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22/12/19

Sorpresa! La BioPic di Greta Thunberg rivela che le telecamere l’hanno ripresa fin dal primo giorno della sua ascesa “virale”

Non stupisce affatto scoprire che il personaggio di Greta Thunberg, simbolo dell’ambientalismo contemporaneo, è stato meticolosamente costruito fin dal primo giorno. Mentre si consuma il rito squallido di una sedicenne che impartisce lezioni nei contesti più variegati – dagli asili ai prestigiosi summit scientifici - i potenti della terra vengono spinti a dichiarare improbabili “emergenze climatiche” a fronte delle quali prendono provvedimenti ridicoli, che spesso si traducono nel versare un inutile, quindi dannoso obolo alle autorità climatiche internazionali.

 

 

Di Helen Buyniski, 17 dicembre 2019

 

 

L’adolescente attivista ambientalista Greta Thunberg sarà oggetto di un prossimo documentario – realizzato da una troupe che l’ha seguita fin dai primi giorni del suo sciopero scolastico. Credete ancora che la sua ascesa alla fama sia stata un caso?

 

La Thunberg, eletta di recente "Personaggio dell'anno" dalla rivista Time, può aggiungere al suo florido curriculum il fatto di essere stata oggetto di un documentario. Il film, provvisoriamente intitolato “Greta”, è stato annunciato da “Deadline” lunedì, per una prima uscita nel 2020. Il direttore Nathan Grossman ha seguito la giovane climatica prodigio ai confini della terra, dal suo sciopero scolastico sul marciapiede di fronte al parlamento svedese, fino all’alto mare a bordo di un yacht da 4 milioni di dollari, il Malizia II. Sulla piattaforma IMDB, l’unico altro lavoro di Grossman ad oggi è un film svedese intitolato “Köttets lustar” (o “La concupiscenza della carne”) che, anche se sembra il titolo di un film porno, è la storia di un uomo che “guarda indietro alla sua vita di carnivoro”.

 

Ci si potrebbe chiedere perché, se l’irresistibile ascesa della Thunberg - dalla protesta solitaria su un marciapiede fino a strapazzare i potenti della terra per averle rubato il futuro - era spontanea come viene presentata, una troupe per il documentario fosse presente per filmarla mentre sedeva da sola sul marciapiede. Non è che i suoi genitori abbiano cercato di renderla una celebrità fin da quando aveva 12 anni, salvo vedere la loro proposta di spettacolo televisivo strumentale respinta dall’emittente svedese SVT? Oh, scusate, in effetti tutto questo è successo davvero.

 

I genitori della Thunberg, la cantante d’opera Malena Ernman e l’attore Svante Thunberg, sono anche loro entrambi famosi, e non si fa fatica a capire come le loro conoscenze abbiano facilitato il processo attraverso il quale la Thunberg è diventata il simbolo ubiquo del cambiamento climatico. La sua ascesa è stata meticolosamente programmata, i suoi scioperi scolastici sono stati resi famosi fin dal primo giorno da Ingmar Rentzhog, del social network sul cambiamento climatico “Non abbiamo tempo”. Rentzhog, già amico dei genitori della Thunberg, è già stato ccusato di usare l’immagine della ragazza per raccogliere milioni di dollari a vantaggio della sua attività – rendendola nel frattempo un nome noto a tutti.

 

Un anno dopo, la sua gigantesca immagine abbellisce un enorme muro di San Francisco, le caffetterie di Tel Aviv (dove il suo sguardo inquisitore dovrebbe far vergognare i clienti di utilizzare posate di plastica) e la piazza di Trafalgar Square a Londra, dove una scultura di ghiaccio con le sue sembianze è stata eretta in ottobre come anteprima di quella che un trio di “creativi” spera possa diventare una statua permanente dell'eroina della crociata climatica.

 



Preparazione del gigantesco murales di Greta a San Francisco

 

Una sua statua colossale a cavallo della Manica non si farà attendere.

 

Tuttavia, ci sono già segnali che nel mondo della Thunberg non va tutto bene. Benché centinaia di migliaia di persone abbiano preso parte allo sciopero scolastico a Madrid per segnalare la sua apparizione a una conferenza sul clima, e l’UE abbia dichiarato il mese scorso lo stato di emergenza climatica, le soluzioni al problema sono molto indietro rispetto alla sua portata.

 

La stessa Thunberg si è lamentata che un anno di scioperi scolastici non ha essenzialmente ottenuto nulla, dal punto di vista delle emissioni – il pianeta non è più lontano dalla catastrofe certa di quanto lo fosse prima che lei iniziasse la sua campagna incredibilmente efficace per mettere in imbarazzo i leader del mondo in modo che si occupassero del problema. In realtà, mentre sempre più paesi vengono spinti a dichiarare l’”emergenza climatica” e la volontà di “fare qualcosa (non si sa bene cosa)” per ridurre a zero le emissioni già da ieri, senza soluzioni concrete presentate, è molto improbabile che saranno capaci di produrre i tagli desiderati.

