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22/02/20

Varoufakis - Euroleaks: perché pubblicarle? E perché ora?

Sul suo sito Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze greco ai tempi  della troika, spiega come e perché decise di registrare le riunioni  dell'Eurogruppo, organo "informale" non previsto nei trattati e di cui non esistevano verbali, ma in cui i paesi creditori decidevano a porte chiuse le sorti del suo paese, ben sapendo i danni che ne sarebbero derivati per il popolo. Spiega anche perché ora ha deciso di pubblicarle, non appena le trascrizioni saranno completate.  Sulle registrazioni è basato anche il libro di memorie di Varoufakis  "Adulti nella stanza", da cui il regista greco Costas-Gavras  ha tratto un film che è stato presentato al Festival del cinema di Venezia, ma non ci risulta  poi essere stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane.  I burocrati europei hanno tentato invano di evitare che il film venisse girato, ma la vera natura del processo decisionale europeo, opaco e privo di regole e in quanto tale facile da piegare a qualsiasi convenienza politica, è già emersa in maniera chiara e ormai è anche oggetto di satira

 

 

di Yanis Varoufakis, 16 febbraio 2020

 

Durante la prima metà del 2015, come ministro delle Finanze della Grecia, ho partecipato a tredici incontri cruciali dell'Eurogruppo - prima che il governo SYRIZA (ignorando il risultato referendario del 5 luglio) capitolasse. Il risultato di quella capitolazione furono le mie immediate dimissioni e un programma di austerità permanente (fino al... 2060).

 

Fin dall'inizio, dal primo Eurogruppo, fu chiaro che i leader della troika che dominavano quegli incontri erano determinati a evitare qualsiasi serio dibattito sul "programma" della Grecia. Ero arrivato lì con l’idea di trovare un onorevole compromesso sulla base di opportune proposte tecniche il cui scopo era di aiutare il popolo greco a respirare di nuovo, minimizzando i costi per i nostri creditori (che dominavano l'Eurogruppo).

 

In netto contrasto, i leader della troika, e i ministri delle Finanze loro complici, si opposero con fermezza, rifiutandosi di discutere le mie proposte o di fare qualsiasi controproposta che potesse  avere un senso finanziario, politico o morale. Ripetutamente chiesero la resa del nostro governo a un programma neocoloniale di austerità che loro stessi, a porte chiuse, confessavano che sarebbe fallito!

 

Dopo i primi tre incontri all'Eurogruppo mi sono reso conto, con orrore, che non si teneva nessun verbale. Inoltre, l'assenza di qualsiasi traccia di ciò che veniva detto permetteva ai burocrati della troika di indulgere in un'orgia di fughe di notizie e insinuazioni che si diffondevano rapidamente in tutto il mondo.

 

È stata una grande Operazione di Capovolgimento della Verità: la troika stava diffondendo la notizia che sarei arrivato agli incontri impreparato, privo di preparazione tecnica, e che annoiavo a morte i miei colleghi con discorsi ideologici o teorici che non coglievano il punto.

 

È stata la mia prima, vera e dolorosa esposizione al vero significato del termine fake news.

 

Per riuscire a informare accuratamente il mio Primo ministro e il Parlamento su ciò che accadeva in quelle interminabili riunioni, e anche per difendermi dalle distorsioni e dalle vere e proprie menzogne ​​riguardanti i miei interventi (come anche dalle bugie su ciò che quelli della troika mi stavano dicendo), ho iniziato a registrare i lavori sul mio smartphone.

 

Non volendo mantenere il segreto su questo, ne parlai in un'intervista al New York Times - come mezzo per avvertire i propalatori di notizie false che avrei potuto dimostrare che stavano diffondendo bugie. La reazione della Commissione europea fu una falsa indignazione, ma, cosa interessante, smisero di far trapelare le notizie!

 

Successivamente, ho pubblicato il mio libro di memorie (Adulti nella stanza), che è basato, in larga misura, su quelle registrazioni, pensando che sarebbe stata la fine della storia.

 

Perché vi sto annoiando ora con questa storia di cinque anni fa?

 

Perché, per i motivi che esporrò di seguito, MeRA25-DiEM25 e io abbiamo deciso che ora è il momento giusto per rendere disponibili al pubblico queste registrazioni.

 

Perché ora?

 

Dopo aver pubblicato Adults in the room [Adulti nella stanza, NdT], non avevo l’intenzione di rendere pubbliche le registrazioni inedite anche se, ancora tre anni dopo la pubblicazione del libro, e specialmente qui in Grecia, le fake news sugli eventi del 2015 vengono ancora spacciate come fatti reali. Avendo già estratto dalle registrazioni la maggior parte delle cose importanti in Adulti nella stanza, ero intenzionato a voltare pagina.

