07/09/19

La Brexit si è trasformata in atti di vandalismo istituzionale

Come osserva Tom Luongo, la strategia dei politici remainers nel Regno Unito è ormai equiparabile a una forma di vandalismo istituzionale: sono disposti a tutto pur di NON far prevalere la volontà popolare, perfino a una resa incondizionata del proprio paese all’Unione Europea. Negare al popolo sovrano la libertà di scelta è una forma gravissima di violenza, che non potrà che generare altra violenza.

 

 

Di Tom Luongo, 4 settembre 2019

 

 

Alcuni uomini vogliono solo vedere il mondo bruciare.
–Il Cavaliere Oscuro


 

 

La Brexit ha distrutto la politica britannica. Era questo l’obiettivo della strategia di non-negoziazione della UE. Ed ha avuto un grande successo.

 

Bisogna capire che la mentalità della Gente di Davos e dei loro Quisling (il collaborazionista norvegese di Hitler NdVdE) sparsi per l’Europa è che la UE è inevitabile. L’UE è il futuro e niente che il popolo possa dire o volere cambierà questo destino. E faranno di tutto per arrivarci.

 

Mentre guardavo altre due ore di quel patetico virtue signaling e disperazione stridente che vanno sotto il nome di “parlamento inglese”, sono arrivato all’unica conclusione a cui può giungere una persona razionale.

 

La coalizione del remain nel parlamento del Regno Unito è diventata una banda di vandali.

 

Distruggerebbero tutto: il loro governo, le tradizioni e tutto quello che sanno essere vero fuori dalle stanze di Westminster per assicurarsi che i sogni dei loro padroni diventino realtà.

 

Il fatto che abbiano presentato un disegno di legge che concede alla Commissione Europea un controllo assoluto sui futuri negoziati con la UE è alto tradimento. Punto e basta.

 

Il fatto che poi vogliano mettersi al riparo da un’elezione generale, che sanno che avrebbe ribaltato il loro colpo di stato, è un atto di vandalismo.

 

È il culmine dell’arroganza da parte di persone che inizialmente hanno calpestato i manifesti dei partiti che chiedevano la Brexit, e poi hanno chiesto un “voto del popolo” per fermarla, per mascherarsi e utilizzare le loro ultime briciole di potere per negare a quelle stesse persone l’opportunità di cambiare la loro rappresentanza politica per paura della Brexit.

 

È qui che il fanatico oltrepassa la linea dell’ideologo. Quel momento in cui devi decidere di soggiogare milioni di persone a causa delle tue paure, delle tue idee, della tua volontà, perché tu sì che sei competente.

 

E farlo mentre si sostiene di essere dei campioni della democrazia dimostra soltanto quanto sia manipolabile la lingua inglese.

 

Le persone che hanno passato il segno e votato per impedire a Boris Johnson di attuare la Brexit il 31 di ottobre sono state espulse, come i vandali che si sono dimostrati. Sono persone che hanno cercato in origine di legare il Regno Unito a un Trattato di Ritiro peggiore dell’adesione alla UE come punizione del popolo per avere votato a favore della Brexit nel 2016.

 

Sono persone come Dominic Grieve, Micheal Gove, Ken Clarke e Phillip Hammond. A prescindere da quello che dicono in pubblico, non hanno mai creduto nella Brexit, non la vogliono e non vogliono vederla attuata.

 

Ora, se non otterranno quello che vogliono, daranno fuoco al parlamento e a tutto quello che dovrebbe rappresentare.

 

Perché niente di quello che ha fatto Boris Johnson come Primo Ministro giustifica il tradirlo in questo modo, a meno che la loro fedeltà vada alla UE prima e alla Gran Bretagna solo dopo.

 

Questa è la definizione stessa di vandalo. Queste persone sono piene di invidia e rancore. Odiano avere perso il referendum. Odiano doverlo attuare. Odiano soprattutto il popolo, per averli messi in questa posizione.

 

E le loro minacce non sono altro che dichiarazioni di fedeltà, prima di tutto alla UE e solo dopo a tutto il resto.

 

Perché se la loro fedeltà fosse stata anzitutto al Regno Unito, avrebbero votato per le elezioni. Avrebbero dato fiducia al popolo, perché prendesse la decisione giusta. Ma non lo faranno.

 

Questi Tory ribelli sanno che Boris Johnson e Nigel Farage tornerebbero da trionfatori a Westminster dopo le elezioni e manderebbero in porto la Brexit alle condizioni dell'Inghilterra, senza pensarci due volte.

 

I Labours sanno che potrebbero ritrovarsi talmente lontani dal potere da non potersi più riprendere.

 

Sanno che ormai la gente li odia. Sanno di essere in minoranza. Sanno che il potere sta loro sfuggendo dalle mani.

 

E quindi il vandalismo continua. La spietata lotta di potere continua. Il popolo viene ignorato. Ma non può durare a lungo.

 

Perché il vandalismo genera vandalismo. La violenza genera violenza. E non confondetevi, questi atti in Parlamento, volti a frustrare la volontà del popolo sono violenza. Quello che succederà dopo, se queste persone avranno successo nel fermare la Brexit, non sarà trasmesso in televisione.

 

Ecco cos’è il governo, al suo centro. La nuda, sfrenata forza, brandita come un bastone senza rimorso sulle persone che dovrebbe servire.

 

George Orwell, una persona che sapeva un paio di cose riguardo alla capacità di tirannia britannica, ha scritto questa frase famosa:

 

Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che schiaccia un volto umano – per sempre.

 

Futuro? Scusa George, quel futuro è il presente, e il presente è il prologo.

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