2014

Aha. Mi ero perso questa, detta da Jürgen Stark, una delle cose più incredibili che abbia mai sentito dichiarare da un ex banchiere centrale:

Si può dire che stiamo vivendo un lungo periodo di stabilità dei prezzi. Questa è una buona notizia. Ciò favorisce il reddito reale disponibile e di conseguenza sostiene i consumi dei privati. L'inflazione attesa è stabile, e non c'è alcuna evidenza che famiglie e imprese stiano ritardando gli acquisiti a causa di aspettative di inflazione negativa. Gli allarmi su una imminente deflazione e gli appelli perchè la BCE intervenga sono fuorvianti ed irresponsabili. Più questa discussione continua e si intensifica, più diventa realmente concreto il rischio di una  profezia auto-avverante.

18/04/14

La Francia è il Nuovo Calderone della Rivoluzione Euroscettica

A.E. Pritchard sul Telegraph individua la Francia come il gran calderone delle tendenze euroscettiche, e riferisce di una lettera aperta a Renzi su Le Figaro perché guidi un'alleanza latina per l'uscita dall'euro...quella cui hanno dato ampio risalto i nostri giornali...o no?  (mai speranza fu così mal riposta, comunque).



La Gran Bretagna occupa una posizione marginale nel grande dibattito sull'Europa. La  chiave di volta è la Francia, che sta diventando velocemente un calderone dei punti di vista euroscettici/Poujadisti della destra, delle idee keynesiane reflazionistiche anti-UEM della sinistra, uniti alla messa in discussione della saggezza dell'unione monetaria che attraversa l'establishment francese.

17/04/14

138 Anni di Storia Economica mostrano che è l'eccessivo debito privato che provoca le depressioni

Da Washington's Blog  un'analisi storica mostra come l'eccessivo debito privato sia spesso all'origine delle grandi crisi economiche... Basterebbe ricordare la storia per capire che a un certo punto la cancellazione dei debiti diventa necessaria per evitare il crollo.
Grazie a Federico Nero per la segnalazione e la collaborazione nella traduzione di questo lungo brano!




Troppo debito pubblico danneggia l'economia ... ma troppo debito privato la UCCIDE

Premessa : Desideriamo sfatare i miti sia della sinistra che della destra.

Ad esempio, abbiamo più volte sostenuto che il debito e
il deficit pubblico contano. Oltre un certo livello, essi costituiscono un grande peso per l'economia. Cosa che fa incazzare i nostri lettori liberal.