14/05/14

Sul Voto alle Europee

In questo post chiariamo la posizione di Vocidallestero sul voto alle europee. Partiamo riprendendo nelle parti essenziali l'ottima analisi di GPG di scenarieconomici.it sull'importanza delle prossime elezioni europee per dare, con un deciso voto euroscettico, uno scossone destabilizzante al pericoloso progetto eurocratico che con i nostri blog abbiamo contribuito a svelare. C'è qualche divergenza rispetto alle conclusioni di GPG (che vi invitiamo a leggere su scenarieconomic.it), quindi in fondo al post chiariamo la posizione di Vocidallestero e il nostro sostegno esplicito alle candidature di Borghi e Donato. Buon dibattito e buone elezioni a tutti!



di GPG - "...Queste elezioni europee hanno un significato particolare, ed a differenza del passato non sono una sorta di “sondaggione” per misurare gli equilibri politici interni, ma sono elezioni in cui in qualche maniera il tema “di quale Europa” vogliamo, appare centrale.
La faccio semplice: per capire la cura, bisogna fare una diagnosi.

Chi vi propone una “cura” senza aver fatto una “dignosi” credibile, e’ semplicemente un ciarlatano.



Perché l’Italia (e per certi versi l’Eurozona) è in una sorta di crisi irreversibile?


Qui le tesi si sprecano, ma sostanzialmente sono tre.

1) L’Italia e’ in crisi essenzialmente per cause interne, connesse alla Casta, alla Burocrazia, all’elevata Tassazione, alle ruberie, all’evasione fiscale, all’inefficienza della PA e delle Spese Pubbliche. In sintesi la causa del declino nazionale e’ lo Stato e la sua classe dirigente (questa e’ la Tesi prevalente, sostanzialmente portata avanti dalla Casta stessa)
2) L’Italia e’ in crisi essenzialmente per cause interne, connesse ad un tracollo della “produttività’”, a sua volta legate tanto all’inefficenza pubblica, quanto agli scarsi investimenti privati (tesi Zingales)
3) L’Italia è in crisi perché ha una struttura economica che non si sposa con i Cambi Fissi, e quindi con l’Euro, e ciò sta facendo collassare il sistema produttivo privato e porta ad un progressivo impoverimento generalizzato (tesi portata avanti dagli euroscettici)

La tesi 2), per quanto sia vero che vi sia un problema di produttività, è senza il minimo dubbio riconducibile essenzialmente alla tesi 3): infatti vi è un legame evidente tra andamento della produttività del lavoro ed adozione dei cambi fissi, come spiegato molto bene analiticamente in questo articolo del prof. Alberto Bagnai, dal quale pubblichiamo l’andamento della produttivita’ di Italia e Germania. Traspare in modo chiaro che l’Italia ha perso terreno sulla Germania con l’adozione dei cambi fissi, dopo il 1996 (ed analogamente a fine anni '70 e poi a fine anni '80 con lo SME) mentre ha avuto andamenti analoghi o migliori della Germania in presenza della Lira fluttuante. Nessun altro parametro di cui al punto 1) e’ in grado di spiegare in modo compiuto tali divergenze di andamento anno per anno. Analogamente la tesi degli scarsi “investimenti” non e’ sostenuta dai dati: nel corso degli anni 2000, la Germania ha avuto un andamento di Investimenti in rapporto al PIL al minimo storico, nonché inferiori a quelli dell’Italia.


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 (fonte goofynomics)


 Tra i 1.000 grafici che descrivono l’andamento dell’Italia, c’è quello della Performance relativa della produzione industriale italiana rispetto a quella tedesca”. Chiaramente, nessuno dei parametri di cui al punto 1), quali andamento della corruzione, della tassazione, della spesa pubblica, dell’evasione, dell’appesantimento burocratico, etc. è in grado di “spiegare” compiutamente l’andamento produttivo Italiano rispetto a quello tedesco, che invece ha una perfetta aderenza con l’adozione dei cambi fissi (l’Italia ha sempre avuto una miglior variazione produttiva in presenza di cambi liberi, mentre ha sempre visto crollare la produzione in rapporto alla Germania in presenza di cambi fissi). Se si prendono, uno per uno, tutti gli indicatori economici fondamentali, e si fa con pazienza l’esercizio (cosa che abbiamo fatto attraverso una miriade di post), si deduce con chiarezza, che l’adozione dei cambi fissi è la spiegazione più immediata per capire il collasso nazionale.


