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15/10/20

Il Guardian sta pianificando un attacco contro gli scienziati di Great Barrington?


Dopo la Dichiarazione Great Barrington, nella quale eminenti scienziati sostengono il vantaggio di un approccio meno ansiogeno e coercitivo alla pandemia da parte dei Governi, come purtroppo spesso accade si è messa in moto la macchina del fango, che all'improvviso si adopera per delegittimare persone sino ad allora considerate autorevoli e stimate, solo perché hanno aderito a una posizione scomoda per il governo e della quale si vuole scongiurare la diffusione. Questa intolleranza verso le idee critiche e questo rifiuto di prenderle apertamente in considerazione - per magari poi cercare di confutarle con argomenti adeguati e razionali, come si converrebbe a un sistema democratico che abbia al suo centro il valore del pluralismo delle idee e del loro confronto - rischia di degenerare verso la psicopolizia di orwelliana memoria e non contribuisce a rinsaldare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni nei momenti più difficili.

Su Unherd un articolo sull'attacco che si sta preparando al Prof. Martin Kulldorf  e sulla campagna diffamatoria già in atto verso il prof. Ioannidis (cui ha contribuito in Italia anche il giornale Il Manifesto, al quale  è stata data una esauriente risposta) 


Unherd, 9 ottobre 2020

di Freddie Sayers

Traduzione di Rosa Anselmi

Ieri notte il Guardian ha mandato l’email che segue al Professor Martin Kulldorff di Harvard, uno dei primi tre firmatari della Dichiarazione di Great Barrington che sollecita un approccio diverso alla pandemia da COVID-19.

Salve Dr Kulldorff,

sono un giornalista del Guardian e la sto contattando in quanto abbiamo intenzione di pubblicare un articolo sulla sua comparizione nel Richie Allen Show il 6 ottobre.

L’articolo affermerà che il Dr Martin Kulldorff, uno dei coautori della Dichiarazione di Great Barrington, è apparso in un programma radiofonico internet che in precedenza ha ospitato molteplici antisemiti e negazionisti dell’Olocausto, così come altri complottisti.

L’articolo esaminerà anche i dati di Facebook relativi alla dichiarazione di Barrington e ricorderà che la dichiarazione è stata sostenuta e condivisa da un certo numero di politici scettici sul lockdown,  da pagine Facebook contro i vaccini e da complottisti.

Vogliamo darle l’opportunità di fare dei commenti su ciascuno dei punti sopra riportati per includerli nel nostro articolo.

Se desidera commentare, cortesemente ci risponda entro le 5 di domani (9 ottobre)

Molte grazie


L’articolo deve ancora essere pubblicato, ma appare molto simile a una mossa per delegittimare le idee di un eminente scienziato, screditandole tramite un meccanismo associativo. Come il prof. Kulldorff  ha detto al Guardian, non aveva mai sentito parlare del “Richie Allen Show” prima di essere invitato in quell’occasione, e in qualità di esperto di sanità pubblica ritiene che sia suo dovere parlare in ogni caso a tutti gli ascoltatori, indipendentemente dalle loro convinzioni.

Neppure io avevo mai sentito parlare dello show (il sito web assomiglia a una serie di teorie cospirazioniste), ma il fatto che Kulldorff vi sia comparso è davvero la grande notizia? Di certo la cosa giusta da fare per un giornale è dedicarsi in buona fede agli argomenti presentati, piuttosto che mettere in dubbio l’integrità della persona usando le condivisioni su Facebook come una sorta di prova.

Questo genere di cose accadono sempre più spesso. Il Professor John Ioannidis di Stanford è stato oggetto di una straordinaria campagna diffamatoria dopo il suo studio sulla sieroprevalenza nella “Contea di Santa Clara” [N.d.T. lo studio riguardava la prevalenza nel siero di anticorpi contro il SARS-COV-2]. Buzzfeed è addirittura arrivato fino a insinuare un illecito finanziario sulla base di un contributo di $ 5.000 da parte del titolare di una compagnia di trasporto aereo. L’idea che un accademico rinomato a livello mondiale possa gettar via la sua carriera per una donazione di $ 5.000 è assurda, e la stessa indagine condotta da Stanford ha concluso che non c’era assolutamente alcun conflitto di interesse. Ma le voci rimangono – il fango è stato gettato e la sua reputazione è stata macchiata.

Non credo in nessuna delle teorie cospirazioniste sulla pandemia - né 5G, né Bill Gates, né “Plandemic” [N.d.T. “Piano della pandemia”, un libro divenuto rapidamente un bestseller]. Penso che siamo finiti in questo pasticcio con molte persone spaventate che cercano di fare la cosa giusta sulla base di una cattiva informazione e con molti leader politici deboli, privi di chiari valori, che cercano di proteggere la loro reputazione. È più banale di un qualsiasi complotto, ma, secondo me, altrettanto allarmante.

Sarebbe certamente meglio se potenti organizzazioni come il Guardian accettassero che questi scienziati sono persone sincere, esperti, e hanno semplicemente una visione diversa del modo migliore di difendere il bene comune. L'approccio diffamatorio è un modo debole per tentare di avere ragione.

