20/01/13

E' nato il Comitato per la Salvaguardia dei Numeri Reali

I numeri reali, i dati in grado di comprovare o smentire determinate tesi, vengono calpestati senza riguardo. I politici e commentatori nei programmi Tivù, alla radio e sui giornali continuano a ripetere in maniera martellante dei luoghi comuni sulle cause della crisi e sulla sua evoluzione futura,  senza curarsi del fatto che le loro tesi in realtà sono smentite dai dati ufficiali. 



Vuoi che sia ignoranza, vuoi che sia paura o collusione o sporco interesse personale, resta il fatto che davanti a questo delirio io personalmente  provo  un grande senso di amarezza e di impotenza, e penso pure molti dei lettori di questo blog, anche perché le conseguenze sociali delle proposte politiche fondate sulle bugie ed evidentemente dirette ad altri scopi che non sono il bene del nostro paese, stanno diventando sempre più pesanti. 

In questa situazione di sconforto, il nostro bravo Ecodellarete ha proposto di dar vita a un Comitato per la Salvaguardia dei Numeri Reali, un gruppo di cittadini che si impegna a far crescere il livello dell'informazione critica anche fuori dalla rete,  proponendo di volta in volta dei dati economici a smentita dei ricorrenti e falsi luoghi comuni, esposti in maniera semplice nel formato di un volantino, pubblicati in un blog e messi a disposizione per la stampa e la diffusione a chiunque voglia contribuire a diffondere nel paese dei dati di verità....e  speriamo di diventare virali!

Invito tutti i lettori a visitare il nuovo blog del comitato La Solitudine dei Numeri Reali, a leggere la mission nella colonna a sinistra, a scaricare il 1° Volantino strategico sulla crescita del debito pubblico e a partecipare a questa impresa coinvolgendo parenti, amici e conoscenti (o clienti dello stesso market, o passeggeri di uno stesso treno, o gente in attesa nella stessa sala d'aspetto...) che non bazziccando magari gli angoli più informati della rete sono più esposti al contagio della nuova pericolosissima epidemia, il   "luogocomunismo"... che, a meno di stadio molto avanzato, non è incurabile...e per molti forse non aspetta altro che qualche pillola per essere guarita.


16 commenti:

  1. Risposte
    1. Davvero una lodevole iniziativa!

      Anche se avrà scarso (o nessuno) effetto pratico fin quando questi numeri non verranno divulgati sui principali media raggiungendo in tal modo le maggioranza dei votanti manipolati e istupiditi dalla Tivvù.

      Comunque, bisogna provarci. Daltronde, non abbiamo altre armi (oltre ai forconi....)

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    2. L'idea è proprio quella di uscire dalla rete e diffondere il dubbio tra la gente che su internet non ci va oppure ci va per altre cose, di una diffusione a macchia d'olio che consenta di raggiungere una massa critica, dopo di ciò il processo va avanti per inerzia. Un modello di diffusione virale. Magari non funzionerà, sarà una misera cosa rispetto all'onda mediatica, ma almeno facciamo qualcosa e parliamo con gli altri...
      Le imprese chiudono, la gente sarà pure istupidita ma è anche molto preoccupata e incazzata.
      Oggi ho spiegato il volantino n.1 al nostro vicino taglialegna che dopo aver capito al volo e aver aggiunto di suo tante brutte notizie sulla crisi nella nostra zona, se l'è piegato e conservato in tasca per mostrarlo ad altra gente, ringraziandomi...quasi come fossimo cospiratori... il re è nudo!

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  2. A proposito di pillole, in queste settimane stanno riproponendo (come ciclicamente sovente avviene per bombardamento, ridondanza od assenza di alternative nella programmazione) la saga di Matrix.
    Una sceneggiatura emblematica nel concetto e nella trasposizione sociale.
    Ognuno di noi vede o percepisce ciò che desidera vedere o percepire (inconsciamente) anche se tale percezione non porterà lui nulla di buono.
    Ho rivisto con piacere una delle scene cult del film n.2 (reloaded), ossia la "centrale" esposizione dell'architetto (della Matrix) in relazione al ruolo dell'individuo nelle imperfette equazioni umane (informaticamente parlando).
    Infatti, se da un lato l'uomo è frutto di una matematica perfetta (a mio avviso) la sua informatica, diversamente è soggetta a variazioni e squilibri imprevedibili.
    Questo, personalmente e molto stringatamente, il senso del discorso dell'architetto.
    I numeri, pertanto, risultano sì efficaci..a volte! Di fronte, però, all'imprevedibilità umana dobbiamo solo affidarci al cuore! Ossia la speranza di esser..., non tanto ascoltati ma più profiquamente percepiti nella ns sincerità d'espressione.
    Il concetto di fiducia, non foss' altro, ritengo sia su questo che si basi: la percezione inconscia di un sentore, un'affinità, una lunghezza d'onda e quindi d'animo.
    Lo stesso animo umano valuta prima per sensazione che per razionalità (a mio modesto avviso) e forse ciò che proprio manca spesso, in tal senso, è la capacità di governare positivamente tale sensazione affinché si crei un'affinità e non una controversia.
    Chi detiene il potere, oggi, ritengo sia pienamente consapevole di tale gravità e tenti di condurla (sino ad ora con proficui risultati non c'è che dire) ma non ancora (e chissà mai semmai definitivamente) in totale padronanza!
    Sta a noi rendercene conto e farsene conseguentemente carico.
    Questa la mia umile considerazione della realtà!