euro21

 In conclusione, la Diagnosi è che l’Italia è un paziente il cui male di fondo è l’adozione dei Cambi fissi, letteralmente devastante per il sistema privato nazionale. Il legame tra adozione dei Cambi Fissi e Declino economico è incredibilmente fedele ed immediato. Ovviamente, ciò non vuol dire che i “mali storici” del belpaese non siano concause serie del declino stesso (che però non hanno impedito buone performance del settore privato in presenza di cambi liberi, e che tendono a dare spiegazione degli andamenti in un’ottica di lungo periodo). In sintesi, il paziente Italia ha necessità a breve termine di un’operazione (“uscita da Euro”) e poi dovra’ seguire una terapia di lungo periodo per guarire dai propri mali storici.


 Quanto sopra e’ confermato dalle dichiarazioni di fondo di Premi Nobel e dalla quasi totalita’ degli Studi Economici condotti sul break-up dell’Euro. Quanto alla terapia di lungo periodo, abbiamo ampiamente scritto in proposito, perfettamente consci che non esistono “magie” che risolvono la questione da un giorno all’altro.



Il Voto alle Europee come opportunità per cambiare la situazione..."


Ringraziando GPG per questa bella analisi, vogliamo precisare ancora alcuni punti che riteniamo importanti:

1. Come già chiarito ampiamente in altri post (vedi ad es. qui e qui), pretendere di andare in Europa a chiedere di sforare il deficit e alleggerire l'austerità è inutile, non solo perché la Germania è difficilissimo che acconsenta, ma anche se dovesse succedere, e magari il "supposto" accordo con Mario Draghi davvero ci consentisse di sforare nei deficit, delle misure parziali di questo tipo non risolverebbero comunque gli squilibri interni tra i paesi, ma anzi li aggraverebbero: qualsiasi ripresa ci riporterebbe, più poveri, al punto di  partenza, a ricominciare a importare e ad accumulare squilibri delle partite correnti. E questo taglia la testa al toro - come del resto era già chiaro - sulle illusioni della triste combriccola che sostiene la Lista Tsipras.

2. Il Movimento 5 Stelle a nostro parere non è un'opzione percorribile in queste elezioni europee. Preciso che conosco tanti attivisti della base a cinque stelle che stimo e apprezzo, sia per la correttezza delle loro analisi che per la perfetta buona fede. Invece non stimo e non apprezzo la linea confusa che viene portata avanti nel programma ufficiale del movimento. Avendo avuto tante possibilità di accedere alla corretta informazione e tante richieste dalla base di prendere una posizione euroscettica, se il vertice (sì) del M5S ancora non ha chiaramente preso una posizione chiara e univoca,  resta il legittimo dubbio che si tratti di un movimento che alla fin fine serve ad intercettare e neutralizzare lo scontento popolare.  In ogni caso non possiamo permetterci, ora, mentre la casa brucia, di correre questo rischio. E penso anche che per la volenterosa base a 5 stelle non ci sia occasione migliore di queste elezioni europee per dare un segnale forte al proprio movimento su quale sia la strada e il metodo democratico che la base VUOLE che il movimento intraprenda. (più difficile farlo alle politiche!)

3. A questo punto non ci resta che la Lega Nord e i Fratelli d'Italia. Utili, perché hanno assunto entrambi una posizione europeista ed euroscettica chiara ed univoca.  Valide entrambe le scelte. Ma avendo a disposizione un candidato come Claudio Borghi, che già da tanto tempo combatte con grande onore e in prima fila la battaglia per la riconquista della sovranità nazionale, noi di Vocidallestero questa volta non abbiamo dubbi (a parte il profondo inevitabile dubbio esistenziale che nella vita sempre ci accompagna!) e con grande serenità d'animo sosteniamo apertamente un candidato sul quale  ci sentiamo di scommettere ad occhi, non chiusi, ma bene aperti! E pensiamo che anche  Francesca Donato del Progetto Eurexit si sia conquistata sul campo la fiducia degli elettori europeisti ed euroscettici. 

