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06/08/14

F. Coppola: Come Derubare un Paese, firmato Espirito Santo

Una approfondita analisi di Frances Coppola sul recente fallimento del Banco Espirito Santo (di cui in Italia non si è quasi parlato). Come tante volte già accaduto in passato, un altro esempio di socializzazione delle perdite private sulle spalle dei contribuenti, portoghesi ed europei. L’episodio certifica inoltre il fallimento del meccanismo di risoluzione bancaria che si è tentato di proporre a livello europeo.
 Nel mio ultimo intervento su Pieira, ho guardato con interesse ai risultati di metà anno della disgraziata banca portoghese Banco Espirito Santo (BKESY). E’ una lettura poco piacevole. Anzi, anche peggio. Sembra un manuale di istruzioni su come distruggere una banca. Non c’è da stupirsi che le perdite siano terribili.

05/08/14

In Portogallo il nuovo severo regime bancario europeo fallisce il primo test

Ambrose Evans-Pritchard dal Telegraph commenta il salvataggio del Banco Espirito Santo,  scaricato interamente sulle spalle dei contribuenti in un paese già gravemente provato dalla deflazione. E il peggio è che le regole restano sempre quelle..


Il controverso salvataggio del Banco Espirito Santo ha scaricato i guai sui contribuenti per € 4,9 miliardi.

Nella prima seria prova sulle norme più severe dell'UE in materia di fallimenti bancari, il salvataggio fatto dal Portogallo del Banco  Espirito
Santoha scaricato sui contribuenti le potenziali grandi perdite, risparmiando gli obbligazionisti senior.

04/08/14

Campanelli d'Allarme e Specchietti per le Allodole del Sistema Bancario Europeo

Via Zero Hedge: i campanelli d'allarme dell'Eurozona sono tutti accesi,  con i debiti sovrani su un percorso insostenibile a causa della mancata crescita e il sistema bancario europeo - ma soprattutto le banche tedesche e francesi - in pieno Minsky Moment. 

 
I campanelli d'allarme del sistema bancario europeo stanno suonando da un bel po', ma nessuno sembra essere in ascolto. I ruggenti mercati dei capitali fanno semplicemente troppo rumore.
Ma teniamo presenti un paio di cose.

I Prestiti al settore privato nella zona euro sono in brusco calo. Gli ultimi dati sono stati appena pubblicati e il quadro non è affatto incoraggiante. L
o scorso giugno il credito totale al settore privato da parte delle istituzioni finanziarie monetarie della zona euro ha accentuato la sua traiettoria negativa, con i prestiti alle famiglie che vedono il maggior calo mensile dal culmine della grande crisi finanziaria alla fine del 2008. Uh-oh.

06/05/14

Gli stress test UE sono una commedia, ma il crollo dell'immobiliare in Francia è una realtà!

Sul Telegraph, Ambrose Evans Pritchard commenta lo stress test delle banche richiesto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA): non è veritiero e ignora l'elefante già in mezzo alla stanza. Voto: zero. Pronti per le montagne russe se lo scenario  peggiore previsto dall'EBA dovesse verificarsi?



Fate attenzione se avete intenzione di acquistare una casa in Francia. Lo stress test UE per le banche lanciato questa mattina prevede che le proprietà immobiliari francesi perdano l'1.6% di valore quest'anno e un altro 1% nel 2015, anche nel caso in cui le cose vadano bene.

27/04/14

Martin Wolf: Strappare alle banche private il potere di creare moneta

Martin Wolf sul Financial Times porta avanti la discussione sulla moneta, già iniziata qui, affrontando uno dei maggiori tabù: il potere immenso di creare moneta  oggi è concentrato nelle mani del sistema bancario, e la cosa non funziona.



Il gigantesco buco nel cuore delle nostre economie di mercato ha bisogno di essere tappato
Stampare banconote contraffatte è illegale, mentre la creazione di moneta privata non lo è. L'interdipendenza tra lo Stato e le imprese che dispongono di questo potere è la fonte di gran parte dell'instabilità delle nostre economie. Si potrebbe - e si dovrebbe – metterci un freno.

