Il Wall Street Journal pubblica un articolo a tinte fosche sulla deriva della "rigorosa" Olanda rispetto all'Europa "core". Già in aprile avevamo riportato il grido d'allarme dello Spiegel sullo scoppio della bolla immobiliare e il peso dell'enorme debito privato. Ma intanto il governo procede con l'austerità, aggravando ulteriormente la crisi.
Traduzione di Henry Tougha
L’Olanda è nella sua terza recessione dal 2009
di Maarten
Van Tartwijk e Làra Hilmarsdòttir
AMSTERDAM—L'Albert Cuyp Market, famoso per la sua offerta di abbigliamento a basso costo e cibi
esotici, è uno dei mercati più affollati dell'Olanda.
Ma sebbene continui ancora ad attirare un sacco di clienti, questi sono sempre più attenti a come
spendono i loro soldi, dice Nicolas Steur, un pescivendolo 50-enne. I
ricavi della sua bancarella, dove vende merluzzo fresco, aringhe crude e altri tipi di
pesce, sono crollati del 20% rispetto a quattro anni fa.
“Abbiamo
ancora all’incirca lo stesso numero di clienti,” dice il signor Steur. “Ma
spendono sempre meno. La gente sta tagliando le spese.”
Questi
commenti contrastano nettamente con l’immagine dell’Olanda, uno dei paesi più ricchi
dell’Unione Europea. Grazie all’ottimo rating del suo credito, ad un'economia competitiva e ad un livello di debito pubblico relativamente basso, l'Olanda è
vista come uno dei “paesi core” dell’Eurozona.
Tuttavia, sotto la superficie, c’è una storia diversa. Secondo la Banca Centrale olandese, l’Olanda sta attraversando la sua
terza recessione dal 2009 e si trova di fronte ad un periodo prolungato di
stagnazione dell'economia.
Di conseguenza il governo – uno dei principali alleati della Germania nelle richieste di austerità – sta combattendo per rispettare le regole di bilancio UE e deve affrontare crescenti pressioni verso l’allentamento della sua politica fiscale.
Il signor Steur non è l’unico imprenditore alle prese con una domanda
debole. Un numero record di imprese sono andate in bancarotta nella prima metà
del 2013 a causa di un crollo delle entrate.
“Il momento è molto difficile” dice Chris Drieman, un 57-enne venditore di
prodotti tipici mediterranei come olive e pomodori secchi. “Adesso tagliare i costi
è la cosa più importante. Ma si arriva al punto in cui si tocca il
limite.”
I dati pubblicati alla fine della scorsa settimana evidenziano il problema. Secondo l’ufficio di statistica
CBS, che utilizza la definizione dell’Organizzazione Internazionale per il
Lavoro, in giugno la disoccupazione è salita al 6,8% .
La fiducia dei consumatori, che è rimasta depressa per anni, in luglio si è
deteriorata ulteriormente.
CBS ha inoltre detto, lo scorso venerdì, che in maggio la spesa delle famiglie è calata
dell’1,8% su base annuale ed è in diminuzione da due anni. La vendita
di automobili è scesa in modo particolare, ma anche le vendite di abbigliamento, arredamento,
elettrodomestici e prodotti per la casa hanno registrato una netta flessione.
I problemi dell’economia olandese sono in larga parte di origine interna. Da
quando il prezzo delle case ha cominciato a scendere, nel 2008, le famiglie
hanno ridotto le spese per poter pagare i mutui.
Nel frattempo si sono trovate in ulteriori ristrettezze finanziarie a causa
degli aumenti delle tasse, della crescente disoccupazione e dei tagli alle pensioni dovuti
all’austerità.
Gli economisti non vedono alcuna rapida via d’uscita. L’Olanda soffre di una
cosiddetta “balance-sheet recession” – cioè una recessione
caratterizzata da alti livelli del debito che spinge le famiglie a
risparmiare anziché spendere – recessione tipicamente più lunga e
più grave dei normali rallentamenti ciclici.