 

Si rifugiano invece nel pensiero magico – compensazioni di carbonio, limiti al carbonio, scambi di carbonio, tasse sul carbonio, e altri schemi e truffe che equivalgono essenzialmente a corrompere il clima in modo che questo non combini disastri – o più precisamente, corrompere le autorità climatiche perché si girino dall’altra parte mentre l’inquinamento continua. Farsi prendere dal panico non porta mai a decisioni sagge (non Urge! - NdVdE), ma le autorità globali stanno prendendosi a cuore i suggerimenti di Greta Thunberg al punto da agire come se fossero in una casa in fiamme. Se non stanno attenti, saranno loro a darle fuoco.

 

14/10/19

Quando gli ambientalisti ignorano la storia

I cambiamenti climatici vengono oggi usati come strumento per imporre il controllo delle masse, non come un problema da risolvere. Si cerca di portare il dialogo pubblico sul terreno scivoloso della morale (“siamo colpevoli!”), della paura (“il paese X non esisterà più!”) e dell’urgenza (“abbiamo solo Y mesi!”), allontanandolo dallo scomodo confronto con i dati e annullando la possibilità di aprire un dialogo tra diverse opinioni. Nonostante questo argomento venga ciclicamente riproposto dalle élite per imporre agende “al riparo dal processo elettorale”, si trova sempre qualcuno disposto a sostenere che le iniziative ambientaliste del momento siano una svolta epocale e inedita nella storia dell’uomo. La strategia di creare false emergenze per imporre cambiamenti “giusti” (almeno per i padroni del vapore), rivela il pericoloso paternalismo che si nasconde dietro il movimento verde.

 

 

Di Martin Armstrong, 30 settembre 2019

 

 

Il clima è SEMPRE cambiato da un decennio all’altro. Ci sono state grandi oscillazioni durante gli anni ’30. Abbiamo avuto il dust bowl (serie di tempeste di sabbia, NdVdE) durante l’estate e nel 1936 un freddo record. Nel 1936 l’ondata di freddo del Nord America, che colpì anche il Giappone e la Cina, è ancora oggi una delle più intense mai registrate nella storia. Non possiamo dare la colpa di quanto avvenne alle mamme che portavano in macchina i ragazzini a giocare a calcio, bruciando combustibili fossili. Le automobili erano ancora un lusso negli anni ’30.

 

Semplicemente, non esiste alcuna prova di cambiamenti climatici causati dall’uomo. Nessuno è disposto a denunciare questa assurdità semplicemente mostrando le marcate oscillazioni di temperatura registrate nei secoli.

 

Ecco un articolo apparso su Weekend Australian a proposito dei temi nascosti dietro il sipario:

 



 

 

SI tratta di un segreto ben celato, ma il 95% dei modelli climatici che, come ci viene detto, provano il legame tra le emissioni umane di CO2 e il catastrofico riscaldamento globale si sono rivelati, dopo circa due decenni di stasi nelle temperature, sbagliati. Non dovrebbe sorprendere.

 

Ci siamo dovuti sorbire le stramberie dei catastrofisti climatici per circa 50 anni. Nel gennaio 1970, la rivista Life, basandosi su “solide prove scientifiche”, sosteneva che entro il 1985 l’inquinamento atmosferico avrebbe ridotto la luce del sole che raggiunge la terra della metà. Di fatto, in quel periodo, la luce del sole è diminuita tra il 3 e il 5%. In un discorso del 1971, Paul Ehrlich dichiarava: “Se fossi un giocatore d’azzardo, scommetterei che l’Inghilterra non esisterà più nel 2000”.

 

Spostiamoci velocemente al mese di marzo 2000 e a David Viner, scienziato ricercatore esperto presso l’Unità di Ricerca Climatica dell’Università East Anglia, che dichiarò a The Independent: “Le nevicate sono ormai una cosa che appartiene al passato”. Nel dicembre 2010 il Mail online riferiva del “dicembre più freddo mai registrato, con temperature scese a meno 10 °C portando il caos in tutta la Gran Bretagna”.

 

Anche noi (australiani, NdVdE) abbiamo avuto le nostre previsioni sbagliate. Forse la più assurda è stata la dichiarazione dell’allarmista climatico Tim Flannery del 2005: “Se i tabulati del computer sono corretti, le attuali condizioni di siccità diventeranno permanenti nell’Australia dell’Est”: Le precipitazioni successive e le gravi inondazioni hanno mostrato che i tabulati, o le sue analisi, erano sbagliati. Ci siamo bevuti una previsione sbagliata dopo l’altra. Inoltre, il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici è stato ripetutamente colto in flagrante per false rappresentazioni della realtà e metodi scadenti.

