07/10/13

La Riduzione del Debito e il Potere di Creare Moneta della Fed

Dal Levy Economics Institute of Bard College, un interessante studio sul potere della Federal Reserve di agire direttamente sull'economia reale: nel momento in cui il Congresso "catturato" dalla finanza impone lo shutdown, paradossalmente una banca centrale indipendente potrebbe guidare la più grande controffensiva Keynesiana della storia da 40 anni a questa parte (parole di Quarantotto che mi ha segnalato il paper, grazie!)



di William Greider



Introduzione



La politica monetaria è a corto di gas. Sei anni fa, al culmine della crisi, la risposta della Federal Reserve è stata impressionante. La Fed ha creato migliaia di miliardi di dollari e ha inondato il sistema con denaro facile - sufficiente a stabilizzare i mercati finanziari e salvare le banche in dissesto. Ha portato i tassi di interesse a breve termine fino quasi a zero e i tassi dei mutui a lungo termine a livelli promozionali. Ha fornito un enorme sostegno al settore immobiliare, con l'acquisto di 1.250 miliardi di dollari di titoli garantiti da mutui ipotecari, quasi un quarto del mercato.



Inonda
re di denaro Wall Street ha salvato le banche, ma non ha funzionato nell'economia reale, dove vive e fatica la maggior parte degli americani. Ma Washington ora sembra aver optato per una politica di silenzioso favore. Il presidente promuove come buona la ripresa economica zoppicante, anche se sta attento a dire che non è ancora abbastanza. Il meglio che si può dire del Congresso è che ha smesso di peggiorare le cose (articolo scritto prima dello shutdown, ndt). L'unica luce - il diluvio di denaro facile del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke - è piuttosto tremolante, dato che i critici conservatori gli intimano di fare marcia indietro.  
Il guaio con la politica di Bernanke è che non ha funzionato, se l'obiettivo è una economia vivace con abbondante occupazione. E il suo recente accenno al fatto che avrebbe potuto prendere in considerazione di por fine agli acquisti di titoli della Fed, ha provocato un mini-panico a Wall Street - segno abbastanza chiaro della debolezza della ripresa.


La Fed
conosce (a differenza dei politici) il pericolo di scivolare in una trappola della liquidità, che potrebbe assolutamente disinnescare i suoi strumenti monetari. Così la Fed vuole che il Congresso e la Casa Bianca prendano prestiti e spendano di più, perché quando il settore privato è in stallo e ha paura di muoversi, solo il governo federale è in grado di intervenire e dare il necessario avvio alla ripresa. E ancora, nel gennaio 2012, la banca centrale ha pubblicato un libro bianco sull'immobiliare, proponendo, molto cautamente, il rimedio eretico della cancellazione del debito per i milioni di proprietari di case vicini al pignoramento ( Federal Reserve 2012).



Pur essendo un critico di lunga data della Federal Reserve, mi sono trovato a provare simpatia e anche una sorta di ammirazione per la volontà di Bernanke di difendere le idee non ortodossee e stare dalla parte dei proprietari di case sulla delicata questione della riduzione del debito. Per molti anni, ho attaccato il potere irresponsabile dell'istituzione e il suo carattere antidemocratico, i suoi rapporti incestuosi con potenti banche e società di investimento. I difetti e le contraddizioni rimangono, eppure io ora penso che il paese abbia bisogno di una Fed più forte - una banca centrale che non abbia paura di usare i suoi impressionanti poteri per sostenere più direttamente l'economia reale. Uno dei modi in cui può farlo è attraverso la rivisitazione - e l'estensione - delle sue idee coraggiose sulla riduzione del debito. Sfruttando il potere di creazione della moneta, la Fed può aiutare a ripulire l'eccesso di debito ipotecario e studentesco, che fa da ostacolo alla ripresa dell'economia.





La Federal Reserve svolta a sinistra


La gente si chiede, come mai la Federal Reserve può erogare migliaia di miliardi per salvare le banche di Wall Street, ma non può fare lo stesso per salvare l'economia reale? Bella domanda, che merita una risposta migliore dei tecnicismi legali forniti dalla FED. In questi tempi così difficili, la Federal Reserve dovrebbe trovare il coraggio di abbandonare i paradigmi falliti e usare i suoi poteri per servire una concezione più ampia dell'interesse pubblico.

