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22/12/19

Sorpresa! La BioPic di Greta Thunberg rivela che le telecamere l’hanno ripresa fin dal primo giorno della sua ascesa “virale”

Non stupisce affatto scoprire che il personaggio di Greta Thunberg, simbolo dell’ambientalismo contemporaneo, è stato meticolosamente costruito fin dal primo giorno. Mentre si consuma il rito squallido di una sedicenne che impartisce lezioni nei contesti più variegati – dagli asili ai prestigiosi summit scientifici - i potenti della terra vengono spinti a dichiarare improbabili “emergenze climatiche” a fronte delle quali prendono provvedimenti ridicoli, che spesso si traducono nel versare un inutile, quindi dannoso obolo alle autorità climatiche internazionali.

 

 

Di Helen Buyniski, 17 dicembre 2019

 

 

L’adolescente attivista ambientalista Greta Thunberg sarà oggetto di un prossimo documentario – realizzato da una troupe che l’ha seguita fin dai primi giorni del suo sciopero scolastico. Credete ancora che la sua ascesa alla fama sia stata un caso?

 

La Thunberg, eletta di recente "Personaggio dell'anno" dalla rivista Time, può aggiungere al suo florido curriculum il fatto di essere stata oggetto di un documentario. Il film, provvisoriamente intitolato “Greta”, è stato annunciato da “Deadline” lunedì, per una prima uscita nel 2020. Il direttore Nathan Grossman ha seguito la giovane climatica prodigio ai confini della terra, dal suo sciopero scolastico sul marciapiede di fronte al parlamento svedese, fino all’alto mare a bordo di un yacht da 4 milioni di dollari, il Malizia II. Sulla piattaforma IMDB, l’unico altro lavoro di Grossman ad oggi è un film svedese intitolato “Köttets lustar” (o “La concupiscenza della carne”) che, anche se sembra il titolo di un film porno, è la storia di un uomo che “guarda indietro alla sua vita di carnivoro”.

 

Ci si potrebbe chiedere perché, se l’irresistibile ascesa della Thunberg - dalla protesta solitaria su un marciapiede fino a strapazzare i potenti della terra per averle rubato il futuro - era spontanea come viene presentata, una troupe per il documentario fosse presente per filmarla mentre sedeva da sola sul marciapiede. Non è che i suoi genitori abbiano cercato di renderla una celebrità fin da quando aveva 12 anni, salvo vedere la loro proposta di spettacolo televisivo strumentale respinta dall’emittente svedese SVT? Oh, scusate, in effetti tutto questo è successo davvero.

 

I genitori della Thunberg, la cantante d’opera Malena Ernman e l’attore Svante Thunberg, sono anche loro entrambi famosi, e non si fa fatica a capire come le loro conoscenze abbiano facilitato il processo attraverso il quale la Thunberg è diventata il simbolo ubiquo del cambiamento climatico. La sua ascesa è stata meticolosamente programmata, i suoi scioperi scolastici sono stati resi famosi fin dal primo giorno da Ingmar Rentzhog, del social network sul cambiamento climatico “Non abbiamo tempo”. Rentzhog, già amico dei genitori della Thunberg, è già stato ccusato di usare l’immagine della ragazza per raccogliere milioni di dollari a vantaggio della sua attività – rendendola nel frattempo un nome noto a tutti.

 

Un anno dopo, la sua gigantesca immagine abbellisce un enorme muro di San Francisco, le caffetterie di Tel Aviv (dove il suo sguardo inquisitore dovrebbe far vergognare i clienti di utilizzare posate di plastica) e la piazza di Trafalgar Square a Londra, dove una scultura di ghiaccio con le sue sembianze è stata eretta in ottobre come anteprima di quella che un trio di “creativi” spera possa diventare una statua permanente dell'eroina della crociata climatica.

 



Preparazione del gigantesco murales di Greta a San Francisco

 

Una sua statua colossale a cavallo della Manica non si farà attendere.

 

Tuttavia, ci sono già segnali che nel mondo della Thunberg non va tutto bene. Benché centinaia di migliaia di persone abbiano preso parte allo sciopero scolastico a Madrid per segnalare la sua apparizione a una conferenza sul clima, e l’UE abbia dichiarato il mese scorso lo stato di emergenza climatica, le soluzioni al problema sono molto indietro rispetto alla sua portata.

 

La stessa Thunberg si è lamentata che un anno di scioperi scolastici non ha essenzialmente ottenuto nulla, dal punto di vista delle emissioni – il pianeta non è più lontano dalla catastrofe certa di quanto lo fosse prima che lei iniziasse la sua campagna incredibilmente efficace per mettere in imbarazzo i leader del mondo in modo che si occupassero del problema. In realtà, mentre sempre più paesi vengono spinti a dichiarare l’”emergenza climatica” e la volontà di “fare qualcosa (non si sa bene cosa)” per ridurre a zero le emissioni già da ieri, senza soluzioni concrete presentate, è molto improbabile che saranno capaci di produrre i tagli desiderati.

 

Si rifugiano invece nel pensiero magico – compensazioni di carbonio, limiti al carbonio, scambi di carbonio, tasse sul carbonio, e altri schemi e truffe che equivalgono essenzialmente a corrompere il clima in modo che questo non combini disastri – o più precisamente, corrompere le autorità climatiche perché si girino dall’altra parte mentre l’inquinamento continua. Farsi prendere dal panico non porta mai a decisioni sagge (non Urge! - NdVdE), ma le autorità globali stanno prendendosi a cuore i suggerimenti di Greta Thunberg al punto da agire come se fossero in una casa in fiamme. Se non stanno attenti, saranno loro a darle fuoco.

 

22/10/19

La fabbricazione di Greta Thunberg ai fini del consenso. Atto III - La verità più scomoda: il capitalismo rischia di cadere a pezzi“ [ATTO III]


 Nel terzo atto dell’indagine investigativa di Cory Morningstar sulla creazione mediatica del personaggio di Greta Thunberg, viene mostrato come Al Gore e i capitalisti più potenti del pianeta siano dietro la costruzione di questi movimenti giovanili artificiosi che vediamo oggi.  Viene quindi evidenziato il reale scopo che li anima e lo stretto collegamento del complesso non profit col mondo della grande finanza.

Ne abbiamo estrapolato i passaggi chiave.