 

Gli uffici metereologici sembrano aver dato una “aggiustatina” ai dati per adattarsi alla narrazione prevalente. L’affermazione della NASA che il 2014 è stato l’anno più caldo mai registrato è stata rivista, dopo che era stata messa in discussione, a una probabilità di appena il 38%. Gli eventi meteorologici estremi, che una volta erano imputati al riscaldamento globale, non lo sono più, dal momento che la loro frequenza e intensità sono in diminuzione.

 

E allora perché, vista la mancanza di prove, le Nazioni Unite insistono perché il mondo spenda centinaia di miliardi di dollari all’anno in futili politiche che hanno come obiettivo i cambiamenti climatici? Forse Christiana Figueres, segretario esecutivo della struttura dell’ONU del cambiamento climatico, ha la risposta?

 

Lo scorso febbraio, la Figueres ha detto a Bruxelles: ”È la prima volta nella storia dell’umanità che ci stiamo ponendo il compito di cambiare intenzionalmente, entro un determinato periodo di tempo, il modello di sviluppo economico che regna da almeno 150 anni dalla rivoluzione industriale”.

 

In altre parole, la vera agenda si concentra sull’autorità politica. Il riscaldamento globale è [solo] l’amo.

 

Abbiamo anche avuto modo di ascoltare la Figueres affermare che la democrazia è un sistema di governo scadente per combattere il cambiamento climatico. La Cina comunista, ha detto, è il modello migliore. Non stiamo parlando di fatti o di logica. Parliamo di un nuovo ordine mondiale sotto il controllo dell’ONU. Quest’ordine si oppone al capitalismo e alla libertà e ha fatto del catastrofismo ambientale un argomento familiare per raggiungere il suo obiettivo.

 

La Figueres dice che, al contrario della Rivoluzione Industriale, “quella che sta avvenendo è una trasformazione centralizzata”. Dal suo punto di vista, la divisione nelle opinioni sul riscaldamento globale negli Usa è “molto deleteria”. Naturalmente. Nel suo mondo autoritario, non è ammesso spazio per la discussione o il disaccordo.

 

Capiamoci, il cambiamento climatico è il campo di una battaglia che i totalitaristi e i loro accoliti non possono perdere. Come dice Timothy Wirth, presidente della Fondazione ONU: “Anche se la teoria (del cambiamento climatico) è sbagliata, faremo la cosa giusta in termini di politica economica e ambientale”.

 

Dopo aver guadagnato così tanto terreno, gli eco-catastrofisti non ne cederanno un centimetro. Dopo tutto, hanno messo le mani sull’ONU e hanno a disposizione tanti soldi. Hanno un alleato enormemente potente alla Casa Bianca. Hanno arruolato con successo accademici conformisti e media mainstream obbedienti e ingenui (la ABC e Fairfax in Australia) per far loro portare avanti la narrazione a discapito delle prove.

 

Continueranno a dipingere il movimento sul cambiamento climatico come nato dal consenso spontaneo e indipendente di scienziati, politici e cittadini preoccupati, che credono che l’attività umana sia “in maniera estremamente probabile” la causa dominante del riscaldamento globale (“in maniera estremamente probabile” è un termine scientifico?).

 

E continueranno a mobilitare l’opinione pubblica, utilizzando la paura e gli appelli alla moralità. Il sostegno dell’ONU verrà assicurato attraverso la promessa di redistribuzione di ricchezza dall’Occidente, anche se le sue prescrizioni di politica anti-crescita prolungheranno inutilmente la povertà, la fame, le malattie e l’analfabetismo nei paesi più poveri del mondo.

 

La Figueres ha dichiarato a un recente summit sul clima a Melbourne che lei “contava veramente sulla leadership dell’Australia” perché si assicurasse che gran parte del carbone rimanesse nel suolo.

 

Speriamo che, come il Primo Ministro indiano Narendra Modi, Tony Abbot non la ascolti. L’India conosce l’importanza dell’energia a basso costo e si prevede che superi la Cina come il leader mondiale di importazione di carbone. Persino la Germania si accinge a mettere in marcia il maggior numero di centrali elettriche a carbone degli ultimi 20 anni.

 

Esiste la possibilità concreta che Figueres e coloro che condividono la sua ambizione di un potere centralizzato riusciranno nel loro intento. Mentre si avvicina la conferenza ONU di dicembre sul cambiamento climatico, verrà messa pressione sull’Australia perché firmi ulteriori trattati sul cambiamento climatico, che distruggeranno posti di lavoro.

 

Resistere sarà politicamente difficile. Ma resistere dovremmo. Stiamo già pagando un inutile prezzo sociale ed economico per gesti vuoti. Quando è troppo, è troppo.

