Il sito Infowars riprende alcune dichiarazioni di Michel Houellebecq sul continuo ridursi della gamma di opinioni che è consentito esprimere sulla stampa, in una sorta di dittatura esercitata dal politicamente corretto. Secondo Houellebecq, inoltre, non esiste alcun popolo europeo che possa dare vita ad alcuno stato democratico europeo. In una parola, l'idea di Europa unita è stata semplicemente un'idea stupida che si è gradualmente trasformata in un incubo, da cui prima o poi ci sveglieremo.
di Paul Joseph Watson, 14 dicembre 2018
L'autore francese di culto suona un campanello d'allarme per la libertà di parola
Il leggendario autore francese Michel Houellebecq avverte che la "gamma di opinioni consentite", che le persone sono autorizzate a esprimere in pubblico è "in costante contrazione".
In un pezzo scritto per Harper's, l'autore di culto denuncia lo strangolamento della libertà di parola.
"Gli americani non sono più disposti a morire per la libertà di stampa", scrive Houellebecq, aggiungendo: "Inoltre, quale libertà di stampa? Fin da quando avevo dodici anni ho visto la gamma di opinioni consentite sulla stampa restringersi costantemente".
Quindi ha denunciato una nuova "battuta di caccia" in Francia contro lo scrittore conservatore Éric Zemmour, autore di The French Suicide, che sostiene che la società francese è stata fortemente danneggiata dal neoliberismo, dall'Islam e dall'ossequio al "politicamente corretto".
Recentemente Zemmour ha fronteggiato una marea di critiche per avere avvertito che in Francia era in corso una colonizzazione al contrario dovuta ai decenni di immigrazione di massa, causata dal disprezzo di sé della nazione.
Houellebecq, il cui libro Submission, che ha messo in guardia da una conquista islamica della Francia, è stato pubblicato il giorno del massacro di Charlie Hebdo, è stato a sua volta preso di mira per avere sostenuto verità impopolari.
Nel 2002, lo scrittore è stato portato in giudizio per odio razziale - e in seguito assolto - per avere dichiarato in un'intervista che l'Islam è "la religione più stupida". Inoltre ha dovuto ricorrere a periodi alterni a una scorta armata dopo avere ricevuto minacce contro la sua vita da parte di terroristi islamici.
In un altro passo del suo articolo per Harper, Houellebecq nota che l'Europa storicamente è sempre stata in lotta contro l'Islam e che "quella lotta è semplicemente tornata in primo piano".
Houellebecq si aspetta anche che l'Unione europea si dissolva e che la Francia diventi nuovamente un paese indipendente.
"La mia convinzione è che in Europa non abbiamo né una lingua comune, né valori comuni, né interessi comuni: in una parola, sono convinto che l'Europa non esiste, e che non costituirà mai un popolo né sosterrà una possibile democrazia (vedi l'etimologia del termine), semplicemente perché non vuole costituire un popolo", scrive Houellebecq. "In breve, l'Europa è solo un'idea stupida che si è gradualmente trasformata in un brutto sogno, dal quale alla fine ci sveglieremo".
Visualizzazione post con etichetta politicamente corretto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politicamente corretto. Mostra tutti i post
29/04/18
Nuove frontiere della pediatria: descrivere l'allattamento al seno come "naturale" non è etico perché rinforza i ruoli di genere
Questo articolo, apparso sull'Independent Women's Forum, denuncia uno studio pubblicato su una rivista accademica di pediatria in cui il delirio liberal progressista arriva a stravolgere lo stesso concetto di "naturale" per costringerlo entro i limiti del tristissimo politicamente corretto. Un tentativo di manipolazione mentale, che minaccia la base stessa delle funzioni naturali degli essere umani, rispetto al quale è molto importante restare vigili.
di Jillian Kay Melchior, 26 aprile 2018
Un nuovo studio pubblicato su Pediatrics afferma che è "eticamente inappropriato" per il governo e le organizzazioni mediche descrivere l'allattamento al seno come "naturale", perché il termine impone nozioni rigide sui ruoli di genere:
"Associare la natura alla maternità ...può inavvertitamente sostenere argomentazioni biologicamente deterministiche sul ruolo degli uomini e delle donne nella famiglia (per esempio, che dovrebbero essere principalmente le donne a prendersi cura dei bambini)".
