03/10/18
Il governo Merkel è in un mare di guai
di Daniel Stelter, 3 Ottobre 2018
Fin dalla sua fondazione nel 1949, la Repubblica Federale Tedesca è sempre stata nota per la sana gestione di bilancio, specialmente per quel che riguarda la finanza pubblica.
La cosa non vale più. Un’occhiata più approfondita alle finanze del governo tedesco rivela che non è vero che il governo sta riducendo il proprio debito. Il rapporto debito/PIL ufficiale può anche migliorare, ma, se calcolato correttamente, il livello del debito sta in realtà aumentando.
Il governo tedesco utilizza una contabilità fiscale. Questo significa che guarda solamente alle spese e alle entrate di un dato anno, e la differenza risultante porta a un deficit o a un surplus di bilancio.
La imprese usano un metodo diverso – a ragione. Considerano anche le passività future, come il pagamento delle pensioni. Ogni impegno di futuri pagamenti aggiuntivi deve essere contabilizzata nei bilanci e porta a maggiori passività future.
Paragoni dal mondo reale
Nel mondo reale, la stessa cosa vale per le promesse del governo, come i futuri esborsi per la sanità e le pensioni. Ogni volta che il governo cambia la legge provocando un aumento degli impegni di pagamento futuri, come abbassare l’età pensionabile e/o promettere pensioni più alte, incrementa le passività future e di conseguenza il livello generale di debito del governo.
Questo non avviene nel mondo surreale della politica. La ragione è semplice: se la Germania usasse metodi contabili appropriati, tutti capirebbero immediatamente che le promesse fatte incrementano il livello di debito pubblico significativamente.
A dispetto della sua immagine di affidabilità e prudenza, durante il regno di Angela Merkel il livello del debito della Repubblica federale è aumentato del 12% del PIL nel solo 2016, a causa dell’aumento dell’importo delle pensioni e della diminuzione dell’età pensionabile.
Le conseguenze non sono un mistero. In un rapporto, il ministro delle finanze tedesco sottolinea questi oneri e calcola che, per evitare un aumento futuro delle tasse, già oggi sarebbe necessario accantonare una cifra tra l’1,2% e il 3,8% del PIL ogni anno. Significa una cifra tra i 36 e i 115 miliardi di euro.
Doppiamente Stupidi
Il governo tedesco sta perseguendo una politica veramente strana. Da una parte, non investe nel paese, compromettendo in questo modo la sua futura capacità di generare reddito e ricchezza e indirizzando i risparmi tedeschi all’estero, provocando degli insostenibili avanzi commerciali. Dall’altra parte, aumenta le sue passività nascoste, che diventeranno un peso insostenibile in futuro.
L’attuale governo, che consiste in una grande coalizione (ristretta) della CDU/CSU della Merkel e dei Social Democratici (SPD), continua a muoversi nella stessa direzione a tutta velocità. Gli investimenti verranno ulteriormente ridotti mentre i livelli delle pensioni verranno garantiti per un periodo ancora più lungo. Nel 2045, questa sola decisione si stima che porterà a spese aggiuntive per 100 miliardi di euro all’anno.
Il livello totale di passività senza copertura è stimato di un ordine di grandezza pari a 3500 miliardi di euro. Di questi, almeno 1000 miliardi sono il risultato delle politiche messe in atto dai governi di Angela Merkel negli ultimi 12 anni.
La fallimentare politica dell’immigrazione
Una delle possibili soluzioni al dilemma che si trova ad affrontare la Germania – alte spese per pensioni e stato sociale in una società che invecchia e diminuisce di numero rapidamente – sarebbe quella di attrarre immigrati. Anche se c’è un ampio consenso politico su questo obiettivo, quello che molti dimenticano è che l’immigrazione porta un beneficio netto per la società solo se gli immigrati sono produttivi tanto quanto la popolazione esistente. La partecipazione al lavoro e il reddito medio devono essere allo stesso livello.
E qui casca l’asino. Già prima della crisi migratoria del 2015, le politiche di immigrazione tedesche in atto fin dal 1960 non hanno raggiunto questo obiettivo. Abbiamo ormai decenni di statistiche economiche credibili che indicano come la maggior parte degli immigrati da paesi islamici – che rappresentano una parte molto ampia della popolazione immigrata in Germania – hanno una probabilità decisamente più alta di essere poveri e di ricevere sussidi sociali.
La partecipazione alla forza lavoro e il reddito medio sono quindi significativamente più bassi rispetto alla popolazione originaria. In futuro, non si prevede alcun miglioramento. Piuttosto il contrario. Una delle ragioni principali della recente ondata di immigrazione risiede nel fatto che molti immigrati sono attratti dai livelli generosi dello stato sociale tedesco.
