14/03/13

Se vogliamo salvare le piccole e medie imprese...

Iceberfinanza ha lanciato una petizione allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica del nostro Paese ad uno scongelamento del credito in tutta Europa, anche se, come lui stesso ammette, oggi i problemi sono strutturali e vanno bel aldilà di questa iniziativa.

Vi invito quindi a firmare l'appello e a diffonderlo, ma anche a leggere e diffondere l'esauriente commento di 48, che condivido in pieno e riporto qua sotto, che come sempre fa il punto esatto della situazione e sottolinea come i problemi vadano molto oltre la portata dell'appello, e richiedano un ripensamento radicale delle regole dell'UE e un'uscita dai disastri della moneta comune. Se vogliamo  salvare le piccole e medie imprese...




Commento di 48 :

Andiamo al punto: lo squilibrio commerciale intra-UEM (cioè indebitamento strutturale privato dei paesi a inflazione più alta), innestatosi sulla crisi finanziaria 2008, ha interrotto, per ovvia mancanza dell'elemento fiduciario, il credito interbancario. 

Gli Stati non possono iniettare liquidità, perchè l'unica liquidità pesante è in mano alla BCE che "condiziona" comunque alla riduzione del deficit (cioè alla riduzione del risparmio privato e investimenti pubblici e privati) nei paesi debitori.

Il blocco dei pagamenti statali consente di abbassare i fabbisogni di cassa nel bilancio dello Stato e di accedere così all'ombrello OMT di Draghi agli occhi dei "mercati" (cioè degli stessi soggetti che intendono rientrare dei crediti). OMT ritenuta unanimemente (come mera prospettazione) la vera chiave dell'abbassamento degli spread.

In questa situazione monetaria, quindi è impossibile una via d'uscita: sbloccare i pagamenti contrasterebbe la condizionalità (vanificando l'effetto dell'ombrello OMT) e, più ancora, ci porterebbe dritti dritti al veto sul bilancio dello Stato da parte della Commissione, secondo l'appena approvato two packs.

Questo è una forma di condizionalità con vaghe clausole di attenuazione che, già sulla carta, sono inefficaci per modalità (pseudo-eurobonds) e misura (i trasferimenti, quelli razionalmente necessari in un' OCA, sarebbero a carico della Germania per almeno 9 punti del suo PIL, secondo il calcolo prudenziale di Sapir).

Ma, decisivo: anche alimentando di liquidità le imprese italiane, il vincolo valutario riprodurrebbe in breve la situazione di crisi di liquidità (via CAB) e non sarebbe sufficiente a calibrare domanda interna e occupazione.

L'output-gap è un effetto che risponde ormai a un ritardo nell'effettuazione degli investimenti necessari che si prolunga praticamente da 20 anni (inizio dell'austerity di Maastricht).

Ogni soluzione-palliativo immaginata, poi, si scontra anche col fatto che la crisi da indebitamento corrisponde ormai alla
ferma volontà tedesca di arrivare ad attaccare il patrimonio dei paesi debitori: il prima possibile (sia perchè si corre il rischio che la Francia faccia nel frattempo saltare tutto, sia perchè il loro sistema bancario è in situazione critica)

19 commenti:

  1. Adesso in a Rainews24 sta parlando Monti: "riforme strutturali" "crescita futura".. sembra un disco rotto..
    Poi parla dell'Italia in terza persona come se fosse un paese lontano da lui!

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  2. Cara Carmen: "lo vedi che la cosa è reciproca?" :-)

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  3. Ciao Ragazzi Grazie Carmen Sappiamo tutti quali sono i problemi e la realtà nascosta dietro la plutocrazia europea. La gente comune ha bisogno di essere istigata a fare qualunque cosa per sfogare la rabbia. Loro non troveranno mai un accordo noi lo sappiamo non lo faranno mai a meno che qualcuno non incominci a fare rumore molto rumore per attirare attenzione sempre crescente sul problema Poi arriverà anche il tempo di spiegare tutti i meccanismi nascosti di questo sequestro ora serve svegliare un paese di belle addormentate che aspettano chissà quale principe. Grazie ancora abbraccio Andrea

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    1. Ciao Andrea di Iceberfinanza! Io lo so che tu lo sai..! E infatti ho pubblicato il tuo appello a fare rumore...Grazie!

