Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post

06/08/14

Sapir: I limiti della concorrenza - elementi di teoria

Riceviamo da Arturo, che ringraziamo per il notevole impegno,  la traduzione di un lungo testo del prof. Jacques Sapir in cui si analizzano i limiti della  cosiddetta  "concorrenza pura" e del liberismo negli scambi internazionali, oggi considerati come produttori di sicuri benefici pur in assenza di dimostrazioni a livello teorico e in contrasto con le esperienze delle economie reali.   


di Jacques Sapir, 29 novembre 2013
Questo testo è stato scritto nell'agosto del 2008 su richiesta del Ministero dell'Economia. Si trattava di fornire al governo francese un insieme di argomenti dopo il fallimento dei negoziati del WTO dell'estate 2008, quando si manifestarono dubbi relativamente al libero scambio e più in generale ai grandi negoziati commerciali. Questo testo è stato insabbiato dai servizi del Ministero, ma non senza aver provocato un certo dibattito all'interno del gabinetto (la signora Lagarde, se qualcuno se ne ricorda). Poiché la questione del libero scambio è stata nuovamente evocata sulle colonne di un quotidiano della sera (più che mai meritevole del soprannome di “Gazzetta Serale dei Mercati”[1]), lo pubblico perché tutti sappiano che gli economisti che pretendono che il libero scambio costituisca l'alfa e l'omega dell'economia sono ignoranti o prezzolati. In ogni caso mortificano la professione.

18/10/13

La svendita delle Poste di Sua maestà non è questione da lasciare ai conti fatti "col pallottoliere”

Prof. Chang sul Guardian: dietro ai discorsi sulla necessità di riequilibrare i conti c'è un progetto di ampio respiro per lasciare mano libera alle forze del mercato in tutti i settori della nostra vita

Illustration by Satoshi Kambayashi



Traduzione di Alex


Dietro al gran parlare che si fa sulla necessità di pareggiare i conti, si nasconde  un progetto di ampio respiro per assoggettare al mercato  tutti i settori della nostra vita. Non si tratta altro che di far quadrare i conti – o se si vuole essere sprezzanti,  fare i conti col pallottoliere.   I tagli alla spesa sociale sono disdicevoli, ma, ci dicono,  debbono  essere fatti, perché il governo non può spendere più di quello che incassa, così come non dovrebbe farlo nessuna famiglia di buon senso.  Non era Adam Smith , il grande padre dell’economia, che ci diceva  che ciò che "è considerato prudenza nella conduzione di ogni famiglia privata può difficilmente essere considerata follia in quella di un grande regno" ?  

09/10/13

Il "Nuovo Ardito Accordo Transatlantico"


Mentre i media ci informano assiduamente sui colpi di scena del teatrino politico nazionale, le trattative proseguono: istituzioni sovranazionali e grande business stanno negoziando l'accordo transatlantico per il commercio e l'investimento (TTIP) tra Unione Europea ed USA, che dovrebbe essere concluso per la fine del 2014. Corporate Europe Observatory pubblica un dettagliato report sulle conseguenze economiche, sociali e ambientali di questo nuovo patto. Con ogni probabilità s'innescherà un'altra corsa al ribasso sulle condizioni del lavoro e gli standard ambientali. A riprova di un semplice fatto: quando si lascia decidere al potere, il potere decide per se stesso.
Abbiamo tradotto la prima parte del report.


Introduzione
Il commercio transatlantico & l’utopia delle multinazionali

"Il gruppo più impaziente è il settore imprenditoriale. Siamo franchi su questo. Lo sapete, ovvio che intendo che la cosa è guidata politicamente, è guidata strategicamente. La questione di fondo è che il business vuole che questo avvenga, il business da entrambi i lati dell'Atlantico"
Andras Simonyi, della Johns Hopkins University 2

12/09/13

I profitti delle società dipendono dall'"assistenza sociale" che ricevono dallo Stato

Ancora dal Guardian il mitico Chang, segnalato dal mitico 48, mette a nudo l'assistenzialismo pubblico verso le grandi società. Altro che libero mercato!
Quartier generale della Novartis a Basilea
Il libero mercato non è che un mito. Dai brevetti sui farmaci al quantitative easing, le società fanno soldi grazie agli aiuti di Stato.
All’inizio di questa settimana, la corte suprema indiana ha deciso che non riconoscerà il brevetto a Novartis, la società farmaceutica svizzera, per il farmaco anticancro Glivec. Dal momento che si tratta di una nuova versione di un farmaco esistente - dice la sentenza – esso non presenta sufficiente innovazione per poter richiedere un brevetto. Novartis ha biasimato la sentenza definendola “un passo indietro per i pazienti che mette in pericolo il progresso medico su malattie prive di un trattamento efficace”.

08/06/12

Martin Wolf: Fiscalità, Produttività e Prosperità


Un bell'articolo di Martin Wolf sul Financial Times analizza il rapporto esistente tra pressione fiscale e produttività, e mostra con i dati che  il punto non è la pressione fiscale, ma come questa viene utilizzata ...contro molti luoghi comuni


Il focus della discussione politico economica degli Stati Uniti allo stato attuale è quasi interamente sui disavanzi di bilancio e il livello della tassazione. La mia opinione è che queste sono questioni di secondo o anche di terzo ordine. Ciò che conta molto di più è la capacità dell'economia di offrire livelli di vita soddisfacenti per i cittadini. Questo dipende da forze molto più fondamentali dei deficit e delle tasse, come l'innovazione, l'occupazione e i redditi. Evidentemente, io sostengo che le tasse e il deficit non determinano questi risultati. E lo dico perché effettivamente non lo fanno.

21/01/12

Liberismo e liberalizzazioni

Le liberalizzazioni per rilanciare la crescita... o come mettersi a spazzare il pavimento mentre la casa brucia!!! Sentiamo cosa dice Emiliano Brancaccio, prof all'Università del Sannio

Cliccare sull'immagine per accedere