I migranti meglio qualificati e istruiti preferiscono decisamente gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia. Trovano che queste destinazioni anglofone siano più attraenti non solo perché non presentano problemi di lingua, ma anche a causa dei loro livelli molto più bassi di tassazione e contributi sociali.
Pertanto, invece di operare brillantemente nel campo dell’immigrazione – assicurandosi il finanziamento dello stato sociale per i cittadini originari tedeschi – il tipo di immigrazione che la Germania sta attualmente abbracciando porta in realtà a un più alto onere finanziario e a ulteriori aumenti delle passività nascoste del governo tedesco.
Gli idealisti si girano dall’altra parte
Nessuno degli idealisti così appassionati di immigrazione incontrollata si degna di comprendere o di preoccuparsi di questa realtà economica. Curiosamente, non si accorgono nemmeno dell’incoerenza tra il loro chiaro grido di dolore per la povertà degli anziani e le politiche migratorie che favoriscono.
Ogniqualvolta si tratta di politiche migratorie, i fatti rimangono fatti. L’onda di immigrazione incontrollata dovuta alle politiche di “frontiere aperte” di Angela Merkel ha aggravato il problema. Gli immigrati provenienti da paesi islamici hanno una partecipazione alla forza lavoro più bassa e in media hanno redditi significativamente più bassi degli altri gruppi di immigrati e della popolazione originaria tedesca.
Il solo costo futuro risultante dall’ondata migratoria del 2015 è stimato nell’ordine di grandezza di 900 miliardi di euro. Se i figli di questi immigrati non si dovessero integrare nel mercato del lavoro – il che, date le esperienze precedenti, è molto probabile – il costo totale può facilmente raggiungere 1500 miliardi di euro, secondo gli studi attuariali del Professor Raffelhüschen dell’università di Friburgo
La lista è lunga
Paragonati a queste cifre, gli altri oneri finanziari creati dai governi di Angela Merkel – per quanto siano notevoli – quasi svaniscono. La famosa, ma fallita, “Rivoluzione Energetica” tedesca, il progetto di uscire dal nucleare e imbarcarsi in un salto incontrollato e male organizzato verso l’energia rinnovabile, costerà ai consumatori tedeschi almeno 500 miliardi di euro. I tedeschi devono già confrontarsi con prezzi energetici tra i più alti d’Europa, il doppio di quelli della Francia.
L’incapacità di risolvere le vere radici della crisi dell’eurozona – che ho illustrato diverse volte su The Globalist (qui e qui) – comporterà inoltre ulteriori oneri per la Germania. È corretto assumere che la riluttanza di Angela Merkel ad affrontare gli eccessivi oneri del debito e la divergenza delle competitività costerà alla Germania – in quale forma ancora è da vedere – almeno 1000 miliardi di euro nei prossimi anni.
Il disastro economico
Cercare di dare un valore complessivo ai danni economici prodotti da Angela Merkel e dai suoi governi negli ultimi 12 anni porta a un calcolo inquietante. Il costo totale delle decisioni politiche prese sotto il suo comando si colloca tra i 3700 e i 4700 miliardi di euro.
Ecco perché parlare della Germania come di un “paese ricco” è una buffonata. I politici tedeschi nell’Età della Merkel si sono concentrati nello spendere le ricchezze accumulate in precedenza, invece di seguire una strada prudente, ossia investire per assicurare futuri redditi e servizi sociali.
Una volta che questa consapevolezza si dovesse diffondere, possiamo solo aspettarci una significativa turbolenza politica. A nessuno piace risvegliarsi dal sogno di essere un paese ricco. In qualche modo la gente sta cominciando a riconoscere tutto quello che è andato storto negli ultimi anni, come possiamo vedere dai sondaggi.
Partita con più del 40% dei voti a livello nazionale, la CDU-CSU di Angela Merkel al momento è data al 28%. Nel frattempo, i suoi partner al governo, i Social Democratici, sono saldamente indirizzati sulla strada dell’irrilevanza politica, accreditati di un 17% dei consensi a livello nazionale.
E intanto Alternativa per la Germania (AfD) – con il suo mix di politiche anti-immigrazione e redistribuzione socialista – sta guadagnando un consenso diffuso. Sfortunatamente, questo non renderà le cose più semplici.
Conclusione
La Germania è un paese povero, e presto ce ne accorgeremo. Le prospettive non sono piacevoli e sono il disastroso risultato delle politiche di Angela Merkel.
09/09/18
Una Lega delle Leghe in Europa
di Tom Luongo, 5 settembre 2018
Il Grande Riallineamento sta per arrivare in Europa l'anno prossimo. È già tutto scritto.
Questa estate ha visto la Cancelleria tedesca Angela Merkel sopravvivere alla sfida alla sua leadership da parte del socio di coalizione Horst Seehofer sulla politica sull'immigrazione.
