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03/07/19

I populisti italiani prendono il sopravvento nella lotta alla UE

Secondo Politico, le mosse del governo italiano (ad esempio i MiniBot) hanno avuto successo nella lotta contro la UE: la procedura di infrazione è stata evitata e le nomine dei ruoli chiave UE sono state pesantemente condizionate dalle scelte dell’Italia. L’UE si trova ormai tra l’incudine e il martello: o si oppone al governo gialloverde, e allora questo guadagna consenso interno, oppure lo lascia lavorare, e allora i provvedimenti che prende possono finalmente far rifiatare l’economia italiana.

 

 

Di Silvia Sciorilli Borelli, 3 luglio 2019

 

 

ROMA — Nella battaglia per le finanze italiane, una volta Bruxelles dominava. Ora, non più.

 

Mercoledì la Commissione Europea dovrebbe rimandare la decisione di sanzionare l'Italia sulla questione del budget italiano.

 

La mossa arriva dopo che lunedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo Gabinetto hanno ideato un piano per tagliare di circa 7,6 miliardi di euro le spese previste per quest'anno.

 

Il piano di Conte offre poca chiarezza sulle intenzioni degli italiani per il 2020, ma i funzionari della Commissione l'hanno giudicato sufficiente a giustificare la decisione, almeno fino a quando il bilancio dell'anno prossimo non sarà approvato in autunno, secondo due persone a Bruxelles e due funzionari governativi a Roma.

 

"Possiamo evitare [la sanzione] non a causa di trucchi magici, ma perché le nostre finanze sono in ordine", ha detto Conte durante il fine settimana alla riunione del G20 di Osaka, in Giappone.

 

Pochi giorni dopo le elezioni europee, la Commissione aveva fatto il primo passo per avviare un processo disciplinare nei confronti dell'Italia, attivando una procedura per deficit eccessivo (EDP), un programma volto a riportare la spesa pubblica in linea con le norme dell'UE.

 

Sei mesi prima, la Commissione e il governo italiano avevano raggiunto un compromesso per evitare di innescare proprio questo processo, che potrebbe portare a una multa di 3,5 miliardi di euro, ma Bruxelles ha cambiato rotta in risposta a quello che vedeva come un cambio di passo di Roma sugli impegni di disciplina di bilancio.

 

L'esecutivo dell'UE aveva l’appoggio di altri paesi dell'eurozona per intervenire, e sembrava pronto per ulteriori azioni. Ma con la Commissione che si avvicina alla fine del suo mandato e i colloqui in corso su chi avrebbe ottenuto i migliori posti di potere dell'UE, i populisti italiani hanno colto l'occasione per prendere il sopravvento e incolpare Bruxelles per le sofferenze dell’economia del Paese e per non avere contribuito ad alleviare il peso dell’immigrazione che grava sull’Italia.

Ora Bruxelles si prepara a ritirarsi dalla battaglia sul bilancio italiano, per evitare di dare al governo gialloverde altre munizioni politiche.

 

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude "Juncker e il [commissario Pierre] Moscovici ci hanno ripensato... anche perché la mossa avrebbe favorito [il ministro dell'Interno Matteo] Salvini e avrebbe trasformato l'UE nel bersaglio principale in caso di elezioni anticipate all'inizio dell’autunno", secondo una persona a Bruxelles.

La Commissione non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Perfino il presidente filo-UE Sergio Mattarella ha offerto un insolito intervento a sostegno della posizione dei populisti. "Non vedo alcun motivo per avviare una procedura per deficit eccessivo contro l'Italia", ha detto durante una conferenza stampa a Vienna lunedì.

 

All'inizio della stessa giornata, i dati ufficiali mostravano che la disoccupazione era scesa al di sotto del 10% per la prima volta dal 2012. "L'economia del Paese è solida", ha dichiarato Mattarella.