 

02/10/19

50 anni di previsioni eco-apocalittiche smentite

Come diceva Gramsci “la storia insegna, ma non ha scolari”. Infatti, è da almeno mezzo secolo che scienziati e politici prevedono a comando catastrofi climatiche naturali a causa delle attività umane, ma queste si rivelano sempre gravemente esagerate, quando non totalmente infondate. Nonostante ciò, i media attuali continuano a propagandare previsioni catastrofiche per portare avanti iniziative come il Green New Deal americano, senza farsi scrupoli nell’utilizzare allo scopo bambini affetti da sindrome di Asperger. Non c’è motivo di credere che le ultime previsioni siano minimamente più credibili delle precedenti.

 

 

Di Myron Ebell e Steven J. Milloy, 18 settembre 2019

 

 

Ringraziamo Tony Heller, che per primo ha raccolto molte di queste immagini e le ha pubblicate su RealClimateScience.

 

SOMMARIO

 

I moderni predicatori di sventura prevedono un disastro climatico e ambientale fin dagli anni '60. E continuano a farlo anche oggi.

 

Nessuna delle apocalissi previste con tanto di data di scadenza si è finora rivelata vera.

 

Quella che segue è una collezione delle previsioni decisamente estreme provenienti da persone ben note in ambito scientifico e governativo.

 

Più che limitarsi a mettere in evidenza le previsioni fallite, questa collezione mostra che i creatori di previsioni apocalittiche sono spesso persone che ricoprono posizioni rispettate nel governo e nella scienza.

 

Anche se queste previsioni sono state e continuano a essere entusiasticamente riportate dai media, affamati di titoli ad effetto, tipicamente il loro fallimento non viene pubblicato.

 

(Nel seguito vengono presentati diversi esempi di previste apocalissi, mai verificatesi, con commenti e spesso anche articoli che smentiscono la previsione precedente, NdVdE).

 

1967: ‘Una grave carestia entro il 1975.’



Traduzione della parte in rosso: LOS ANGELES – È ormai troppo tardi perché il modo possa evitare un lungo periodo di carestia, secondo quanto affermato da un biologo dell’Università di Stanford lo scorso giovedì. Paul Ebrlich ha detto che la “stagione delle carestie” è alle porte e sarà al suo culmine e al massimo della distruzione entro il 1975. Ha dichiarato che la popolazione degli Stati Uniti è già eccessiva, che il controllo delle nascite potrebbe essere ottenuto rendendolo involontario e introducendo sostanze sterilizzanti negli alimenti di base e nell’acqua potabile, e che la Chiesa Cattolica Romana dovrebbe essere spinta a sostenere le misure di routine finalizzate al controllo della crescita della popolazione.

 

Fonte: Salt Lake Tribune, 17 novembre 1967

 

1969: ‘Spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro il 1989.’



 

Traduzione della parte in rosso: PALO ALTO, California – “Il problema con tutte le questioni ambientali” dice Paul R. Ehrlich, biologo delle popolazioni, “è che mentre aspettiamo di avere abbastanza prove per convincere la gente, moriremo”. […] Dobbiamo renderci conto che, a meno di essere estremamente fortunati, spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro 20 anni”.

 

Fonte: New York Times, 10 agosto 1969

 

1970: Un’era glaciale entro il 2000



 

Traduzione della parte in rosso: Gli scienziati prevedono una nuova era glaciale entro il ventunesimo secolo. L’inquinamento dell’aria può oscurare il sole e provocare una nuova era glaciale nei primi 30 anni del prossimo secolo […] la richiesta di acqua di raffreddamento prosciugherà l’intero flusso dei fiumi e dei torrenti degli Stati Uniti continentali.

 

Fonte: Boston Globe, 16 aprile 1970

 

1970: ‘L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.’



 

Traduzione della parte in rosso: [L’ambiente] ha davvero bisogno di essere salvato. Ehrlich prevede che “Gli oceani saranno morti come il Lago Erie in meno di dieci anni”. […] L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.

Fonte: Redlands Daily Facts, 6 ottobre 1970

 

1971: ‘Una nuova era glaciale è in arrivo’



 

Traduzione della parte in rosso: Il dottor S.I. Rasool dell’Amministrazione aeronautica e spaziale nazionale e dell’Università Columbia dice che “Nei prossimi 50 anni” le polveri fini che gli uomini emettono costantemente nell’atmosfera a causa della combustione dei combustibili fossili potrebbero oscurare una parte così importante della luce del sole che le temperature medie potrebbero calare di sei gradi. Se il trend continuasse per diversi anni “da 5 a 10” – secondo le sue stime – “tale abbassamento della temperatura potrebbe essere sufficiente a innescare un’era glaciale!”.

Fonte: Washington Post, 9 luglio 1971

 

1972: Una nuova era glaciale entro il 2070

 





Traduzione della parte in rosso (da una lettera di scienziati al Presidente USA): La conclusione principale è stata che un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza più grande di quanti sperimentati dalla civiltà umana, è una possibilità molto concreta e in realtà potrebbe avvenire molto presto.