Qui L'Atto I

Qui l'Atto II

 

di Cory Morningstar, 28 gennaio 2019

 

Sintesi e traduzione a cura di Gabriele Bellerino

 

"La cosa che più fa infuriare di questo complesso industriale Non profit è che sfrutta la buona volontà delle persone, specialmente dei giovani, che non hanno la capacità e le competenze per pensare  veramente con la propria testa.  Il capitalismo opera sistematicamente e strutturalmente come una gabbia per allevare animali domestici. Quelle organizzazioni che operano sotto falsi slogan di umanità al fine di sostenere la gerarchia del denaro e della violenza stanno rapidamente diventando gli elementi cruciali a sostegno di questa gabbia invisibile."

 

"Il capitalismo rischia di cadere a pezzi"

 

L' articolo dell'8 settembre 2015,"David Blood e Al Gore vogliono raggiungere le prossime generazioni", pubblicato da Institutional Investor, ha rivelato che il “California State Teachers 'Retirement System”  (NdT: Sistema Pensionistico per gli Insegnanti dello Stato della California), il secondo fondo pensione pubblico per dimensioni negli Stati Uniti, con 191 miliardi di dollari di asset, è stato il primo investitore istituzionale americano a investire in “Generation Investment”. Questo è stato parte integrante della campagna di disinvestimento condotta dal partner di “Ceres”, “350.org”, per conto di Wall Street e del mondo della finanza. Jack Ehnes, amministratore delegato di CalSTRS, fa anche parte del consiglio di amministrazione di “Ceres”.

 

Lo stesso articolo mette in luce la forza trainante delle ONG ambientali, che comprendono il complesso industriale senza scopo di lucro, e gli stretti legami che lo collegano al mondo della grande finanza:

 

"Consiglio vivamente alle persone che cercano di disinvestire dal carbone, di dare un'occhiata a Generation Investment", dice Larry Schweiger, un conservatore di lunga data e membro del consiglio di “Climate Reality Project, un'organizzazione no-profit fondata da Al Gore per promuovere informazione e iniziative sul cambiamento climatico. Schweiger è stato presidente e amministratore delegato della National Wildlife Federation (NWF) dal 2004 al 2014; sotto la sua amministrazione NWF è diventata un investitore di Generation Investment. "È stato uno degli investimenti più performanti del nostro portfolio”, ha affermato.  ("David Blood e Al Gore vogliono raggiungere le prossime generazioni“ - Institutional Investor)

 

Andando oltre, al 29 aprile 2018, l'articolo “Al Gore: la sostenibilità è la più grande opportunità di investimento della storia", pubblicato dal Financial Times, rivela che il cosiddetto "climate wealth" (l'a ricchezza che può derivare da questa nuova economia del clima, ndtnon è per molti, ma per pochi:

 

"Generation Investment comprende tra i suoi clienti grandi investitori del settore pubblico, come Calstrs, il fondo pensionistico degli insegnanti californiani, il fondo pensionistico dello Stato di New York da 192 miliardi di dollari e il fondo pensionistico dell'Agenzia per l'ambiente del Regno Unito. Gestisce anche il denaro di pochi clienti facoltosi, ma non è entrato per ora nel mercato dei piccoli investitori. Quasi tutte le sue attività sono gestite tramite mandati equities, e 1 miliardo di dollari è investito in private equity." [Fonte]

 

"Ho chiamato Generation Income e ho scoperto che le loro opportunità di investimento sono limitate. Hanno due fondi di investimento: Global Equity ed Asia Equity. Il fondo Global Equity è attualmente chiuso: esiste una lista d'attesa pluriennale che è attualmente chiusa. L'investimento minimo è di 1 milione di dollari e devi essere super-accreditato. Il fondo sembra essere rivolto agli investitori istituzionali, non ai privati. Il fondo Asia Equity è aperto, ma si applicano gli stessi requisiti minimi (minimo di 1 milione di dollari)." [Fonte: AIO Financial ]

 

I membri del consiglio d'amministrazione di Generation Investment includono eco-luminari come Mary Robinson, ex presidente dell'Irlanda e fondatrice dell'organizzazione no-profit Mary Robinson Foundation. La Robinson è presidente del Team B di Richard Branson, gestito da Purpose, la componente di pubbliche relazioni di Avaaz (NdT: per approfondimenti sul Team B e Avaaz si veda l’Atto II di questa ricerca investigativa).

 



 

In questo frangente, visto che siamo portati a credere che "gli investimenti sostenibili" siano la via per risolvere la nostra crisi planetaria, potrebbe essere saggio chiedersi in quali corporations sostenibili stia investendo “Generation Investment”. Generation Investment ha creato una lista di interesse di circa 125 società in tutto il mondo, nelle quali investe non in base a quanto sia sostenibile il business, ma piuttosto "sulla qualità del loro business e management." [Fonte]

 

Il portafoglio e gli investimenti di Generation Investment includono società multinazionali con record terribili di malaffare, come Amazon, Nike, Colgate, MasterCard e Chipotle, una catena di ristoranti con forti investimenti in sanità e tecnologia. E dal momento che tutte queste società sono pesantemente investite e/o dipendenti dai combustibili fossili, la domanda di tutti è come Generation Investment possa giustificare l'investimento in queste società.



Un caso di studio scomodo: M-Kopa Solar, Africa

 



Fonte: sito Web di M-Kopa

 

Gore, con un patrimonio netto di circa 350 milioni di dollari, a parole fa molto per le disuguaglianze, la disparità di ricchezze e la povertà. Tuttavia, è utile dare un'occhiata alla tanto pubblicizzata rivoluzione energetica verde quando messa in atto nella vita reale, e più esattamente a chi è d’aiuto la cosiddetta "rivoluzione verde".

 

M-Kopa Solar - "Power for Everyone" è un fornitore di energia solare a consumo (sotto forma di kit solari), creato per i paesi africani impoveriti dai ricchi capitalisti occidentali. I paesi su cui si è puntato finora includono il Kenya rurale, la Tanzania e l'Uganda.

 

M-Kopa è il frutto dell'ingegno di Jesse Moore (amministratore delegato di M-Kopa), Chad Larson e Nick Hughes – il quale ha contribuito a sviluppare M-Pesa, che ha più di 19 milioni di utenti in Kenya. [1]

 

Fin dalla sua istituzione, la società di Al Gore è stata un investitore azionario principale di M-Kopa. Creata da Signal Point Partners nel 2011, M-Kopa Solar ha raccolto denaro tra gli investitori, tra cui Richard Branson e “Generation Investment Management”. Lanciato alla fine del 2012, l'obiettivo iniziale della società di riuscire a vendere 1.000 pacchetti solari alla settimana, da raggiungere in tre anni, è stato raggiunto in 12 mesi. Il 2 dicembre 2015, M-Kopa, divenuta il principale fornitore di energia "pay-as-you-go" al mondo, ha annunciato la chiusura di un giro di finanziamenti da 19 milioni di dollari, guidato da “Generation Investment Management LLP”. [Fonte]

 

All’interno del consiglio di amministrazione di M-Kopa c'è Colin Le Duc, socio fondatore di Generation Investment Management e co-amministratore del Fondo di Soluzioni per il Clima di Generation Investment.