La gestione della controversia sul bilancio ha alimentato le rimostranze contro l'UE, con i politici italiani che hanno detto agli elettori che l’Italia è trattata peggio di Francia, Germania o Spagna, che hanno tutte violato le regole del deficit dell'eurozona senza conseguenze.

 

I legislatori della Lega di estrema destra (sic! NdVdE) di Salvini, nel frattempo, hanno tenuto sotto scacco i rivali europei suscitando timori che l'Italia abbandoni l'euro. All'inizio di giugno, il partito di Salvini ha proposto un nuovo modo di emettere titoli di Stato di piccole dimensioni con l’aspetto di una banconota, noti come miniBOT, per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Molti osservatori hanno considerato i miniBOT come una proposta di valuta alternativa e il primo passo verso l’"Italexit".

 

"Se a livello dell'UE viene ricordato che non possono abusare costantemente della pazienza dell'Italia, è una buona cosa", ha detto Claudio Borghi, legislatore della Lega, ideatore dello strumento di pagamento. "Sono felice se è servito come promemoria che l'Italia non obbedirà in tutto a ciò che le viene detto dall'UE."

 

Le cariche UE

 

La lite tra i leader dell'UE sul prossimo presidente della Commissione e sugli altri posti di alto livello ha dato all'Italia un'altra opportunità per rafforzare la sua posizione.

 

L'Italia aveva sostenuto Kristalina Georgieva, bulgara, come capo della Commissione, ma alcuni rapporti suggerivano che questo fosse un modo per ottenere il sostegno dei paesi dell'Europa orientale, sia contro una procedura di infrazione da parte dell'UE, sia per il prossimo commissario che dovrà sovrintendere alla politica economica italiana. Martedì sera i leader dell'UE hanno proposto la tedesca Ursula von der Leyen come presidente della Commissione.

 

L'Italia si è anche unita all'opposizione a Frans Timmermans, un socialista olandese, come potenziale candidato, sostenuto dalla tedesca Angela Merkel e dal francese Emmanuel Macron.

 

Secondo Stefano Buffagni, del Movimento 5 Stelle, "Conte ha guidato il gruppo di 11 paesi che si sono opposti all'accordo preparato da Merkel e Macron, il che dimostra che l'Italia ha influenza a livello dell'UE".

 

"I francesi e i tedeschi vogliono dirci cosa fare riguardo all'immigrazione e all'economia, ma quando si tratta di decidere guardano sempre al loro interesse nazionale prima che a quello dell'UE."

 

A margine del vertice UE di martedì, Conte ha dichiarato: "Ho spiegato ai nostri 27 partner che l'UE non è composta da due o tre paesi o da blocchi. Se l'Italia non fa parte della decisione non è un'offesa per me, ma per milioni di italiani che hanno votato e hanno il diritto di essere rappresentati".

 

“Insulti” migratori

 

Anche la posizione degli altri paesi dell'UE in materia di immigrazione ha rafforzato i populisti in Italia.

 

Martedì, il portavoce del governo francese Sibeth Ndiaye ha affermato che il comportamento di Salvini nel caso Sea-Watch - la nave di salvataggio per immigrati che è entrata nel porto italiano di Lampedusa durante il fine settimana nonostante le fosse stato negato l'accesso - era "inaccettabile". I commenti hanno fatto eco alle critiche del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier sulla decisione di arrestare il capitano della nave, Carola Rackete.

 

Salvini ha risposto twittando che il governo francese dovrebbe "smettere di insultare e aprire i suoi porti ai migranti". Martedì sera, dopo che Rackete è stata liberata da un procuratore siciliano, Salvini è andato su Facebook per trasmettere la sua rabbia contro il pubblico ministero.

 

"Se un cittadino italiano avesse violato gli ordini militari per entrare in un porto in Germania, Francia, Australia o ovunque per scaricare migranti, sarebbe stato rinchiuso per anni", ha detto. Salvini ha quindi annunciato che emanerà per la cittadina tedesca un ordine di espulsione che le avrebbe impedito di tornare in Italia per i successivi cinque anni.