La Merkel ha bisogno di riportare delle vittorie politiche per mantenere la sua presa sul potere. Mantenere la posizione contro il presidente Trump sul gasdotto Nordstream 2 e tenere un incontro di vertice cordiale col presidente russo Vladimir Putin sono un buon inizio.
Perché gran parte d'Europa è stanca 1) che la Germania stabilisca le politiche per l'intera Unione europea e 2) delle sanzioni contro la Russia, che stanno ammazzando il commercio.
Ma le proteste nella città di Chemnitz, in Sassonia, che vanno avanti ormai da una settimana a causa dell'accoltellamento di un uomo del posto, la incalzano. I numeri dei sondaggi per la Merkel continuano a scendere.
Più si indebolisce, più l'opposizione si fa coraggiosa.
Ad esempio il vice primo ministro italiano Matteo Salvini e il presidente ungherese Viktor Orban. Si sono incontrati per studiare una strategia per porre fine alla politica delle porte aperte nella UE. A una visione superficiale, Italia e Ungheria sembrano in disaccordo sul tema.
L'Italia vuole chiudere i suoi confini e che i suoi migranti siano redistribuiti in tutta Europa.
L'Ungheria rifiuta fermamente di farsi carico anche di un solo migrante.
Secondo i media e i politici europei, questa dicotomia metterà questi due ribelli titani in conflitto tra di loro.
Ma, come ha fatto recentemente notare Mike Shedlock su Townhall.com, questi due uomini hanno degli obiettivi più grandi sui quali sono completamente d'accordo - proteggere i propri confini per preservare l'identità culturale e nazionale.
Questo è il motivo per cui Salvini sta invocando "una Lega delle Leghe" in Europa. E ci riuscirà.
Questo è l'uomo che è riuscito a trasformare la secessionista Lega Nord nel partito MIGA - Make Italy Great Again ["Rendi di nuovo grande l'Italia", una chiara citazione dello slogan trumpiano, ndt].
Quindi lui e il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio si sono fatti strada nella Palude Italiana fino a formare un governo che secondo gli esperti non poteva funzionare, neutralizzando il candidato dell'establishment Silvio Berlusconi.
Grazie al genio strategico di Salvini la politica italiana non sarà più la stessa. I sondaggi adesso danno la sua Lega attorno al 30%, il che fa ben sperare per le elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno.
Perché adesso egli punta al MEGA - Make Europe Great Again (Rendi di nuovo grande l'Europa, ndt).
I "quisling media" europei (sinonimo di collaborazionisti e traditori, ndt) gli saltano addosso ogni qual volta possa essere percepita una differenza di opinioni tra Salvini e Di Maio, descrivendo la coalizione come debole e precaria.
Hanno riportato i colloqui tra Orban e Salvini insieme alla richiesta di Di Maio di condividere l'onere dei migranti all'interno della UE. Questo per seminare discordia dove in realtà non c'è.
I due si muovono a ranghi serrati nel fronteggiare Bruxelles sul programma di austerità. Correttamente comprendono che l'austerità distruggerà l'economia italiana e la sua cultura. Il programma non ha nulla di diverso da quello imposto alla Grecia o da quello che sta distruggendo di nuovo l'Argentina, la cui valuta è implosa la scorsa settimana.
La loro speranza [dei sostenitori dell'austerità] è che questa ondata di populismo che sta dilagando in Europa sia soltanto un capriccio, che finirà in lacrime.
Ma non si piange nella politica del potere.
Né Salvini né Orban sono dei deboli inclini al dubbio. E la loro nascente alleanza va oltre il mettersi in mostra sulla politica sull'immigrazione.
Con la Merkel debole, isoleranno il presidente francese Emmanuel Macron, la loro nemesi, e dopo le elezioni del prossimo anno rifaranno il Parlamento Europeo .
Perché il vero obiettivo è prendere il controllo della Presidenza della Commissione europea, estromettendo l'odioso Jean-Claude Juncker.
Una "Lega delle Leghe" riunirebbe i partiti sovranisti di tutta Europa in un unico partito all'interno del Parlamento europeo. Il Partito Popolare Europeo controlla l'Europarlamento assieme ai Social Democratici, in una grande coalizione in stile Germania, che non ha altro obiettivo che un controllo più centralizzato da parte dei tecnocrati UE.
Come Juncker.
Salvini e Orban vogliono che gli altri paesi di Visegrad e l'Austria formino la base di questa coalizione.
Sarà abbastanza? Il gorilla da 360kg nella stanza è Alternativa per la Germania (AfD). Partito ufficiale d'opposizione nel Bundestag, AfD guadagnerà seggi nel Parlamento europeo, dove attualmente ne ha soltanto uno.
