09/06/14

The Guardian: Canzoni delle SS ed Antisemitismo, Alba Dorata Diventa Apertamente Nazista

L’inviato del Guardian ci aggiorna su Alba Dorata, il partito neo-nazista che ora ha parlamentari sia ad Atene che a Bruxelles ed è diventato la terza forza politica del suo paese – in una Grecia che ha un tasso di antisemitismo ad uno spaventoso 69%.
Se in futuro anche Syriza dovesse deludere le aspettative, temiamo di indovinare su quale strada s’incamminerà la Grecia. (Un paese indebitato, maltrattato dai creditori e dall'austerità, con crescente disoccupazione e antisemitismo, e intrappolato in un sistema monetario di cambi fissi  vi ricorda niente?)


The Observer – 07 giugno 2014

I sostenitori del partito di estrema destra facevano il saluto hitleriano e cantavano l’inno di Hort Wessel fuori dal Parlamento la scorsa settimana. Helena Smith da Atene ci racconta come Alba Dorata abbia assunto un nuovo, inquietante tono.

È stata una brutta settimana per la democrazia ad Atene. Ovunque, in questa grande città greca, si annida la politica dell’odio. Venerdì ne ho avuto un assaggio, mentre stavo in un piccolo bar in stile italiano che frequento abitualmente, appena fuori Piazza Sintagma.

Si è presentato sotto forma di due uomini di mezza età, entrambi sostenitori del partito neo-fascista Alba Dorata – e, a quanto dicevano, anche laureati, ben navigati ed informati. Davanti al loro caffè espresso hanno iniziato un’animata discussione su tutto ciò che non va in Grecia.

Il primo, che si descriveva come un uomo d’affari ed era vestito con abito, scarpe francesine e cravatta di seta, dava la colpa del collasso economico al malaffare, alla corruzione e all’immigrazione incontrollata. “L’unico modo per dare una lezione ai nostri luridi politici è mandar su Alba Dorata,” ha esclamato con foga, gli occhi fissi in uno sguardo fiero. “Quei tizi sono dei patrioti, degli orgogliosi nazionalisti greci, e sanno come trattare la feccia, gli stranieri che non pagano le tasse, che ci rubano il lavoro e che hanno occupato le nostre strade.”

Negando le accuse che Alba Dorata sia una banda criminale che si maschera da gruppo politico, il secondo – che si descriveva come impiegato statale – ha detto che l’estrema destra era tuttora la migliore risposta alla grande cospirazione giudaica del sistema bancario interconnesso prodotto dalla globalizzazione. “Non dimentichiamoci i froci e gli ebrei, le mezze pippe che controllano le banche, gli stranieri che gli stanno dietro, che sono venuti e si sono fottuti la Grecia,” insisteva. “I criminali che ci hanno governati, che ci hanno rubato il nostro futuro, i nostri sogni, e devono essere colpiti duramente.”

Lo scorso mercoledì la Grecia ha avuto un sussulto quando Nikos Michaloilakos, il leader di Alba Dorata ora in prigione – che è accusato di omicidio e aggressione – ha fatto la sua prima apparizione in pubblico dopo quasi nove mesi. La politica dell’odio ha invaso Atene quando il cinquattottenne è stato trascinato di fronte al Parlamento, poco prima del voto che ha revocato la sua immunità dai procedimenti penali, per ulteriori accuse di possesso illegale di armi.

Incoraggiati dai recenti successi nelle elezioni europee e locali – nei quali il partito è emerso come terza maggiore forza politica del paese grazie ad un ammorbidimento dell’immagine, che ha attratto un numero crescente di elettori della classe media – gli estremisti hanno fatto passare il messaggio che non sono solo il frutto di una reazione momentanea, ma sono qui per restare. E mentre calpestano brutalmente la casa della democrazia, gettando ingiurie agli altri parlamentari in un’ostentazione di violenza e volgarità senza precedenti, non c’è più dubbio su cosa sia Alba Dorata: un partito dal credo neo-nazista determinato a rovesciare l’ordinamento democratico. Lungi dall’essere pentito, il leader Michaloliakos era di umore eccezionalmente aggressivo, faceva saluti nazisti, diceva al portavoce delle camere di “stare zitto” e alle guardie di tenere giù le mani.

Fuori dal parlamento i sostenitori di Alba Dorata, in camicia nera, allineati in formazione militare in Piazza Sintagma, davano una sentita interpretazione del Canto nazista Horst Wessel [l’inno ufficiale del Partito Nazista, ndt] – sebbene con le parole in Greco. Tutto ciò è ben lontano dai recenti sforzi che il partito ha fatto per cercare di distanziarsi dalla retorica razzista e violenta dalla quale è nato.

