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12/12/19

Grecia: privatizzazioni e scontri

Non si parla più molto della Grecia, dove è in corso un imponente programma di privatizzazioni. Intervenendo al Forum di Capital Link "Invest in Greece" di New York il ministro dello Sviluppo e degli Investimenti Adonis Georgiadis ha esposto l'intenzione del Governo di procedere sempre più ampiamente e velocemente con le privatizzazioni, rendendo così il Paese "una zona calda per gli investitori", una sorta di nuovo paradiso per gli investimenti esteri. E mentre un membro del Governo così blandiva gli investitori stranieri, ad Atene i membri del sindacato dei medici ospedalieri greci, che protestavano contro la privatizzazione della sanità pubblica, sono stati bersagliati con gas lacrimogeni dalla Polizia in assetto antisommossa. Da Keep Talking Greece, riportiamo uno dopo l'altro due post sui due argomenti. 

 

 

 

di Keep Talking Greece, 11 novembre 2019

 

La polizia antisommossa spara gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri che protestano contro la privatizzazione della sanità

 

Mercoledì la polizia antisommossa greca ha sparato gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri nel centro di Atene. Durante gli scontri tra manifestanti e polizia, una persona anziana ha avuto un malore.

 

Gli scontri sono iniziati quando i membri del sindacato Associazione ellenica dei medici ospedalieri (OENGE) hanno tentato di entrare nella sala di Aigli Zappeion dove la Panhellenic Medical Association (PIS) ospitava un evento sulla pianificazione delle collaborazioni tra il settore privato e quello della sanità pubblica.

Alla fine, i manifestanti sono riusciti a entrare nella sala e interrompere l'incontro, portando così alla sua sospensione.

L'OENGE aveva in precedenza lanciato un'interruzione del lavoro dalle 9:00 alle 15:00.

 

Il sindacato dei medici degli ospedali pubblici accusa la leadership dell'Associazione medica di essere “in prima linea nella promozione dei piani del governo per la piena sottomissione della sanità pubblica” alle partnership tra i settori della sanità pubblica e privata e “della consegna della sanità pubblica ai grandi interessi privati."

 

Il sindacato ha citato come "casus belli" la possibilità che "i medici privati ​​lavorino negli ospedali pubblici, che la gestione delle attrezzature tecnico-mediche sia affidata a società private e che lo status degli ospedali pubblici sia trasformato in quello di aziende private.”

 

Come precedente, hanno citato le trasformazioni del servizio sanitario nazionale britannico degli ultimi anni.

 

 


Il ministro dello Sviluppo e degli investimenti greco Adonis Georgiadis

 

Il ministro degli Investimenti: "Privatizziamo tutto" e la Grecia diventa una "zona calda" per gli investitori

 

Il ministro dello Sviluppo e degli Investimenti, Adonis Georgiadis, ha ammesso pubblicamente che il governo di "Nuova Democrazia" in Grecia intende privatizzare tutto. Parlando al 21° Forum annuale di Capital Link sugli Investimenti in Grecia, il Ministro non ha lasciato spazio a interpretazioni errate. Ha assicurato al pubblico, gli investitori statunitensi, che l'unico obiettivo del governo è quello di privatizzare tutto.

 

"L'unica domanda che ci giunge dai nostri elettori è perché non lo facciamo più velocemente, perché siamo così in ritardo, perché non stiamo vendendo di più, perché non stiamo privatizzando tutto...", ha detto.

 

"E devo rassicurarvi che il nostro appetito è così grande, che ogni mese che passa aumenta", ha aggiunto.

Georgiadis, che è stato uno dei relatori principali del Forum "Invest in Greece" di New York, ha spiegato la sua visione e la politica del governo sul concetto di massimo sviluppo liberale.

 

"Noi privatizziamo, voi investite", ha detto e ha parlato "dell'inizio di una nuova era per la Grecia". Ha sottolineato che ora è il momento giusto per investire in Grecia e ha invitato gli investitori statunitensi a sbrigarsi a recuperare il ritardo, approfittando dell'impulso alla crescita e delle opportunità derivanti dalla nuova politica di investimento del Paese.