Lo studio rileva che negli ultimi anni, il Dipartimento USA sulla Sanità e i Servizi sociali, l'American Academy of Pediatrics, l'Organizzazione mondiale della sanità e diversi dipartimenti sulla sanità a livello nazionale hanno tutti promosso l'allattamento al seno rispetto all'allattamento artificiale, definendolo con il termine "naturale".
"Fare riferimento al 'naturale' nella promozione dell'allattamento al seno... può inavvertitamente sostenere una serie di valori sulla vita familiare e sui ruoli di genere, che sarebbero eticamente inappropriati”, dice lo studio.
A meno che tali annunci di pubblicità-progresso non "rendano trasparenti i valori e le convinzioni che li sottendono", "dovrebbero fare a meno di dichiarare che l'allattamento al seno è 'naturale' ".
E tuttavia le autrici dello studio, Jessica Martucci e Anne Barnhill, hanno chiaramente in mente una serie alternativa di "valori e credenze" che non sono affatto resi trasparenti.
Non è chiaro se le autrici dello studio siano preoccupate di come i tradizionali ruoli di genere possano limitare l'avanzamento delle donne nel mondo del lavoro, o se questa preoccupazione riguardi il fatto che le visioni convenzionali sulla maternità escludono le persone transessuali. O forse questo è soltanto un altro esempio di come l'ossessione progressista per il genere e la sessualità abbia ormai permeato tutti i campi degli studi accademici.
In ogni caso, Martucci e Barnhill mascherano i loro reali obiettivi portando avanti anche l'argomento secondario, poco convincente, che descrivere l'allattamento al seno come "naturale" alimenti il movimento anti-vaccini.
Quando gli annunci di pubblicità- progresso esaltano l'allattamento al seno come "naturale", sostengono Martucci e Barnhill, l'implicazione è che i prodotti fabbricati o prodotti in serie siano discutibili o pericolosi - quindi queste promozioni potrebbero involontariamente incoraggiare i genitori a rifiutare il progresso scientifico anche in altri campi.
"Se fare ciò che è 'naturale' è 'meglio' nel caso dell'allattamento al seno, come possiamo aspettarci che quella visione del mondo potente e profondamente persuasiva venga ignorata dalle madri quando fanno delle scelte sulle vaccinazioni?”, scrivono.
C'è certamente una visione del mondo assertiva che pervade tutto questo articolo, e tuttavia non la troviamo né potente né profondamente persuasiva.
— Jillian Kay Melchior scrive per Heat Street ed è membro del Steamboat Institute e del Independent Women’s Forum.
di Jillian Kay Melchior, 26 aprile 2018
Un nuovo studio pubblicato su Pediatrics afferma che è "eticamente inappropriato" per il governo e le organizzazioni mediche descrivere l'allattamento al seno come "naturale", perché il termine impone nozioni rigide sui ruoli di genere:
"Associare la natura alla maternità ...può inavvertitamente sostenere argomentazioni biologicamente deterministiche sul ruolo degli uomini e delle donne nella famiglia (per esempio, che dovrebbero essere principalmente le donne a prendersi cura dei bambini)".
Lo studio rileva che negli ultimi anni, il Dipartimento USA sulla Sanità e i Servizi sociali, l'American Academy of Pediatrics, l'Organizzazione mondiale della sanità e diversi dipartimenti sulla sanità a livello nazionale hanno tutti promosso l'allattamento al seno rispetto all'allattamento artificiale, definendolo con il termine "naturale".
"Fare riferimento al 'naturale' nella promozione dell'allattamento al seno... può inavvertitamente sostenere una serie di valori sulla vita familiare e sui ruoli di genere, che sarebbero eticamente inappropriati”, dice lo studio.
A meno che tali annunci di pubblicità-progresso non "rendano trasparenti i valori e le convinzioni che li sottendono", "dovrebbero fare a meno di dichiarare che l'allattamento al seno è 'naturale' ".
E tuttavia le autrici dello studio, Jessica Martucci e Anne Barnhill, hanno chiaramente in mente una serie alternativa di "valori e credenze" che non sono affatto resi trasparenti.