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  4. Per il nostro paese (e, a quanto pare anche per parecchi altri) l'euro non può funzionare per i motivi divulgati da Goofynomics, da Orizzonte48, da questo e altri blog (cioè per le motivazioni scientifiche esposte nelle sedi indicate).
    Non può funzionare, secondo me, anche per altre motivazioni che fornisco sotto.

    Nel documento di Andrea Renda e Giacomo Luchetta : L'europa e le piccole e medie imprese (solo download a questo indirizzo) , alla pagina 9 si trova la Figura 1. Riporto il commento degli autori : «... L’importanza delle PMI è particolarmente significativa in alcuni stati membri, tra cui figura senza dubbio l’Italia. La figura qui sotto riporta il numero di PMI in rapporto al numero degli abitanti per stato membro (dati Eurostat 2008), e mostra che il nostro paese è tra quelli in cui le PMI hanno una diffusione maggiore. La peculiarità italiana risulta ancora più evidente se confrontata con la situazione degli altri grandi paesi europei. Si pensi che, mentre in Italia l’81% della forza lavoro è impiegato in una PMI (la metà in una microimpresa), nel Regno Unito la percentuale scende al 46% e in Germania e in Francia addirittura al 39%. ...»

    Ancora più chiara è la situazione con i dati del ROADSHOW PMI LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE IN ITALIA A cura dell’Ufficio Studi Confcommercio che inizia : «In Italia le PMI costituiscono una realtà numericamente molto significativa: su 4.338.766 imprese, 4.335.448 (il 99,9%) sono, infatti, piccole e medie imprese (Tab. 1). Inoltre, la quasi totalità
    di PMI (il 95%) è costituita da imprese con meno di 10 addetti. Il resto è formato da imprese che impiegano da 10 a 49 addetti (196.090 unità, pari al 4,5%), mentre le imprese di taglia più grande (da 50 a 249 addetti) sono appena 21.867, ossia lo 0,5% del totale. »

    Già la revisione della struttura bruta dei dati dovrebbe fare sorgere forti dubbi che ciò che funziona, (ovvero : ciò che potrebbe eventualmente funzionare) per Germania, Francia, Inghilterra, Olanda, Austria, Finlandia, Belgio, possa essere funzionale all'Italia.

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  6. Jorg, posso in parte dissentire?

    E' vero i dirigenti non sono granché e incapaci di valorizzare e sviluppare le risorse esistenti nelle sedi competenti e anche i campi spesso fanno pena. Ma c'è stato un periodo in cui la squadra giocava un catenaccio-contropiede micidiale (volevo dire usava tutti gli strumenti delle politiche economiche e aveva la sua Banca centrale) e batteva spesso (parecchio spesso) tante squadre più forti. Bisogna riprendersi tutti gli strumenti che servono e ricominciare a usarli. Alle squadre forti dispiacerà (perché ricominceranno a perdere). Peggio per loro : imparino a giocare meglio.

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    1. Lo vedo che tante cose non vanno (e da tanto tempo). Era solo un promemoria un po' colorito (nella mia intenzione), del noto apocrifo di Kohl : "un’Italia fuori dall’euro, e insieme strettamente legata all’industria tedesca, farebbe una concorrenza rovinosa. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner."

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    3. Che lo abbia detto davvero in qualche sede mi pare assai probabile ... E' solo che, quando l'ho visto citato, non si riportava mai una fonte certa (intervista video, audio o articolo di giornale). Se tu riuscissi a ritrovare quell'intervista si potrebbe confutare qualche luogocomune.

      ps colgo l'occasione per salutare Carmen e ringraziarla della sua opera qui e dei suoi modi da perfetta ospite

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    5. I vostri interessantissimi commenti arricchiscono il blog, grazie a voi. :)