 

“Quindi il mio messaggio per gli investitori americani è questo: ora è il momento di investire in Grecia. Per chi non ha smesso di investire nel nostro Paese, anche nel mezzo della nostra peggiore crisi economica, ora è tempo di raccogliere i frutti. E per quelli che non hanno investito, ora è il momento di approfittare delle opportunità uniche che si presentano nel nostro Paese", ha dichiarato.

 

Come ha sostenuto il Ministro dello Sviluppo, "l'ex pecora nera dell'area dell'euro, il paese più colpito dalla crisi, che ha perso il 25% della sua produttività nell'ultimo decennio, si sta ora trasformando in un nuovo punto caldo per gli investitori e in una delle economie più favorevoli all'imprenditorialità in tutto il mondo."

P.S.: Una volta venditore televisivo, sempre venditore televisivo... Speriamo che il ministro Georgiadis non intenda esattamente quello che ha detto, nonostante la sua solita retorica da venditore. E che non creda sinceramente che le "zone calde" siano qualcosa a cui desiderare ardentemente di appartenere.

22/08/18

La privatizzazione dei servizi pubblici nel Regno Unito: storia di un fallimento

Vista la grande attenzione intorno alle concessioni e privatizzazioni, riprendiamo un pezzo dell’Independent dello scorso anno riguardante le privatizzazioni anglosassoni. Nel Regno Unito i progressisti sanno perfettamente che le privatizzazioni dei servizi essenziali che sono monopoli naturali sono enormi regali agli azionisti, che drenano ricchezza e qualità dei servizi altrimenti nelle mani di tutti i cittadini. L’immotivata difesa dei concessionari privati allinea la “sinistra” italiana alla destra anglosassone.

 

 

Di John McDonnell, 6 giugno 2017

 

 

La maniera in cui le nostre compagnie ferroviarie, dell’energia e dell’acqua sono state gestite da quando sono state privatizzate dai conservatori è uno scandalo assoluto. L’impegno del Manifesto dei Laburisti a riprendere il controllo dell’acqua e delle ferrovie, e ad intervenire per correggere il mercato dell'energia, è decisamente emozionante e porterà a un vero cambiamento.

 

Quando queste industrie furono  privatizzate da Margaret Thacher, ci fu promesso che l’efficienza sarebbe aumentata, che la proprietà si sarebbe allargata e che il processo avrebbe generato investimenti. Ma è accaduto l’esatto contrario. E anziché imparare dai propri errori, i governi conservatori hanno venduto anche il Servizio Postale per una frazione del suo valore, danneggiando i contribuenti ed estendendo ulteriormente l’influenza delle compagnie private e della finanza sulla vita di tutti i giorni.

 

A quasi trent’anni dalla vendita della gestione dell’acqua, la proprietà delle azioni è oggi saldamente in mano a un piccolo gruppo di investitori internazionali – molti dei quali hanno sede in paradisi fiscali. Nel frattempo, i prezzi sono aumentati del 40% e più di un quarto di quanto i consumatori pagano in bolletta finisce a ripagare gli interessi sui debiti delle società private e in dividendi agli azionisti.

 

I nuovi investimenti sono stati finanziati con nuovo debito anziché coi soldi degli azionisti. Quando l’acqua è stata privatizzata, il governo si è generosamente fatto carico di tutto il debito del settore – 4,9 miliardi di sterline – in modo da lasciare i nuovi proprietari senza debiti. I nuovi proprietari ne hanno approfittato, accumulando sino al 2016 l'incredibile ammontare di 46 miliardi di sterline di debiti .

 

Mentre accumulavano debiti a discapito dei contribuenti, le compagnie private dell’acqua pagavano miliardi agli azionisti in dividendi. Il totale di 18,8 miliardi di profitti al netto delle tasse degli ultimi 10 anni è  stato tutto distribuito agli azionisti, salvo 700 milioni di sterline. Ciò significa che più di 18 miliardi di sterline sono entrati nelle tasche degli azionisti anziché essere utilizzati per diminuire le bollette e migliorare i servizi. Tre società hanno addirittura pagato più dividendi di quanto siano stati i loro profitti al lordo delle tasse. Si tratta di una situazione semplicemente insostenibile.