 

 

 

08/10/20

Dichiarazione Di Great Barrington: per una “Protezione Mirata”


Dal 1 al 4 ottobre di quest’anno 2020, l’American Institute for Economic Research ha ospitato uno straordinario convegno a cui hanno partecipato autorevoli epidemiologi, economisti e giornalisti, per discutere della situazione di emergenza a livello globale creatasi in seguito all’uso senza precedenti da parte degli Stati di politiche coercitive nella gestione della pandemia da Covid-19. Il risultato di questo incontro è stata la  "Dichiarazione di Great Barrington", con la quale si sollecitano con urgenza i governi ad adottare una strategia di “Protezione Mirata”.


Dott. Martin Kulldorff, Dott. Sunetra Gupta, Dott. Jay Bhattacharya , 4 Ottobre 2020

In qualità di epidemiologi delle malattie infettive e di scienziati della salute pubblica, siamo molto preoccupati per gli effetti dannosi sulla salute fisica e mentale causati dalle politiche adottate dai Governi in materia di COVID-19, e raccomandiamo un approccio che chiamiamo “Protezione Mirata” (Focused Protection).

Provenendo da diverse parti del mondo e sia da destra che da sinistra del panorama politico, come epidemiologi abbiamo dedicato la nostra carriera alla protezione delle persone. Le attuali politiche di blocco stanno producendo effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo. I risultati (solo per citarne alcuni) includono tassi di vaccinazione infantile più bassi, peggioramento degli esiti delle malattie cardiovascolari, meno screening per il cancro e deterioramento della salute mentale – con la conseguenza che questo porterà negli anni a venire a un aumento della mortalità, con la classe operaia e i membri più giovani della società che ne soffriranno il peso maggiore.

Tenere gli studenti fuori dalle scuole è una grave ingiustizia.

Mantenere queste misure fino a quando non sarà disponibile un vaccino, causerà danni irreparabili con conseguenze sproporzionate per i meno fortunati.

Con il passare del tempo, la nostra comprensione del virus sta crescendo. Sappiamo che l’incidenza della mortalità da COVID-19 è più di mille volte superiore negli anziani e nei malati rispetto ai giovani. Infatti, per i bambini, COVID-19 è meno pericoloso di molte altre patologie, tra cui l’influenza.

Con l’aumento dell’immunità nella popolazione, il rischio di infezione per tutti, compresi i più vulnerabili, diminuisce. Sappiamo che tutte le popolazioni alla fine raggiungeranno l’immunità di gregge – cioè il punto in cui il tasso di nuove infezioni diventerà stabile – e che questa immunità può essere aiutata (ma non dipende) da un vaccino. Il nostro obiettivo dovrebbe quindi essere quello di ridurre al minimo la mortalità e i danni sociali fino a raggiungere l’immunità di gregge.

L’approccio più umano, che bilancia i rischi e i benefici nel raggiungimento dell’immunità di gregge, è quello di permettere a coloro che sono a minimo rischio di morte di vivere normalmente la loro vita per costruire l’immunità al virus attraverso l’infezione naturale, proteggendo al meglio coloro che sono a più alto rischio. Noi chiamiamo questa strategia “Protezione Focalizzata”.

L’adozione di misure per proteggere le persone vulnerabili dovrebbe essere l’obiettivo centrale delle risposte di salute pubblica a COVID-19. A titolo di esempio, le case di cura dovrebbero utilizzare personale con immunità acquisita ed eseguire frequenti test PCR su il resto del personale e su tutti i visitatori. La rotazione del personale dovrebbe essere ridotta al minimo. I pensionati che vivono in casa dovrebbero farsi consegnare a domicilio generi alimentari e altri beni di prima necessità. Quando possibile, dovrebbero incontrare i familiari all’esterno piuttosto che all’interno. Un elenco completo e dettagliato di misure, compresi gli approcci alle famiglie multigenerazionali, può essere implementato ed è alla portata e delle capacità di tutti i professionisti della sanità pubblica.

A coloro che non sono vulnerabili dovrebbe essere immediatamente consentito di riprendere la vita come normale. Semplici misure igieniche, come il lavaggio delle mani e la permanenza a casa quando si è malati, dovrebbero essere praticate da tutti per abbassare la soglia di immunità di gregge. Le scuole e le università dovrebbero essere aperte all’insegnamento in presenza. Le attività extrascolastiche, come lo sport, dovrebbero essere riprese. I giovani adulti a basso rischio dovrebbero lavorare normalmente, piuttosto che da casa. Dovrebbero essere aperti i ristoranti e le altre attività commerciali. Arte, musica, sport e tutte attività culturali dovrebbero riprendere normalmente.

Le persone più a rischio possono partecipare se lo desiderano, mentre la società nel suo insieme gode della protezione conferita ai più vulnerabili da coloro che hanno costruito l’immunità di gregge.

Questa dichiarazione è stata redatta e firmata a Great Barrington, negli Stati Uniti d’America il 4 ottobre 2020, da parte di:

Dott. Martin Kulldorff, professore di medicina all’Università di Harvard, biostatistico ed epidemiologo con esperienza nell’individuazione e nel monitoraggio delle epidemie di malattie infettive e nella valutazione della sicurezza dei vaccini.

Dott. Sunetra Gupta, professore all’Università di Oxford, epidemiologo con esperienza in immunologia, sviluppo di vaccini e modellazione matematica delle malattie infettive.

Dott. Jay Bhattacharya, professore alla Stanford University Medical School, medico, epidemiologo, economista sanitario ed esperto di politica sanitaria pubblica, con particolare attenzione alle malattie infettive e alle popolazioni vulnerabili.