È il jolly nell'azzardo di Salvini e Orban.
Come ho già detto altre volte, AfD è in procinto di "fare il grande salto" da partito minore a grande partito. Gli ultimi sondaggi, vecchi quasi di un mese, davano AfD tra il 16 e il 18% a livello nazionale.
Se AfD avrà un'impennata come la Lega, dal 15% circa al 30%, il governo della Merkel cadrà.
AfD entrerà nel Parlamento europeo col vento in poppa per vedere i desideri di Salvini e Orban che si avverano.
Questo spiega perché le proteste a Chemnitz sono importanti. Perché l'ascesa di AfD nella Baviera dominata dalla CSU è così importante.
La frustrazione pubblica per la violenza degli immigrati potrebbe spostare di molto l'elettorato tedesco da qui alle elezioni di maggio, poiché sempre più tedeschi sentono con orgoglio il senso della comunità locale.
Inoltre c'è il fattore Trump.
Quanto più Donald Trump mette sotto pressione la leadership dell'UE nella sua politica interna tanto più questa passa per debole e stupida. Nonostante Juncker, Merkel e Macron parlino tanto, le aziende europee stanno abbandonando i loro commerci con l'Iran in seguito all'uscita degli Stati Uniti dall'accordo JCPOA.
Più cercano di affossare la Brexit, rivelandosi globalisti e antidemocratici quali sono, peggiori saranno le ripercussioni che cadranno loro addosso.
Il nuovo governo spagnolo desidera discutere di una maggiore autonomia per la Catalogna, piuttosto che incarcerare tutti e spaccare il cranio alle vecchie signore per le strade di Barcellona.
Immagini come queste sono la faccia della UE della Merkel. Come la gente a Chemnitz, vestita di nero, che sfila portando i cartelloni con le foto delle vittime della violenza dei migranti in un vigile silenzio.
Questo non è un capriccio. Queste sono emozioni reali. Conseguenze reali.
Le loro lacrime sono reali e non sono in vendita.
I mercati scommettono sempre che quelli al potere rimarranno al potere. L'euro manca di segnalare questi cambiamenti nel vento della politica. Nessuno di quelli che sono al potere vuole che l'euro cada troppo e troppo in fretta, o, come la Merkel, che cada affatto.
Perché per lei l'euro forte è il meccanismo principale attraverso il quale mantenere debole la sua opposizione, gettando le colpe sugli sperperi e l'indolenza degli italiani, quando è la errata valutazione del costo del lavoro italiano a causa dello stesso euro sopravvalutato la ragione per cui l'Italia non può crescere e ridurre il suo debito.
Formando un'alleanza per riformare l'UE dall'interno, Salvini e Orban contrastano questa narrazione intraprendendo un percorso politicamente sostenibile, dato il forte sostegno di cui ancora gode l'UE da parte di molti elettori.
Questa allenza fornisce a Salvini il randello con cui colpire l'Unione europea per la sua intransigenza sulle questioni di bilancio. Gli permette di dire: "Vedete, non voglio uscire dall'euro, ma Bruxelles non negozia per un'Italia migliore".
E dati i risultati di quest'uomo fino ad ora, non scommetterei contro di lui quando gli elettori infuriati andranno a votare quest'inverno.
E allora saranno i globalisti a piangere.
26/08/18
Eurointelligence: AfD è un partito di sinistra o di destra?
22 agosto 2018
Mentre nell'UE si torna lentamente al lavoro dopo la pausa estiva, un interessante articolo su FAZ discute gli sforzi compiuti da alcuni esponenti di AfD per riposizionare il partito a sinistra per quanto riguarda le politiche sociali, in diretta competizione con l'SPD e la Linke. Ricordiamo il famoso dibattito nel Partito della Linke, in cui Oskar Lafontaine e Sahra Wagenknecht hanno cercato di aprire il partito a destra - con le loro richieste di uscita dall'euro e stop all'immigrazione.
Esistono ancora alcuni libertari economici all'interno dell'AfD, la cui appartenenza risale ai tempi in cui il partito si concentrava essenzialmente sull'uscita dall'euro, ma molti di loro l’hanno abbandonato, e i rimasti sono ora in minoranza rispetto all'estrema destra.
La questione politica su cui si concentra adesso il dibattito all'interno dell'AfD è il futuro del sistema pensionistico tedesco. Due importanti esponenti di AfD, Bjorn Hocke, capo del partito in Turingia, una delle roccaforti AfD, e Jurgen Pohl, deputato AfD per lo stesso Land, si sono dichiarati a favore di una pensione statale come parte di un pacchetto più ampio di diritti dei cittadini. Ciò rappresenterebbe la più grande riforma sociale nella Germania del dopoguerra, nel cui sistema pensionistico tutti versano contributi in un fondo, e la pensione è finanziariamente correlata all'importo e al numero di anni di pagamento.