 

Altri investitori/finanziatori/partner sono la Fondazione Shell e la Fondazione “Bill e Melinda Gates”.

 

A questo punto, prima di continuare, è fondamentale notare che, nel 2015, M-Kopa aveva stimato che l'ottanta percento dei suoi clienti viveva con meno di 2 dollari al giorno.

 

Al 2015, M-Kopa aveva raggiunto entrate per oltre 40 milioni di dollari.

 

L' articolo di Bloomberg del 2 dicembre 2015 "L'azienda solare che fa profitto sui poveri africani - M-Kopa è un'azienda da 1 miliardo di dollari che vende pannelli solari ai residenti rurali, procurando loro il credito" svela la realtà dello sciacallaggio aziendale, nascosto sotto il velo dell‘ambientalismo d’accatto. In seguito al "successo" dei contatori dell'acqua prepagata per molti paesi africani, M-Kopa addebita alti tassi di interesse ai poveri, con rendimenti astronomicamente elevati che ritornano indietro ai ricchi:

 

"L'interesse che M-Kopa richiede è elevato, se confrontato con gli standard statunitensi o europei. Il prezzo in contanti di uno dei suoi prodotti è inferiore di circa il 20 percento rispetto al prezzo dell'acquisto a rate. Ma nei mercati in cui opera la società - finora, Kenya, Tanzania e Uganda - i tassi sono competitivi. Le società di microfinanza tradizionali in genere applicano il 20% circa di interessi sui loro prestiti, e in ottobre il governo del Kenya ha emesso buoni del tesoro che hanno offerto agli investitori un rendimento annuo del 23% ".

 

A prima vista, una persona penserebbe che questa attività riguardi la vendita di energia solare. Ebbene, questa supposizione sarebbe un errore. Il prodotto è la finanza: “Circa un quarto di coloro che estinguono il pagamento del loro primo acquisto si spostano verso altri prodotti, dice l'azienda.Questa è colonizzazione in una nuova forma, la forma del ventunesimo secolo. La colonizzazione tramite debito, resa possibile dalla vendita di prodotti occidentali.

 

Altri avvoltoi che sfruttano coloro che sono poveri e vulnerabili, sotto le spoglie dell’energia “pulita e verde per tutti“, includono le organizzazioni di sostenitori, come la Fondazione Gates e Mastercard.

 

A differenza della finanza occidentale, dove i prestiti vengono solitamente pagati in rate mensili, agli africani non viene data la stessa misura di fiducia. Piuttosto, devono pagare il loro nuovo prestito  su base giornaliera. Forse possiamo mettere questo in archivio come "il razzismo dell'energia verde". Coloro che non effettuano i pagamenti, saranno puniti di conseguenza: "La carta SIM nel dispositivo può spegnerlo da remoto", dice Chad Larson, direttore finanziario di M-Kopa e suo terzo co-fondatore. "Sappiamo che è importante per loro tenere la luce accesa di notte, quindi possiamo contare sul fatto che continueranno a pagare." [Fonte] ["La funzionalità pay-as-you-go è abilitata dalla tecnologia integrata machine-to-machine, che consente a M-KOPA di ricevere pagamenti tramite la piattaforma M-Pesa. M-KOPA può spegnere il dispositivo da remoto se il cliente rimanesse indietro sui pagamenti. I rimborsi creano una cronologia del credito per i consumatori poveri, che può dare loro accesso ad altri servizi finanziari."] [Fonte]

 

"Le lampade solari sono programmate in modo tale che si spengano automaticamente ogni volta che i clienti non effettuino i pagamenti giornalieri. La start-up fornisce un sistema di energia solare composto da un pannello, tre lampade, un kit di ricarica per la radio e il cellulare. Il rivenditore solare M-Pesa istituisce una lista nera degli inadempienti con gli uffici di credito." 18 febbraio 2015

 

I pagamenti giornalieri per M-Kopa vengono completati tramite il servizio di M-Pesa, in base al quale Safaricom, la più grande società di telecomunicazioni del Kenya (e la società più redditizia nella regione dell'Africa centrale e orientale) guadagna una commissione, imprecisata, per ogni transazione. M-Kopa e Kenya Power sono i principali clienti di Safricom per la fatturazione a pagamento (nel 2015, l'amministratore delegato di Safaricom in Kenya, Bob Collymore, è stato il quarto africano ad aderire al B-Team di Richard Branson - Ventures Africa).

 

Non investiamo affatto in energia solare”, afferma David Rossow, che aiuta a gestire il portafoglio di 1,5 miliardi dollari di investimenti in programmi (PRI) della Fondazione Gates. La fondazione non ha nemmeno un programma di energia pulita. Ma ha un programma chiamato Servizi Finanziari per i Poveri (Financial Services for the Poor). “Ci occupiamo di prestiti garantiti da asset per il cosiddetto ultimo miglio. [Fonte]

 

Un ulteriore valore per i nostri imprenditori-salvatori occidentali sono i preziosi metadata: “L’attuale contratto con il cliente di M-Kopa stabilisce che i dati che l’azienda accumula possono essere utilizzati solo per migliorare l’esperienza del cliente, ma la società ha in programma di raccogliere i dati di ascolto dalle radio e televisioni. ‘Ci sono dati che possiamo raccogliere, che praticamente nessun altro può’, dice [Chad] Larson.”

 

E questa rivoluzione energetica verde, interamente basata sull’ulteriore saccheggio della Terra, cosa porta in realtà in Africa, dove oltre 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità e oltre 300 milioni non hanno servizi igienici puliti? Un forno solare? Un bagno? Filtraggio dell’acqua? Impianti idraulici? Scuole? Ambulatori? Ospedali? La risposta è: la televisione.

 

 

E anche se il business è in realtà la finanza, piuttosto che fornire prodotti ad energia solare [2], ciò non significa che non ci siano ulteriori ampie opportunità di derubare le ignare popolazioni africane.