 

Secondo i dati delle Nazioni Unite, la maggior parte dei migranti via mare quest'anno ha raggiunto le coste greche e spagnole. Salvini si è spesso preso il merito del calo degli arrivi, ma molti italiani ritengono che il Paese sia stato abbandonato per farsi carico dell'onere migratorio.

 

Gli immigrati provenienti dall'Africa arrivano quasi quotidianamente durante l'estate a Lampedusa, ma la notizia viene ampiamente ignorata. La politica e la retorica di Salvini prendono di mira le Organizzazioni Non Governative, che egli accusa di essere in combutta con i trafficanti di esseri umani.

 

Qualunque sia la causa - migrazione, bilancio o giochi di potere dell'UE - i populisti stanno guadagnando consenso.

 

L'ultimo sondaggio di opinione di SWG mostrato lunedì da La7, mostra che la Lega è cresciuta fino al 38% dei consensi, rispetto al 33% ottenuto alle elezioni dell'UE, mentre il 52 per cento degli italiani ritiene che il capitano della Sea-Watch abbia commesso un crimine.

 

"Guardate cosa è successo nell'ultimo mese", ha detto un funzionario della Lega, a condizione di mantenere l'anonimato. "Perché qualcuno dovrebbe criticarci per aver detto che l'Unione Europea è un'anatra zoppa? È semplicemente la pura verità."

 

 

21/06/19

ZH - Che cosa succede se Salvini procede con i minibot?

Un articolo pubblicato su Zero Hedge analizza la questione dei minibot sia dal punto di vista valutario che politico. Come nuova valuta parallela, i minibot avrebbero probabilmente diffusione, perché il governo ne garantisce la domanda per il pagamento di tasse e imposte. Dal punto di vista politico, l’autore dell’articolo suggerisce che vi sia una “troika italiana” formata da Conte, Mattarella e Tria, che teme di trovarsi alle prese con nuove elezioni, ma al contempo spera che queste possano condurre a uno stallo politico che estrometta Salvini dal potere.

 

 

 

 

da Zero Hedge, articolo di Tom Luongo, 14 giugno 2019

 

Da quando è stata lanciata l’idea, è iniziata una crescente speculazione su come e quando il leader della Lega, Matteo Salvini, potrebbe introdurre i minibot, sorta di moneta parallela, per migliorare la situazione fiscale in Italia.

 

Mike Shedlock ha scritto un ottimo post su questo argomento, che solleva una serie di questioni. Merita di essere letto. Ma partiamo dall’inizio.

 

I minibot, o minititoli del Tesoro, sono titoli di piccolo taglio che il Tesoro può emettere e che le aziende o le persone possono utilizzare all’interno del Paese come valuta alternativa.

 

Come fa notare Mike, fino a che l’Italia non ne rende obbligatorio l’uso, non viola la legislazione UE, la quale proibisce a qualsiasi paese [dell’eurozona] di emettere la propria valuta.

 

La grande questione è se l'offerta di questi minibot sarà realizzata o no. È molto probabile. Rispetto all’economia italiana l’euro è sopravvalutato, è troppo forte. Ma l’euro sarebbe sottovalutato rispetto a dei minibot che venissero emessi alla pari con l’euro stesso.

 

La legge di Gresham afferma che le monete sottovalutate escono dal mercato perché vengono accumulate e messe da parte, mentre quelle sopravvalutate tendono a circolare. È bene lasciare da parte l'idea secondo cui “la moneta cattiva scaccia quella buona”. Confonde l’analisi.

 

Se il governo italiano afferma di accettare sia minibot che euro per i pagamenti di tasse e imposte, ecco che abbiamo richiesta di minibot. Essi potranno allora circolare all'interno dell’economia italiana mentre l’euro, più scarso, verrà tenuto preferenzialmente per gli scambi nel contesto internazionale.