    Un saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

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    1. Caro Elmo, secondo me bisogna affidarci ai numeri e quindi alla ragione, ma questa deve andare insieme e in sintonia col cuore...questo secondo centro dell'essere umano è di fondamentale importanza!
      Poi forse non ho capito bene cosa intendi...

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    2. Per approfondire il concetto, cercherò di esporre un esempio.
      Parlando con diverse tipologie di persone (amici, conoscenti, familiari) ed esponendo sempre lo stesso concetto con gli stessi dati... difficilmente si ottengono gli stessi risultati e questo perché la sensibilità dell'ascoltatore (sempre che ascolti concretamente) sarà in ogni caso "diversa". Se, viceversa, si cattura la fiducia di quell'ascoltatore (ed in questo Grillo insegna, come ogni altro affabulatore partitocratico o mediatico d'altronde è stato in grado di realizzare sino ad oggi), si potranno raccontare anche "scempiaggini" e si sarà sempre (magari ns malgrado) presi sul serio ed (ohimé) ascoltati!
      Pertanto, la differenza, a mio avviso ed oggi più che mai, la si fa e la si ottiene nella fiducia che si riesce ad ottenere dall'altro non tanto dai numeri che oggettivamente si è in grado di esporgli.
      Per certi versi sembra una triste realtà per altri risulterebbe un'enorme opportunità, per chi sinceramente si espone, nel far crescere in coscienza critica il proprio interlocutore.
      Fermo restando che i numeri come i fatti, i dati e gli elementi oggettivi.. non debbano mai mancare e.o esser sottovalutati. A fronte di un'efficacie comunicazione non si può prescindere da una solida formazione!

      Un caro saluto e grazie per la riposta amicizia in FB.
      Un saluto,
      Elmoamf Massimo Paglia

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    3. Forse intende che la massa si muove e agisce più per istinto che per coscienza.
      E l'istinto può essere governato e indotto dall'informazione di massa; la coscienza invece richiede uno sforzo individuale per maturare e portare alla conoscenza personale, anche tramite lo studio della statistica reale e inopinabile, quindi non può essere indotto..... credo..

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    4. Insomma con l'istinto ci si muove per imitazione, con la coscienza si esercita una volontà propria...
      vedete, una scelta di questo comitato è proprio quella di non voler proporre soluzioni, ma solo di instillare il dubbio sulla realtà di quello che ci raccontano, poi ognuno dovrebbe cercare di unire i puntini con quello sforzo personale di cui parli, che matura la coscienza...

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    5. Ad esempio molte pubblicità commerciali fanno sempre leva sull'istinto di base più apprezzato:
      il sesso

      :-)