Mentre le famiglie stanno tagliando le spese per ridurre i propri debiti, le
banche e il governo stanno a loro volta tagliando per sistemare le proprie
finanze. Il risultato è che la domanda interna sta precipitando.
“Ci siamo imbattuti nel paradosso della parsimonia”, dice Bas Jacobs, professore
di economia all’Università Erasmus di Rotterdam. “Non è possibile che tutti i
settori dell’economia comincino a risparmiare contemporaneamente, senza che ciò
inneschi un tracollo della domanda aggregata.”
Le fosche prospettive lanciano l'allarme sul fatto che l’Olanda si sta
allontanando dai paesi “core” dell’Eurozona, e potrebbe anche vedersi portare
via la sua amata tripla A.
“Una lunga crisi da eccesso di indebitamento [del settore privato, ndt] con numerosi giri di vite di
austerity, sempre più pesanti, solitamente conduce ad uno squilibrio di
bilancio – e uno slittamento di bilancio è la tipica motivazione dei declassamenti,”
hanno detto martedì gli analisti di Nordea in un report sull’Olanda.
La questione ha suscitato un acceso dibattito sulle misure di austerity adottate dal governo.
Le critiche, che vanno dai sindacati alle lobby imprenditoriali, chiedono
al governo di allentare i suoi sforzi di riequilibrio dei conti e lasciare più respiro a famiglie e imprese.
Tuttavia il primo ministro Mark Rutte, un convinto sostenitore della
disciplina fiscale, è determinato a soddisfare le richieste dell’Unione Europea
per il 2014.
Questo mese la sua coalizione di governo ha raggiunto un ampio accordo su un
pacchetto di 6 miliardi di euro tra tagli delle spese e aumenti delle tasse,
che sarà completato dopo la pausa estiva.
La prospettiva di ulteriori tagli al bilancio sta dando il mal di testa agli esercenti.
“Sono molto preoccupato,” dice Ria van der Vlist, proprietaria di un negozio
di integratori alimentari e vitamine a Rotterdam. “Abbiamo bisogno di uno stimolo per far andare l’economia, perché sta solo peggiorando. Il governo
deve adottare un approccio diverso.”
Tornando all'Albert Cuyp Market di Amsterdam, il signor Steur, il
pescivendolo, sta cercando di attirare soprattutto i turisti stranieri per compensare la
debole domanda interna. Tuttavia, la sua impressione generale rimane
ugualmente tetra.
“I clienti ora comprano solo 100 grammi di pesce invece di 200,” dice. “Penso
che avremo da combattere per i prossimi quattro o cinque anni.”
Comunicazioni a Maarten van Tartwijk, indirizzo e-mail maarten.vantartwijk@dowjones.com
Una versione di questo articolo è uscita il 24 luglio 2013 sulla pagina A10
dell’edizione USA del Wall Street Journal, con il titolo: Dutch Economy Faces
Stagnation ["L’economia olandese va incontro alla stagnazione"].
Stranamente gli olandesi si accorgono degli effetti recessivi dell'austerità protratta e attuata in contemporanea da tutti i settori dell'economia solo quando la cosa li riguarda direttamente. Finché si trattava dei paesi mediterranei la loro posizione era: tirate la cinghia e pagate i vostri debiti mentre gli effetti recessivi che ne sarebbero derivati erano negati o al massimo minimizzati.
RispondiEliminaFossi in loro comunque non mi preoccuperei più di tanto per la crescente disoccupazione, sicuramente i loro compari alti e biondi saranno felicissimi di fornire lavoro a 7 euro l'ora a manodopera specializzata già formata e che, al contrario degli europei della periferia, non ha il problema della lingua visto che molti olandesi già conoscono il tedesco.
Si può prendere atto che le politiche Montiane basate sull' austerità sono fallite
RispondiEliminaMa non sono fallite le ideologie basate su idee fallimentari