Il costo stimato per le pensioni statali sarebbe di 125 miliardi di euro all'anno. Hocke è all'estrema destra del partito, ed è lì dove c'è il più grande sostegno per le politiche di welfare sociale di sinistra. L'ala destra del partito vorrebbe inoltre aumentare l'indennità di disoccupazione. L’unica - e, presumiamo, insormontabile - differenza con la SPD è la vicinanza di quest'ultimo ai sindacati.
A parziale sostegno di questi argomenti si colloca un recente commento di Steve Fuller, un accademico che ha studiato i cambiamenti ideologici e le svolte dei partiti socialdemocratici in Europa. La sua tesi è che i socialdemocratici sono diventati praticamente indistinguibili dai neoliberali, ovvero da quel movimento nato nella Germania del dopoguerra per rafforzare la base istituzionale del liberalismo. A questo proposito cita il sociologo Robert Michels, secondo il quale la socialdemocrazia sarebbe il paradigma di un'ideologia disposta a tutto per mantenere il potere, adattando i propri principi alle circostanze. Tra gli esempi troviamo l'appoggio dato dalla SPD alle riforme sociali di Bismarck, e dopo la seconda guerra mondiale la rottura ufficiale del partito dal marxismo. Fuller sostiene che la principale differenza rimanente tra socialdemocratici e neoliberisti è come reagiscono ai propri fallimenti politici. Mentre i socialdemocratici danno la colpa ai ricchi, i neoliberali danno invece la colpa ai poveri.
20/11/17
ZH - Esplode il numero di tedeschi senzatetto
di Tyler Durden, 15 novembre 2017
Secondo una recente stima pubblicata dall'Associazione federale per l'assistenza ai senzatetto, il numero di senzatetto che vivono sulle strade della Germania è aumentato del 33% nel giro di un paio d'anni, fino a contare 52.000 persone. Nel frattempo, come osserva The Local, è aumentato anche di uno sconcertante 26% il numero di tedeschi che non possono permettersi una casa propria e sono stati costretti a fare affidamento sulla generosità dei familiari e degli amici per un posto dove dormire ogni notte; adesso sono più di 400 mila persone.
"Si stima che nel 2016 le persone che vivono per strada in Germania fossero 52.000, in aumento di un terzo rispetto ai 39.000 senzatetto del 2014.
Il rapporto afferma inoltre che in Germania il numero complessivo di persone che non ha una casa propria è aumentato drasticamente, passando dai 335.000 nel 2014 ai 422.000 dell'anno scorso.
La maggior parte delle persone che non hanno una casa propria vive in un alloggio collettivo o deve fare affidamento sulla carità di partner o familiari."
Naturalmente, i funzionari tedeschi hanno offerto una vasta gamma di possibili spiegazioni per l'esplosione della crisi dei senzatetto; Thomas Specht, capo dell'Associazione federale per l'assistenza ai senzatetto, incolpa la limitata offerta di alloggi, l'aumento degli affitti e i salari stagnanti.
"I numeri sui senzatetto presentati oggi sono scioccanti", ha detto Ulrike Mascher, presidente dell'associazione sociale VdK.
" 'Dal nostro punto di vista, questo dimostra che sempre più persone non sono in grado di pagare il proprio affitto a causa dei bassi salari e dell'eccessivo indebitamento'.
Thomas Specht, capo dell'Associazione federale per l'assistenza ai senzatetto, ha affermato che gli aumenti degli affitti sono solo una delle cause di questo corso negativo.
Ha sottolineato che dal 1990 il numero di appartamenti gestiti dai comuni è diminuito del 60%, arrivando a 1,2 milioni, perché le municipalità hanno venduto molte proprietà a investitori privati.
'Le autorità hanno perso il controllo delle disponibilità di alloggi a prezzi accessibili', ha affermato."
Questo detto, altri hanno puntato il dito sulla politica delle "porte aperte" di Angela Merkel che nel 2015 ha fatto entrare nel paese quasi un milione di rifugiati dalla Siria, dalla Libia, dall'Afghanistan e da altre zone di guerra, un aumento di cinque volte rispetto all'anno precedente.
Un numero crescente di persone che vivono sulle strade tedesche sono immigrati dall'Europa orientale. Specht ha tuttavia affermato che, sebbene l'immigrazione abbia esercitato pressione sulle strutture per i senzatetto, non è stata affatto l'unico fattore.
Karin Kühn, presidente di BAG Help for the Homeless, ha chiesto un'azione immediata da parte del governo.