 

Il prezzo del kit solare televisivo di base da 24 pollici [2-1] [2-2] al momento del finanziamento è oltraggioso: 644.88 dollari. Il prezzo per il pagamento in contanti è comunque ancora l’esagerata somma di 546.61 dollari, una somma esorbitante per persone che vivono a 2 dollari al giorno. Ovviamente, questo prezzo rimane tale solo se i pagamenti quotidiani vengono effettuati ogni giorno, assicurando così che nessun interesse aggiuntivo o penalità si accumulino, in aggiunta all'importo del prestito originale.

 

Il gigantesco sfruttamento qui è inaccettabile. Si consideri che un pacchetto solare da 30 W, paragonabile al pacchetto M-Kopa di cui sopra, può essere acquistato al dettaglio per 157.99 dollari su Amazon. Allo stesso modo, il prezzo di base di un televisore a LED da 24 pollici è spesso pubblicizzato negli Stati Uniti e in Canada per meno di 100 dollari. Molti degli articoli venduti nei pacchetti [2-3], possono essere trovati nei negozi occidentali a 1 dollaro l'uno.

 

Ci si potrebbe chiedere cosa succede quando i prestiti sopravvivono ai prodotti, coperti da garanzie di breve durata: una garanzia di due anni sul televisore da 24 pollici e una garanzia di un anno sugli accessori.

 

 



In uno degli intervalli tra le campagne di bombardamento sui paesi africani, l'ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha trovato il tempo per visitare la società solare M-Kopa. "Il presidente americano Barack Obama parla con June Muli, responsabile dell'assistenza clienti di M-Kopa, durante il Global Entrepreneurship Summit (Summit dell’Imprenditoria Globale) a Nairobi nel luglio 2015. Foto: M-Kopa." [Fonte: Forbes]

 

Nel mese di febbraio 2015, M-Kopa ha annunciato un piano per cui i clienti inadempienti sui loro prestiti verranno inclusi nella lista nera degli uffici di credito:

 

"Il commerciante di energia solare collegato a M-Pesa, M-Kopa, da aprile inizierà a condividere informazioni sugli inadempienti con gli uffici di credito di riferimento, per arrestare il crescente numero di non paganti. L'azienda ha emesso un comunicato, in cui afferma di voler condividere le informazioni sui pagamenti dei clienti per i loro kit solari M-Kopa, una mossa che vedrà gli inadempienti nella lista nera degli istituti di credito. M-Kopa si unisce così ad altri fornitori di servizi pubblici, come Kenya Power e gli uffici di servizio idrico, i quali anche hanno disposto che gli uffici di credito di riferimento elenchino coloro che sono inadempienti nel pagare le loro bollette." [Fonte]

...

Per essere chiari, non sono le "economie sostenibili" che i nostri signori delle corporations perseguono. Un capitalismo in difficoltà, per salvare se stesso, deve cercare nuovi mercati:

 

"Il team della Gates Foundation ha visto in M-KOPA un'opportunità, per dimostrare che i servizi finanziari mobili potrebbero aiutare le aziende a portare più prodotti di valore in mano ad un nuovo mercato di desiderosi consumatori: la gente povera." [Fonte]

 

"La chiave è stata aiutare M-KOPA a trasformare i conti dei suoi clienti in collaterali per finanziamenti bancari. Altri investitori stavano acquisendo pacchetti azionari nella startup. La Gates Foundation ha invece fatto un prestito di 5 milioni di dollari, a fianco della Commercial Bank of Africa. La tesi: se M-KOPA potesse ripagare con successo il prestito, le banche commerciali locali vedrebbero i pagamenti da schemi di finanziamento pay-as-you-go come un flusso di entrate affidabile. Ciò creerebbe una nuova classe di attività di prestito."

Banking on the Poor, estate 2016, Stanford Social Innovation Review

 

 

Nell' articolo  “L’azienda M-Kopa licenzia 450 dipendenti per tagliare i costi”, pubblicato da Business Daily Africa il 19 marzo 2018, il motivo di questi licenziamenti viene divulgato senza mezzi termini:

 

"Il rivenditore kenyano del kit solare basato sui telefoni cellulari M-Kopa Solar ha licenziato 450 dipendenti nelle sue filiali di quattro paesi, allo scoipo di diminuire i costi operativi e aumentare la redditività."

 

Il co-fondatore e amministratore delegato di M-Kopa, Jesse Moore, ha dichiarato che l'azienda così si sarebbe trovata in una posizione migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati ed espandersi, vendendo dispositivi solari al prossimo milione di clienti in Kenya, Uganda e Tanzania.

 

"Ciò è stato fatto per ridurre i costi fissi e mantenerci sulla strada della redditività, che si traduce in riduzioni di posti di lavoro in tutti gli uffici in Kenya, Uganda, Tanzania e Regno Unito, diminuendo il nostro personale globale del 18%", ha affermato.

 

Un articolo pubblicato da Quartz Africa quattro giorni prima, il 15 marzo 2018, era ancora più esplicito:

 

"M-Kopa, il fornitore di energia solare keniano a pagamento, sta riducendo il personale per migliorare la propria competitività, garantire la sostenibilità a lungo termine e aumentare il rendimento per gli investitori".

 

Vale la pena enfatizzare. Per essere chiari, qui si parla di un aumento di beneficio per degli investitori con un patrimonio netto di milioni di dollari, realizzato a spese di lavoratori licenziati i quali portano a casa in media circa 2 dollari al giorno.

 

 

Qui dobbiamo guardare alla realtà che si cela dietro i "posti di lavoro verdi" - creati da M-Kopa - una caratteristica fondamentale della cosiddetta "economia verde", del New Green Deal, dello sviluppo sostenibile, degli obiettivi globali e di una miriade di altre costruzioni retoriche foneticamente olistiche, che mascherano la realtà.

 

Quel che raramente, se non mai, viene menzionato, è il fatto che i pannelli solari, i televisori, e così via, di M-Kopa, non sono prodotti localmente, ma sono "provenienti dai mercati esteri" (Cina). Sebbene l'azienda abbia proposto che i pannelli solari siano prodotti in loco nei prossimi anni (probabilmente a causa della crescente ostilità dei kenioti), le seguenti informazioni dimostrano come questo sarà il caso, solo se i keniani potranno essere sfruttati più dei cinesi.