 

Fonte: NOAA, Ottobre 2015

 

1974: ‘Una nuova era glaciale sta arrivando velocemente’



 

Traduzione del titolo: I satelliti spaziali mostrano che una nuova era glaciale si sta avvicinando velocemente

 

Fonte: The Guardian, 29 gennaio 1974

 

1974: ‘Un’altra era glaciale?’



 

Traduzione della parte in blu: […] I segni sono ovunque – dall’inaspettata persistenza e spessore dei ghiacci nelle acque intorno all’Islanda alla migrazione verso sud di creature che amano il caldo come gli armadilli nel Midwest.

 

Fonte: TIME, 24 giugno 1974

 

1974: Il consumo dell’Ozono è un ‘grave pericolo per la vita’



 

Traduzione del titolo: ‘Grave pericolo per la vita’; i gas consumano l’ozono della Terra

 

Ma nessun “grave pericolo per la vita” è stato osservato, mentre il cosiddetto “buco dell’ozono” rimane aperto:



 

(Il grafico mostra la superficie del cosiddetto “buco dell’ozono”, che dal 1974 è enormemente aumentato per poi stabilizzarsi verso gli anni 2000, senza alcuna conseguenza catastrofica, NdVdE). 

 

Fonte: Headline

 

Dati NASA | Grafico

 

1976: ‘Il raffreddamento’



 

Traduzione della parte in rosso: Il Raffreddamento. Così scrive Stephen Schneider, un giovane climatologo del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica di Boulder, Colorado, che riflette il consenso della comunità dei climatologi (ah, il famoso consenso de Lascienza… NdVdE)[…] Nel 1974 Schneider e Bryson hanno provato a spiegare a un gruppo di decisori politici della Casa Bianca perché le condizioni probabilmente peggioreranno. Uno dei più deprimenti aneddoti del libro è la descrizione di Schneider del totale disinteresse che hanno suscitato i suoi avvertimenti.

 

Fonte: New York Times Book Review, 18 luglio 1976

 

1980: ‘La pioggia acida uccide la vita dei laghi’



 

Noblesville Ledger (Noblesville, IN) 9 Aprile 1980

 

Ma 10 anni più tardi, il programma formato dal governo USA per studiare la pioggia acida concludeva che:

 



 

Traduzione del titolo: Conclusioni dello studio: le piogge acide non rappresentano una crisi ambientale.

Associated Press, 6 Settembre 1990

 

1978: ‘Non si vede la fine’ al trend trentennale di raffreddamento



 

Traduzione del titolo: Un team internazionale di specialisti dice che non si vede la fine del trend trentennale di raffreddamento dell’emisfero Nord.

 

Fonte: New York Times, 5 gennaio 1978

 

Ma secondo i dati dei satelliti NASA a partire dal 1979 si osserva un piccolo trend di riscaldamento.



 

Fonte: DrRoySpencer.com

 

1988: James Hansen prevede un aumento delle siccità regionali negli anni ‘90

 

 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Probabili nuove siccità, dicono gli esperti ai senatori. “Le nostre simulazioni per la fine degli anni 80 e gli anni 90 indicano una tendenza all’aumento delle situazioni di siccità da ondate di calore nel Sudest e nel Midwest degli Stati Uniti” ha testimoniato.

 

Ma l’ultimo anno veramente secco del Midwest è stato il 1988, e gli anni recenti sono stati tra i più umidi registrati.

 



 

Fonte: RealClimateScience.com

 

1988: Per Washington i giorni con temperatura superiore a 32 gradi passeranno da 35 a 85



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Preparatevi a estati lunghe e bollenti. Se avete apprezzato le temperature record della scorsa estate, amerete quelle degli anni ’90, dice James Hansen, lo scienziato della NASA che, durante le udienze congressuali riguardanti le siccità del Midwest, ha collegato l’effetto serra all’ondata di calore registrata. […] Washington, per esempio, passerebbe da 35 giorni all’anno sopra i 32 gradi a 85 giorni alk’anno. Il livello degli oceani si innalzerà ovunque tra i 30 e i 180 centimetri.

 

Ma il numero dei giorni bollenti nell’area di Washington ha raggiunto un picco nel 1911, ed è in calo da quel momento in poi.



 

Fonte: RealClimateScience.com

 

1988: Le Maldive saranno completamente sommerse entro 30 anni



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Una minaccia per le isole. Il livello dei mari minaccia di sommergere completamente questa nazione dell’Oceano Indiano di 1.196 piccole isole entro i prossimi 30 anni, secondo le autorità. […] Ma la fine delle Maldive e dei loro 200.000 abitanti potrebbe avvenire prima se la disponibilità di acqua potabile si dovesse prosciugare entro il 1992, come previsto.