[caption id="attachment_13430" align="aligncenter" width="584"]
Certamente, l'afflusso di immigrati è diventato un argomento politico scottante nelle recenti elezioni, dopo che i rifugiati appena accolti in Germania hanno ripagato la Merkel per la sua "apertura" commettendo 142.500 crimini durante i primi sei mesi del 2016, tra cui diverse gravi aggressioni sessuali.
Sfortunatamente, mentre la reazione pubblica alla fine ha convinto la Merkel che la Germania non poteva farsi carico di tutti i problemi del mondo, portando di conseguenza alla decisione di limitare a 200.000 all'anno i futuri flussi di rifugiati (cosa di cui abbiamo discusso qui: Le porte aperte della Germania si stanno chiudendo: Merkel cerca nuovi limiti ai rifugiati) ...
"L'unione ha accettato di limitare a 200.000 all'anno il numero di persone che possono entrare in Germania per motivi umanitari. I conservatori allo stesso tempo hanno garantito che queste persone non sarebbero state respinte al confine tedesco, esprimendo il loro sostegno al diritto di chiedere asilo in Germania e alla convenzione sui rifugiati di Ginevra, secondo cui i paesi dovrebbero dare protezione a coloro che fuggono dalla guerra e dalla deportazione, e a coloro che sono perseguitati politicamente.
'Continuiamo i nostri sforzi per ridurre permanentemente il numero di persone in fuga verso la Germania e l'Europa, per evitare il ripetersi della situazione del 2015', quando la Germania accolse 890.000 richiedenti asilo, ha detto la Merkel lunedì, presentando l'accordo ai giornalisti.
La Merkel ha detto che le parti hanno concordato misure che garantiranno che il numero totale di ammissioni non superi le 200.000 persone all'anno. Queste misure includono l'occuparsi dei nuovi arrivati che chiedono asilo in Germania in complessi centralizzati dove le loro richieste saranno discusse rapidamente. I richiedenti asilo respinti saranno poi deportati velocemente nei loro paesi d'origine. Con questa mossa, le parti sperano di accelerare le procedure di asilo e aumentare il numero di espulsioni.
Il limite di 200.000 migranti ogni anno potrebbe essere modificato dal Parlamento tedesco se una crisi internazionale lo giustificasse, riporta l'accordo."
La stupefacente capitolazione segue l'imbarazzante risultato della Democrazia Cristiana della Merkel nelle elezioni federali di settembre. Anche se il partito ha nuovamente ottenuto la maggioranza dei voti, il suo consenso è diminuito di oltre l'8% rispetto alle elezioni precedenti, in quello che risulta essere il peggior risultato di sempre della Merkel. Nel frattempo, il partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto un risultato senza precedenti del 13%, abbastanza da conquistarsi un rappresentante in parlamento - la prima volta che un partito di estrema destra entra nel parlamento tedesco dalla seconda guerra mondiale.
... L'illuminazione della Merkel a quanto pare non è arrivata abbastanza velocemente da evitare quella crisi abitativa che ora sta mettendo sulla strada un numero record di cittadini tedeschi.
27/09/17
Flassbeck - È ora di alzare gli stipendi
Di Will Denayer, 25 settembre 2017
Inizialmente, non intendevo commentare le elezioni tedesche, dato che abbiamo fior di esperti (tedeschi) a disposizione. Ma lasciatemi dire la mia.
Chi è rimasto sorpreso dal risultato di queste elezioni doveva essere molto distratto. Il partito di estrema destra AfD aveva già conquistato seggi nel parlamento di 13 dei 16 stati federali tedeschi, con una percentuale di consensi del 24,3% nella regione della Sassonia, nell’Est della Germania, lo scorso anno. Era inevitabile che la destra estrema entrasse nel Bundestag (il parlamento Tedesco NdVdE). Il 13% degli elettori tedeschi che hanno votato ha scelto AfD. E guardando ai risultati disaggregati per regione, la situazione è ancora peggiore. L’AfD ha conquistato il 21,5% dei voti nella vecchia Germania Est (inclusa Berlino Est) (i numeri consolidati potrebbero un po’ variare, ma non di molto). L’AfD ha conquistato tanti voti nell’Est quanti ne ha conquistati la SPD a livello nazionale. Certo Die Linke (partito di sinistra NdVdE) ha ottenuto il 16,5% dei voti nell’ex Germania Est, ma molti meno nell’Ovest, e complessivamente ottiene un deludente 10%. È trimste, perché il partito meritava ben di più.
Figura 1: proiezioni di ZDF e paragoni con l’elezione del 2013 (Fonte: ZDF).
Figura 2: proiezioni della composizione del nuovo Bundestag (Fonte: Bloomberg).
Figura 3: proiezioni che evidenziano la differenza tra Ovest ed Est (Fonte: Bundestagwahl 2017).
