21/03/13

Greci sbalorditi nel sentire i deputati Ciprioti attaccare la UE e respingere il piano di salvataggio

Keep Talking Greece racconta il rammarico e lo stupore dei Greci: forse c'era "un'altra via" rispetto alla  resa senza combattere del loro governo?


A sentire il dibattito nel Parlamento Cipriota per il  voto cruciale sul prelievo sui depositi bancari, i Greci sono rimasti sbalorditi e verdi di invidia. L'Eurogruppo ha imposto delle condizioni al piano di salvataggio che sono state rifiutate dai Ciprioti.

La discussione nel Parlamento cipriota era appena iniziata che un amico mi ha chiamato:

"Guardali, guardali! Dicono NO alla Troika, respingeranno la tassa sui conti bancari, e i nostri politici hanno detto Sì ad ogni punto e virgola imposto dalla troika. Vergogna! "

Uguali i commenti dei Greci su Internet.


I Greci sono già al 3° accordo di finanziamento, e non possono che rimanere esterrefatti nel sentire Yiannakis Omirou di Edek dire "la nostra proposta è quella di dire di no ad un accordo e alla rinegoziazione" o Dimitris Syllouris di EUROKO sostenere che "Cipro può vivere anche senza la Troika".

Sì, sentono i Ciprioti criticare aspramente l'Unione europea per non aver mostrato la tanto decantata solidarietà europea, ma essersi comportati da squali usurai. Peggio ancora, alcuni politici hanno anche criticato il portavoce del governo per aver indotto in errore la popolazione, sostenendo che non sarebbe stata applicata nessuna "tassa sui depositi".

Cose incredibili sono state dette laggiù nel Parlamento Cipriota.

Cose impensabili per i conservatori di Nea Dimocratia o per i socialisti del PASOK. Ogni dibattito parlamentare sugli accordi di prestito si è sempre risolto in uno scambio di accuse tra i due partiti che hanno governato il paese per quasi quattro decenni, portandolo alla rovina.

Invece di combattere e contrattare, hanno firmato un accordo dopo l'altro e portato al panico puro i cittadini greci a causa del crollo totale dell'economia. Come se, firmando gli accordi di finanziamento, avessimo potuto avere del gasolio o delle medicine per i nostri malati...


Sarebbe necessaria la maggioranza semplice dei 56 membri della Camera dei Rappresentanti per l'approvazione del disegno di legge del governo sull'haircut dei depositi.
I tre partiti AKEL (19 seggi), Edek (5) e i Verdi con un solo seggio  hanno deciso domenica che avrebbero votato contro l'haircut. Il Presidente Anastasiades deve fare affidamento sul suo partito Disy (20 seggi) e sul suo alleato del governo di coalizione DIKO (8 seggi). Anche EUROKO (2 seggi) non voterà a favore.
Anche se egli assicura che tutti i membri Disy sosterranno il disegno di legge, il voto favorevole degli otto membri del DIKO è tutt'altro che certo. Almeno tre deputati DIKO hanno dichiarato di non voler sostenere il disegno di legge.

Il partito Disy di Anastasiades si è poi astenuto dalla votazione.

Già un po' prima  del voto, martedì, i greci sono rimasti stupiti di sentire che il ministro delle Finanze Michalis Sarris aveva presentato le sue dimissioni al presidente Anastasiades per non essere riuscito a strappare un accordo migliore "nel corso della riunione dell'Eurogruppo del Sabato". Anastasiades non ha accettato le dimissioni di Sarris e lo ha mandato a Mosca per cercare un accordo con i russi. Potrebbe essere sostituito al suo ritorno a Nicosia.

E invece no, nessuno si è dimesso in Grecia, nessuno ha ammesso le sue responsabilità per i gravi errori  e la resa totale alla Troika. Una resa che ha portato all' impoverimento di milioni di famiglie greche.

Non c'è da stupirsi che il primo ministro Antonis Samaras abbia cancellato la sua visita in Finlandia del 22-24 marzo.

Forse era preoccupato di dover affrontare dei disordini, nel caso che i Ciprioti avessero respinto la tassa sui depositi e dato un calcio in culo alla Troika, cacciandola via...

18 commenti:

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  2. Ceausescu, Saddam Hussein, Pol Pot, altri che non ricordo....dovrebbero ricordare a qualcuno che è materialmente impossibile ingannare tutti per sempre.
    Cambino strada o si preparino ad essere arrestati e giudicati.