La Fed ha rivolto tardivamente la sua attenzione  alla crisi dei pignoramenti, quando si è resa conto che il settore immobiliare, intasato con milioni di mutui falliti e case sfitte, spiega una gran parte del perché la politica monetaria di Bernanke è fallita. L'immobiliare, naturalmente, è un problema che appartiene al lato fiscale, del governo, ma la Fed può dare una mano perché il suo "doppio mandato " legale richiede che la politica monetaria debba sostenere sia la piena occupazione che la stabilità della moneta.



Anche se sembrava fuori dai canoni di un'austera banca centrale, nel gennaio 2012 la Fed ha messo in scena la sua versione media blitz per conto dei proprietari di case in difficoltà. Nel giro di sette giorni, due governatori del Federal Reserve Board di Washington e tre presidenti delle 12 banche regionali della Federal Reserve hanno fatto dichiarazioni forti su come fermare l'emorragia e rinvigorire il settore immobiliare. Hanno chiesto ai politici eletti di prendere in considerazione di lanciare una vasta campagna per ridurre il debito dei proprietari di case che sono underwater, cioè il cui valore della casa è sceso al di sotto del mutuo che devono pagare. La maggior parte di loro non possono vendere e non possono nemmeno tener dietro ai loro pagamenti, e sono quindi destinati al pignoramento.
Tutto questo è stato spiegato nel Libro bianco che Bernanke ha inviato a Capitol Hill, che illustra il motivo per cui ripulire il caos immobiliare è necessario per una "ripresa più rapida e più incisiva" ( Federal Reserve 2012, 2) . Il white paper può essere letto come un manuale per la ripresa.



Un promotore dell'iniziativa è stato William Dudley, presidente della Fed di New York. Dudley ha suggerito 15 miliardi dollari di prestiti ponte ai proprietari di case disoccupati. Egli ha esortato Fannie Mae e Freddie Mac, le due imprese sponsorizzate dal governo (GSE), ora in amministrazione controllata, ad allentare il controllo eccessivo sui mutui e ridurre le rimanenze relative ai prestiti inesigibili - che molto probabilmente non verranno mai rimborsati comunque.


Un senso di moralità attraversa tutto il libro bianco. L'equità, si scopre, è una variabile economica. Come le conseguenze sociali della disoccupazione. Il caos dei pignoramenti, nota la Fed, danneggia interi quartieri, rovinati dai fallimenti altrui. I comuni pieni di case vuote perdono il gettito delle imposte sulla proprietà, necessario a finanziare i servizi pubblici. I pignoramenti si risolvono in una "perdita secca", in cui non
vince nessuno.

La riduzione del mutuo, invece, redistribuisce il reddito e la ricchezza dai creditori ai debitori. "Modificare un mutuo esistente, dilazionarne il termine, ridurre il tasso di interesse, o ridurre il capitale - può essere un meccanismo per redistribuire parte delle perdite (per esempio, il crollo dei prezzi delle case o la riduzione dei redditi) dai proprietari di case ai finanziatori, garanti, investitori e, in alcuni casi, i contribuenti", spiega il documento della Fed (17). Sia il mutuante che il mutuatario possono guadagnare dalla riduzione della dimensione di un mutuo underwater : "Poiché i pignoramenti sono molto costosi, alcune modifiche del prestito possono andare a vantaggio di tutte le parti interessate, anche se è il mutuatario a fare dei pagamenti ridotti"(17-18) . Rifinanziare a un tasso inferiore e ridurre il capitale permette a una famiglia di mantenere la casa, rendendo più probabile di ripagarne il valore con un mutuo più conveniente.


La modifica può anche far sì che il prestito ritorni ad essere un investimento redditizio per i creditori, che ne potrebbero avere un guadagno maggiore di quello che avrebbero se lasciassero scattare la procedura del pignoramento. Ridurre il mutuo significa ammettere che il debito originario non può essere rimborsato in ogni caso. L'istituto di credito subisce una "perdita" contabile sul debito condonato, ma in termini reali guadagna di più.



La stessa logica si può applicare all'economia nel suo complesso, ha spiegato la Fed. I costi dell'aggiustamento a breve termine sono pagati in anticipo dai creditori, ma i benefici a lungo termine saranno molto più grandi per l'intera economia, nella misura in cui cancellare i crediti inesigibili aiuta a rinforzare la ripresa.


