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11/10/14

La "De-dollarizzazione" della Russia abbatte il debito a un record di quasi $ 53 miliardi

Via Zero Hedge alcuni rapidi dati sulla critica situazione in cui versa la Russia a causa delle gravi sanzioni imposte dall'Occidente. . .
  

Zero Hedge - Nonostante la rassicurante narrativa che gira in Occidente secondo cui la Russia deve affrontare dei "costi" ed è sempre più "isolata" a causa delle sanzioni per il suo intervento in Ucraina, i dati più recenti suggeriscono una realtà ben diversa. 

In primo luogo, nel Q3 (3° trimestre, ndt) i deflussi di capitali hanno rallentato sensibilmente (da 23,7 miliardi di dollari nel Q2 a 13 miliardi nel Q3) e a settembre sono stati registrati degli afflussi di capitali, per la prima volta dal settembre 2013

27/12/13

Krugman: Bitcoin e Barbarie

Con la sua consueta tagliente ironia, Paul Krugman si prende gioco del "regresso monetario" caldeggiato dai nostalgici del gold standard e dai sostenitori del "moderno" e tecnologico Bitcoin: alla base c'è sempre l'antica ossessione di avere una moneta totalmente svincolata dal controllo politico, ma gli esiti sono piuttosto irrazionali (e antistorici).


Di PAUL KRUGMAN

Pubblicato il 22 dicembre 2013

Questa è la storia di tre voragini del denaro. È anche la storia del regresso monetario — della strana determinazione con cui molti vorrebbero riportare indietro di secoli le lancette dell'orologio del progresso.

La prima voragine del denaro è effettivamente una voragine — il Porgera, una miniera d'oro a cielo aperto in Papua Nuova Guinea, uno dei maggiori produttori al mondo. La miniera ha una reputazione terribile sia per l'abuso dei diritti umani (stupri, pestaggi e uccisioni da parte del personale di sicurezza) sia per i danni ambientali (grandi quantità di residui potenzialmente tossici vengono scaricati nel fiume vicino). Ma i prezzi dell'oro, sebbene siano un po' scesi rispetto al recente picco, sono tuttora tre volte più alti di quanto erano un decennio fa, e quindi bisogna scavare.

21/07/11

VIVERE DURANTE UNA SVALUTAZIONE

Segnalato da Zio Barbero,  propongo un estratto da un articolo di Lone Ranger Silver, che racconta  l'esperienza della svalutazione del peso messicano ...può essere utile di questi tempi.

di Lone Ranger Silver
20 giugno 2011
Nel 1976 gestivo una filiale americana di una grande azienda di successo degli Stati Uniti in Messico. Il nostro team aveva avuto un buon successo finanziario. Il flusso di cassa si era accumulato nella nostra banca in Messico e l'azienda non voleva che il denaro venisse rimpatriato negli Stati Uniti. Anche se avevamo già pagato un'imposta sul reddito del 35% al governo messicano, avremmo dovuto pagare una tassa aggiuntiva del 30% per rimpatriare i soldi. Inoltre, avremmo dovuto pagare tariffe elevate per il cambio peso/dollaro, al fine di attuare il trasferimento. L'azienda voleva ampliare il nostro business di successo e così abbiamo deciso di tenere i soldi in pesos messicani per utilizzarli per un'ulteriore espansione.

25/03/11

Il FMI si prepara a una nuova "minaccia al Sistema Monetario Internazionale"

Ecco la traduzione dell'articolo di ZeroHedge suggerito da MLNews....come vedi Tata cedo subito alle provocazioni... ;)

di Tyler Durden 24 marzo 2011 

Lo scorso aprile 2010, prima che Waddell e Reed riuscissero a scatenare il panico sui mercati con la vendita dei contratti ES, sulla base di voci su un'insolvenza europea1, facemmo questa osservazione: "Il Fondo Monetario Internazionale ha appena annunciato che sta ampliando il suo New Arrangement  to Borrow (NAB ) multilaterale, attualmente di $ ​​50 miliardi, aggiungendo l'enorme cifra di $ 500 miliardi (SDR 333.5 miliardi), per arrivare a $ 550 miliardi." Non sapevamo che la nostra conclusione che "qualcosa di grosso sta accadendo", si sarebbe dimostrata veritiera appena un mese più tardi, dopo che Grecia, e poi Irlanda e Portogallo, e presto Spagna, Italia, Belgio e quasi tutti gli altri paesi europei, sarebbero crollati vittime di un effetto domino provocato da un regime monetario difettoso. 

Ebbene, sulla base di notizie da Dow Jones, ora possiamo tranquillamente prevedere : "qualcosa di ancora più grosso sta accadendo". Come se le migliaia di miliardi del Fondo Monetario Internazionale in open lending facilities non fossero abbastanza, ora apprendiamo che il prestatore di ultima istanza nel mondo (che in teoria è la Fed, ma a quanto pare Bernanke si è mostrato un po' timido recentemente, così sta spostando le sue linee di credito diretto su delle organizzazioni secondarie, come il FMI, lasciando alla Fed solo gli swaps sulla liquidità USD) è in procinto di attivare uno "Special Funding Pool" - Dow Jones spiega: "Giovedi due persone a conoscenza della situazione hanno detto che si prevede che il Fondo Monetario Internazionale presto attiverà un pool di finanziamenti speciali per amplificare la capacità del Fondo di prevenire o risolvere le crisi economiche. Una di queste persone ha detto che l'attivazione del finanziamento - che può essere fatta solo tramite una richiesta speciale del Direttore Generale del FMI al Consiglio - è stata concepita in previsione di un'ondata di nuovi programmi del FMI, tra cui la possibile espansione del pacchetto di salvataggio greco". 

Meraviglioso. Il cataclisma finanziario globale si ripete tutto da capo ...

17/03/11

Perché il regno del dollaro è vicino alla fine

Per Barry Eichengreen,  autore di "Exorbitant Privilege: The Rise and Fall of the Dollar and the Future of the International Monetary System",   il dollaro non collassa, ma andrà a perdere l'esclusiva e a condividere il ruolo di valuta di riserva internazionale insieme all'euro (...) e allo yuan.  In un articolo sul WSJ spiega perché
 
2 marzo 2011
di Barry Eichengreen

Il fatto più sorprendente in tema di valuta estera non è l'elevato volume delle transazioni, per quanto incredibile sia stata la crescita. Né la volatilità dei tassi di cambio, per quanto siano burrascosi i mercati in questi giorni.

Invece, è il fatto che il mercato rimane dollaro-centrico.

Considerate questo: quando un grossista di vino sud coreano vuole importare del cabernet cileno, l'importatore coreano compra dollari, non pesos, con cui pagare l'esportatore cileno. Infatti, il dollaro è praticamente l'unico mezzo di scambio per le transazioni tra il Cile e la Corea, nonostante il fatto che meno del 20% del commercio di entrambi i paesi sia con gli Stati Uniti.

Cile e Corea non rappresentano affatto un'anomalia: l'85% delle transazioni a livello mondiale riguardano valute diverse dai dollari. Oltretutto, ciò che è vero per le operazioni commerciali è vero anche per le altre attività internazionali. L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) fissa il prezzo del petrolio in dollari. Il dollaro è la valuta in cui è denominata la metà di tutti i titoli internazionali. Oltre il 60% delle riserve estere delle banche centrali e governi sono in dollari.