 

La UE, certo, è assolutamente contraria a tutto ciò e il presidente della BCE, Mario Draghi, ha affermato che la proposta è illegale. Ma questo non importa. La vera minaccia al piano di Salvini, che sarebbe ciò di cui l’Italia ha bisogno, viene dall’interno del governo stesso.

 

Mike nota giustamente che il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, è un tecnocrate. Andrò oltre e vi ricorderò ciò che ho scritto la settimana scorsa. Ovvero che Conte, il presidente Mattarella e il ministro delle finanze Giovanni Tria rappresentano una troika di tecnocrati che lavorano per Bruxelles, non per Roma.

 

Ciò su cui sono in disaccordo con Mike non è l’analisi economica, ma la ricaduta politica:

 

Salvini ha ottenuto un ottimo risultato nelle elezioni per il Parlamento Europeo e molti ipotizzano che potrebbe spingere per indire nuove elezioni a breve, in modo da sbarazzarsi di Conte e Di Maio.


 

Per adesso abbiamo lo strano caso dei vicepremier Salvini e Di Maio che sono in disaccordo con Conte e col ministro dell’economia, Giovanni Tria.


 

Conte la scorsa settimana ha minacciato di dimettersi e potrebbe farlo in qualsiasi momento. “Voglio una risposta chiara, rapida e inequivocabile”, ha detto, chiedendo una “leale collaborazione” a tutti i ministri. Questo governo non durerà a lungo.


 

La troika italiana potrebbe deporre l’attuale governo nel caso in cui dovessero continuare a procedere come stanno facendo ora. E se la proposta dei minibot dovesse guadagnare consensi nel parlamento italiano e venire imposta sul tavolo del ministro Tria, qualcosa dovrà succedere.

 

Salvini non farà cadere il governo. Salvini lo ha escluso, fino a che il Movimento Cinque Stelle continuerà ad attenersi al programma condiviso. I Cinque Stelle hanno già raggiunto un importante traguardo con il reddito di cittadinanza. Adesso è il turno di Salvini.

 

Con Di Maio che è riuscito a spuntarla dopo il voto degli iscritti sulla sua leadership, la coalizione è forte. I puri e duri all'interno del Movimento Cinque Stelle, che vorrebbero una linea più rigida contro Salvini, sono stati battuti.

 

Il miglior gioco di Salvini adesso è lasciare che i traditori si impicchino da soli e che Bruxelles continui a sopravvalutare le proprie capacità. Entrambe le cose stanno continuando a verificarsi. Salvini resta intensamente focalizzato sullo sforzo di risolvere i problemi interni dell’Italia e intanto lascia i grandi problemi politici a se stessi.

 

Quindi non sarà Salvini a far cadere il governo italiano. Saranno Conte, Tria e Mattarella, non appena penseranno di poter ottenere una situazione di stallo in caso di voto politico alle elezioni, in modo da costringere Salvini ad allearsi con un partito minore, ad esempio Forza Italia di Silvio Berlusconi, che avrebbe le mani legate in caso di trattative per una coalizione.

 

Questo potrebbe succedere con la nuova legge elettorale, che assegna due terzi dei seggi col voto proporzionale e i rimanenti con il voto maggioritario. Non ho buoni presentimenti su come potrebbe andare a finire.

 

Ma ecco il problema. Proprio come in Gran Bretagna si può osservare che Jeremy Corbyn non invoca la sfiducia contro la maggioranza dei Tory/DUP (Democratic Unionist Party, ndr). E non si vede il DUP sfilarsi dalla coalizione che sta fallendo. Perché?

 

Perché sanno che alle elezioni verrebbero schiacciati dal partito della Brexit di Nigel Farage. E con questo perderebbero la loro migliore occasione di far naufragare la Brexit prima che i Tory si raggruppino sotto l’insegna di Boris Johnson entro questa estate.