Non è chiaro se le autrici dello studio siano preoccupate di come i tradizionali ruoli di genere possano limitare l'avanzamento delle donne nel mondo del lavoro, o se questa preoccupazione riguardi il fatto che le visioni convenzionali sulla maternità escludono le persone transessuali. O forse questo è soltanto un altro esempio di come l'ossessione progressista per il genere e la sessualità abbia ormai permeato tutti i campi degli studi accademici.
In ogni caso, Martucci e Barnhill mascherano i loro reali obiettivi portando avanti anche l'argomento secondario, poco convincente, che descrivere l'allattamento al seno come "naturale" alimenti il movimento anti-vaccini.
Quando gli annunci di pubblicità- progresso esaltano l'allattamento al seno come "naturale", sostengono Martucci e Barnhill, l'implicazione è che i prodotti fabbricati o prodotti in serie siano discutibili o pericolosi - quindi queste promozioni potrebbero involontariamente incoraggiare i genitori a rifiutare il progresso scientifico anche in altri campi.
"Se fare ciò che è 'naturale' è 'meglio' nel caso dell'allattamento al seno, come possiamo aspettarci che quella visione del mondo potente e profondamente persuasiva venga ignorata dalle madri quando fanno delle scelte sulle vaccinazioni?”, scrivono.
C'è certamente una visione del mondo assertiva che pervade tutto questo articolo, e tuttavia non la troviamo né potente né profondamente persuasiva.
— Jillian Kay Melchior scrive per Heat Street ed è membro del Steamboat Institute e del Independent Women’s Forum.
12/02/18
ZH - Il politicamente corretto è solo al servizio delle élite
Sommerso dalla lotta alle fake news e dai pruriti censori delle élite, il dibattito sul politicamente corretto sembra sprofondato negli abissi dell'irragionevolezza. La radice di questi fenomeni sta nella volontà dell'élite di mantenere lo status quo, da un lato depotenziando ogni critica tramite l'adozione di parole d'ordine progressiste politicamente corrette, e dall'altro cercando di mantenere il monopolio della narrazione mediatica con la censura (cioè la lotta alle fake news). Ce lo ricorda questo articolo di Zero Hedge, che lega l'ascesa del politicamente corretto a quella della finanziarizzazione dell'economia. E così mentre i redditi e i diritti delle classi lavoratrici si comprimono, i cosiddetti progressisti si prestano meccanicamente a manifestare la propria virtù sui social media, in un'orgia di conformismo a buon mercato.
di Charles Hugh Smith, 2 febbraio 2018
L'élite al potere ama il politicamente corretto, perché serve egregiamente gli interessi dell'élite. Cos'è il politicamente corretto? Il politicamente corretto è la pressione collettiva a conformarsi ai codici linguistici "progressisti", e a pronunciare in pubblico le parole d'ordine e le frasi più prevedibili.
Si noti che non è richiesta nessuna azione concreta. Ecco perché l'élite al potere ama il politicamente corretto: il conformismo è così a buon mercato. Tutto ciò che un burocrate dell'élite al potere deve fare è pronunciare le parole d'ordine ("speranza e cambiamento", "noi onoriamo la diversità", "grazie per il vostro servizio", ecc.), e così ricevere un pass gratuito per continuare il saccheggio.
Coloro che vengono rassicurati dalle espressioni politicamente corrette accettano questi codici linguistici simbolici come dei sostituti di cambiamenti reali nella struttura del potere. Questa glorificazione di gesti simbolici - manifestare la propria virtù attraverso i social media, ripetere a pappagallo frasi progressiste, ecc. - costa ben poco, come mettersi in bocca le banalità da PC. Tutti si sentono confermati e rispettati, senza costi per nessuno: i progressisti si sentono superiori perché l'élite al potere si sente ora in dovere di ripetere in pubblico a pappagallo i discorsi "progressisti", e l'élite al potere è libera di depredare, senza far fronte a richieste di radicali ristrutturazioni degli incentivi e della distribuzione della ricchezza e del reddito della nazione.
L'ascesa dei codici linguistici "progressisti" e del politicamente corretto è parallela al declino delle fortune e dei redditi del 90% meno ricco. Mentre i "progressisti" si concentrano sul simbolismo a buon mercato, le classi lavoratrici vengono distrutte dalla finanziarizzazione centralizzata che premia i pochi a spese dei molti.