 

Fonte: Agence France Press, 26 Settembre 1988

 

1989: L’innalzamento dei mari ‘sommergerà’ le nazioni entro il 2000



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: L’innalzamento dei mari potrebbe sommergere nazioni secondo funzionari USA. ONU – Un esperto funzionario ambientale delle Nazioni Unite dice che intere nazioni potrebbero essere spazzate via dalla faccia della Terra dall’innalzamento del livello dei mari se l’attuale trend di riscaldamento globale non verrà invertito entro l’anno 2000.

 

Fonte: Associated Press, 30 giugno 1989

 

1989: L’autostrada Ovest di New York sarà sommersa dall’acqua entro il 2019



 

Traduzione della parte in rosso: […] Jim Hansen, lo scienziato che nel 1988 aveva anticipato l’effetto serra davanti al Congresso. Mi sono messo di fronte alla finestra di fianco a lui e ho guardato Broadway, a New York, e ho detto “Se quello che mi dici è vero riguardo all’effetto serra, cosa cambierà qui tra 20 anni?” […] “L’autostrada Ovest di New York (che passa a fianco del fiume Hudson) sarà sott’acqua”. […] avremo cartelli nei ristoranti che dicono “Acqua solo su richiesta”. Quando ha detto che succederà? Entro 20 o 30 anni. E ricorda che ne abbiamo parlato nel 1988 o 1989. Crede ancora in queste cose? Sì, crede ancora a tutto questo. Gli ho parlato pochi mesi fa e mi ha detto che non cambierebbe nulla di quello che mi disse allora.

 

Fonte: Salon.com, 23 ottobre 2001

 

Dal 1995 ad oggi: Fallimenti dei modelli climatici



 

Spiegazione: il grafico mostra le variazioni delle temperature globali: quelle realmente osservate (pallini blu e quadrati verdi, in basso) e quelle previste dai vari modelli climatici (le linee variamente colorate nella parte alta del grafico). A fronte di un aumento reale inferiore a 0,3°C nell’arco di 40 anni, i modelli prevedevano aumenti medi tripli, con alcuni modelli che prevedevano aumenti più che quintupli.

 

Fonte: CEI.org

 

2000: ‘I bambini non sapranno cos’è la neve.’





 

 

Traduzione del titolo e della parte in blu: Le nevicate sono ormai solo un ricordo del passato. […] la neve sta iniziando a scomparire dalle nostre vite. […] I bambini semplicemente non sapranno che cosa sia la neve.

 

Fonte: The Independent, 20 marzo 2000

 

2002: Carestia entro 10 anni

 



 

Traduzione di titolo e sottotitolo: Perché i vegani hanno sempre avuto ragione. La carestia può essere evitata soltanto se i ricchi smettono di mangiare carne, pesce e latticini.

 

Fonte: The Guardian, 23 dicembre 2002

 

2004: L’inghilterra avrà il clima della Siberia entro il 2020

 



 

Traduzione della parte in rosso: Ora il Pentagono dice a Bush: i cambiamenti climatici ci distruggeranno. […] L’inghilterra sarà “siberiana” in meno di 20 anni. […] L’inghilterra sprofonderà in un clima “siberiano” entro il 2020. Conflitti nucleari, mega-siccità, carestie e rivolte diffuse emergeranno in tutto il mondo.

Fonte: The Guardian, 21 febbraio 2004

 

2008: L’Artico sarà privo di ghiaccio entro il 2018



 

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Scienziato della NASA: siamo spacciati. […] Hensen, facendo eco al lavoro di altri scienziati, dice che nel giro di 5-10 anni l’Artico sarà senza ghiaccio in estate. Lo scettico climatico, Senatore James Inhofe, facendo riferimento a un recente sondaggio, ha dichiarato “Hensen, (l’ex vicepresidente) Ore e i media hanno sbandierato l’apocalisse climatica causata dall’uomo fin dagli anni ’80. Ma gli americani non gli credono più”. Ma il senatore repubblicano Ed Markey, ha detto “Il dottor Hensen aveva ragione. Dopo venti anni, lo riconosciamo come un profeta climatico”.

 

Fonte: Associated Press, 24 giugno 2008

 

2008: Al Gore avverte: l’artico non avrà più ghiaccio entro il 2013



 

Traduzione del titolo: Dieci anni fa, Al Gore predisse che la calotta polare artica sarebbe scomparsa. Inopportunamente, la calotta è ancora lì.