 

Questa rapina alla luce del sole sta avvenendo anche nel settore energetico. Nel 2016-17, la Rete Nazionale ha ottenuto un profitto di 1,9 miliardi di sterline sulla distribuzione dell’elettricità e del gas. Circa 660 milioni sono stati usati per pagare dividendi, cosa che rappresenta un costo nascosto per i consumatori del 12%.

 

I benefici promessi grazie alla concorrenza del mercato non si sono mai visti: le grandi “sei sorelle” dell’energia hanno sfruttato i consumatori, addebitando agli utenti nel 2015 ben 2 miliardi di sterline. Le persone non vogliono essere costrette a vagliare le diverse opzioni per trovare un contratto decente; vogliono soltanto energia sicura e a un prezzo accessibile.

 

Dobbiamo fare cambiamenti drastici nel nostro sistema energetico entro pochi anni se vogliamo avere la possibilità di affrontare i cambiamenti climatici. Trasferendo la proprietà e la responsabilità delle nostre utilities a organismi di proprietà pubblica e alle comunità locali che devono rispondere ai cittadini, saremo in grado di creare un sistema energetico sostenibile e a basso utilizzo di carbone, adatto al ventunesimo secolo.

 

Più importante ancora, la proprietà pubblica metterebbe fine al flusso di denaro dei contribuenti che va a sostenere i profitti privati delle società e dei loro azionisti, mentre i prezzi aumentano, i servizi peggiorano, e i debiti si accumulano.

 

Riportare le utilities sotto controllo pubblico rimetterebbe i profitti nelle tasche dei cittadini e nei servizi stessi, abbassando la bolletta media di 220 sterline all’anno per famiglia e consentendo di investire altri risparmi nelle infrastrutture e per migliorare i servizi.

 

Inoltre, ponendo un freno agli aumenti dei biglietti dei treni – che sono aumentati del 27% a partire dal 2010 – i laburisti farebbero risparmiare ai passeggeri una media di 1.014 sterline all’anno sui biglietti.

 

Si è molto parlato di quanto costerebbe tutto questo, ma i commentatori, pronti a sparare grandi cifre, mostrano tutta la loro ignoranza in economia, e anche in storia. Quando nel 1977 l’industria della costruzione navale venne nazionalizzata, questo fu fatto scambiando le azioni con titoli di stato – una mossa che non ebbe alcun effetto sull’erario.

 

Nel mondo negli ultimi anni c’è stata un’inversione del processo delle privatizzazioni. Negli Stati Uniti, l’85% delle forniture di acqua proviene dal settore pubblico, e l’80% della rete di distribuzione elettrica tedesca è ora posseduta e gestita dalle autorità regionali e locali.

 

Una delle più grandi beffe della privatizzazione britannica – che fu dettata da una profonda perdita di fiducia nella capacità dello stato di gestire queste cose – è che molti dei nostri tesori nazionali sono finiti nelle mani di società pubbliche straniere. I piani di rinazionalizzazione dei laburisti assicureranno la supervisione democratica locale sui servizi, mettendo il potere nelle mani delle comunità.

 

Al di là delle chiacchiere sul rigore dei conti, i conservatori sono più interessati ad aiutare i ricchi evasori a fare soldi facili di quanto non lo siano a fermare l’emorragia di soldi del popolo britannico. Come ho recentemente sottolineato durante un dibattito con Damian Green all’Andrew Marr show, questa posizione ha qualcosa a che fare con il fatto che molti finanziatori dei conservatori, ed effettivamente anche alcuni parlamentari e ministri conservatori, hanno ottenuto profitti dalle privatizzazioni.

 

E’ tempo di mettere fine a questa truffa dei conservatori. I laburisti chiuderanno il rubinetto che versa miliardi di sterline nelle tasche degli azionisti e si assicureranno che questi servizi vitali siano gestiti nell’interesse della maggioranza, non di pochi.