La Riduzione del debito per i Mutui in Fallimento


Ecco un modesto esempio di ciò che la Fed potrebbe fare per
dare una scossa al sistema. Potrebbe annunciare la sua intenzione di acquistare solo nuovi titoli garantiti da ipoteca che sono stati sottoposti al processo di rifinanziamento e di modifica per stabilire valutazioni più realistiche. Il solo annuncio avrebbe un grande effetto sullo stock esistente di mutui GSE e probabilmente innescherebbe un'ondata di aggiustamenti dei mutui guidata dal mercato.



La Fed, in effetti, non solo fornirebbe un modello per le svalutazioni del debito in generale, ma contribuirebbe anche a creare un mercato. La presenza della Fed sarebbe una garanzia che il processo non minaccia il sistema bancario. Per i proprietari di case in difficoltà, si tratterebbe di una redistribuzione del reddito e della ricchezza per condividere i costi della catastrofe finanziaria con gli altri giocatori, invece di scaricare tutto il peso sui mutuatari.
Stephen Roach , economista di Morgan Stanley e docente presso l' Università di Yale School of Management, ritiene
che l'esecutivo può progettare una drastica riduzione del debito, con o senza l'approvazione del Congresso. Fannie e Freddie insieme detengono qualcosa come 1.500 miliardi di dollari di prestiti per la casa o titoli garantiti da ipoteca. La Federal Reserve ne ha quasi un altro trilione sul suo bilancio. Come proprietari, potrebbero concedere unilateralmente nuove condizioni più realistiche ai mutuatari in difficoltà. "Il Governo può farlo semplicemente dicendo a Fannie Mae e FreddieMac di contabilizzare una svalutazione sui loro prestiti in sospeso", spiega Roach. "Poi il governo può fare pressione sulle banche per fare la stessa cosa. Le banche potranno fare resistenza, ma alla fine dovranno acconsentire, se il governo è abbastanza forte e deciso."



Allo stesso modo la Fed può esercitare una grande influenza per la riduzione del debito, dice Roach. I tradizionalisti conservatori naturalmente sarebbero inorriditi se la Fed direttamente aiutasse l'economia reale dei consumatori e produttori, ma questa obiezione è stata superata dalla crisi finanziaria, quando la banca centrale ha pompato centinaia di miliardi di dollari in società non bancarie come AIG e General Electric. Joseph Stiglitz, un Nobel per l'economia della Columbia University, e Mark Zandi, capo economista a Moody Analytics, hanno proposto un uso eccellente per il denaro creato dalla Fed: finanziare un massiccio rifinanziamento dei mutui per la casa, che taglierebbe drasticamente i pagamenti mensili e libererebbe del reddito personale per il consumo (Stiglitz e Zandi 2012). Un piano di questo tipo proposto dal senatore dell'Oregon Jeff Merkley, spiegano, potrebbe aumentare il reddito disponibile di circa 20 milioni di famiglie con mutui underwater, compresi quelli non garantiti da Fannie Mae e Freddie Mac. Un "trust finanziato dal governo" potrebbe acquistare i mutui rifinanziati, dando così agli istituti di credito privati il capitale per fare più prestiti. Diverse agenzie federali sarebbero in grado di gestire questo, ma Zandi mi ha detto che utilizzare la Federal Riserve sarebbe il modo più efficiente. "Il più grande ostacolo è il sistema bancario", ha detto Zandi . "Il canale dei prestiti si è ridotto - un sacco di banche di medie dimensioni e società di mutui sono fuori dal gioco - così le grandi banche ne gestiscono oggi tutto il volume. Esse gestiscono il flusso aumentando il loro standard di ammissibilità. E' per questo che stanno facendo così tanto denaro.” La Federal Reserve potrebbe cambiare la situazione, ha detto Zandi, ma ha aggiunto : "Penso che la Fed non andrebbe mai su questa strada, a meno che l'economia nazionale non stesse scivolando in recessione".




Utilizzare il Potere Monetario della Fed per il Debito Studentesco


Il senatore Elizabeth Warren ha
fatto quella che chiamerei una proposta shock, che è molto probabile disturberà il sonno dei politici collusi. Perché, si chiede, se la Federal Reserve ha prestato denaro alle banche ad un tasso inferiore all'1 per cento, il governo intende far pagare agli studenti il 6,8 per cento di interessi sui loro prestiti per il college? Il senatore ha postato un manifesto divertente sul suo sito ufficiale : SE VUOI UN PRESTITO DAL GOVERNO, NON DEVI ESSERE UNO STUDENTE, DEVI ESSERE UNA BANCA.