 

Ma… il ghiaccio è ancora lì:



 

Fonte: WattsUpWithThat.com, 16 dicembre 2018

 

2009: Il principe Carlo dice che abbiamo solo otto anni per salvare il pianeta



 

Traduzione del titolo: Rimangono solo 96 mesi per salvare il mondo, dice il principe Carlo

 

Fonte: The Independent, 9 luglio 2009

 

2009: Il primo ministro britannico dice che abbiamo solo 50 giorni per “salvare il pianeta dalla catastrofe”



 

Traduzione del titolo: Gordon Brown: abbiamo meno di 50 giorni per salvare il pianeta dalla catastrofe

 

Fonte: The Independent: 20 ottobre 2009

 

2009: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2014

 

 

Traduzione del titolo: Gore: la calotta polare può scomparire entro l’estate del 2014

 

Fonte: USA Today, 14 dicembre 2009

 

2013: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2015



 

Traduzione del titolo: Scienziato: l’artico senza ghiaccio che avremo in due anni preannuncia una catastrofe per il rilascio del metano

 

Fonte: The Guardian, 24 luglio 2013

 

Ma nel gennaio 2018 ecco un articolo scientifico: https://www.nature.com/articles/s41467-017-02550-9 (accesso libero)

 

Traduciamo una parte del sommario: “Il rilascio di metano […] (era stato) precedentemente attribuito alla dissociazione degli idrati causata dal riscaldamento di origine umana […]  Quindi, concludiamo che la dissociazione degli idrati è stata innescata da un rimbalzo isostatico post-glaciale e non dal riscaldamento di origine umana. Inoltre, mostriamo che i flussi di metano […] erano molto più piccoli […] il che implica che gli idrati non erano una fonte significativa di metano.

 

2013: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2016



 

Traduzione del titolo: La marina USA prevede che l’artico in estate sarà privo di ghiacci entro il 2016

 

Fonte: The Guardian, 9 dicembre 2013

 

2014: Abbiamo solo 500 giorni prima del “caos climatico”

 

 

Traduzione del titolo: Il ministro degli esteri francese: “Abbiamo 500 giorni per evitare il caos climatico”

 

Ma…



 

Traduzione del titolo: 500 giorni dopo che il ministro degli esteri francese aveva previsto il “caos climatico”, il pianeta è ancora sano.

 

Fonte: Washington Examiner

29/09/19

Riflessioni di A.E. Pritchard su Greta e i "talebani verdi"

Nel suo articolo sul Telegraph del 25 settembre,  dal titolo "Se non affrontiamo il problema dei cambiamenti climatici i talebani verdi spazzeranno via il nostro ordine liberale" Ambrose Evans Pritchard avverte che ci troviamo davanti a una scelta. “O combattiamo il cambiamento climatico con politiche di mercato liberali e creatività, oppure cediamo il campo ai talebani verdi.

 

Mentre la reazione di molti di fronte alla costruzione mediatica del personaggio di Greta è quella di una critica radicale al “gretinismo” e alla realtà delle sue denunce, ritirarsi nel ‘negazionismo’ - dice Pritchard - è un errore, non serve a nulla.

 

L’emergenza è evidente: “Come risulta dalle pubblicazioni delle Nazioni Unite, la biochimica degli oceani sta cambiando a una velocità allarmante. L'acidità dell'acqua è aumentata del 26%. Il ritmo dello scioglimento del ghiaccio è aumentato di cinque volte in un decennio. Le calotte glaciali della Groenlandia e dell'Antartico si stanno sciogliendo a un "ritmo accelerato".

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Ma, indipendentemente dall'emergenza climatica, abbiamo raggiunto il punto in cui i combustibili fossili non sono più competitivi. Saranno fuori dal mercato tra il 2020 e il 2030, vittime della distruzione creativa di Schumpeter.

 

E il cambiamento rischia di non essere abbastanza veloce. Rischiamo una reazione a catena inarrestabile e Greta Thunberg, sostiene Pritchard, ha ragione su questo. Greta e la sua generazione missionaria non possono essere criticati per avere dichiarato guerra alle istituzioni politiche, ma è proprio qui che inizia il problema.

 

C'è una spinta globale per un ‘New Deal verde coercitivo’ guidato da organizzazioni statali e globali che esercitino il potere secondo il modello dello stato leviatano. La narrazione che sta prendendo piede è che l'ordine democratico liberale non è in grado di affrontare la sfida e che sia necessario un pugno autoritario.”

 

Esemplificative in questo senso sono le dichiarazioni della sinistra liberal americana.

 

[Il New Deal Verde coercitivo] anima discorsi come quello del candidato presidenziale americano Bernie Sanders, che ha dichiarato di voler perseguire penalmente i dirigenti dei settori del carbone, petrolio e gas per avere causato danni climatici. Elizabeth Warren promette che se salirà alla Casa Bianca chiuderà immediatamente l'industria americana del fracking con un decreto esecutivo - e con esso l'8,4% della fornitura mondiale di petrolio.

 

Versioni soft dell'eco-militanza stanno arrivando al potere politico reale in una serie di paesi. I Verdi tedeschi si attestano al 38% nei sondaggi del Baden-Württemberg. Più dei cristianodemocratici e socialdemocratici messi insieme.”