La SPD non è l’unico grande perdente. Si tratta del peggiore risultato per i principali partiti dal 1949. Abbiamo un minimo storico per la CDU, un minimo storico per l’SPD, un massimo storico a partire dal dopoguerra per la destra estrema. Per capire le proporzioni del risultato, le due coalizioni principali, questa volta la CDU/CSU e la SPD complessivamente hanno ottenuto il 53% dei voti. Nel 1972, avevano ottenuto complessivamente il 91,2%
Quello che succederà ora è che, qualsiasi sarà la composizione del nuovo governo, esso dovrà confrontarsi con 88 (o 92, al momento ancora non è chiaro) parlamentari di estrema destra all’interno del Bundestag. L’estrema destra guadagna consensi ovunque – aspettate poi a vedere l’anno prossimo quando ci saranno le elezioni in Svezia: sarà anche peggio! – ma la Germania è differente. Non si tratta di un paese di dieci milioni di persone. In Germania, c’è una profonda etica del “Mai più fascismo”. AfD è un partito neo-nazista? Possiamo assumere che alcune parti di esso siano fasciste e neo-naziste, senza dubbio.
Si possono trovare diverse ragioni per spiegare questo risultato, ma non confondiamo l’analisi con la comprensione o l’empatia. Certo, le condizioni di vita di alcuni si sono deteriorate e ora sono veramente misere, in maniera inumana. Certo, il mainstream politico non ha ascoltato queste persone. Queste persone avevano le spalle al muro, non avevano rappresentanza politica (o perlomeno non avevano la sensazione di essere rappresentate). Il mainstream ha attuato politiche che hanno massicciamente aumentato la disuguaglianza di reddito e ricchezza in Germania. La Hartz IV non è un welfare sociale, è uno scandalo per un paese civilizzato, si tratta più di pulizia sociale punitiva che di inclusione e sostegno. Naturalmente, il mainstream è il responsabile della crescita della povertà in Germania. Questi sono i risultati della moderazione salariale tedesca, chiamata anche mercantilismo tedesco. Mentre alcuni hanno tratto da essa grandi profitti, la popolazione ne ha pagato il prezzo, per più di dieci anni. Nessuno ha pagato un prezzo più salato dei poveri, degli anziani e degli ammalati. È tutto vero. Ma c’è anche della responsabilità personale e ci sono altri modi per combattere tutta questa miseria oltre che votare per un partito che, se dovesse avere un’influenza sulla politica, renderebbe tutto PEGGIORE, mentre per il resto non ha niente altro da dire che delle spregevoli, marce sciocchezze su rifugiati, immigrati, musulmani e poveri, tra cui ovviamente i poveri tedeschi.
“Ovviamente non siamo riusciti a mantenere ed espandere la nostra base elettorale tradizionale, nonostante i molti risultati sociali ottenuti negli ultimi quattro anni” ha detto Martin Schulz.
A quali risultati si riferiva Schulz? Si riferiva forse all’aumento del salario minimo di 34 centesimi di quest’anno? Ecco qual è il problema nella sua essenza. Non cercare di risolvere i problemi, ma appiccicare ogni tanto un cerotto sulla ferita, mentre intanto lasci che l’infezione si diffonda. Non capisci che la gente si è stufata di te? Quando mai i socialdemocratici lo capiranno? C’è un solo partito socialdemocratico in tutta Europa che oggi guadagna rappresentanti e voti ed è il Labour del Regno Unito. Anche lì le cose non vanno affatto bene, ma il nodo è che il Labour sta convincendo la base elettorale appoggiandosi al manifesto più di sinistra che abbia mai avuto dal 1980. Tutti gli altri partiti socialdemocratici non stanno semplicemente perdendo, stanno venendo amaramente umiliati e completamente sconfitti. Quando lo capirete?
Quello che ora succederà non lo sa nessuno, ma la mia opinione è che non succederà niente di particolare. Ci saranno verosimilmente lunghe negoziazioni prima della formazione di un nuovo governo. Secondo Henrik Enderlein, professore della Hertie School of Governance, non ci sarà una nuova coalizione prima del 15 di ottobre – giorno delle elezioni regionali nella Bassa Sassonia. Ci sono solo due opzioni, o forse tre – esiste l’opzione teorica di un governo di minoranza tollerato dalla SPD all’opposizione, ma la Germania non ha mai sperimentato governi di minoranza, che comunque causano solo problemi. Le due vere opzioni sono una continuazione della Grande Coalizione – CDU/CSU e SPD – o una coalizione tra la CDU/CSU, il partito conservatore liberale FDP e i Verdi. Manuela Schwesig, il primo ministro della SPD dello stato Mecklenburg- Pomerania, ha detto a ZDF che i leader del partito sono uniti nella determinazione di andare all’opposizione. Altri politici dell’SPD non sono stati così espliciti.