Warren ha proposto una legge - il suo primo disegno di legge –
per correggere questa anomalia. Invece di raddoppiare il tasso di interesse sui prestiti per lo studio dal 3,4 al 6,8 per cento, come ha fatto il governo nel mese di luglio, Warren vuole che sia ridotto allo stesso tasso che le banche pagano allo sconto della Fed : 0,75 per cento. Inoltre, Warren vuole che sia la Fed a pagare per questa modesta riduzione del debito, proprio come ha fatto per i salvataggi di Wall Street. "Ogni volta che il governo degli Stati Uniti fa un prestito a basso costo a qualcuno, sta investendo su di lui", ha spiegato il senatore in un'intervista. "Il governo degli Stati Uniti lo fa ogni singolo giorno attraverso la Federal Reserve. Investe nei più grandi istituti finanziari di questo paese. Dobbiamo essere disposti a fare lo stesso tipo di investimento sui nostri ragazzi che stanno cercando di ricevere un'istruzione."





Questo confronto dovrebbe mettere in imbarazzo Washington : come Warren ha osservato, il governo in realtà fa i soldi sui prestiti ai suoi studenti. Secondo il Congressional Budget Office, quest'anno raccoglierà 51 miliardi di dollari. "In altre parole", ha detto "i nostri ragazzi sono diventati un'occasione di profitto, mentre le grandi banche se la cavano con le sovvenzioni." Provate a spiegarlo ai giovani che affogano in un trilione di dollari di debiti.
Gli esperti conformisti insistono che le banche sono diverse dagli studenti . "Sì , lo so"  risponde Warren con una certa stanchezza. Questo è il punto: perché gli studenti devono essere trattati come se fossero meno importanti delle banche? Qui c'è un bel confronto" sostiene "Infatti, ci dà la possibilità di esplorare proprio quelli che sono i valori che stanno alla base degli aiuti governativi."
Il senatore spera che la sua proposta possa suscitare  un dibattito nel paese sui valori e gli investimenti pubblici. "Certo che abbiamo bisogno di un sistema finanziario", dice Warren "Ma abbiamo anche bisogno di giovani istruiti. Abbiamo anche bisogno di infrastrutture. Abbiamo anche bisogno di ricerca. Questi sono tutti investimenti. Voglio che ampliamo il discorso. Come paese, dove dovrebbero andare i nostri investimenti? Perché ora, dal mio punto di vista, stiamo affamando i gruppi sbagliati."

Quel che innervosisce i banchieri centrali conservatori e gli economisti monetari è l'affermazione di Warren che la Federal Reserve dovrebbe pagare i costi della riduzione degli interessi sui prestiti degli studenti dal denaro che crea. L'unico vantaggio della banca centrale è che la sua emissione di denaro non conta come spesa pubblica. Il nuovo denaro emesso dalla Fed è "credito puro" del paese, perché appartiene a tutti e a nessuno in particolare.

"Se i prestiti della Federal Reserve sono sovvenzioni, non compaiono nel bilancio federale", ha spiegato Warren . "Già lo fanno. Ogni giorno e 'fuori dai libri. ' Non c'è nessuna compensazione. Nessuno dice: 'Bene, dobbiamo trovare una scappatoia fiscale da qualche parte per compensare' . Se noi siamo disposti a usarlo [il potere di creazione del denaro] per le grandi banche, dovremmo essere disposti a metterlo al servizio dei nostri studenti, perché sia le une che gli altri costruiscono il futuro."
Per
alleggerire la polemica, Warren ha messo un limite alla sua proposta : la riduzione del tasso di interesse durerebbe solo un anno, costringendo il Congresso a ritornare sul problema e cercare delle soluzioni sistemiche all'eccesso di debito e all'aumento del costo del college. Il suo disegno di legge non dà sollievo a studenti e laureati che, lei riconosce, sono già "schiacciati" dai debiti. ( Senatore Sherrod Brown ha introdotto un disegno di legge parallelo per ridurre i tassi sui finanziamenti in essere .) "E' solo un acconto del tentativo di dare alla gente che lavora una opportunità reale", ha detto Warren . "Facciamo un primo passo. Dobbiamo ottenere la vittoria a tappe successive".