4. Sulla eventualità di non votare...avendo a disposizione dei candidati di questo tipo che andranno a rinforzare con onore le fila degli euroscettici europei in grande ascesa, pensiamo non valga la pena di spendere tante parole. Dico solo che mi ricorda quella buffa scenetta in cui Omer Simpson, tracciando deciso una linea per terra, si chiudeva nell'angolino di una stanza e diffidava tutti gli altri dall'oltrepassare il segno...

21 commenti:

  1. "A questo punto non ci resta che la Lega Nord e i Fratelli d'Italia. Utili, perché hanno assunto entrambi una posizione europeista ed euroscettica chiara ed univoca".

    Non mi è del tutto chiara la posizione dei Fratelli d'Italia perché nel programma c'è scritto: "Vogliamo difendere la conquista di una moneta unica..." e poi "L'Europa va restituita ai suoi popoli con il passaggio dall'Europa economica a quella politica...". Cioè più o meno il programma del piddì?

    Safonte

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    1. Il programma per le europee sarebbe questo, che mi sembra abbastanza chiaro, poi forse all'interno del gruppo le posizioni non sono del tutto univoche. La Meloni sembra avere capito come stanno le cose. Forse il problema con Fratelli d'Italia è che le probabilità di superare il quorum sono parecchio basse...

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    2. Il vogliamo difendere le conquiste della moneta unica, penso sia riferito al programma elettorale del febbraio 2013...poi hanno cambiato idea (meglio tardi che mai). Comunque lega, cioe' Salvini e Borghi senza dubbio, anzi aggiungo anche Tremonti, abbastanza vicino alla lega stessa ...non hanno votato il fiscal compat ed altre porcherie simili. Come dice Sapelli oggi (il sussidiario) era forse la persona da eliminare, piu' di Berlusconi, per la Merkel. Il ministro dell'economia, fin che c'era, aveva tenuto l'Italia abbastanza al riparo....

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    3. Sì, certo. Coesistono due programmi abbastanza chiari però uno in contrasto con l'altro. Forse il sito presenta qualche margine di miglioramento.

      Safonte

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  2. Borghi, senza dubbio.
    http://www.pleonastico.it/blog/europee-non-politiche/783

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  3. L'Europa non si cambia in parlamento eu anche se i risultati saranno i piu' rosei non ci saranno i numeri. L' Eu si cambia in Consiglio se uno o piu stati pongono il problema seriamente. Per Noi il problema e' ricambio dell' establishement che si avra' con rinnovo classe politica al potere. Decidete voi a chi dare il voto!

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    1. Chiaro che il vero rinnovamento non si avrà con le elezioni europee, ma con il ricambio dei governi nazionali. Però una forte affermazione europeista euroscettica in queste elezioni è importante segnale del vento che cambia...e Strasburgo comincerà a surriscaldarsi mica male!

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  4. Premesso che sono un bagnaino doc, voterò 5 stelle turandomi il naso. Il motivo è questo: penso che affinché l'euro salti nel breve, sia fondamentale che una forza chiaramente anti-sistema (anche se sconclusionata... anzi, soprattutto se sconclusionata) diventi di gran lunga il primo partito in Italia, in grado potenzialmente di governare da sola. I mercati impazzirebbero, lo spread salirebbe più del 2011, e questo prima ancora di nuove elezioni politiche. (d'altronde non comandano i mercati?). Napolitano potrebbe anche non indire le elezioni... ma sarebbe un gran casino, in tutti i sensi.
    Invece anche se gli euroscettici prendessero alle europee il 30%, i tecnocrati in nome del sogno continentale faranno la grande coalizione PPE - PSE, la Merkel sceglierà il presidente del consiglio europeo, tanti saluti e avanti così per altri 5 anni.
    Naturalmente il mio discorso vale anche nel caso in cui il Front National diventasse il primo partito in Francia. Infatti se potessi voterei la Le Pen.
    Grazie per il vostro lavoro.