Una cosa è certa: le negoziazioni per formare una coalizione non saranno semplici. I Verdi hanno promesso durante la campagna che non entreranno in nessun governo che non appoggi la proibizione dell’uso di autovetture a combustibile entro il 2030. La Merkel è in aperta opposizione a questa misura. Ma non c’è nulla di chiaro. I Verdi vogliono battere il populismo anti-europeo, combattere i cambiamenti climatici e lavorare per una società più giusta. Tutte belle parole. La Merkel è uno dei difensori più agguerriti degli Accordi di Parigi, quindi potrebbe esserci spazio per un compromesso.
I veri cambiamenti di politica saranno probabilmente minimi. Alcuni dicono che il mandato della Merkel quando inizierà i negoziati su una più profonda integrazione europea sarà indebolito. Potrebbe essere vero, come potrebbe essere vero il contrario. La reazione potrebbe essere: meglio andare avanti prima che l’”onda bruna” ottenga ancor più potere.
Per quanto riguarda AfD, Bershidsky di Bloomberg ha detto una cosa importante. Gli elementi di estrema destra non cadono dal cielo, né arrivano improvvisamente dalla crisi dei rifugiati, anche se la crisi ne è stata certamente un catalizzatore. Questi elementi di estrema destra esistevano ben prima di essa, ma erano interni alla CDU e alla CSU. Queste persone non sono molto cambiate. Negli ultimi due anni hanno a mala pena formato un’entità separata, che ora si oppone alla leadership della Merkel apertamente, anziché agire dietro le quinte.
Quindi dobbiamo arrivare a questo: crisi dei rifugiati, immigrati, musulmani. Cosa sta succedendo davvero? Una settimana fa circa, Flassbeck l’ha spiegato perfettamente nella sua ultima intervista con Real News Network (qui). La Merkel ha promosso la sua “cultura dell’accoglienza” ha detto Flassbeck, ma non ha fatto nient’altro. Avrebbe potuto – e avrebbe dovuto, perché sarebbe stato bene per tutto il Paese e per l’Europa in generale – alzare i salari e avrebbe potuto investire in alloggi e altri servizi per i rifugiati e gli immigrati. Questo avrebbe creato occupazione e quindi redditi e quindi domanda. Non che il Governo tedesco non avesse i soldi per fare una politica del genere. Ma la Merkel non ha fatto niente del genere.
Ora sentirete giorno e notte come la crisi dei rifugiati e l’immigrazione in generale abbiano contribuito all’ascesa di AfD. È vero: sono fattori che hanno contribuito. Gli immigrati saranno incolpati delle politiche del governo. Molti commentatori eviteranno la patata bollente, il vero colpevole, la cosa che non viene menzionata: i salari. Circa un quarto della forza lavoro tedesca riceve ora un “salario di basso livello”, ossia un salario inferiore ai due terzi della mediana. Si tratta di una percentuale maggiore rispetto a tutti gli altri Paesi europei, a eccezione della Lituania! Il numero di lavoratori precari in Germania è quasi triplicato negli ultimi dieci anni (ora sono 822.000).
Figura 4: Non l’immigrazione, ma la paura e il pregiudizio, I salari bassi e la precarietà hanno spinto AfD (Fonte: Financial Times).
È chiaro, come ha detto Flassbeck nell’intervista con il Real News Network, che l’aumentato tasso di occupazione è stato ottenuto a spese dei redditi reali di coloro che lavorano (vedere qui). I lavoratori tedeschi sono stati costretti ad accettare incrementi salariali molto bassi, mentre i capitalisti tedeschi hanno ottenuto grandi profitti. I salari reali sono ora inferiori al livello che avevano nel 1999, nonostante il PIL reale tedesco per abitante sia cresciuto di quasi il 30 per cento. Questa è la disfunzione, l’ingiustizia e la follia, in poche parole.
Se ci sarà la possibilità di una svolta fiscale non si può sapere. Molti si aspettano che la CDU si sposti ulteriormente a destra. Non è da escludere che la SPD si muova ancor più a destra. Attenti amici miei, la differenza tra voi e AfD è ora soltanto del 7%. Per il resto, e per quel che vale, i sondaggi di ZDF dicono che i populisti AfD avevano il sostegno del 16% degli uomini e solo del 9% delle donne. Nell’ex Germania Est, l’AfD è stato il partito più votato dagli uomini con il 27% contro il 24% della CDU.
L’affluenza è salita al 77% dal 71,5% di quattro anni fa. Secondo il sondaggio, l’AfD è riuscita a ottenere il voto di 1,2 milioni di cittadini che in precedenza non votavano. Mi chiedo quanti elettori disillusi della SPD ritornerebbero a votare, se solo ciò portasse loro qualcosa di buono.