 

Tuttavia, la scorsa settimana due eventi qui in Grecia mi hanno fatto cambiare idea:

 

1. Il nuovo governo di destra di Nuova Democrazia ha recentemente approvato una legge sulla vendita dei mutui ipotecari in sofferenza a fondi, che scateneranno sfratti di massa per le famiglie che, a causa della crisi infinita, non possono pagare i loro mutui. Dal 1° maggio, una nuova ondata di miseria sommergerà la nostra popolazione già sconfitta. In Parlamento, dove dirigo MeRA25 (il nuovo partito progressista di DiEM25 in Grecia), il Primo ministro e i suoi Ministri si sono alternati per "spiegare" ciò che stanno facendo, incolpando del loro nuovo impulso liquidatore... me e il modo in cui "avrei sconvolto" i miei colleghi ministri delle Finanze in quegli incontri dell'Eurogruppo del 2015!

 

2. I miei ex colleghi di governo (SYRIZA) hanno appena fatto trapelare una revisione interna sugli errori compiuti dal 2014 e sul perché sono stati sconfitti alle elezioni generali del luglio 2019. La loro principale conclusione sembra essere che il loro ministro delle Finanze nel 2015 (io!) si è inimicato i suoi colleghi dell'Eurogruppo, mancando di presentare proposte ragionevoli, avendo un comportamento recalcitrante ecc. (Ovvero SYRIZA ha adottato pienamente la narrativa della troika).

 

Alla luce di quanto sopra, mi è ora ampiamente chiaro che le fake news relative alle riunioni dell'Eurogruppo del 2015 stanno fungendo da copertura per una nuova ondata di assalti contro i cittadini più deboli. Per questo motivo, in un dibattito parlamentare su questioni attinenti al diritto del lavoro che coinvolgono i leader del partito (venerdì scorso 14 febbraio), mi sono rivolto direttamente ai miei detrattori:

 

"Siete andati avanti cinque anni", ho detto loro "a mentire su ciò che era accaduto in queste riunioni dell'Eurogruppo. Ora, su queste distorsioni della verità, state programmando nuovi provvedimenti di legge sulla austerità e sui procedimenti di liquidazione. Per questo motivo, prima che i membri del Parlamento possano esprimere un voto informato su tali progetti di legge, hanno il diritto e il dovere di sapere esattamente cosa è stato veramente detto in quelle riunioni dell'Eurogruppo".

 

A quel punto, ho dato lettura di una decisione dell'Alta Corte greca secondo la quale queste registrazioni sono pienamente legali (dato che non riguardano la vita privata dei partecipanti e sono state registrate nel corso dell’esercizio delle loro pubbliche funzioni). Quindi, ho tirato fuori una busta contenente una chiavetta USB con tutte le registrazioni in mio possesso e l'ho sottoposta alla segreteria della Camera dichiarando che la consegnavo al Presidente della Camera perché decidesse su come rendere il materiale disponibile ai parlamentari e al pubblico in generale.

 

Poco dopo, un agente ha riportato la chiavetta USB nel mio ufficio, su ordine del Presidente, che ha ritenuto il mio gesto "inaccettabile". Alcune ore dopo, ho rilasciato una dichiarazione secondo cui DiEM25-MeRA25, in conseguenza della posizione del Presidente, pubblicherà il materiale rendendolo disponibile al pubblico.

 

"Vi sono state raccontate delle storie su ciò che è accaduto in questi incontri, vi siete comportati come se sapeste esattamente cosa è stato detto, ma ora siete nel panico al solo pensiero di scoprire cosa è stato veramente detto", abbiamo quindi aggiunto.

 

Qual è il significato di queste registrazioni, che va oltre la Grecia?

 

Queste registrazioni / trascrizioni rendono interessante l'ascolto / lettura per tutti coloro che desiderano formarsi un punto di vista indipendente su quello che è il processo decisionale all'interno dell'UE.

 






  • Gli europeisti hanno molto da imparare su come l'euroscetticismo, di cui la Brexit rappresenta un esempio, è stato aiutato e favorito dall'inaccettabile processo decisionale al cuore dell'UE. Imparare queste lezioni è un prerequisito per riformare, o ancora meglio trasformare, l'UE.


 

 

 

  • Sfortunatamente, in queste registrazioni gli euroscettici troveranno delle prove che giustificano i loro atteggiamenti.


 

 





  • Coloro che studiano le relazioni internazionali, che conducono studi europei, di finanza e di economia, acquisiranno preziose informazioni su come vengono prese decisioni delicate e cruciali per l'economia mondiale.


 

 

 

  • E, infine, poiché la democrazia senza trasparenza è assolutamente impossibile, la pubblicazione di questi file è un servizio piccolo, ma non insignificante, ai democratici di tutto il mondo.


 

 

 

Le  registrazioni inedite saranno pubblicate intorno al 10 marzo 2020 (una volta che saranno fatte le trascrizioni e saranno state rese adeguatamente accessibili a tutti). 

 

Iscrivetevi alla newsletter DiEM25 (https://i.diem25.org/newsletter) per essere informati del momento in cui DiEM25 pubblicherà le registrazioni e le trascrizioni.