17/04/14

138 Anni di Storia Economica mostrano che è l'eccessivo debito privato che provoca le depressioni

Da Washington's Blog  un'analisi storica mostra come l'eccessivo debito privato sia spesso all'origine delle grandi crisi economiche... Basterebbe ricordare la storia per capire che a un certo punto la cancellazione dei debiti diventa necessaria per evitare il crollo.
Grazie a Federico Nero per la segnalazione e la collaborazione nella traduzione di questo lungo brano!




Troppo debito pubblico danneggia l'economia ... ma troppo debito privato la UCCIDE

Premessa : Desideriamo sfatare i miti sia della sinistra che della destra.

Ad esempio, abbiamo più volte sostenuto che il debito e
il deficit pubblico contano. Oltre un certo livello, essi costituiscono un grande peso per l'economia. Cosa che fa incazzare i nostri lettori liberal.

11/03/14

FT: Le Banche Tedesche Conquistano un Controllo Light della BCE

Il Financial Times  mette in luce il trattamento preferenziale riservato alle banche tedesche nei prossimi stress test, nonostante che la più grande economia dell'eurozona si trovi sicuramente in zona "bolla immobiliare"...



di Alice Ross - Nella revisione radicale dei bilanci degli istituti di credito da parte della Banca Centrale Europea, le banche tedesche riescono a sfuggire al controllo del loro portafoglio mutui ipotecari, benché gli organi di vigilanza esprimano dei timori sull'esistenza di una bolla immobiliare nella più grande economia della zona euro.

13/12/13

Il ruolo delle banche tedesche nell'Eurocasino: c'è qualcuno che vuole davvero trovare una soluzione?

Da Naked Keynesianism una approfondita analisi sul ruolo delle banche tedesche, che hanno contribuito a generare questa crisi, hanno ottenuto tutto il tempo necessario a liberarsi del grosso delle loro incaute esposizioni mentre i periferici morivano di austerità, e ora, almeno, non hanno più alcun interesse a tenere in piedi l’eurozona... ma in questo sembra ci sia qualche differenza col governo tedesco...



di Paolo Bortz 
Sono passati più di cinque anni da quando l’Irlanda fu costretta a salvare le sue banche dal fallimento. Quasi quattro anni dall'inizio della crisi in Grecia. Più o meno gli stessi dall'esplosione della bolla immobiliare in Spagna. La Francia è immersa in una recessione persistente, come l'Italia. Uno 0,1% di "crescita" in un trimestre viene celebrato come una prova inconfutabile del "successo" dei programmi di austerità. Nello scenario più realistico, l’eurozona ha di fronte a sè un lungo decennio di stagnazione, alta disoccupazione e tensioni sociali crescenti. Molte delle possibili soluzioni sono scartate, mai considerate, come ad esempio l'unione fiscale o gli Eurobond. Altre vengono sabotate, come l'unione bancaria. Le ristrutturazioni dei debiti sovrani sono rimandate per anni, anche se la loro necessità è facile da vedere. Qualcuno potrebbe chiedersi: perché la crisi dell'Eurozona non è già stata risolta? A questo punto, è difficile non concludere che la crisi non è stata risolta perché non c'è alcuna intenzione di risolverla. Ma chi è che non ne ha intenzione? 

11/12/13

Accordo di minima: l'unione bancaria completa è rimandata almeno al 2025

La maratona notturna dei ministri Ecofin procede a grandi passi verso l'unione bancaria, così necessaria per la sostenibilità dell'euro.... prof. Alberto Montero su Twitter lo conferma: nel 2025 (quando l'euro sarà morto) da Expansion.com