 

Subito dopo il licenziamento dei dipendenti africani della M-Kopa - insieme all'outsourcing – “Generation Investment” ha stanziato più fondi. Il 21 marzo 2018, l'articolo "M-Kopa Solar riceve un investimento di 10 milioni di dollari dopo il licenziamento di 150 dipendenti", pubblicato dal Kenyan Wall Street, ha rivelato quanto segue:

 

"L'investimento arriva dopo che la società ha completato un'operazione di ristrutturazione, che ha visto ridurre il personale del 18%, da 1000 a 850, in tutta l'Africa orientale. Come da noi riportato la scorsa settimana, sono stati licenziati circa 78 sviluppatori, e il loro lavoro è stato esternalizzato a una società straniera chiamata Applicita, di proprietà del nuovo CTO (Chief Technology Officer, direttore tecnico) dell'azienda.

 

Secondo l’amministratore delegato Jesse Moore, il processo di ristrutturazione è stato guidato dalla necessità di aumentare la propria competitività, migliorare la sostenibilità a lungo termine e aumentare i rendimenti degli investitori.

 

… il Kenyan Wall Street ha osservato:

 

"... la società continua a suscitare dubbi riguardo il suo status di startup keniana, dato che la sua gestione senior è composta principalmente da stranieri. Inoltre, la questione del licenziamento dei dipendenti locali, per esternalizzare le proprie attività a una società straniera, non sarà dimenticata."



 

 

Note finali

 

[1] M-Pesa è un servizio di trasferimento di denaro, finanziamento e microfinanziamento, basato su telefonia cellulare. È stato lanciato nel 2007 da Vodafone, per Safaricom e Vodacom (i maggiori operatori di reti mobili in Kenya e Tanzania). Si è diffuso in Afghanistan, Sud Africa, India, Romania e Albania. In Kenya, la M-Pesa viene utilizzata per imporre un'ideologia di familiarità con il debito, che riflette l'ideologia del debito occidentale.

 

[2] La società M-KOPA offre i seguenti tre pacchetti di prodotti:

[2-1] Il sistema solare M-KOPA 5 può essere acquistato con un deposito di 2999 Ksh. (29.75 dollari), più 420 pagamenti giornalieri di 50 Ksh (0.50 dollari). Questo pagamento è in totale, incluso il deposito, di 23999 Ksh. (238.03 dollari). Il prezzo di acquisto in contanti senza finanziamento è di 18999 Ksh. (188.44 dollari). [Stato al 27 gennaio 2019]

Il "M-KOPA 5 Solar Home System" comprende un pannello solare da 8W, una radio ricaricabile, un'unità di controllo M-KOPA 5 con una batteria al litio, quattro lampadine a LED da 1.2 W, un cavo di ricarica per telefono 5-in-1, un cavo di ricarica personalizzato e una torcia a LED ricaricabile.

 

[3-2] L'M-KOPA 600 richiede un deposito di 5999 UGX (scellini ugandesi, equivalenti a 59.50 dollari), più 590 pagamenti giornalieri di 100 Ksh (0.99 dollari). Il pagamento totale, incluso il deposito, è di 64999 Ksh. (644.68 dollari). Il prezzo di acquisto in contanti senza finanziamento è di 1999000 Ksh. ($ 546.61 dollari)." [Stato al 27 gennaio 2019]

Il pacchetto "M-KOPA 600 (TV da 24 pollici)" include un'unità di controllo M-KOPA 600, una TV digitale a schermo piatto da 24 pollici, un pannello solare da 30 W, un telecomando per la TV, un'antenna TV, due luci solari, una torcia solare ricaricabile a LED, una radio solare ricaricabile e due cavi di ricarica del telefono. "Satellite Dish & CAM Card forniti separatamente."

 

[3-3] M-KOPA 600 w/ Zuku CAM richiede un deposito di 6999 UGX. (69.42 dollari), più 590 pagamenti giornalieri di 135 Ksh (1.34 dollari). Il pagamento totale, incluso il deposito, è di 86649 Ksh. (859.42 dollari). Il prezzo di acquisto in contanti senza finanziamento è di 69999 Ksh. (694.27 dollari)." [Stato al 27 gennaio 2019]

02/10/19

50 anni di previsioni eco-apocalittiche smentite

Come diceva Gramsci “la storia insegna, ma non ha scolari”. Infatti, è da almeno mezzo secolo che scienziati e politici prevedono a comando catastrofi climatiche naturali a causa delle attività umane, ma queste si rivelano sempre gravemente esagerate, quando non totalmente infondate. Nonostante ciò, i media attuali continuano a propagandare previsioni catastrofiche per portare avanti iniziative come il Green New Deal americano, senza farsi scrupoli nell’utilizzare allo scopo bambini affetti da sindrome di Asperger. Non c’è motivo di credere che le ultime previsioni siano minimamente più credibili delle precedenti.

 

 

Di Myron Ebell e Steven J. Milloy, 18 settembre 2019

 

 

Ringraziamo Tony Heller, che per primo ha raccolto molte di queste immagini e le ha pubblicate su RealClimateScience.

 

SOMMARIO

 

I moderni predicatori di sventura prevedono un disastro climatico e ambientale fin dagli anni '60. E continuano a farlo anche oggi.

 

Nessuna delle apocalissi previste con tanto di data di scadenza si è finora rivelata vera.

 

Quella che segue è una collezione delle previsioni decisamente estreme provenienti da persone ben note in ambito scientifico e governativo.

 

Più che limitarsi a mettere in evidenza le previsioni fallite, questa collezione mostra che i creatori di previsioni apocalittiche sono spesso persone che ricoprono posizioni rispettate nel governo e nella scienza.

 

Anche se queste previsioni sono state e continuano a essere entusiasticamente riportate dai media, affamati di titoli ad effetto, tipicamente il loro fallimento non viene pubblicato.

 

(Nel seguito vengono presentati diversi esempi di previste apocalissi, mai verificatesi, con commenti e spesso anche articoli che smentiscono la previsione precedente, NdVdE).

 

1967: ‘Una grave carestia entro il 1975.’



Traduzione della parte in rosso: LOS ANGELES – È ormai troppo tardi perché il modo possa evitare un lungo periodo di carestia, secondo quanto affermato da un biologo dell’Università di Stanford lo scorso giovedì. Paul Ebrlich ha detto che la “stagione delle carestie” è alle porte e sarà al suo culmine e al massimo della distruzione entro il 1975. Ha dichiarato che la popolazione degli Stati Uniti è già eccessiva, che il controllo delle nascite potrebbe essere ottenuto rendendolo involontario e introducendo sostanze sterilizzanti negli alimenti di base e nell’acqua potabile, e che la Chiesa Cattolica Romana dovrebbe essere spinta a sostenere le misure di routine finalizzate al controllo della crescita della popolazione.