 

Lo stesso calcolo è sul tavolo di Mattarella e colleghi. Si chiedono se una nuova elezione porterebbe loro vantaggio rispetto a un governo Lega/Cinque Stelle riorganizzato con Salvini come azionista principale. Se la risposta è no, allora la troika italiana terrà la linea pro-Bruxelles e userà le proprie posizioni per sabotare Salvini in ogni occasione.

 

Minacceranno di far cadere il governo solo se questo dovesse rafforzarli. In realtà penso che Conte ci abbia già provato e che Salvini glielo abbia impedito, con stile italiano.

 

Penso anche che far cadere il governo per far felice Bruxelles sia politicamente suicida. Non farebbe altro che rafforzare Salvini. E se Lega e Cinque Stelle dovessero fare campagna elettorale sugli stessi temi potrebbero raccogliere oltre il 60% dei voti e con questo avere un vantaggio decisivo sulla troika italiana e su Bruxelles.

 

Ricordate, Mattarella è già andato oltre i suoi poteri lo scorso anno, quando ha posto un veto sulla prima scelta di Salvini per il ministero delle Finanze, Paolo Savona. Si parlò perfino di impeachment. Alla fine Salvini lasciò perdere, nominò Tria e Conte per soddisfare Mattarella e formò il governo.

 

Se una nuova coalizione dovesse dare a Lega/Cinque Stelle una posizione più forte e Mattarella dovesse usurpare nuovamente il potere, potrebbe ricevere veramente l’impeachment ed essere sollevato dall’incarico. E questo cambierebbe l’intera dinamica.

 

L’Italia ha bisogno dei minibot o di uscire dall’euro. Salvini ha ragione nel dire che l’austerità tedesca sta uccidendo il Paese, strangolandolo. E non ingannatevi: il piano è proprio quello.

 

Questo è il motivo per cui la UE sta minacciando l’Italia con una procedura di infrazione del tutto inedita, che potrebbe ammontare a 3 o 4 miliardi di dollari. Questo è ridicolo e mostra le loro debolezze, se sono veramente disposti ad arrivare a questo punto per così poco.

 

Ma questa è anche l’unica leva che hanno contro il governo, per mezzo di un ministro delle Finanze che è di loro scelta e gradimento.

 

Mike ha ragione nel dire che i minibot sono un cavallo di Troia. Lo sono in molti modi. Si tratta della questione che potrebbe spingere l’attuale instabile struttura del governo italiano al suo punto di crisi e permettere così agli italiani di decidere chi vogliono veramente.

 

08/06/19

La valuta parallela dell'Italia è esplosiva per la zona euro

Come riporta questo articolo di Die Welt, in Germania la questione dei minibot italiani è presa molto seriamente. La diffusione di questi titoli statali di piccolo taglio, il cui valore sarebbe garantito dalla possibilità di usarli per pagare le tasse, porrebbe di fatto le basi per l’adozione di una nuova moneta nel Bel Paese. In uno scontro con l’UE, come avvenuto con la Grecia, l’Italia si troverebbe così a negoziare da una posizione di forza. Un paese che non ha beneficiato dei trattati attuali, che versa a Bruxelles più di quanto riceva in fondi europei, che ha un attivo di bilancia commerciale e con un’alternativa pronta già nelle tasche dei cittadini, potrebbe chiedere molto all’UE, oppure decidere che andarsene sia la scelta migliore. 

 

 

 

Di Daniel Eckert, 4 giugno 2019

Traduzione di Musso

 

 

Il governo italiano gioca con il fuoco. I politici della Lega di Matteo Salvini continuano a mettere sul tavolo l'idea di una moneta parallela. I minibot, ora resi possibili dal Parlamento, sono un primo passo in questa direzione.

 

Portano un nome che suona in qualche modo carino: i minibot. Ma una volta diffusi, i loro effetti potrebbero non essere carini. Perché i minibot sono uno strumento finanziario con il quale il governo populista d'Italia potrebbe scardinare l’eurozona. Quantomeno potrebbero sconfessare Bruxelles e l'Unione europea (UE) e seminare un nuovo dissidio nel cuore dell'unione monetaria.