Il raggiungimento di una "unione bancaria" significa che non esistono più le "banche spagnole", le "banche tedesche" o le "banche italiane".  Significa che ci sono solo "le banche europee" e che ogni entità sia trattata dagli investitori, dalle autorità di regolamentazione e di vigilanza in base ai suoi coefficienti di solvibilità, liquidità e redditività, indipendentemente da dove abbia la sua sede. E per questo c'è bisogno di una mutualizzazione del rischio completa, il che significa che le banche (e i contribuenti, se del caso) di un paese dovrebbero finanziare le ricapitalizzazioni e ristrutturazioni bancarie degli altri paesi. Invece l'accordo di minima raggiunto nella notte di martedì dai ministri dell'Economia e delle Finanze dell'Unione europea  ritarda questa mutualizzazione totale almeno fino al 2025, come riportato in un documento di lavoro a cui ha avuto accesso Expansion.com.

22/04/12

Guardare alle giuste priorità: La nuova legge della banca centrale in Argentina

Come ci racconta anche  Sergio Cesaratto  (Il Governatore centrale dei nostri sogni), il Blog Revista Circus ci spiega   la ristrutturazione della Banca Centrale Argentina,  che cambia il suo target, segnando la fine del mito dell'indipendenza della Banca Centrale. Grazie Argentina. 



di John Weeks

Negli ultimi due decenni di politiche "inflation targeting", uno degli ultimi luoghi ove cercare un politica economica pragmatica era proprio una banca centrale. Alla domanda, in quale paese la Banca centrale ha un mandato sulla crescita, la maggior parte delle persone risponderebbe, "non ce ne sono" o "non ne ho idea". Eppure, ce n'è almeno una. In Argentina la Ley Organica per la banca centrale, passata dal Parlamento e firmata dal Presidente a marzo 2012, include un mandato inequivocabile per la crescita. E se questo da solo non basta a rendere la banca centrale dell'Argentina un'istituzione unica, certamente lo diventa, se lo uniamo al fatto che ha una donna per Governatore.

06/04/12

L'Importanza di Minsky – Parte prima

In questo periodo di assenza dal blog c'è stato un  dibattito bello acceso tra Steve Keen e Paul Krugman sul ruolo delle banche e la moneta "endogena" o "esogena" (ossia, la banca entrale controlla o no la creazione della moneta da parte delle banche?). Se ne sono dette diverse. Alla fine, sembra che Krugman non abbia studiato abbastanza la teoria di Minsky su cui si basa Keen...(FAIL - bocciato...ma questo lo dice Keen, per me sono entrambi dei giganti!)
E' un dibattito piuttosto "wonkish" - tecnico -  per cui non ve lo ripropongo. Traduco invece un efficacissimo articolo di Randall Wray su Economonitor, che da bravo maestro si incarica di spiegare Minsky anche ai non addetti ai lavori (per Krugman c'è un paper a parte più approfondito).
Buona lettura, eccomi di nuovo, e spero con più regolarità...


Allora, chi era questo Minsky?

02/03/12

Obiezione, Professor Sinn!

Voci dalla Germania traduce una critica dell'economista Mark Schieritz al professor Sinn sui pericoli del sistema TARGET 2: le sue osservazioni sono partigiane e semplicistiche,  fatte per attirare applausi dalla curva Nord...
 

Zeit Online -

Mi volevo interessare di altre questioni ma dopo aver letto l'intervista al Professor Sinn sulla FAZ credo siano necessarie alcune righe sul sistema Target e la politica monetaria della BCE. Considero Sinn un brillante economista ma ritengo il suo ruolo pubblico un problema. E poiché so già che nei prossimi giorni almeno 10 deputati della CDU senza alcuna idea di macroeconomia ripeteranno le sue tesi ( nel caso non le abbiano già ricevute per posta con chiare raccomandazioni sulla prossima votazione sul pacchetto di salvataggio), ritengo la cosa di interesse pubblico e quindi meritevole di essere approfondita.

25/01/12

Guest Post: LA COESISTENZA DELLA MONETA DI BANCA CENTRALE E DELLA MONETA DELLE BANCHE COMMERCIALI

Un estratto dall’articolo Central Bank Money and Payment Finality di Sergio Rossi inviatoci da Alfredo. Un articolo tecnico, ma molto utile per chi ha pazienza, non si accontenta degli slogan e vuol comprendere ...