25/06/18

In Grecia più di una persona su tre è a rischio povertà

Se gli storici del futuro dovessero indicare un esempio della propaganda europeista negli anni terminali della moneta unica, potrebbero scegliere i toni usati per l'accordo firmato venerdì scorso dall'Eurogruppo per suggellare il ritorno della Grecia al finanziamento del debito attraverso il mercato. Non solo la Grecia sarà costretta a politiche di austerità per decenni (dovrà garantire un surplus primario del 3,5% del PIL fino al 2022 e del 2,2% fino al 2060!) - fonte KeepTalkingGreece - , ma più di un terzo della popolazione rimane a rischio povertà - fonte Ekathimerini -, percentuale che salirebbe ad oltre il 50% senza i sussidi sociali. E i tagli a pensioni e indennizzi continueranno anche nei prossimi anni. Insomma, la cura ha avuto successo, ma il paziente è morto - l'importante è che i creditori della Grecia abbiano avuto indietro il proprio denaro e che la Grecia continui a garantire la loro rendita, sotto la disciplina dei mercati e con la benedizione del governo Tsipras.

 

Più di un terzo della popolazione del paese - il 34,8% o 3,7 milioni di persone - è considerata a rischio povertà o di esclusione sociale secondo il sondaggio 2017 dell'ELSTAT (l'ente nazionale delle statistiche) sui redditi delle famiglie e le condizioni di vita.

 

La cifra è scesa lievemente se confrontata con l'anno precedente, perché nel 2016 era considerato a rischio povertà o esclusione sociale il 35,6% della popolazione, o 3,79 milioni di persone.

 

I dati mostrano che il rischio è maggiore tra le persone in età lavorativa (da 18 a 64 anni) - il 38,6%. In particolare, nel medesimo gruppo di età il rischio in Grecia è di gran lunga maggiore tra gli stranieri - ne è toccato il 62,9% - contro il 36,5% dei greci tra i 18 e i 64 anni.

 

La soglia di povertà è stata fissata sul reddito annuale di 4.560 euro per persona e di 9.576 euro per famiglia formata da due adulti e due bambini di età inferiore a 14 anni. Le famiglie a rischio povertà o esclusione sociale sono 789.585 su un totale di 4.162.442 famiglie in Grecia.

 

Senza i sussidi sociali, il 50,8% della popolazione del paese sarebbe considerato a rischio povertà, la qual cosa indica l'impatto che pensioni e sussidi sociali - come l'indennità per i percettori di piccole pensioni (EKAS) e il sussidio alla disoccupazione - hanno sulla vita delle persone.

 




 

L'atmosfera del venerdì mattina è buona. I creditori della Grecia esultano, i media internazionali e persino quelli tedeschi salutano l'accordo dell'Eurogruppo come "la fine della crisi greca", "la Grecia esce dal salvataggio" e "il debito greco è sostenibile". Ma l'Eurogruppo dei 19 ministri delle finanze non ha concesso alla Grecia nessuna riduzione del debito. Nemmeno tassi di interesse più bassi o clausole di crescita. Quello che hanno fatto è estendere:

 
    - il rimborso degli interessi sul debito EFSF e la maturazione dei titoli greci di 10 anni;

    - una rigorosa austerità;

    - una stretta supervisione;

    - e più "riforme".

L'accordo, raggiunto nelle prime ore del mattino di venerdì a causa delle obiezioni tedesche sul tempo di estensione del debito, apre la strada anche all'uscita della Grecia dal suo programma di salvataggio di 8 anni.

 

Inoltre, la Grecia ottiene una tranche di 15 miliardi di euro, un cosiddetto "buffer" che è un ulteriore prestito. Di questi 15 miliardi, 3,3 possono essere usati per ripagare i prestiti del FMI. [...]

 

Nella dichiarazione ufficiale, l'Eurogruppo dà il benvenuto all'impegno della Grecia a mantenere:
    - un surplus primario del 3,5% del PIL fino al 2022

    - un surplus primario del 2,2% del PIL in media nel periodo dal 2023 al 2060.

[...]

 

Il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, a valle dell'incontro ha detto: "Possiamo affermare con sicurezza che il debito greco è sostenibile in futuro, facciamo le congratulazioni alla Grecia".

 

Tra le altre cose ha aggiunto che la Grecia ha emanato 450 interventi legislativi soltanto nel contesto del 3° programma di salvataggio. Non ha osato menzionare quelli connessi al salvataggio nei primi due programmi di aggiustamento fiscale.

 

Con misure di lungo termine fino al 2060, i guai della Grecia non sono davvero finiti il 22 giugno né finiranno il 18 agosto, quando uscirà ufficialmente dal 3° programma di salvataggio. [...]

 

Ma più essenziale è vedere come questo "grande accordo", come "la più grande solidarietà che il mondo abbia mai mostrato" (così ha detto il direttore del ESM Regling) influenzerà la vita e le tasche dei greci. Di sicuro le pensioni saranno ulteriormente tagliate nel 2019 e i poveri saranno tassati col restringimento dell'area tax-free (i redditi non tassati) nel 2020.

 

Alla fine dei giochi, ci ritroviamo al punto di partenza, con un debito ben più altro rispetto al 2010: nel 2010 il debito greco ammontava a 262 miliardi, nel 2018 a 323 miliardi di euro.