 

Fonte: Salt Lake Tribune, 17 novembre 1967

 

1969: ‘Spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro il 1989.’



 

Traduzione della parte in rosso: PALO ALTO, California – “Il problema con tutte le questioni ambientali” dice Paul R. Ehrlich, biologo delle popolazioni, “è che mentre aspettiamo di avere abbastanza prove per convincere la gente, moriremo”. […] Dobbiamo renderci conto che, a meno di essere estremamente fortunati, spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro 20 anni”.

 

Fonte: New York Times, 10 agosto 1969

 

1970: Un’era glaciale entro il 2000



 

Traduzione della parte in rosso: Gli scienziati prevedono una nuova era glaciale entro il ventunesimo secolo. L’inquinamento dell’aria può oscurare il sole e provocare una nuova era glaciale nei primi 30 anni del prossimo secolo […] la richiesta di acqua di raffreddamento prosciugherà l’intero flusso dei fiumi e dei torrenti degli Stati Uniti continentali.

 

Fonte: Boston Globe, 16 aprile 1970

 

1970: ‘L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.’



 

Traduzione della parte in rosso: [L’ambiente] ha davvero bisogno di essere salvato. Ehrlich prevede che “Gli oceani saranno morti come il Lago Erie in meno di dieci anni”. […] L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.

Fonte: Redlands Daily Facts, 6 ottobre 1970

 

1971: ‘Una nuova era glaciale è in arrivo’



 

Traduzione della parte in rosso: Il dottor S.I. Rasool dell’Amministrazione aeronautica e spaziale nazionale e dell’Università Columbia dice che “Nei prossimi 50 anni” le polveri fini che gli uomini emettono costantemente nell’atmosfera a causa della combustione dei combustibili fossili potrebbero oscurare una parte così importante della luce del sole che le temperature medie potrebbero calare di sei gradi. Se il trend continuasse per diversi anni “da 5 a 10” – secondo le sue stime – “tale abbassamento della temperatura potrebbe essere sufficiente a innescare un’era glaciale!”.

Fonte: Washington Post, 9 luglio 1971

 

1972: Una nuova era glaciale entro il 2070

 





Traduzione della parte in rosso (da una lettera di scienziati al Presidente USA): La conclusione principale è stata che un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza più grande di quanti sperimentati dalla civiltà umana, è una possibilità molto concreta e in realtà potrebbe avvenire molto presto.

 

Fonte: NOAA, Ottobre 2015

 

1974: ‘Una nuova era glaciale sta arrivando velocemente’



 

Traduzione del titolo: I satelliti spaziali mostrano che una nuova era glaciale si sta avvicinando velocemente

 

Fonte: The Guardian, 29 gennaio 1974

 

1974: ‘Un’altra era glaciale?’



 

Traduzione della parte in blu: […] I segni sono ovunque – dall’inaspettata persistenza e spessore dei ghiacci nelle acque intorno all’Islanda alla migrazione verso sud di creature che amano il caldo come gli armadilli nel Midwest.

 

Fonte: TIME, 24 giugno 1974

 

1974: Il consumo dell’Ozono è un ‘grave pericolo per la vita’



 

Traduzione del titolo: ‘Grave pericolo per la vita’; i gas consumano l’ozono della Terra

 

Ma nessun “grave pericolo per la vita” è stato osservato, mentre il cosiddetto “buco dell’ozono” rimane aperto:



 

(Il grafico mostra la superficie del cosiddetto “buco dell’ozono”, che dal 1974 è enormemente aumentato per poi stabilizzarsi verso gli anni 2000, senza alcuna conseguenza catastrofica, NdVdE). 

 

Fonte: Headline

 

Dati NASA | Grafico

 

1976: ‘Il raffreddamento’



 

Traduzione della parte in rosso: Il Raffreddamento. Così scrive Stephen Schneider, un giovane climatologo del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica di Boulder, Colorado, che riflette il consenso della comunità dei climatologi (ah, il famoso consenso de Lascienza… NdVdE)[…] Nel 1974 Schneider e Bryson hanno provato a spiegare a un gruppo di decisori politici della Casa Bianca perché le condizioni probabilmente peggioreranno. Uno dei più deprimenti aneddoti del libro è la descrizione di Schneider del totale disinteresse che hanno suscitato i suoi avvertimenti.

 

Fonte: New York Times Book Review, 18 luglio 1976

 

1980: ‘La pioggia acida uccide la vita dei laghi’



 

Noblesville Ledger (Noblesville, IN) 9 Aprile 1980

 

Ma 10 anni più tardi, il programma formato dal governo USA per studiare la pioggia acida concludeva che:

 



 

Traduzione del titolo: Conclusioni dello studio: le piogge acide non rappresentano una crisi ambientale.

Associated Press, 6 Settembre 1990

 

1978: ‘Non si vede la fine’ al trend trentennale di raffreddamento



 

Traduzione del titolo: Un team internazionale di specialisti dice che non si vede la fine del trend trentennale di raffreddamento dell’emisfero Nord.

 

Fonte: New York Times, 5 gennaio 1978

 

Ma secondo i dati dei satelliti NASA a partire dal 1979 si osserva un piccolo trend di riscaldamento.



 

Fonte: DrRoySpencer.com

 

1988: James Hansen prevede un aumento delle siccità regionali negli anni ‘90

 

 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Probabili nuove siccità, dicono gli esperti ai senatori. “Le nostre simulazioni per la fine degli anni 80 e gli anni 90 indicano una tendenza all’aumento delle situazioni di siccità da ondate di calore nel Sudest e nel Midwest degli Stati Uniti” ha testimoniato.

 

Ma l’ultimo anno veramente secco del Midwest è stato il 1988, e gli anni recenti sono stati tra i più umidi registrati.

 



 

Fonte: RealClimateScience.com

 

1988: Per Washington i giorni con temperatura superiore a 32 gradi passeranno da 35 a 85



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Preparatevi a estati lunghe e bollenti. Se avete apprezzato le temperature record della scorsa estate, amerete quelle degli anni ’90, dice James Hansen, lo scienziato della NASA che, durante le udienze congressuali riguardanti le siccità del Midwest, ha collegato l’effetto serra all’ondata di calore registrata. […] Washington, per esempio, passerebbe da 35 giorni all’anno sopra i 32 gradi a 85 giorni alk’anno. Il livello degli oceani si innalzerà ovunque tra i 30 e i 180 centimetri.