Sergio Rossi è Assistant Professor of Economics at the Universities of Fribourg and Lugano, Switzerland; member ofthe RMELab.
 


La moneta è fondamentale per l’esistenza e il funzionamento delle economie nazionali dato che esse sono basate sulla produzione e sullo scambio, sia che si trovino in un contesto di economia chiusa che in uno di economia aperta. Senza la moneta, l’attività economica non potrebbe essere misurata e i valori e i prezzi non potrebbero essere espressi in una forma sociale necessaria a rendere omogenei e perciò commisurare le migliaia di beni e servizi prodotti in un particolare periodo in un’economia di mercato dinamica.

17/12/11

Perché Mercoledì prossimo sarà un giorno importante per sapere se la crisi dell'euro sta finendo

Business Insider ci racconta una manovra in sordina della BCE per tentare di salvare l'Euro salvando le banche

Tutti chiacchierano sul fatto che la Banca Centrale Europea ha di fatto introdotto dalla porta di servizio una politica che essenzialmente consente alle banche di salvare l'Europa.

In sostanza, la BCE spera di incentivare l'acquisto dei bonds sovrani, consentendo alle banche di accedere a finanziamenti illimitati per tre anni con garanzie molto meno severe rispetto a quanto richiesto in precedenza. (Per una spiegazione completa di quello che sta succedendo leggere questo.)

15/12/11

In Germania un Rischio Nascosto


Da Bloomberg Businessweek un bell'articolo che spiega bene il sistema Target2,  che zitto zitto ha alimentato una fortissima esposizione della Buba verso la BCE.
 

 La Bundesbank ha tranquillamente prestato mezzo trilione di euro alla Banca Centrale Europea. Potrebbe essere determinante per il destino dell'euro?


Le cifre sono difficili da trovare, i politici non amano parlarne, e la contabilità è tutt'altro che sexy. Al di fuori della Germania, i giornali ne hanno parlato poco. Ma le cifre sono enormi, così enormi che possono rappresentare essere uno dei fattori determinanti per il crollo o la continuazione dell'eurozona.


La parola da ricordare è Target2. E' il nome del sistema interbancario dei pagamenti della Banca Centrale Europea, che prima della crisi non era altro che un insignificante sistema di idraulica finanziaria, e che improvvisamente ha assunto un'enorme importanza.

21/11/11

Allacciate le Cinture - Credit Crunch 2

Dal Blog Golem XIV David Malone, autore di The Debt Generation, spiega molto bene  la crisi bancaria che ci sta venendo addosso (che riguarda anche Unicredit) - una crisi subprime reloaded. Sarà l'ora di regolamentare l'attività bancaria? O tutto si risolve con l'austerità?

Mi dispiace, questo è un lungo articolo. Ma io lo propongo per spiegare e far comprendere ciò che sta succedendo, che i banchieri non vogliono che voi sappiate.

Penso che questo può essere il momento di allacciare le cinture e leggere quel foglietto che spiega come assumere la posizione crash.

In due parole siamo già nel bel mezzo di un'altra crisi del credito e dei finanziamenti bancari. Ovviamente tutti i discorsi dei banchieri, da Buiter a Citi sino a Deutsche Bank danno tutta la colpa agli stati. Ma non è tutto così meravigliosamente semplice.


03/08/11

Il Collasso del Settore Bancario Italiano Sintetizzato in un grafico

Da ZeroHedge un grafico che vale mille parole...


Due parole sole: rischio default. E un'altra parola: record. Questo grafico da solo già dice tutto...tuttavia possiamo aggiungere questo altro pezzo di Tyler, che tempestivo come sempre ci annuncia che l'agenzia di rating Egan Jones ha appena declassato le banche italiane più critiche a BB + 
Banca Monte dei Paschi: da BBB a BB + (S & P: A-)
Intesa Sanpaolo SpA: da BBB- a BB + (S & P: A +)