 

Tra l’indifferenza dell’opinione pubblica interna, la Camera dei Deputati italiana ha votato la scorsa settimana per l'introduzione dei minibot. In futuro, lo stato dovrebbe avere il diritto di pagare i fornitori nazionali con questi titoli di credito. Si parla di una cifra di importo miliardario. Allo stesso tempo, il Tesoro può accettare queste carte anche per il regolamento dei debiti fiscali. Pertanto, la definizione di mezzi di pagamento sembra essere soddisfatta, soprattutto dal momento che i minibot, come suggerisce il termine "mini", dovrebbero essere emessi in piccole denominazioni (ad esempio, 100 euro).

 

Da quel momento in poi, è solo un piccolo passo verso una valuta parallela, e questo è esattamente ciò che Matteo Salvini, leader della Lega di destra e vice primo ministro, potrebbe mirare a fare. Il portavoce economico della Lega, Claudio Borghi, è un acceso sostenitore dei piccoli mostri fiscali. Come per gli altri paesi dell'unione monetaria, vale anche per l'Italia: la moneta a corso legale è solamente l'euro.

 

I minibot come minaccia contro la Commissione Europea

Se i minibot si diffondessero in tutta l'economia italiana e venissero passati di società in società e di cittadino in cittadino, lo stato italiano potrebbe farsi il proprio denaro. Nel corso del tempo, i nuovi coupon sarebbero negoziati sul mercato e quotati ad un prezzo (presumibilmente inferiore) rispetto all'euro. Sarebbe l'inizio della strisciante uscita dell'Italia dall'euro.

 

Piani per i minibot erano discussi in Italia già prima delle elezioni parlamentari del 2018. Erano poi anche nell'accordo di coalizione, ma non furono perseguiti, poiché il desiderio della popolazione di un Italexit (un'uscita del paese dall'unione monetaria) non era particolarmente grande.

 

"Posso ben immaginare che i minibot ora tornino, per rappresentare una minaccia contro la Commissione europea nella prossima procedura di deficit", afferma Thomas Mayer, capo economista e direttore fondatore del ‘Flossbach von Storch Research Institute’. Mentre ciò non permetterebbe a Roma di aggirare i criteri fiscali, poiché essi si concentrano su deficit e debito piuttosto che sul finanziamento: "Ma si può minacciare di lasciare gradualmente l'euro, se si è costretti dall'UE a ridurre il deficit".

 

"I minibot non sono l'inizio di una nuova valuta", afferma Erik Nielsen, Chief Economist presso UniCredit a Londra. Tuttavia, la retorica dello stesso governo italiano ha il potenziale di disorientare le persone. La confusa politica di comunicazione di Roma ha contribuito a confondere l'idea potenzialmente significativa di cartolarizzare il debito pubblico, con la dottrina voodoo di una valuta parallela. Così, gli investitori hanno reagito quasi freneticamente alla vitazione del Parlamento in merito al minibot, venerdì, prima che si calmassero, più tardi.

 

Yanis Varoufakis ha seguito una strategia simile durante il suo breve mandato come ministro delle Finanze greco nel 2015. Alla fine, tuttavia, non è riuscito a prevalere contro la troika composta dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale (FMI). "La sua valuta parallela era solo all’inizio della pianificazione e i creditori fecero sapere, che la Grecia poteva anche lasciare l'unione monetaria, se lo avesse voluto", dice Mayer.

 

Al contrario, i minibot in Italia, secondo lui, sono già ben progettati. "La Commissione e altri paesi preferirebbero non minacciare una uscita dell'Italia. Salvini ha carte migliori oggi, rispetto a Varoufakis nel 2015", dice Mayer, riferendosi all'importanza dell'economia italiana.