 

Ma forme più dure di eco-militanza stanno crescendo. La tedesca Ende Gelände - come Extinction Rebellion - conduce una campagna di disobbedienza civile. A giugno, oltre 5.000 truppe d'assalto hanno conquistato la miniera di carbone aperta del Garzweiler. Questo mese hanno tentato di bloccare il Motor Show di Francoforte, con una barricata di biciclette. "Abbiamo chiuso la merda", è il loro motto.

 

All'estremo, i militanti si trasformano in Khmer Verdi. Alla fine degli anni '90 il Fronte di Liberazione della Terra ha effettuato centinaia di attacchi in 25 paesi - molti nei laboratori di biotecnologia - attraverso una struttura di cellule segrete. L'FBI l'ha considerata la principale minaccia di terrorismo interno in America.

 

La militanza estremista verde sull’onda dell’emergenza appoggia soluzioni autoritarie, e non è difficile immaginare “azioni di giustizieri del clima contro i 'criminali climatici' designati”. In questo modo, dice Pritchard, c’è anche il rischio di asfissiare l’economia liberale producendo una paralisi. Ed è anche molto presente il rischio che i costi delle innovazioni e degli investimenti vengano fatti ricadere sulle fasce più deboli della popolazione.

 

I gilet gialli francesi che si ribellano alle tasse sul carburante sono un avvertimento su ciò che accade se si impongono dall'alto misure inique, senza riguardo per i perdenti. Dobbiamo stare attenti alle soluzioni semplicistiche, come ad esempio razionare i voli aerei. Michael Liebriech, fondatore di Bloomberg New Energy Finance , avverte che non si può uscire dal caos addossando alla gente dei costi elevati".

 

In questa situazione le innovazioni tecnologiche e la crescita economica sono la nostra unica salvezza. E in realtà stanno avvenendo. Pritchard elenca tutta una serie di grandi innovazioni in corso, che sono a portata di mano, ma hanno bisogno di una spinta forte.

 

La Elon Musk di Tesla ha messo in ginocchio l'industria automobilistica storica e ha forzato la svolta verso l'auto elettrica. L’impianto per la produzione dell’ 'Impossible Burger' dello scienziato di Stanford, Pat Brown, è finanziato da capitale di rischio privato.

 

Abbiamo risolto la sfida dell'elettricità rinnovabile. Il solare è più economico del carbone nella maggior parte delle latitudini meridionali. Le distorsioni della via della seta cinese - il modo in cui Pechino riversa la sua capacità industriale in eccesso all'estero - è la ragione principale per cui nuove centrali a carbone sono ancora in costruzione nel Sud-est asiatico. Ma a partire dalla fine del 2019, al costo di 2 cent  dell’energia solare, non saranno più competitivi.

 

Le ultime aste per l'eolico offshore nel Regno Unito sono arrivate a prezzi di aggiudicazione record mai registrati. Pochi l’avrebbero ritenuto possibile anche a metà del secolo. E anche la Germania, ora, si sta ponendo l’obiettivo di incrementare l’eolico offshore entro il 2030.”

 

Pritchard fa riferimento ad altri progetti per lo stoccaggio dell’energia rinnovabile prodotta in eccesso, caratterizzata da intermittenza ed aleatorietà come eolico e fotovoltaico, che la rendono disponibile nei momenti di picco della domanda. Questa tecnologia sarà pronta a costi molto bassi entro un decennio.

 

La prossima frontiera poi è la produzione illimitata di idrogeno verde prodotto dal solare o dal vento per elettrolisi, utilizzabile per la navigazione, il trasporto merci a lungo raggio e le ferrovie, più difficile da realizzare, ma le migliori università statunitensi sono tutte impegnate in questo.

 

Pritchard sottolinea che il rinnovamento verso l’impatto zero deve essere inteso come un acceleratore economico, e che non vi è alcun "costo" macroeconomico necessario per questa grande trasformazione. L’UNCTAD stima il moltiplicatore fiscale di un New Deal Verde globale da 1,3 a 1,8, e ritiene di poter aumentare la crescita annuale nei paesi ricchi e ancor più in quelli in via di sviluppo.

 

Per Pritchard, questo è ciò di cui il mondo ha bisogno per sfuggire al male della bassa crescita post-Lehman, spostando lo stimolo dalle bolle speculative della finanza all'economia reale, e invertendo così l’aumento delle disuguaglianze. Ed è su come fare tutto ciò, che bisogna discutere.

 

Questa è la discussione che dovremmo portare avanti. Quello che non dobbiamo fare è continuare come al solito. Come dice Greta, il nostro budget per le emissioni di carbonio finirà in meno di nove anni. Qui si nasconde la tentazione della tirannia politica verde.”