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  8. ma quale ferma volontà tedesca.Ancora fingiamo di ignorare che è lo statuto della BCE che non consente l'iniezione di liquidità.
    Tale statuto lo ha scritto la Germania? Nessuno ebbe ad obiettare? Nessuno propone di cambiare lo statuto? Come mai? Ma si, il capro espiatorio che occulta le responsabilità altrui fa comodo.
    Guarino ricorda che era già stato applicato un altro regolamento “viziato da incompetenza assoluta”, il numero 1466 del 1997. Nel 1997, mentre si concludeva la fase transitoria che avrebbe dovuto rendere più omogenee tra loro le economie dell’Eurozona in vista dell’introduzione della moneta unica, “la Commissione si arbitrò di sostituire l’articolo 104 C del trattato dell’Unione europea con due regolamenti, uno dei quali è appunto il 1466/97”. In sintesi: il parametro dell’indebitamento al 3 per cento – uno dei famosi “parametri di Maastricht”

    ERA IL 1997- Da allora qualcuno avrebbe potuto dire qualcosa prima eh. Nessuno si oppose? Fu un'imposizione della Germania?
    Perché nessuno disse niente? Nessuna voce dalla Spagna, dall'Italia, dalla Francia? Tutti a dormire? No tutti a ratificare questi vincoli allegramente. Salvo poi nel 2012 accusare la Germania ed i tedeschi (come se fossero rappresentati dalle banche poi) svegliarsi e dire che l'austerità è frutto di un complotto tedesco ai danni di tutti i paesi europei. Va beh, va comodo così, ci fa star meglio.

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  9. BarbaraNoTav, senti, ogni volta vieni qua con questa tiritera che diamo la colpa ai tedeschi e che invece la colpa è anche nostra.

    Sappiamo benissimo che le responsabilità di queste decisioni stanno negli organi decisionali dell'Europa, in cui siedono tutti i governi dei paesi aderenti.

    Ma da un lato è evidente che il peso politico dei paesi forti e creditori è molto schiacciante in confronto a quello di Grecia o Irlanda o Spagna, o anche noi. Abbiamo visto i summit a due tra Germania e Francia, che non stanno scritti da nessuna parte ma si fanno. Non si può far finta di non vedere questo.

    Le responsabilità ovviamente stanno anche nei governi dei paesi periferici. A noi hanno imposto un governo tecnico esecutore fallimentare per conto dei creditori, attraverso questo ricatto dello sprread e aprofittando della disinformazione diffusa. Poi, è chiaro che è il nostro Parlamento che gli ha dato la fiducia ed ha approvato tutti i vari pacchetti salva banche straniere.
    E' evidente che ci sono tra noi dei collusi traditori, dei collaborazionisti, degli ignorantoni, ma non si può non vedere che in questa guerra "ci sono dei paesi che vincono e dei paesi che perdono", grazie ai meccanismi messi in piedi da "tutte" le classi dirigenti.

    I nostri pensavano che il cosidetto vincolo esterno avrebbe fatto bene al nostro paese. Si è visto quanto è stato sbagliato questo ragionamento. Se prima molti potevano essere in errore, quelli della classe dirigente che ancora oggi continuano a sostenere questa unione (non ridete - come dice Jorg) anche nei paesi periferici è chiaramente un collaborazionista colluso e traditore. Sono sempre esistiti.

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  10. Parafrasando zerohedge : cose ti fanno fare "mmmhhh...", magari tu mi sai togliere un dubbio : i debiti della PA dovrebbero essere già a bilancio dal momento dell' impegno (la contabilità della PA funziona con secondo i principi della competenza e della cassa), quindi già "consolidati" nei bilanci che evidenziano il famoso avanzo primario. Quello che voglio dire é che A MENO DI UN PROBLEMA DI LIQUIDITA', non si dovrebbe porre la questione dell'autorizzazione allo sblocco dei pagamenti, né tantomeno avere questa manfrina tra Tajani, Monti, Grilli e l'EU su chi ha il "merito" di avere sbloccato i pagamenti.
    Oggi Squinzi addirittura parla di 250'000 posti di lavoro che verrebbero creati dallo sblocco dei pagamenti...Scusa i pagamenti sono per beni/servizi GIA' forniti alla PA non si sta minimamente parlando di investimenti o rilancio dei consumi della PA. Ad oggi é stato un problema di cassa (liquidità) della PA che ha asfissiato le aziende fornitrici. O mi sbaglio....Grazie ciao Belgico

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    1. A quanto mi risulta i saldi del bilancio dello stato sono calcolati per cassa, con l'effetto perverso che lo stato tarda a pagare i suoi debiti e che ti chiede l'acconto sulle imposte da pagare...

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