L'Italia è la terza economia più grande nella zona euro dopo la Germania e la Francia. A differenza di altre economie, tuttavia, il membro fondatore della Comunità europea del 1957 non ha apparentemente beneficiato dell'appartenenza all'unione monetaria. Soprattutto dopo la crisi finanziaria, la debolezza degli europei del Sud è divenuta sempre più evidente: l’indice della Borsa di Milano oggi è allo stesso livello di dieci anni fa. Il Dax è più che raddoppiato nello stesso periodo.

 

Mentre altre importanti economie europee possono indebitarsi a tassi d'interesse pari a zero o appena marginali, i partecipanti al mercato dei capitali italiani richiedono il 2,6 per cento per i titoli di stato decennali. L’agitata Grecia ora paga solo leggermente di più, il 2,8 per cento. Il debito è uno dei più alti del mondo, pari a oltre il 130 percento del prodotto interno lordo. Secondo le normative dell'UE, è consentito un massimo del 60 per cento.

 

 

Tuttavia, è ancora del tutto incerto se Salvini troverà una maggioranza parlamentare a sostegno della distribuzione dei minibot. Nell'elezione alla Camera dei Deputati nel 2018, la Lega aveva ottenuto il 17,4% dei voti. Nelle elezioni europee del 26 maggio, tuttavia, i populisti di destra hanno raddoppiato la loro percentuale di voti, arrivando al 34,3%.

 

Pertanto, l'uomo politico della Lega potrebbe impostare le eventuali elezioni anticipate come un voto sull'indipendenza del paese da Bruxelles. Da sola, la minaccia di una valuta parallela, potrebbe destabilizzare l'eurozona. Con un debito totale di 2,3 trilioni di euro, Roma ha un enorme potenziale di minaccia.

 

01/06/19

Telegraph - L'Italia risponde alla UE con la sfida dei Minibot

 

Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph commenta lo scontro che si profila tra l'Italia e la Commissione europea a proposito degli assurdi vincoli di bilancio che inesorabilmente continuano ad imporre al nostro paese già così provato le politiche di austerità. In sostanza, secondo Pritchard le élite della zona euro – che con un riflesso condizionato che egli definisce "maniacale" hanno scelto il momento post-elettorale per mandare al governo italiano la lettera di accusa sul mancato rientro del debito - stanno rischiando una rivolta dell'Italia.

 

Pritchard cita Matteo Salvini, che ha chiaramente affermato di "non voler governare un paese in ginocchio", e Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, il quale da parte sua ha sottolineato come l'Italia sia contributore netto del bilancio UE, abbia un surplus commerciale e un avanzo primario di bilancio, per cui "non abbiamo bisogno di nulla da nessuno. E siamo più in forma della Francia ".

Pritchard così descrive la posizione del nostro governo:

 

"La strategia della Lega è quella di offrire ai leader europei una scelta: riformare i trattati dell'UE per consentire una politica fiscale più espansiva e consentire alla Banca centrale europea di agire come prestatore di ultima istanza; o affrontare le conseguenze del suo rifiuto.

 

Bruxelles dice che l'Italia non è riuscita a fare "progressi sufficienti" sul livello del debito, anche se la causa principale del suo slittamento è stata la recessione e il crollo del commercio mondiale. Le richieste dell'Unione sono "vandalismo macroeconomico". Sta ordinando a un paese già in crisi di dare una violenta stretta alla politica di bilancio, dell'1,5% del PIL, dopo il ritiro dello stimolo monetario da parte della BCE.

 

La prescrizione è inutile e controproducente, perché porterà a una riduzione del PIL italiano e a un aumento del rapporto debito / Pil per l' "effetto denominatore". Ma la legge è legge - almeno per l'Italia di Salvini, se non per la Francia di Macron."