 

Ma il numero dei giorni bollenti nell’area di Washington ha raggiunto un picco nel 1911, ed è in calo da quel momento in poi.



 

Fonte: RealClimateScience.com

 

1988: Le Maldive saranno completamente sommerse entro 30 anni



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Una minaccia per le isole. Il livello dei mari minaccia di sommergere completamente questa nazione dell’Oceano Indiano di 1.196 piccole isole entro i prossimi 30 anni, secondo le autorità. […] Ma la fine delle Maldive e dei loro 200.000 abitanti potrebbe avvenire prima se la disponibilità di acqua potabile si dovesse prosciugare entro il 1992, come previsto.

 

Fonte: Agence France Press, 26 Settembre 1988

 

1989: L’innalzamento dei mari ‘sommergerà’ le nazioni entro il 2000



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: L’innalzamento dei mari potrebbe sommergere nazioni secondo funzionari USA. ONU – Un esperto funzionario ambientale delle Nazioni Unite dice che intere nazioni potrebbero essere spazzate via dalla faccia della Terra dall’innalzamento del livello dei mari se l’attuale trend di riscaldamento globale non verrà invertito entro l’anno 2000.

 

Fonte: Associated Press, 30 giugno 1989

 

1989: L’autostrada Ovest di New York sarà sommersa dall’acqua entro il 2019



 

Traduzione della parte in rosso: […] Jim Hansen, lo scienziato che nel 1988 aveva anticipato l’effetto serra davanti al Congresso. Mi sono messo di fronte alla finestra di fianco a lui e ho guardato Broadway, a New York, e ho detto “Se quello che mi dici è vero riguardo all’effetto serra, cosa cambierà qui tra 20 anni?” […] “L’autostrada Ovest di New York (che passa a fianco del fiume Hudson) sarà sott’acqua”. […] avremo cartelli nei ristoranti che dicono “Acqua solo su richiesta”. Quando ha detto che succederà? Entro 20 o 30 anni. E ricorda che ne abbiamo parlato nel 1988 o 1989. Crede ancora in queste cose? Sì, crede ancora a tutto questo. Gli ho parlato pochi mesi fa e mi ha detto che non cambierebbe nulla di quello che mi disse allora.

 

Fonte: Salon.com, 23 ottobre 2001

 

Dal 1995 ad oggi: Fallimenti dei modelli climatici



 

Spiegazione: il grafico mostra le variazioni delle temperature globali: quelle realmente osservate (pallini blu e quadrati verdi, in basso) e quelle previste dai vari modelli climatici (le linee variamente colorate nella parte alta del grafico). A fronte di un aumento reale inferiore a 0,3°C nell’arco di 40 anni, i modelli prevedevano aumenti medi tripli, con alcuni modelli che prevedevano aumenti più che quintupli.

 

Fonte: CEI.org

 

2000: ‘I bambini non sapranno cos’è la neve.’





 

 

Traduzione del titolo e della parte in blu: Le nevicate sono ormai solo un ricordo del passato. […] la neve sta iniziando a scomparire dalle nostre vite. […] I bambini semplicemente non sapranno che cosa sia la neve.

 

Fonte: The Independent, 20 marzo 2000

 

2002: Carestia entro 10 anni

 



 

Traduzione di titolo e sottotitolo: Perché i vegani hanno sempre avuto ragione. La carestia può essere evitata soltanto se i ricchi smettono di mangiare carne, pesce e latticini.

 

Fonte: The Guardian, 23 dicembre 2002

 

2004: L’inghilterra avrà il clima della Siberia entro il 2020

 



 

Traduzione della parte in rosso: Ora il Pentagono dice a Bush: i cambiamenti climatici ci distruggeranno. […] L’inghilterra sarà “siberiana” in meno di 20 anni. […] L’inghilterra sprofonderà in un clima “siberiano” entro il 2020. Conflitti nucleari, mega-siccità, carestie e rivolte diffuse emergeranno in tutto il mondo.

Fonte: The Guardian, 21 febbraio 2004

 

2008: L’Artico sarà privo di ghiaccio entro il 2018



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Scienziato della NASA: siamo spacciati. […] Hensen, facendo eco al lavoro di altri scienziati, dice che nel giro di 5-10 anni l’Artico sarà senza ghiaccio in estate. Lo scettico climatico, Senatore James Inhofe, facendo riferimento a un recente sondaggio, ha dichiarato “Hensen, (l’ex vicepresidente) Ore e i media hanno sbandierato l’apocalisse climatica causata dall’uomo fin dagli anni ’80. Ma gli americani non gli credono più”. Ma il senatore repubblicano Ed Markey, ha detto “Il dottor Hensen aveva ragione. Dopo venti anni, lo riconosciamo come un profeta climatico”.

 

Fonte: Associated Press, 24 giugno 2008

 

2008: Al Gore avverte: l’artico non avrà più ghiaccio entro il 2013



 

Traduzione del titolo: Dieci anni fa, Al Gore predisse che la calotta polare artica sarebbe scomparsa. Inopportunamente, la calotta è ancora lì.

 

Ma… il ghiaccio è ancora lì:



 

Fonte: WattsUpWithThat.com, 16 dicembre 2018

 

2009: Il principe Carlo dice che abbiamo solo otto anni per salvare il pianeta



 

Traduzione del titolo: Rimangono solo 96 mesi per salvare il mondo, dice il principe Carlo

 

Fonte: The Independent, 9 luglio 2009

 

2009: Il primo ministro britannico dice che abbiamo solo 50 giorni per “salvare il pianeta dalla catastrofe”



 

Traduzione del titolo: Gordon Brown: abbiamo meno di 50 giorni per salvare il pianeta dalla catastrofe

 

Fonte: The Independent: 20 ottobre 2009

 

2009: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2014

 

 

Traduzione del titolo: Gore: la calotta polare può scomparire entro l’estate del 2014

 

Fonte: USA Today, 14 dicembre 2009

 

2013: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2015



 

Traduzione del titolo: Scienziato: l’artico senza ghiaccio che avremo in due anni preannuncia una catastrofe per il rilascio del metano

 

Fonte: The Guardian, 24 luglio 2013

 

Ma nel gennaio 2018 ecco un articolo scientifico: https://www.nature.com/articles/s41467-017-02550-9 (accesso libero)

 

Traduciamo una parte del sommario: “Il rilascio di metano […] (era stato) precedentemente attribuito alla dissociazione degli idrati causata dal riscaldamento di origine umana […]  Quindi, concludiamo che la dissociazione degli idrati è stata innescata da un rimbalzo isostatico post-glaciale e non dal riscaldamento di origine umana. Inoltre, mostriamo che i flussi di metano […] erano molto più piccoli […] il che implica che gli idrati non erano una fonte significativa di metano.