Ecco le risorse finanziarie della famiglia media: tornate ai livelli del 1995:
[caption id="attachment_14093" align="aligncenter" width="550"]
Valore mediano del patrimonio finanziario delle famiglie USA con proprietà, in migliaia di dollari del 2016[/caption]
Ecco la partecipazione dei civili alla forza lavoro - ai livelli del 1975:
[caption id="attachment_14092" align="aligncenter" width="550"]
Tasso di partecipazione della forza lavoro civile negli USA - da sinistra a destra: circa 1965-1970: l'ingresso su larga scala di donne e baby boomers nella forza lavoro inizia nei tardi anni '60, fino ai primi anni '70; circa 1971: picco della quota lavoro sul PIL; circa 1990: picco del boom della produttività nel dopoguerra; circa 1990-2010: picco della finanziarizzazione e boom delle bolle del debito; l'automazione inizia a mangiare i posti di lavoro della classe media; circa 2010: rendimenti decrescenti da finanziarizzazione.[/caption]
Ecco la percentuale di reddito che va rispettivamente all'1% più ricco e al 50% meno ricco:
[caption id="attachment_14091" align="alignnone" width="550"]
Il racconto di due paesi - la percentuale di reddito disponibile negli USA che va al 50% meno ricco (in verde) e all'1% più ricco (in arancione), 1962-2014[/caption]
Così, mentre i "progressisti" si concentrano esclusivamente sulla propria inconcludente manifestazione di virtù e sulle vuote "vittorie" dell'élite al potere che si riempie la bocca di parole d'ordine accettabili, la nostra economia, la società e il contratto sociale vengono distrutti. Non c'è da meravigliarsi se i grandi media propagandano i gesti vuoti, la manifestazione di virtù e il politicamente corretto: tutto questo conformismo ipocrita lascia inalterata l'attuale struttura del potere e della ricchezza, e lascia l'élite al potere fermamente alla guida dell'economia e dell'amministrazione.
Non c'è da stupirsi che l'élite al potere ami il politicamente corretto: tutti quelli che mostrano furiosamente la propria virtù non rappresentano alcuna minaccia al saccheggio asimmetrico dello status quo.
di Charles Hugh Smith, 2 febbraio 2018
L'élite al potere ama il politicamente corretto, perché serve egregiamente gli interessi dell'élite. Cos'è il politicamente corretto? Il politicamente corretto è la pressione collettiva a conformarsi ai codici linguistici "progressisti", e a pronunciare in pubblico le parole d'ordine e le frasi più prevedibili.
Si noti che non è richiesta nessuna azione concreta. Ecco perché l'élite al potere ama il politicamente corretto: il conformismo è così a buon mercato. Tutto ciò che un burocrate dell'élite al potere deve fare è pronunciare le parole d'ordine ("speranza e cambiamento", "noi onoriamo la diversità", "grazie per il vostro servizio", ecc.), e così ricevere un pass gratuito per continuare il saccheggio.
Coloro che vengono rassicurati dalle espressioni politicamente corrette accettano questi codici linguistici simbolici come dei sostituti di cambiamenti reali nella struttura del potere. Questa glorificazione di gesti simbolici - manifestare la propria virtù attraverso i social media, ripetere a pappagallo frasi progressiste, ecc. - costa ben poco, come mettersi in bocca le banalità da PC. Tutti si sentono confermati e rispettati, senza costi per nessuno: i progressisti si sentono superiori perché l'élite al potere si sente ora in dovere di ripetere in pubblico a pappagallo i discorsi "progressisti", e l'élite al potere è libera di depredare, senza far fronte a richieste di radicali ristrutturazioni degli incentivi e della distribuzione della ricchezza e del reddito della nazione.
L'ascesa dei codici linguistici "progressisti" e del politicamente corretto è parallela al declino delle fortune e dei redditi del 90% meno ricco. Mentre i "progressisti" si concentrano sul simbolismo a buon mercato, le classi lavoratrici vengono distrutte dalla finanziarizzazione centralizzata che premia i pochi a spese dei molti.