“Quel giorno la democrazia si è indebolita” ha detto Pavlos Tzimas, commentatore politico che ha osservato la crescita del partito fin da quando era un gruppo marginale all’inizio degli anni ’80. Ne ha visto la crescita da gruppo di nicchia a partito mainstream durante il corso di tre decenni. “Dopo tutte le rivelazioni [sulle attività criminali], dopo tutti i procedimenti penali contro i suoi parlamentari, hanno ancora il coraggio di comportarsi in questo modo, di fare queste scenate di odio che, onestamente, non ricordo di avere mai visto dentro il Parlamento” ha sospirato. “Alba Dorata non rappresenta una fase transitoria, non scomparirà con la fine della crisi; si sente intoccabile, non teme nulla, e ciò che abbiamo visto questa settimana è la sua vera faccia. Non è come gli altri partiti estremisti in Europa. È una vera forza neo-nazista il cui obiettivo è usare la democrazia per distruggere la democrazia.”

Il giro di vite contro Alba Dorata – iniziato dopo l’uccisione di un rapper anti-fascista lo scorso settembre per mano di un reo confesso quadro di partito – non intendeva solo portare i colpevoli davanti alla giustizia, ma anche fermare l’ascesa apparentemente inarrestabile del gruppo. In un primo momento la retata contro i capi del partito sembrava aver scalfito la popolarità degli ultranazionalisti. Per la prima volta dal giugno 2012, quando il partito si catapultò nel parlamento col 6,9% dei voti e 18 deputati, il suoi dati nei sondaggi scesero. Ma poi, con un’allarmante evidenza della loro riabilitazione, i neo-fascisti hanno ottenuto il 9,4% dei voti alle elezioni europee del 25 maggio e, nel voto del 18 maggio per l’elezione del sindaco di Atene, sono stati sostenuti dal 16,1% degli elettori, nonostante il fatto che il loro candidato, Ilias Kasidiaris, sfoggi il tatuaggio di una svastica e abbia aggredito due avversarie politiche di sinistra in diretta durante uno show televisivo. In entrambi i casi i risultati hanno mostrato il più scioccante consenso che si sia visto finora verso questo partito anti-liberale.

Ciò che preoccupa di più Tzimas non è soltanto l’involgarimento del dibattito pubblico, ma la “banalizzazione della violenza” che sta ora assediando la Grecia. “Sembra che ci stiamo abituando, e questo mi spaventa,” ha detto.

In un clima politico esplosivo, dove la rabbia popolare è al punto di ebollizione dopo quasi cinque anni dall’inizio della peggiore crisi che il paese ricordi a memoria d’uomo, la politica dell’odio così incarnata da Alba Dorata sta diventando sempre più pervasiva. “A chi importa di sei milioni di ebrei sterminati?” chiedeva l’uomo d’affari al bar, mostrando una scioccante approvazione per quei fatti. “Non m’importa che siano stati trasformati in saponette. Quello che m’importa è che ho perso lo stipendio, sono le tasse infinite che sono costretto a pagare, sono i criminali che governano questo paese, è la rabbia che ho dentro.”

In un sondaggio globale rilasciato dalla Lega Anti-Diffamazione lo scorso mese, la Grecia, con un tasso di antisemitismo al 69%, è risultato il paese più antisemita in Europa.

“Questa è la spiegazione profonda della crescita di Alba Dorata,” ha detto Dimitris Psarras, autore della Bibbia Nera di Alba Dorata, che riporta la cronaca della eccezionale ascesa del partito. “La Grecia ha profonde differenze culturali con il resto d’Europa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale non ha avuto una vera democratizzazione perché c'è stata la guerra civile [1946-49]. E dopo di ciò lo Stato non si è mai depurato profondamente [degli elementi estremisti di destra]. Anche quando era un piccolo gruppo, Alba Dorata aveva stretti legami con lo Stato greco.

Il fatto che, nella sua lista elettorale per le europee, il partito abbia messo in campo due generali in pensione, è la testimonianza di questi stretti legami. Con tre parlamentari di Alba Dorata che ora siedono a Bruxelles, la questione scottante per molti è come affrontare gli estremisti. Dopo i risultati del voto, anche la leader francese del Front National, Marine Le Pen, ha escluso di poter stringere accordi con loro.

Il parlamentare indipendente e famoso romanziere Petros Tatsopoulos, lui stesso bersaglio di molta della furia dei fascisti la scorsa settimana, pensa che non ci sia altra strada se non quella di espellere Alba Dorata. “È stato un errore storico enorme, da parte del Parlamento, non aver delegittimato Alba Dorata,” ha detto Tatsopoulos, fino a poco tempo fa deputato della sinistra radicale. “Avrebbe dovuto essere espulso, non per la sua ideologia nazista, ma per le sue forze paramilitari ... che, se potessero, si farebbero avanti con un colpo di stato,” ha detto all’Observer. “Sappiamo come lavorano queste persone. Il veleno fascista che la Grecia sta sperimentando non è solo politico, sta avvelenando ogni aspetto della vita sociale, il modo in cui la gente pensa, il modo in cui si comporta. Onestamente credo che i 500.000 greci che hanno votato per Alba Dorata fossero ben consapevoli di quello che stavano facendo.”

