06/09/14

L’INESORABILE DECLINO DEL COMMERCIO INTRA-EUROPEO

Via KappadiPicche  un'interessante analisi sulla evoluzione del commercio intra-europeo, ossia quello che avrebbe dovuto esser il maggior beneficio dell'euro...

 
Negli ultimi anni alla domanda “perché abbiamo bisogno dell’Unione Europea?” quante volte ci è stato risposto che l’obiettivo della UE è quello di “unire nella diversità” gli stati europei in maniera da permettere che il commercio nel mercato unico viaggi a gonfie vele e porti prosperità a tutto il continente? Abbiamo perso il conto tanti anni fa, ma la dura realtà dei fatti sul terreno è che tutta questa cessione di sovranità, tutta questa centralizzazione del potere, tutto questo abbandono del processo decisionale si è risolta in declino accelerato del commercio intra-UE che dura ormai da un decennio, in particolare dall’introduzione dell’euro e con una forte precipitazione negli ultimi 4 anni.


Osserviamo insieme questo grafico:


il grafico di Bruegel, ci mostra le quote di export sul totale delle esportazioni dell’Unione Europea, divisa rispettivamente nei due gruppi intra-UE e intra-Eurozona. Le due linee sono state costruite prendendo in considerazione la composizione della bilancia dei pagamenti dell’Unione Europea e della Zona Euro nel corso delle varie evoluzioni nel tempo, il che significa che un determinato paese è incluso nella serie solo nel momento in cui ha aderito prima all’UE e poi, nel caso, alla Zona Euro. Tuttavia, ulteriori calcoli dimostrano che i risultati non cambiano drasticamente se i paesi si considerano tutti insieme fin dall’inizio.

La quota delle esportazioni intra-UE del totale delle esportazioni dell’unione ha registrato un aumento costante dall’inizio degli anni ’80, un aumento che in quel periodo è stato fino a 8 punti percentuali. Però, dopo la stagnazione dalla metà degli anni ’90 fino alla fine degli anni 2000, il commercio intra-UE ha visto una brusca traiettoria discendente fino al picco verso il basso degli ultimi quattro anni. Questa evidenza implica che i partner commerciali globali sono diventati e stanno diventando sempre più importanti per i singoli stati membri, mettendo il mercato unico in secondo piano. È interessante notare che i dati mostrano anche che la Zona Euro ha seguito quasi esattamente lo stesso modello dell’Unione Europea nel suo insieme, dimostrando che la moneta unica non ha avuto l’effetto desiderato sugli scambi tra i membri dell’Unione Monetaria.

Questo, come tanti altri, è l’ennesimo “segnale” che per il benessere dell’Unione Europea non esistono soluzioni che prevedano la persistenza dell’euro; tutti i vari ed eventuali Quantitative Easing della BCE, ABS, svalutazioni dell’euro, fine dell’Austerità ecc.. nella migliore delle ipotesi serviranno a ben poco e per brevissimo tempo, mentre nella peggiore – e più prevedibile – assolutamente a niente.



13 commenti:

  1. era uno dei due vantaggi paventati (l'altro evidente ma effimero, ovvero l'eliminazione delle commissioni di cambio).
    Alla faccia..

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  2. Be', teniamo presente le tre condizioni fatali:
    1. in UE e' stata eliminata la concorrenza per cui tutti producono le stesse cose finendo tutti nel mercato marginale;
    2. escluso nicchie di produzione particolare conviene comprare all'estero e rivendere in UE (mercantilismo);
    3. Produrre in UE non conviene a causa della politica economica imposta dalla troika e la Fiat serba ne sta facendo le spese.

    Quindi, non prendiamocela con la moneta che e' solo un mezzo di scambio oggi quasi regalato alle banche ma cerchiamo di CAPIRE a cosa serve continuare ancora a credere nel neoliberismo europeo e, soprattutto, nel monetarismo che avvantaggia solo le banche e impoverisce la gente!

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    1. La moneta solo un mezzo di scambio neutrale? E secondo te fissare irrevocabilmente il cambio e impedire la regolazione del mercato non ha ricadute sulla produttività, la concorrenza, la politica economica?

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    2. Ma lascialo perdere, è solo un piddino di passaggio.

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    3. Sì, però, come dicevano...dove vai vai escono dalle fottute pareti!

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    4. Primo punto Tra i primi tre produttori per diversificazione di merce al mondo figurano Italia e Germania
      Secondo punto il mercantilismo e' quando la politica economica di un paese si basa sull export ( XVI XVIII secolo nata in Europa ) Oggi esempi ne sono la Germania e Giappone
      Terzo punto la Serbia non e' ancora in Europa e tantomeno Ha l' Euro
      Ultimo la moneta e' solo un mezzo di scambio e' un luogocomunismo che non trova riscontro vedi Argentina / dollaro o Euro e Grecia ,Sme credibile e Italia ...... legarsi a una moneta piu' forte visti gli esempi e' un problema......Per il monetarismo e' necessario che la banca sia nazionalizzata ( dello stato ) ed emetta moneta propria potendo anche comprare debito pubblico controlla quindi inflazione / disoccupazione e tassi sui titoli stato
      Divorzio 1981 Andreatta aumento tassi e debito .....

