L'Observatoire de l'Europe pubblica un'intervista a Stiglitz, in cui il Nobel per l'economia manifesta una sfiducia oramai totale sull'euro, paragonando l'austerità ai salassi delle sanguisughe.
Il
Premio Nobel per l'economia, noto per le sue posizioni keynesiane,
paragona la pratica attuale dell'austerità ai "salassi della
medicina medievale." Egli ritiene che solo gli investimenti
pubblici possono interrompere questa spirale verso il basso.
Che Joseph Stiglitz, Premio Nobel dell'economia, noto per le sue posizioni anticonformiste, si distinguesse per la sua analisi sulla crisi Europea, è cosa logica. Durante il Forum finanziario Asiatico di Hong Kong, tenutosi a fine gennaio, tuttavia, il famoso economista ha avuto parole di un pessimismo raro a proposito del continente. Per lui, i funzionari Europei, sotto la pressione di un dubbio consensus finanziario, stanno portando i loro paesi nel caos, e la moneta unica verso una sparizione quasi inevitabile.
L'Europa,
a giudizio dell'economista, sta per "restituire il favore agli
Stati Uniti", esportando a sua volta una crisi sempre più
complessa e totale. Le ragioni: politiche di austerità "chiaramente
insostenibili". Invece di portare
a termine, nel 2010, la struttura politica che avrebbe reso l'area
dell'euro coerente e sostenibile, i paesi Europei hanno imposto alla
Grecia una cintura stretta che ha solo aumentato il peso del suo
debito - perché il crollo dell'economia ha abbattuto le entrate
fiscali. "Benché l'austerità non
dia frutti, la risposta politica è quella di chiederne sempre di
più", ha criticato il professore
della Columbia American University . Egli paragona queste politiche a
"la pratica del salasso nella
medicina medievale." In
definitiva, “la crisi vede vacillare
paesi come Spagna e Irlanda, che prima della crisi avevano avanzi di
bilancio".
Che
fare? Aumentare le tasse per spendere di più, e giocare sull'effetto
del moltiplicatore fiscale "alla
base della teoria economica",
dovrebbe moltiplicare sul PIL l'aumento della spesa pubblica "di
un fattore da uno a tre".
L'urgenza vera è di ripensare l'architettura finanziaria globale, assicura Stiglitz. Con due parole chiave: regolamentazione e trasparenza. Regolamentazione, perché l'unico lungo periodo di stabilità finanziaria che il mondo ha conosciuto è quello seguito alla crisi del 1929, caratterizzato dalla presenza di forti salvaguardie. Dalla deregulation degli anni '80, "la frequenza delle crisi finanziarie continua ad accelerare." E il costo collettivo di queste crisi, dice Stiglitz, è "molto superiore a quello che sarebbe costata la attuazione di norme adeguate".
L'urgenza vera è di ripensare l'architettura finanziaria globale, assicura Stiglitz. Con due parole chiave: regolamentazione e trasparenza. Regolamentazione, perché l'unico lungo periodo di stabilità finanziaria che il mondo ha conosciuto è quello seguito alla crisi del 1929, caratterizzato dalla presenza di forti salvaguardie. Dalla deregulation degli anni '80, "la frequenza delle crisi finanziarie continua ad accelerare." E il costo collettivo di queste crisi, dice Stiglitz, è "molto superiore a quello che sarebbe costata la attuazione di norme adeguate".
Per
quanto riguarda la trasparenza, è più che mai necessaria per
riportare la serenità nel mondo finanziario. Per convincersene basta
guardare oggi al mercato dei CDS (credit default swaps, che
assicurano un acquirente di titoli) relativi al debito sovrano
Europeo. Oggi, nessuno è in grado di sapere come questi prodotti
siano distribuiti nel mondo, avverte. Di qui la natura potenzialmente
esplosiva di un default di un paese Europeo, che "potrebbe
congelare i mercati globali del credito in modo paragonabile a quello
che abbiamo vissuto nel 2008".