La democrazia è dunque in pericolo nello stesso luogo in cui è nata? “Alba Dorata si sta tenendo pronta,” ha detto Tatsopoulos. “Non so quanto tempo ci vorrà, ma se questa cecità volontaria proseguirà, se la crisi dovesse continuare, diventerà ben presto un pericolo reale per la democrazia.”

13 commenti:

  1. e ora pensiamo un pochino anche alle cause della cosa magari.

    OT ma neanche tanto: mi fa sempre impazzire il modo in cui gli anglosassoni usano il termine "liberale"...è una parola cui andrebbe trovata un'altra traduzione perchè culturalmente proprio significa due cose diverse in europa e nel mondo anglosassone.


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  2. In questo contesto fa ancora più infuriare che Syriza - ultimo bastione di ragionevolezza prima del delirio - insista a dire che NON intende togliere il coperchio dell'euro dalla pentola che bolle della crisi.
    Le dinamiche della Storia sembrano sempre prevalere sul buon senso degli uomini :-(

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    1. Va detto che, a differenza di un paese industriale come l'Italia , per la Grecia l'uscita dall'euro sarà più un modo di riacquisire dignità e indipendenza dai creditori internazionali che non benessere. Dipendenti dall'estero sono ora e dipendenti lo saranno anche con la dracma, per quanto riguarda tecnologia e energia: difficile che con il turismo o con gli yogurt riescano a comprare la quantità di valuta estera sufficiente per finanziare l'acquisto dei beni stranieri di cui il paese ha bisogno.
      Anche se, continuando così, nel giro di altri 5-10 anni, anche noi saremo nella stessa barca!
      Grazie del vostro prezioso lavoro

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  3. Direi QED, citando il prof. Bagnai.
    Qui ci porteranno i piddini nostrani e gli sciagurati seguaci del PUD€ di tutta Europa. Altro che sogno europeo, altro che pace: odio tra i popoli. Questa è la vergognosa verità della cultura dominante improntata all'austerità, al paternalismo, alla germanofilia, allo svuotamento del welfare e di tutte le conquiste democratiche. L'egemonia culturale della Troika è il peggiore cancro che sta corrodendo le coscienze europee.

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  4. Bell'articolo henry! In Grecia ormai siamo alla scelta tra il peggio e il peggio (do per scontato che Siriza sparirà). Un altro crimine che non dimenticheremo, euroburocrati.

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    1. Potrebbe rivelarsi un crimine che presto non riusciremo, neanche se volessimo, ad ignorare...

      Ci sono due cose che mi fanno sinceramente andare fuori di testa:
      - La Germania, che secondo la favola ha tanta paura dell'inflazione perché ricorda la repubblica di Weimar, e invece ha dimenticato di aver vissuto negli anni '30 sulla propria pelle quello che oggi sta moralisticamente infliggendo alla Grecia. Da vittima a carnefice.
      - I piddini (di tutta Europa), che per salvarsi politicamente il didietro continuano a mentire sulle vere cause della crisi, spingendo così i popoli disperati ad orientare la rabbia contro chi non c'entra nulla, come gli immigrati e gli ebrei.

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    2. Guarda, la Germania la conosco solo a livello "informativo", ma credo che gli Otto, gli Hans e i Friederich della HauptStrasse credano davvero a quella baggianata. Sarebbe fuori luogo stare a disquisire del sistema educativo - voglio dire, in fin dei conti a scuola ti hanno mai parlato delle stragi che gli italiani hanno compiuto in Croazia o in Libia? Probabile no. O di quello informativo che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi,
      Alla fine quelli che mentono, in Germania e in Piddinia, sono la minoranza elitista che sa. Gli altri si spargono tra i due estremi dall'ignoranza connivente (magari pagata) al quieto consenso acquiescente. Come sempre.

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  5. Interessante come un popolo che è stato massacrato dalle SS, è adesso viene umiliato dai loro successori trova tanto gusto di cantare inni crucci.
    sindrome di stoccolma ?
    Lo stesso vale per i vari paesi del Europa Orientale dove abbondano i movimenti nazisti. ma non sanno che i veri nazisti chiamarono i popoli slavi "Untermenschen" ?

    Salut Paolo

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  6. hanno sempre più paura di perdere il controllo ed il POTERE

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  7. E certo, come no, e' Alba Dorata che mette in pericolo la democrazia greca....Come se in Grecia oggi ci fosse la democrazia......

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    1. è come quando metti una persona sottosopra, e poi le dici:
      " hai proprio una faccia strana!!!".E' per forza, non è la faccia ma il cu..!!
      Il mondo sotto-sopra....

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  8. Solo per segnalare:
    http://leprechaun.altervista.org/krugman_europea_era_aspettative_in_calo.shtml

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  9. Anticristianesimo, antisemitismo e marxismo, stessa radice...

    http://www.amazon.it/GLI-EROI-DELLANTICRISTIANESIMO-MILLENARIO-attraverso-ebook/dp/B00PJF2E50/ref=sr_1_3?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1418984875&sr=1-3&keywords=ulisse+di+bartolomei

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