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    5. Le parole vanno esaminate bene: la moneta è "solo" un mezzo di scambio? Cosa vuol dire "solo"? Nella tua frase non riesco a trovare un senso diverso da "non può essere altro che".
      Concordo che la moneta nasce come mezzo di scambio; che non possa servire "anche" ad altro è tutto da dimostrare.
      Una moneta "unica" o "legata ad un'altra", ad esempio, sono "sistemi di cambio fisso" che implicano una serie di conseguenze che vanno decisamente oltre il puro "scambio". Puoi leggere "Globalizing Capital: A History of the International Monetary System" di Eichengreen, che non è un pamphlet no-global ma un testo approfondito di storia.
      Se ha torto, prego, dimostralo.

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  3. Alla conferenza di Bretton Woods Keynes propose una soluzione che avrebbe potuto modificare l'evoluzione del commercio internazionale, l'adozione del Bancor, una moneta internazionale non accumulabile come riserva di valore, gravata di interesse passivo sia in caso di deficit che di surplus, per cui uno stato che avesse avuto un Current Account positivo sarebbe stato costretto a spenderlo acquistando merci o servizi da qualunque altro stato per non vedere "evaporare" il suo credito.

    Questa soluzione non fu adottata perchè gli Stati Uniti avevano una soluzione che a loro conveniva di più, e la forza per imporla: fare del dollaro la moneta di riserva e mezzo di scambio internazionale, attraverso il fittizio aggancio con l'oro. Sappiamo come è finita: l'aggancio con l'oro è magicamente scomparso e il dollaro è magicamente rimasto!
    Il commercio internazionale si è avviato verso una serie interminabile di crisi da debito e da sovrapproduzione.

    La situazione che si è determinata in Europa a seguito dell'adozione dell'Euro non è molto dissimile: una moneta di riseva e scambio legata all'economia dominante, con incentivo alla sua accumulazione illimitata e penalizzazione della posizione di debitore: un'asimmetria che si è rivelata esiziale per le economie più deboli e sarà presto rovinosa per il sistema nel suo insieme.

    La debolezza della proposta di Keynes sta proprio nella sua difficoltà di enforcement: un paese forte è in grado e nella convenienza di bloccarla perchè conviene a tutti meno che a lui!

    Nell'attuale situazione, si vede una pluralità di paesi europei, specie del sud europa, posti sullo stesso piano dalla crisi e dalla pervicacia con cui i paesi del nord europa sostengono gli squilibri commerciali,a proprio vantaggio e a danno dei lavoratori del sud; e si potrebbero veder realizzate le condizioni per tentare, tra questi paesi del sud in crisi, di dare luogo ad un sistema basato sullo schema di Keynes.

    Mi rendo conto che sarebbe più facile proporre un accordo tra i capponi di Renzo (che avevano il vantaggio di essere solo quattro), ma una soluzione del genere è già stata tentata, negli anni 50, con l'Unione Europea dei Pagamenti, vero artefice del miracolo economico europeo di quel periodo,durata per l'appunto fin quando i paesi europei furono tutti in condizioni di difficoltà e di parità tra di loro.

    È troppo importante dare a questa soluzione, semplice e geniale, provvista del check and balance che manca al sistema attuale, un'opportunità per regolare il sistema del commercio internazionale: potrebbe finalmente essere reso chiaro che "la moneta di per sé non conta nulla se non per i beni che essa può procurare: passa di mano in mano e quando ha terminato il suo compito sparisce dalla somma delle ricchezze di una nazione, di una comunità, di un individuo"!



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  4. John Maynard Keynes, semplicemente un Grande.

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  5. fino a quando continueremo a deprimere la domanda interna con queste assurde politiche altro che depresso sara' il mercato interno....

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  6. Si possono fare mille analisi con ognuno che ha la sua soluzione per risolvere il problema. Ma non e' un problema bensì una malattia inesorabilke. Di quelle che non lasciano scampo e che portera' tutti ad una brutta fine. Non domani ma fra qualche decennio perche la carne e' ancora tanta e la metastasi impiega un po' a diffondersi nei paesi ancora vergini , non intaccati dalla bestia..........
    La malattia? Si chiama cancro. USA la moneta x diffondersi. Ma e' ancora piu' subdolo perche' il sistema entra in profondita' nei tessuti usando il debito. E il cancro si chiama capitalismo. E' devastante perche' la variante peggiore e' quella consumistica. Distrugge tutto e tutti inesorabilmente. Risorse materiali e cervelli iniettando dosi sempre piu' massicce di telerincotecnologia. In mano a pochissimi che la pilotano a loro piacimento nell'intero pianeta. Lasciate ogni speranza voi che entrate...........in questo mondo di deliranti bipedi.

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  7. Articolo molto ben scritto e illuminante sulla situazione dell'economia europea... un'interpretazione simile l'ho trovata in http://www.guida-risparmio.it/la-mossa-attendista-di-draghi/ ... ma secondo voi nemmeno un quantitative easing potente all'americana puó cambiare la situazione... cioé una bce che faccia anche investimenti e interventi diretti sull'economia "reale"?

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    1. Giorgio, un QE anche ben fatto non risolverebbe gli squilibri tra i paesi a moneta unica, ti rimando a questa risposta data ad un altro lettore in un altro post.

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