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  3. Grazie Ale per l'ottima riflessione.
    Però, più che al concetto di massa (stereotipato e standardizzato) che, a mio avviso, ci porta fuori dal "tangibile", ossia ciò che viviamo tutti i giorni, con conoscenti o passanti..., ci terrei a focalizzare l'attenzione sul concetto dell'individuo quale "prossimo" con il quale si possa essere in grado d'interloquire.
    Al pari di un'amicizia od una parentela od una conoscenza..l'interlocutore occasionale (in fila alla cassa di un negozio come al bancone di un bar o sotto l'ombrellone della spiaggia) riporrà in te attenzione nella misura in cui sarai in grado di trasporgli fiducia e non "solo" meri numeri. Numeri dei quali i più sono digiuni mentre gli altri li osservano annoiati.
    In buona sostanza, noi non possiamo essere in grado di conoscere lo "spessore" dei ns interlocutori e d'altronde ciò non sarebbe, forse, neanche corretto o giusto, ma possiamo essere in grado di percepire il loro interesse alle ns "parole". E più saremo in grado di valorizzare quelle parole con una sostanza di "sincera" (o per altri deviante - tecnocraticamente parlando) partecipazione nelle vicissitudini altrui e nelle disamine altrui sulla comune realtà..più saremo in grado di partecipare determinati concetti che i soli numeri (a mio modestissimo parere) difficilmente potrebbero essere in grado di realizzare.
    Ferma restando la pur sempre utile pratica dello "spurio" ed "anonimo" volantinaggio (ossia funzionalmente strumentale come le copie di libera distribuzione dei quotidiani gratuiti sulle metro cittadine) quale sprone delle coscienze altrui.
    In tal caso, se ognuno, nel suo piccolo, fosse in grado di stampare il volantino sopraccitato e distribuirlo "semplicemente" in giro..già questa sarebbe opera meritoria.
    A tale opera, però, andrebbe accompagnata una ben altra e più decisiva opera di "fiducia" che magari sarà (probabilmente) anche praticata ma che, a mio singolare sentore, risulta ancora troppo sommariamente valutata rispetto all'efficacia dei numeri.
    Le persone, ritengo, non sono cosi pazienti, volenterose o virtuose. Badano più ai fatti e ad eventuali interessi.
    Se non si è in grado di scalfire tale scorza insinuando la coltre di un dubbio, difficilmente tenderanno a riflettere.
    La fiducia è un'arma potente, a mio avviso, e va ben considerata, ponderata e sinceramente utilizzata.
    Al tempo stesso da essa non si può prescindere se si vuole far breccia nell'animo altrui!

    Un saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

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    1. Grazie Massimo, sono molto belle e giuste le tue considerazioni. Forse l'obiettivo che ci si pone con questi volantini non è così elevato. Forse ne verrà fuori una cosa a metà strada tra un anonimo volantinaggio e un contatto umano vero, dipende da chi li dà, e da chi li riceve, e dalle circostanze, forse in certe occasioni nemmeno si usa il volantino ma si preferisce parlare e ascoltare...può essere uno strumento, insieme ad altri.

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    2. Si, avete ragione
      Anche le statistiche devono essere spiegate pazientemente. I luoghi comuni indotti che fanno perno sugli istinti sono assai difficili da abbattere. Sono peggio delle superstizioni!
      E per spiegarle bene effettivamente è essenziale conquistare la fiducia della persona a cui è diretta la propaganda.
      Una cosa che velocizza di molto la fiducia della gente è il titolo accademico o professionale. Se un numero viene spiegato da un economista, professore, o qualsivoglia titolo equiparato sortisce da subito un effetto maggiore, indipendentemente dalla effettiva sincerità della spiegazione.
      Che non sarebbe sbagliato, solo che la gente si dovrebbe abituare anche ad informarsi per valutare le effettive correttezze delle spiegazioni che gli vengono date.. ed in pochi lo fanno.
      Anche le statistiche sono facilmente manipolabili sopratutto se paragonati con altre di altri paesi. L'esempio classico del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto..
      Di luoghi comuni sulla moneta poi ce ne sono a tonnellate.
      Tante volte mi sono sentito rispondere:
      "la Lira?? Ma ti rendi conto che la benzina costerebbe il doppio??"
      "E lo stipendio?? Si dimezzerebbe!E la vita costerebbe il doppio!"
      "Usciremmo dall'Europa! La Svezia e la Danimarca hanno l'Euro e stanno bene! Facciamo come loro!"
      "Se l'Euro è una cosa brutta, perchè la Grecia non ne vuole uscire??"
      "Non potremmo più inportare dalla Germania! Diventeremmo poveri!"

      Hahahaha! :-)

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  4. Bellissima iniziativa!! E verissimo, se non usciamo dalla rete ci riduciamo a fare i saputelli tra noi, magrissima consolazione...Ho stampato e inizio a distribuire. Chiara

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    1. Grazie Chiara, c'è una pagina facebook dove possiamo commentare e fare qualche resoconto...buon lavoro!

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  5. Ciao Carmen,
    ho letto la tua mail e ti rispondo da qui.
    Penso che sia un'iniziativa molto valida e da sostenere.
    Per ora ho solo messo il link del blog nei siti consigliati, ma mi attiverò anche nello stampare volantini e distribuire appena possibile!

    Un caro saluto
    Alba

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    1. Grazie cara Alba, se credi possiamo inserire vocidallastrada tra i siti che sostengono lasolitudinedeinumerireali, che ne dici?

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