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    1. Il fatto e' che non stiamo parlando delle elezioni politiche in Italia (nel qual caso il discorso del "primo partito" avrebbe un senso) ma di chi mandare in Europa.
      Di conseguenza, assumendo che M5S e Lega passeranno entrambi lo sbarramento, secondo te e' meglio spostare di piu' il peso su chi andra' a fare discorsi incoerenti senza una linea compatta, oppure a chi -anche piu' piccolo in Italia- andra' ad aggiungersi ad un movimento europeo euroscettico piu' vasto, compatto e determinato?
      (Se voteresti la Le Pen in Francia la cosa migliore che puoi fare per sostenere il suo fronte e' votare i suoi alleati in Italia: la Lega.)
      Questo per tacere del fatto che nel M5S non si capisce chi ci rappresenti, mentre la Lega ha candidato Claudio Borghi, che sono certo ci dara' delle soddisfazioni!

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    2. Ma vedi Stefano, queste non sono le politiche nazionali! Io alle politiche nazionali non penso che voterò mai la Lega (anche se a questo punto di stranezza niente è da escludere). Queste sono solo le europee, si vota perché a Strasburgo vada un gruppo coeso e combattivo di euroscettici senza tentennamenti. E Beppe Grillo a quanto mi risulta ha rifiutato di allearsi con la Le Pen, la forza trainante del drappello euroscettico al PE. Il tuo ragionamento potrebbe essere valido se parlassimo di elezioni a livello nazionale. Ma non è questo il caso!

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  5. Secondo me il problema dell'Italia è ovvio: troppi Italiani dipendono dallo Stato. E' un gruppo che comprende sia i "manager" che guadagnano milioni che i "forestali" siciliani, più tutte le figure intermedie.

    La poca competitività dell'Italia deriva dal fatto che dagli anni '70 è stato tutto subordinato al "sociale" in un concetto troppo ampio e questo in concreto ha significato che in Italia l'unico modo per produrre ricchezza è farlo in maniera illegale o semi-illegale, vedi alla voce "economia sommersa".

    Se in un altra Nazione evadere le tasse è semplicemente un reato, da noi ha assunto la forma di un comportamento non solo ammissibile ma necessario e quindi tollerato se non incoraggiato. Infatti il requisito per potere sostenere i costi del "sociale" era produrre ricchezza in qualsiasi modo, quindi se da una parte la pressione fiscale era insostenibile dall'altra lo Stato si ingegnava nell'offrire scappatoie, bizantinismi e carenza nei controlli per consentire all'economia di continuare a girare nelle catacombe.

    Adesso il meccanismo è inceppato perché la "globalizzazione" non consente più all'economia sommersa di competere con concorrenti che hanno comunque costi 100 volte inferiori. Quindi la pressione fiscale rimane insostenibile, lo Stato continua a reprimere le possibilità di produrre ricchezza ma nello stesso tempo non si produce più abbastanza nelle catacombe da tenere in piedi la baracca.

    Nel panico dei milioni che vivono di Stato siamo quindi passati alla fase "integralista" in cui, secondo i vecchi canoni comunisti, tutto deve essere collettivizzato quindi la proprietà è un crimine che deve essere punito. La strada che stiamo seguendo in questo momento è quella di continuare col "sociale" andando ad espropriare i risparmi degli Italiani.

    Il discorso dell'Europa è ovvio: chi dipende dallo Stato vede avvicinarsi l'apocalisse e quindi vuole spostare le "tutele" ad un livello superiore, cioè smantellare il concetto di Nazione, che ci obbliga a grattarci le nostre rogne, per diluirlo in un concetto più ampio, contando sulla confusa idea che poi si faccia una media. Peccato che chi invece si trova in posizione di forza la pensa altrimenti e cioè usa la "Europa" come strumento per controllarci ed eventualmente per ricavare un tornaconto.

