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29/04/14

Sovranità e NON Solidarietà

Da scenarieconomici.it, un bell'articolo di Jean Sebastien che  molto lucidamente mette il dito sulla piaga: chi auspica un'Europa più solidale, con ciò stesso ammette e addirittura richiede lo status di paese colonizzato e sussidiato!



Fermo restando che compiere  opere di solidarietà verso quei  Paesi ancora in via di sviluppo (mettiamoci anche la Grecia, retrocessa, grazie all’euro) sia un atto nobile, questi necessiterebbero di una vera e propria indipendenza economica dal neocolonialismo mondialista e non di una indipendenza puramente formale.

28/03/14

Smantellare l’Euro

João Ferreira do Amaral, insieme ad altri economisti sottoscrittori del Manifesto di Solidarietà Europea, espone sulla piattaforma Project Syndicate le linee generali della proposta per salvare l’Unione Europea dall’euro. Il punto fondamentale è che siano i paesi più forti a sganciarsi dall’Euro – Germania e Francia – liberando tutti dal peso schiacciante della moneta unica.


PARIGI – In gennaio, Chris Williamson, capo economista presso la società di ricerche economiche  Markit, ha definito la Francia “il nuovo malato d’Europa.” Con una crescita del PIL prossima allo zero, disoccupazione crescente, e un debito pubblico in salita – per non parlare delle controproducenti politiche di austerità – è difficile dargli torto. Data la grande importanza della Francia per la stabilità economica e politica europea, questa situazione rappresenta una grave minaccia per l’intero progetto europeo.

29/05/13

L'intervento di Borghi a Bruxelles: Perché una taglia unica non va bene per tutti - Il caso dell'Italia

Pubblichiamo la traduzione dell'intervento di Claudio Borghi Aquilini alla conferenza tenutasi a Bruxelles il 24 gennaio 2013 per la presentazione del Manifesto di solidarietà europea.
Come dice Henry, che l'ha tradotto: "perché lo SME fallì, l'Euro fallirà... e nemmeno la Lira si sentiva tanto bene"



Traduzione di Henry Tougha
La solidarietà europea di fronte alla crisi dell'Eurozona
Bruxelles
24 gennaio 2013

Gentili Signori,

vorrei offrirvi un breve viaggio che comincia qui e termina in Italia, il mio paese, e al termine di questo viaggio spero sarà chiaro che tavolta ci sono matrimoni che sarebbe molto meglio non celebrare. Un brillante economista italiano, il professor Alberto Bagnai, ha perfino scritto un racconto: "Il romanzo di Hans Centro e di Maria Periferia", prevedendo ciò che avverrà in futuro se dovessimo insistere nel mantenere questo fidanzamento troppo a lungo, e le conseguenze sono assai cupe. Non c'è niente di male nell'amicizia, talvolta può sfociare in un matrimonio, ma il più delle volte è meglio restare solamente amici. E per l'Europa è proprio il caso.