06/05/14

Gli stress test UE sono una commedia, ma il crollo dell'immobiliare in Francia è una realtà!

Sul Telegraph, Ambrose Evans Pritchard commenta lo stress test delle banche richiesto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA): non è veritiero e ignora l'elefante già in mezzo alla stanza. Voto: zero. Pronti per le montagne russe se lo scenario  peggiore previsto dall'EBA dovesse verificarsi?



Fate attenzione se avete intenzione di acquistare una casa in Francia. Lo stress test UE per le banche lanciato questa mattina prevede che le proprietà immobiliari francesi perdano l'1.6% di valore quest'anno e un altro 1% nel 2015, anche nel caso in cui le cose vadano bene.

Lo "scenario sfavorevole" è un calo cumulativo del 31% entro la fine del 2016. Che riflette le preoccupazioni delle autorità di regolamentazione francesi che hanno fornito i dati all'Autorità Bancaria Europea (EBA). Uno scenario di orrore che compete con quello della Romania.
Gli italiani stimano che il loro paese sia meno volatile. I prezzi degli immobili quest'anno sono in calo del 3.4%  e dello 0.7% nel prossimo, se tutto va bene, ma in caso di disfatta per il 2016 perderanno il 16%.
In Spagna gli immobili scendono del 4.3% quest'anno, poi si prevede una ripresa. Il caso peggiore ipotizza un calo del 10.4% nei prossimi due anni, con un rimbalzo entro il 2016, perfino nel caso di crisi. Come al solito gli spagnoli sono deliziosamente ottimisti, sembrano vivere in un universo parallelo.

Quindi, se lo shock globale previsto dalla EBA dovesse verificarsi - con un aumento dei rendimenti statunitensi a 10 anni di 250 punti base quest'anno, un ulteriore "scatto" (parole dell'EBA) nei mercati emergenti che culmini in un "arresto improvviso", e una caduta del commercio mondiale - ci viene detto che la Spagna potrebbe abilmente schivare il proiettile. Questo mette a dura prova la nostra credulità. I consulenti madrileni della RR de Acuna affermano che c'è ancora un eccesso di circa 2 milioni di case in Spagna, se si comprendono le proprietà in pignoramento, quelle sui libri delle banche, o ancora in costruzione.

 

Secondo l'EBA i Britannici potrebbero avere un calo del 20% per il 2016. Non riesco a capire come potrebbe accadere, dato che c'è una cronica mancanza di alloggi e la mission del governo inglese all'inizio del 21° seolo è quella di spingere in alto i prezzi delle case qualunque cosa accada, un obiettivo che una banca centrale, una stampante, e una valuta flessibile riescono sempre a ottenere.

La congiura silenziosa degli elettori proprietari di case in Gran Bretagna è quella di tirare su la scala dietro di loro, e proteggere l'esistente. Sarebbe meraviglioso se ci fosse un calo dei prezzi del 20%  per correggere il più grande divario sociale nel paese - realizzato al meglio con la costruzione di case - ma purtroppo possiamo solo sognare.

Ma allora, lo stress test questa volta può considerarsi credibile, dopo le precedenti commedie, superate ogni volta da una crisi dei bond che ha spazzato via tutte le ipotesi su cui ci si basava? No, non credo.

Lo scenario avverso per l'inflazione quest'anno è dell'1%, e presumono che non potrà cadere ulteriormente nemmeno con una crisi globale. Se questo è il loro scenario estremo, possono ben coltivarlo con interesse.


I dati della Banca centrale europea pubblicati oggi dimostrano che l'aggregato monetario M3 sta rallentando di nuovo, con una contrazione mese su mese a Marzo di 26 miliardi di euro. Il tasso di crescita annuo è sceso all'1.1%. Il credito privato continua a diminuire a un ritmo del 2.2%.
Come il FMI continua a ricordarci, il tasso di inflazione è fondamentale per le dinamiche del debito di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Irlanda e Grecia (e anche per i Paesi Bassi ). La "bassa inflazione" di circa 0,5 per questi paesi - e la maggior parte di loro sono già sotto questo valore - li soffoca lentamente attraverso l'effetto denominatore, vale a dire un costo per interessi sul debito in aumento su un PIL nominale piatto o in calo.
La tabella EBA indica che l'inflazione in Spagna sarà dello 0.3% quest'anno e dello 0.4% il prossimo anno, nel caso peggiore. Per carità, già adesso è inferiore a queste stime. A marzo il CPI (l'indice dei prezzi al consumo) era a -0.1%, il HICP (l'indice armonizzato dei prezzi al consumo) ha registrato il -0.2% , e il governo sta già utilizzando un deflatore di -0.4% per calcolare il PIL (cosa conveniente per la presunta crescita da sbattere nei titoli di apertura dei giornali).
Il test assume che i titoli di stato a 10 anni in Italia saliranno del 5.5% e del 5.6% in Spagna nello scenario peggiore di una crisi globale in piena regola. Non c'è dubbio che il test punta sull'opzione put di "Draghi" della BCE, la promessa del "do whatever it takes" per sostenere i due paesi.
Eppure la Corte costituzionale tedesca ha emesso una sentenza preliminare che indica con parole roventi che questo "put" è una violazione dei trattati UE, e probabilmente "Ultra Vires " (Sì, lo so che la Corte europea deve ancora pronunciarsi, ma l'EBA sa in anticipo come si pronuncerà, e in ogni caso il Bundesfassungsgericht è il tribunale sovrano supremo e non si ritiene vincolato dalla corte di giustizia europea).
Quindi lo scenario peggiore ignora l'elefante già piazzato al centro della stanza. Verdetto:  punti zero.

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