 

2013: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2016



 

Traduzione del titolo: La marina USA prevede che l’artico in estate sarà privo di ghiacci entro il 2016

 

Fonte: The Guardian, 9 dicembre 2013

 

2014: Abbiamo solo 500 giorni prima del “caos climatico”

 

 

Traduzione del titolo: Il ministro degli esteri francese: “Abbiamo 500 giorni per evitare il caos climatico”

 

Ma…



 

Traduzione del titolo: 500 giorni dopo che il ministro degli esteri francese aveva previsto il “caos climatico”, il pianeta è ancora sano.

 

Fonte: Washington Examiner

23/08/19

Il nuovo ambientalismo: meno cambiamenti climatici, più controllo delle masse

 Un articolo del Daily Signal analizza il nuovo ambientalismo - proveniente dagli USA - alla luce delle dichiarazioni e degli strumenti di coloro che lo propongono. L’analisi costi-benefici è impietosa: a fronte di effetti ambientali insignificanti, le “ricette” proposte avrebbero costi economici stratosferici. Il nuovo ambientalismo non serve a tutelare l’ambiente, serve a dare una giustificazione alle élite per imporre ricette economiche che altrimenti nessuno accetterebbe.

 

 

Di Nicolas Loris e Kevin Dayaratna, 20 agosto 2019

 

 

Se qualcuno vi chiedesse di descrivere il Green New Deal (Nuovo Patto Verde, NdVdE), che cosa direste?

 

Secondo il senatore Bernie Sanders, è una "idea coraggiosa” che “creerebbe milioni di posti di lavoro ben pagati” e aiuterebbe a “ricostruire le comunità dell’America rurale che sono state distrutte”.

 

Ah, ma voi pensavate che il Green New Deal servisse a combattere i cambiamenti climatici? Be’, ripensateci.

 

In realtà si tratta di un cavallo di Troia dipinto di verde, progettato per aumentare il controllo del governo sull’economia.

 

Chiedete pure a Saikat Chakrabarti, capo dello staff di Alexandra Ocasio-Cortez, che ne è l’autrice: “La cosa interessante riguardo al Green New Deal è che in origine non riguardava affatto il clima” ha detto Chakrabarti. “In realtà noi lo intendiamo come un modo per cambiare l’intera economia”.

 

Ma in che misura il Green New Deal cambierebbe l’economia? In parole povere, la metterebbe in ginocchio.

 

Lo sappiamo, perché quando abbiamo tentato di usare il Modello Energetico Nazionale dell’Energy Information Administration per valutare in che modo il piano avrebbe influenzato l’economia, il modello è andato in crash.

 

Il Green New Deal è generoso in quanto a visione, ma avaro di dettagli. Per esempio, richiede di ridurre le emissioni di gas serra del 60% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, mentre l’obiettivo finale è di raggiungere emissioni nette nulle entro il 2050. Ma non dice come fare.

 

Una cosa è chiara: per raggiungere questi obiettivi, Washington dovrebbe imporre a tutti gli americani di ridurre il loro consumo energetico e/o rivolgersi a fonti di energia “verde” – e in fretta. E l’unica maniera di farlo è imporre tasse e regole coercitive.

 

Per valutare gli effetti economici di uno schema del genere, abbiamo iniziato guardando alla carbon tax – la raccomandazione più popolare tra coloro che chiedono al governo di rinunciare ai combustibili fossili.

 

Utilizzando il modello della Energy Information Administration, abbiamo fatto qualche prova per vedere quanto dovrebbe essere alta questa tassa per raggiungere gli obiettivi del Green New Deal. Abbiamo fatto impennare la tassa fino a 300 dollari per tonnellata, cosa che ha fatto diminuire le emissione del 58% rispetto ai livelli del 2010 – ma solo nel 2050.

 

Questo risultato è ancora molto distante dagli obiettivi del Deal, ma quando abbiamo tentato di spingere la tassa a valori ancora più alti, il modello è andato in crash. Chiaramente, gli obiettivi di emissioni del Green New Deal non sono realistici. Ma il pericolo che pongono all’economia è fin troppo reale.

 

Prima che il modello andasse in crash, abbiamo scoperto che una carbon tax di 300 dollari a tonnellata e le leggi relative costerebbero ad ogni famiglia di quattro persone quasi 8.000 dollari all’anno tra mancati redditi e maggiori costi energetici, maggiori prezzi al consumo e salari minori. Il costo totale a 20 anni è di 165.000 dollari.

 

Durante gli stessi 20 anni, la tassa farebbe sparire in media 1,1 milioni di posti di lavoro all’anno e farebbe diminuire il PIL di un totale di più di 15.000 miliardi.

 

Sembra un prezzo molto caro per raggiungere a mala pena la metà dell’obiettivo di emissioni-zero. Ne vale la pena? Dopo tutto, coloro che propongono l’eliminazione dei combustibili convenzionali sostengono che il costo del cambiamento climatico è molto superiore al costo delle politiche riguardanti il clima.

 

Tuttavia, in termini di “assicurazioni climatiche”, l’eliminazione delle emissioni di gas serra non porta molto lontano.

 

Per vedere se questo è vero, ci siamo rivolti a un altro strumento: il Modello per la Valutazione dei Cambiamenti Climatici Indotti dai Gas Serra. Sviluppato presso il Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica, questo modello valuta quanto gli aumenti e le diminuzioni negli andamenti dei gas serra influenzeranno le temperature globali e i livelli dei mari.

 

Se facciamo funzionare questo modello, troviamo che rifondare completamente l’economia americana – come prevede il Green New Deal – ridurrebbe il riscaldamento globale di circa 0,2 gradi Celsius nell’anno 2100. La riduzione nell’innalzamento dei mari sarebbe minore di due centimetri.

 

In altre parole, il Green New Deal offre minimi vantaggi climatici a fronte di costi incredibilmente alti.

 

Chakrabarti ha ragione. Il Green New Deal non riguarda i cambiamenti climatici proprio per niente. E certamente cambierebbe l’economia – in peggio.