    Lo "anti-europeismo" può andare bene se si considera solo il fatto che forze ostili ci controllano e ci danneggiano, non risolve nulla per l'altra metà del problema e cioè che milioni di Italiani invocano l'Europa perché ci vedono una possibilità di mantenere il loro status quo assistenziale.

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    1. Splendida analisi, Lorenzo. Hai illustrato in maniera mirabilmente sintetica i guasti dello statalismo scriteriato.

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    2. Ma cosa c'entra questo discorsetto sulla spesa pubblica con quanto mostrato sopra nei grafici? come li spiega? cosa c'entra, semplicemente, coi dati? Sono sbalordito!
      (Poi se proprio serve un discorso sensato sul problema di fondo degli squilibri italiani e sull'inefficacia di una parte (consistente) della nostra spesa pubblica consiglio di andare a rileggere il discorso di Borghi sugli squilibri all'interno dell'Italia, che avevamo tradotto tempo fa.)

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    3. "Splendida analisi, Lorenzo"??? Ma se è un coacervo di boiate... :-DDDDD.

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    4. Splendida analisi Lorenzo ??????
      Certo che dopo aver letto l' articolo, sentire che un commentatore sostiene proprio l' unica tesi che non si riscontra nei numeri, mi fa pensare che forse ha letto l' articolo di un Blog e poi ne ha commentato un' altro per sbaglio !!! Mahh !!!

      P.s. Io voterò Lega non per Salvini ma per Borghi !!!
      In bocca al lupo a tutti.

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    5. Ogni tanto Lorenzo fa qualche incursione nel blog, con Gabriele che gli dà manforte... sono saltuarie ma ben condite di antistatalismo livoroso!...se è vero che i dipendenti pubblici sono tra le categorie più legate all'euro, evidentemente perché i poveri illusi si sentono garantiti (a torto), dare la colpa della crisi alla eccessiva spesa per i pubblici dipendenti sembra una sorta di pensiero vendicativo irrazionale (perché non confermato dai dati) da parte di chi magari le tutele le ha già perse...mah! la solita guerra fra poveri!

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  6. Ottimo articolo, quello che fa riflettere riguarda zingales, e il fatto che inserisce il calo della produttività nelle cause del declino e non invece ( come sarebbe corretto ) tra le conseguenze della rigidità del cambio. Poi vai a vedere quali sono i suoi lavori, e ti chiedi cosa cavolo centra un aziendalista con economia internazionale.
    E capisco, col libro che ha scritto, cosa significa approfittare.
    Sul voto, purtroppo, abitando in campania, non posso votare Claudio Borghi.

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  7. 8 settembre 1943
    da non economista ma da fruitore di blog non mainstream faccio una riflessione su un dubbio
    clup= redditi / produttività
    produttività = valore aggiunto / numero occupati
    <da goofynomics)
    un recente articolo di nomisma affermava che la spagna ha avuto un abbassamento del clup non tanto x l'abbassamento dei redditi quanto per un aumento della produttività dovuta alla diminuzione degli occupati
    con lìadozione dei cambi fissi si assiste ad una diminuzione della produttività e quindi ad un aumento del clup e qui mi è chiaro ma se la produttività diminuisce cio' è dovuto al fatto che aumenta il numero degli occupati, e cio' sarebbe un bene , ma allora dove sbaglio?

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    1. Credo perché l'abbassamento della produttività verificatosi in seguito all'introduzione dei cambi fissi è da far risalire alla diminuzione del valore aggiunto, della produzione. Poi, diminuendo anche gli occupati, la produttività aumenta ma non è un aumento sano. Come quando migliora la bilancia commerciale perché diminuiscono le importazioni a causa dell'impoverimento... o diminuisce la disoccupazione per via dell'emigrazione.

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  8. sono d'accordo con voi..
    nonostante sia meridionale e molto probabilmente voterò M5S (anche se non pienamente convinto), ciao

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  9. Io voetrò Borghi senza se e senza ma; e attendo la ribellione delle popolazioni europee....

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