Altri stanno sollecitando interventi più dra
stici : utilizzare i finanziamenti della Fed per il prestito diretto e la riduzione del debito nell'economia reale. Anche se non è molto noto, questi interventi poco ortodossi della Fed sono stati un argomento ricorrente dell'élite politica, in un dibattito-ombra sulla politica monetaria. Walker F. Todd (2013), ex consulente legale delle Federal Reserve Banks di Cleveland e New York, suggerisce che la Fed potrebbe sottoscrivere una significativa riduzione del debito studentesco da 1 trilione di dollari tirando giù l'enorme arretrato delle riserve del sistema bancario, stimato in 1.800 miliardi dollari. Altri hanno proposto un prestito per aiutare il settore delle piccole imprese, ora affamate di credito dai banchieri riluttanti. Altri ancora rappresentano la Fed come sostenitrice di un programma nazionale
di investimenti infrastrutturali (vedi Greider 2013b ).
Il dibattito-ombra tra gli economisti e i politici non è segreto, ma non è nemmeno esattamente pubblico.
Dal momento che i funzionari della Fed sono stati in gran parte in silenzio sulle alternative non ortodosse venute fuori di recente, i principali media non si preoccupano di segnalarne le implicazioni politiche. L'ignoranza del pubblico è un utile strumento delle classi dirigenti.

E' tempo per la riduzione del debito
 
Condonare i debiti è la cosa giusta da fare, perché i banchieri sono già stati condonati. Le più grandi banche, infatti, quando il governo le ha salvate, sono state sollevate da ogni responsabilità per i loro crimini di frode sistemica o per aver causato il crollo finanziario, senza fare domande. L'amministrazione Obama ha fatto seguito a questo con una politica di regolamentazione molto permissiva che fondamentalmente ha guardato dall'altra parte e ha ignorato i reclami fittizi sui bilanci bancari. Invece di imporre una contabilità trasparente e una riforma rigorosa, l'amministrazione ha adottato una strategia di regolamentazione "dal cuore tenero" che gli insider bancari chiamano "proroga e fai finta di niente" : prorogare i prestiti falliti e far finta che i prestiti saranno ripagati, anche quando si sa che molti non lo saranno.

L'espressione è nata durante la terza crisi mondiale del debito, nel 1980, quando la Federal Reserve ha salvato le stesse grandi banche dall'insolvenza, a causa dei loro prestiti sconsiderati in America Latina.
Questa volta, il razionale del governo per il salvataggio
in primo luogo dei banchieri era che l'economia non può riprendersi fino a quando il sistema finanziario non è risanato. La premessa non è stata confermata: le banche si sono riprese, almeno parzialmente, ma non l'economia. La stessa razionalità vale, ancor più logicamente, per i proprietari di case falliti e per quelli che lottano sotto il peso del debito studentesco. Una pesante nube di cattivo debito sta soffocando l'attività economica. Fino a quando il debito non è rimosso dai bilanci finanziari, l'economia è improbabile che possa recuperare.

Quindi la riduzione del debito non è solo un imperativo morale; è anche una necessità economica. Le banche più grandi e più potenti sono in piedi grazie a questa soluzione. I banchieri e gli altri creditori avrebbero dovuto subire un grande colpo se fossero stati costretti a cancellare il debito loro dovuto. Le banche avrebbero dovuto registrare una riduzione del capitale, e il loro reddito sarebbe diminuito se i proprietari di abitazione fossero stati autorizzati a ridurre i loro pagamenti mensili. Questo avrebbe potuto compromettere la solvibilità di alcune grosse banche, quelle che hanno gonfiato la loro situazione finanziaria, come molti analisti e azionisti sospettano. Questo rischio spiega probabilmente perché il Dipartimento del Tesoro e varie agenzie immobiliari stanno cercando per evitare le crescenti richieste per la remissione del debito. Fannie Mae e Freddie Mac, che garantiscono circa il 70 per cento di tutti i mutui e sono ormai praticamente di proprietà del governo, hanno categoricamente respinto l'idea , e così la Federal Housing Administration e il Veterans Administration.
Conclusioni