Infine, l'economista che, alla fine degli anni '90, criticava a ragione le politiche
richieste dal FMI per aiutare i paesi Asiatici, ritiene che la
domanda ovvia è "come finirà l'euro?". Fino a quando i
cittadini Europei accetteranno questa pillola amara? si chiede,
mentre la disoccupazione giovanile supera il 40% in Spagna dal 2008.
E ricordando il destino del gold standard dopo la crisi del 1929, "i
primi paesi ad averlo abbandonato sono quelli che ne sono usciti
meglio."

Ma perchè vogliono continuare con una politica non politica? I nostri attuali governanti, non eletti da alcun popolo sovrano (sovrano poi su chi e /o cosa non si sà più!)ma richiesti ed inseriti ad arte da una leadership economico-totalitaria, vogliono ancora convincerci che uscire dall'euro è un errore, uno scenario apocalittico da non evocare.
RispondiEliminaInvochiamo invece la fine di questa penosa pagina di storia contemporanea ricca di miserie e povera di nobiltà chiamata Eurolandia, fondata sul nulla ed eretta sulle spalle della povera gente. Non. si fugge da un fantasma(quello delle guerre, dell'odio razziale, delle bestialità consumate a danno di interi popoli) tentando di unire questi con una moneta... non ci riuscì Carlo Magno, che pure aveva nobili intenti, ne Napoleone ( o peggio Hitler!) con intenti molto meno nobili. troppe sono le divergenze di opinioni, troppo diversi gli orizzonti, troppo diversi, ancora, i popoli.
Il ritorno alla sovranità monetaria significherebbe per ogni paese dimostrare al mondo ciò di cui è capace, le idee, i prodotti l'export insomma che, e parlo per il nostro Paese, sarebbe più che agevolato da una moneta non troppo forte. Sono stato certamente troppo prolisso, forse noioso ma volevo solo sfogarmi...perdonatemi!
Carlo (ex europeista pentito)
Ciao Carlo, oramai anche Oscar Giannino sulla sua trasmissione a Radio 24 ha detto che non sa se alla Grecia convenga restare nell'euro!...il sistema della moneta unica non funziona! Non sarà facile l'uscita - ma è anche sbagliato insistere in un progetto che si è manifestato così difettoso. Questi politici stanno andando avanti da soli, per autoreferenzialità... ma possibile che non gli fischino le orecchie?
EliminaCiao Carmen,
RispondiEliminal'americano Stiglitz, considera giustamente, l'austerità europea, un auto-suicidio assistito, come un cristiano che ogni giorno ingerisce una pillola al cianuro, fino a che la dose accumulata, dopo i tanti danni fisiologici in serie, arriva a procurare il collasso istantaneo!!!!
Piero Valerio nel suo blog, parlando del famigerato TARGET2, il sistema di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche private e centrali dei 17 paesi, lo ha messo a confronto con il sistema di regolamento dei pagamenti americano detto ISA, e nella sua lucida e implacabile analisi ha espresso una delle cruciali differenze:
"Altra differenza fondamentale, sia i debiti che i crediti che si formano durante l’anno non maturano interessi, mentre i distretti che a fine anno hanno avuto una perdita e risarcito il debito (molte volte elevando il livello di tassazione e il prelievo fiscale) ricevono dalla restante parte del sistema Federal Reserve un’uguale somma di denaro che dovrà essere trasferita agli stati più in difficoltà per rilanciare l’economia. Non si tratta semplicemente di una forma di solidarietà e assistenza, ma di un calcolo di politica fiscale e di un ragionamento macroeconomico molto spicciolo: se io non do una spinta finanziaria allo stato più tartassato sarà impossibile prevedere che si rilanci economicamente nell’anno successivo (ecco perché gli americani considerano l’aspirazione tutta europea all’austerità come una vera follia e giudicano non a torto i tecnocrati europei degli incompetenti e invasati in campo finanziario)".
Invece quì in Europa vige la visionaria e mortifera ideologia, che lo Stato indebitato e tartassato, deve essere ancora più tartassato e spremuto fino all'ultima goccia di sangue, sacrificando così ogni possibilità di ripresa economica per quel medesimo Stato.