Ecco le risorse finanziarie della famiglia media: tornate ai livelli del 1995:
[caption id="attachment_14093" align="aligncenter" width="550"]
Ecco la partecipazione dei civili alla forza lavoro - ai livelli del 1975:
[caption id="attachment_14092" align="aligncenter" width="550"]
Ecco la percentuale di reddito che va rispettivamente all'1% più ricco e al 50% meno ricco:
[caption id="attachment_14091" align="alignnone" width="550"]
Così, mentre i "progressisti" si concentrano esclusivamente sulla propria inconcludente manifestazione di virtù e sulle vuote "vittorie" dell'élite al potere che si riempie la bocca di parole d'ordine accettabili, la nostra economia, la società e il contratto sociale vengono distrutti. Non c'è da meravigliarsi se i grandi media propagandano i gesti vuoti, la manifestazione di virtù e il politicamente corretto: tutto questo conformismo ipocrita lascia inalterata l'attuale struttura del potere e della ricchezza, e lascia l'élite al potere fermamente alla guida dell'economia e dell'amministrazione.
Non c'è da stupirsi che l'élite al potere ami il politicamente corretto: tutti quelli che mostrano furiosamente la propria virtù non rappresentano alcuna minaccia al saccheggio asimmetrico dello status quo.
18/10/17
Una risata con Paul Craig Roberts
Purtroppo sarà difficile che una risata seppellisca il politicamente corretto, però almeno può tirarci su di morale. L'ha condivisa con i suoi lettori Paul Craig Roberts sul suo blog Institute for political economy.
Di Paul Craig Roberts, 13 ottobre 2017
Un lettore ha mandato una nota umoristica.
Ho ammainato la mia Rebel Flag (la bandiera sudista degli stati confederati ndVdE), (che non si può più comprare su Ebay), e ho staccato l'adesivo della National Rifle Association dalla finestra sul davanti di casa.
Ho disinstallato il mio sistema di allarme e lasciato quei cacasotto del Neighborhood Watch (ronde di cittadini che vigilano sulla sicurezza del quartiere, NdVdE).
Invece ho comprato due bandiere pakistane e ne ho messa una a ogni angolo del giardino davanti casa. Poi ho comprato la bandiera nera dell'Isis (che SI PUÒ comprare su Ebay) e l'ho innalzata sul pennone portabandiera.
Ora la polizia, lo sceriffo, l'FBI, la CIA, la NSA, l'Homeland Security, i servizi segreti
ed altre agenzie tengono sotto controllo la mia casa 24/7.
Non mi sono MAI sentito più sicuro e risparmio i 69.95 dollari al mese che mi addebitava il servizio di sicurezza privato.
In più, per quando vado a fare acquisti o viaggio, mi sono comprato un burka. Tutti si scansano al mio passaggio e la sicurezza non può perquisirmi.
Se mi dovessero chiedere perché un uomo indossa il burka, posso sempre rispondere che quel giorno mi sentivo donna.
Maledizione... finalmente sicuro! God bless America
Di Paul Craig Roberts, 13 ottobre 2017
Un lettore ha mandato una nota umoristica.
Ho ammainato la mia Rebel Flag (la bandiera sudista degli stati confederati ndVdE), (che non si può più comprare su Ebay), e ho staccato l'adesivo della National Rifle Association dalla finestra sul davanti di casa.
Ho disinstallato il mio sistema di allarme e lasciato quei cacasotto del Neighborhood Watch (ronde di cittadini che vigilano sulla sicurezza del quartiere, NdVdE).
Invece ho comprato due bandiere pakistane e ne ho messa una a ogni angolo del giardino davanti casa. Poi ho comprato la bandiera nera dell'Isis (che SI PUÒ comprare su Ebay) e l'ho innalzata sul pennone portabandiera.
Ora la polizia, lo sceriffo, l'FBI, la CIA, la NSA, l'Homeland Security, i servizi segreti
ed altre agenzie tengono sotto controllo la mia casa 24/7.
Non mi sono MAI sentito più sicuro e risparmio i 69.95 dollari al mese che mi addebitava il servizio di sicurezza privato.
In più, per quando vado a fare acquisti o viaggio, mi sono comprato un burka. Tutti si scansano al mio passaggio e la sicurezza non può perquisirmi.
Se mi dovessero chiedere perché un uomo indossa il burka, posso sempre rispondere che quel giorno mi sentivo donna.
Maledizione... finalmente sicuro! God bless America
Iscriviti a:
Post (Atom)