La Federal Reserve dovrebbe agire per la riduzione del debito, perché nessun altro lo farà. Sembra ingiusto, dato che la Fed ha già subito delle pesanti critiche per aver battuto una strada al di fuori dalle sue tradizionali competenze. Ulteriori esperimenti farebbero infuriare i critici di destra, ma la banca centrale non ha altra scelta. I responsabili della politica monetaria dicono di trovarsi davanti a dei formidabili limiti di legge, ma la Fed ha ancora un potere enorme. Io sono convinto di quanto mi dicono i finanzieri di Wall Street: la Fed di solito trova sempre il modo per realizzare quello che vuole veramente fare.
In questo caso, può superare l'impasse politica e spingere gli altri all'azione. Non è necessario violare il Federal Reserve Act. Basta reinterpretare la vaga definizione del "doppio mandato", che è sempre stata fortemente sbilanciata in favore della finanza di Wall Street rispetto all'economia reale. Se la stagnazione si trascina per anni, distruggendo il tessuto sociale e destabilizzando la politica, le richieste di interventi più radicali aumenteranno e alla fine travolgeranno i vecchi limiti.

Se questo paese ritornerà mai al tempo in cui si pongono le domande vere sulla democrazia e sulle nostre aspirazioni non realizzate, l'opinione pubblica e i politici dovranno parlare della Federal Reserve e del suo "potere del denaro ." Ho il presentimento che gli avvenimenti attuali stiano preparando i cittadini, e i loro rappresentanti eletti, a quel giorno. Non ha più senso mantenere la politica fiscale e monetaria separate, spingendo l' economia in direzioni opposte.
La crisi attuale suggerisce che gli strumenti monetari devono essere coordinati con il lato fiscale. Come questo possa essere fatto in una società democratica è una domanda difficile , ma non ci sarà risposta fino a quando il popolo ed i suoi rappresentanti non saranno istruiti ben oltre il loro attuale livello primitivo di comprensione .
L'altra promettente sfida è: possiamo convincere noi stessi che il denaro creato dal governo in realtà appartiene al popolo ?
Potrebbe essere usato - giudiziosamente - per finanziare progetti pubblici a lungo termine, come le infrastrutture e i treni ad alta velocità? il governo come datore di lavoro di ultima istanza ? Facciamo il nostro elenco di ciò di cui il paese ha bisogno. Immaginate se i progetti di massima priorità fossero finanziati con il nuovo denaro misteriosamente creato dalla potente Federal Reserve. Questo sarebbe un futuro per cui vale la pena di discutere .

8 commenti:

  1. "Condonare il debito è la cosa giusta da fare perchè i banchieri sono stati già condonati."
    Speriamo che qualcuno renda praticamente rilevante questa evidenza e la follia si plachi (prima che sia troppo tardi).
    Infine: a me l'articolo lo ha segnalato il grande Flavio. Onore al merito :-)

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  2. Grazie anche a Flavio, certamente!

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  3. "possiamo convincere noi stessi che il denaro creato dal governo in realtà appartiene al popolo ?"
    si, se ci liberiamo dal dogma della moneta endogena-creditizia.
    per carità, il PRIVATO che investe e rischia di suo è giusto che paghi il dazio (=interesse) per la sua intrapresa, ammesso che riesca a chidere il "CIRCUITO", ma lo stato, cioè il PUBBLICO, cioé tutti noi perchè dobbiamo privarci del "nuovo denaro" misteriosamente creato dalla potente Banca Centrale per i "progetti di massima priorità" che riguardano la collettività intera?
    come dire cominciamo a mettere in discussione la "dittatura" dei prezzi di mercato, che tanto potere da alle oligarchie finanz-capitalistiche di determinare cosa e quanto produrre.






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  4. L' inziativa è lodevole, ma occorrerebbe lavorare per fare in modo che un crack come quello del 29 o del 2008 non succedano piu
    Un modo è iniziare a porre una netta separazione tra banche d' affari e banche commerciali

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    1. "Un modo è iniziare a porre una netta separazione tra banche d' affari e banche "

      Mò chiedi troppo! Non ti allargare! :-) Allo stato attuale sarebbe già un vero miracolo se prima uscissimo dalla trappola dell'Euro!
      :-)

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  5. Ma un po di inflazione a doppia cifra, per tutti, nessuno escluso non sarebbe più democratico?

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    1. Beh dipende!
      Se mi tieni lo stipendio a singola cifra e per dipiù negativa non mi sembra un buon affare!
      Gli unici a guadagnarci sarebbero i commercianti....
      .... non è che per caso sei un commerciante??

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