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  3. In realtà c'è da stupirsi dello stupore dei greci. Com'è possibile che un intero popolo non sia stato capace di reagire con la Ragione e la verità a un disegno di tipo manifestamente ideologico, paludato da tecnicismo?
    E questo neppure dopo varie tornate elettorali ove pure il dibattito avrebbe potuto essere naturalmente portato sui temi reali e sui veri meccanismi causa-effetto della crisi.

    Non è che elettoralmente in Italia si sia registrato un risultato molto più congruente.
    Se non altro, però, qui esiste un dibattito nel web e una sua crescente diffusione.
    Tra l'altro a disposizione dei fratelli greci.

    L'anomalia cipriota, legata a equilibri geopolitici peculiari, dimostra comunque che il Mattatoio europa (dei diritti costituzionali) non è che una costruzione ideologica.
    E come tale, poichè contrasta con le Costituzioni democratiche, una costruzione umana e non metafisica, per di più sostanzialmente illegittima.
    Le ideologie sono transeunti e soggette alla revisione consentita dai loro effetti fallimentari (come già accadde col socialismo sovietico).
    Che i greci se ne rendano conto è motivo di speranza. Che gli italiani "pure" è forse altrettanto difficile ma ormai possibile.
    Tutti possono iniziare a pensare a una ricostruzione democratica in Europa. Con o senza i tedeschi. Con o senza il consenso delola comunità dei banchieri centrali e dei loro amici privati.

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  4. Va però detto che i ciprioti hanno un protettore d'eccezione. Possono comportarsi così perché sanno di avere le spalle coperte dal gigante russo. Se Cipro non fosse protetta dalla Russia potrebbe reagire così?

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    1. Penso, piuttosto, che Cipro abbia reagito così, perché lì si parla...inglese ! Massimo Balzano

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    1. Beh, in Grecia la Merkel non s'è fatta scrupoli nell'organizzare il golpe di Papademos quando Papandreu ha tentato di indire il referendum. Qui mi pare che gli euro-invasati si siano subito ammorbiditi appena Putin ha alzato la voce. Se Putin non fosse intervenuto siamo sicuri che gli euro-invasati avrebbero fatto marcia indietro? Io credo di no perché in Grecia così non è stato, quando Papandreu ha alzato la voce sappiamo cos'è successo

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    3. Non vedo nessun ammorbidimento, in realtà. Draghi ha lanciato il suo ultimatum e 'mo stiamo a vedere come si muoversanno.
      Quanto a vedere con favore lo scoppio di una grande guerra, per carità non scherziamo. Sarà che sono una donna e in quaanto tale odio la guerra non avendoci nemmeno mai giocato da piccola!

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  6. Caro Jorg, io ho aperto questo blog perché volevo capire e condividere quello che capivo. Così facendo, sono arrivata ad unire i puntini e rappresentarmi un quadro della situazione, che è quello che noi più o meno in larga parte condividiamo, che purtroppo è cupo e inquietante. C'è un attacco in corso, lo so. Ciononostante io rifiuto l'idea della violenza e di una guerra. Se le persone arrivano in massa critica a comprendere ciò che sta accadendo, potremo anche riuscire a rovesciare il piano e a costruire poi una società migliore senza bisogno di combattere. Un po' come l'America Latina che si è sottratta al giogo della banca mondiale e del FMI grazie ad un grande movimento democratico - a persone come Rafael Correa. Se c'è un movimento di popolo potremmo avere fasi acute di forti tensioni, ma non una grande guerra!
    Se invece nonostante tutti i nostri sforzi il livello di coscienza del paese resta troppo basso (e livoroso) - dove vuoi andare, a far che, meglio a quel punto curarsi il proprio orto, la famiglia, gli amici, e lo spirito individuale...quello collettivo nazionale seguirà, a tempo debito.

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    1. Jorg, se vedessi i carri armati tedeschi sulle nostre strade potrei anche ricredermi...
      ma sinché saremo noi a mandare al governo dei collusi traditori scambiandoli per amici
      e sinché la gente continuerà a incazzarsi (ormai è un continuo francesismo) per lo stato spendaccione e per gli stipendi dei parlamentari...
      ...non metterò mai volontariamente a rischio la vita dei miei figli per un simile disgraziato paese.
      Purtroppo il tempo stringe, è vero.
      Un abbraccio e immutatissima stima.

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  8. Speriamo che Cipro resista a oltranza, sarebbe l inversione di un processo che sta andando avanti da troppo tempo, ma temo che quei cazzoni della troika la spunteranno anche questa volta. Spero di sbagliarmi

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