In Europa comandano davvero degli "invasati".
saluti, Nicola
E' una follia collettiva, concordo. Forse una follia telecomandata.
EliminaPossibile che nessuno commenti chi sono questi tecnocrati ..uomini delle banche . Dai tempi di Mose' col vitello d'ORO oggi sono i moderni Goldman ...il progetto è stampato su un Dollaro non sulla banconota da 100 .
RispondiEliminaLui è un Nobel prize winner e io sono un incompetente, ma davvero Stiglitz pensa che la soluzione sia aumentare le tasse? Persone fisiche e aziende italiane sono tra le più tartassate AL MONDO da parte di uno stato ladro che usa il fisco per alimentare parassitismo e compravendita del consenso. Così facendo porta il sistema alla dissoluzione. Tanto la nostra classe dirigente ha già messo al sicuro i propri ingenti averi nei paradisi fiscali, dunque potrà prendere l'aereo un istante prima che l'aeroporto sprofondi tra i flutti. Mi spiace ma preferisco altri premi nobel meno keynesiani.
RispondiEliminaGiacomo Consalez, Milano
Buongiorno Giacomo, secondo la teoria di Haavelmo, che mi pare sia un post keynesiano, la pressione fiscale può essere aumentata mantenendo il bilancio in pareggio per sostenere una spesa pubblica produttiva. Si promuove in questo caso una pressione fiscale che non vada a gravare sulle imprese e sul lavoro, ma sul capitale (che ha la minore propensione al consumo). E' chiaro che in Italia siamo ai limiti di una pressione fiscale mal distribuita.
RispondiEliminaPer come la penso io, sarebbe meglio un deficit spending vero e proprio, che punti alla crescita e a ridimensionare il debito nel medio lungo. Naturalmente occorrerebbe sostenere il finanziamento dello stato con una banca centrale che punti anche all'occupazione. E controllare come lo stato spende.
In Italia non si toccano i monopoli privati e si fanno le liberalizzazioni! Lauti profitti a monopoli privati addirittura in mano estera. I monopoli naturali devono rimanere pubblici, invece sotto il peso dell'emergenza (shock economy) piano piano stiamo svendendo tutto e i nostri figli faranno i camerieri ai cinesi e ai tedeschi.
RispondiEliminaAbbandonare l'euro ? Roba da ricchi. Se lo facciamo noi finiamo con una svalutazione tremenda e senza materie prime citrvermmo in poco tempo a pagare la benzina 20.000 delle vecchie lire al litro (fai i conti nell'attruale conio). Si perchè la moneta si svaluterebbe immediatmntente e resteremmo al freddo. Anche il paragone col Gold standard non regge. Intanto perchè già ai tempo di Adam Smith le banche dei paesi ricchi emettevano valuta per 5-10 volte le loro riserve auree. Secondo perchè il primo paese ad abbandonare il gold standard fu la germania nel 1914.. finì in 9 anni a stampare le banconote da 5 miliardi di marchi.
RispondiEliminaRispondo solo sul gold standard. Il Gold Standard fu abbandonato da tutti in occasione della I Guerra mondiale. Ma qui si parla del periodo degli anni '30, quando sotto i colpi della crisi economica i paesi uno dopo l'altro abbandonarono il gold standard per l'impossibilità di affrontare la grave deflazione interna che sarebbe stata necessaria per mantenere il cambio. Con il passare del tempo divenne sempre più chiaro che gli obiettivi interni avrebbero divuto prevalere su quelli esterni. Ci sono dei dati che dimostrano che i paesi che in questi anni uscirono per primi (GB e Svezia) subirono una svalutazione più contenuta e si ripresero prima come crescita. La Francia che uscì per ultima ne venne fuori peggio di tutti. La Germania si sa che con il regime nazista fece una politica di forte emissione monetaria per finanziare la spesa pubblica che la fece uscire in brevissimo tempo dalla crisi.
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