 

Se è vero che l'intenzione di Salvini non è quella di "impiccarsi a delle stupide regole", ma invece di portare la disoccupazione al 5% facendo investimenti e sottoponendo il paese a uno shock fiscale positivo grazie alla flat tax al 15%, Pritchard osserva tuttavia che "l'Italia non è l'America", nel senso che non è un paese sovrano sul piano economico e monetario. Egli ha poca o nulla fiducia nella flessibilità che verrà concessa all'Italia: "sotto l'attuale struttura dell'unione monetaria il suo piano è impossibile". Già questa piccola scaramuccia post-elettorale è bastata per un rialzo dello spread, ancora contenuto. A 300 punti base inizia lo stress, e a 400 entra in crisi il sistema bancario.

 

A questo punto Pritchard cita la possibilità di utilizzare come scudo i "Minibot", titoli di debito di piccolo taglio da emettere al fine di ripagare i debiti già esistenti della pubblica amministrazione nei confronti di famiglie e imprese. Un piano già previsto nel solenne "contratto di governo" della coalizione da affiancare al pacchetto di riforme fiscali con l'obiettivo di mobilitare il credito e mettere in circolazione denaro, ma che potrebbe essere utile per limitare i danni in un eventuale scontro finale con la Commissione:

 

"Una volta che questi titoli di Stato a breve termine saranno scambiati sul mercato, diventerebbero una valuta di fatto, l'Italia avrebbe un sistema monetario diviso e l'euro potrebbe anche dissolversi dall'interno. La mia ipotesi è che la BCE in primo luogo razionerebbe e poi chiuderebbe l'accesso al sistema di pagamenti Target2 per la Banca d'Italia.

 

Ma i poteri forti dello stato profondo italiano lasceranno che le cose vadano così lontano? C'era molta spavalderia un anno fa. Si è poi ridotta a poco. Sull'ultima manovra di bilancio l'alleanza Lega-Cinque Stelle ha capitolato. Il Presidente Sergio Mattarella, un'eredità dal vecchio regime, li ha chiusi in trappola.

 

Ha usato i poteri costituzionali del Quirinale - raramente invocati sotto la Seconda Repubblica - per bloccare la loro agenda economica. Ha posto il veto su alcune nomine e ha installato dei tecnocrati nei dipartimenti chiave.

 

Ma la vittoria elettorale della Lega ha cambiato le carte in tavola. "Abbiamo molto più potere contrattuale", ha dichiarato Borghi. 'Sappiamo che vi sarà una dura resistenza ad ogni livello, ma questa volta intendiamo imporre la nostra linea'."

 

 

I nodi della battaglia politica con la nuova Commissione arriveranno al pettine quest'autunno con la nuova manovra di bilancio, e con la Germania e il blocco dei paesi del nord che sinora si sono decisamente rifiutati di rifondare l'eurozona su basi più sostenibili per affrontare la prossima fase negativa del ciclo economico globale, respingendo tutte le ipotesi di unione fiscale e di condivisione del debito.

 

In questa difficile situazione, se all'Italia non sarà concesso spazio fiscale, il paese rischia il default sul debito pubblico. Pritchard cita Lorenzo Codogno, ex capo economista del Tesoro italiano e ora a LC Macro Advisors, il quale afferma che "gli altri paesi europei si stanno preparando al default dell'Italia". Secondo Pritchard la situazione è ancora più pericolosa che nella crisi del 2012. Il nostro paese dovrebbe richiedere un salvataggio formale a condizioni rigorose, e ci vorrà un voto nel Bundestag tedesco. Sarebbe un commissariamento di Roma da parte della "Troika".

 

Così conclude Pritchard:

 

"Le azioni della Commissione europea in questo frangente sono sorprendenti. Hanno emesso un ultimatum grossolano indipendentemente dall'immenso rischio finanziario. Stanno provocando inutilmente il nuovo trionfante leader della seconda più grande potenza manifatturiera d'Europa.

 

Dire che Bruxelles non ha avuto scelta a causa delle rigide regole del meccanismo fiscale equivale a riconoscere l'assurdità della costruzione dell'UEM. Il progetto ha portato l'Europa in questo folle vicolo cieco.

 

Se Salvini dovesse far crollare l'intero tempio sulle loro teste, se la saranno cercata."

09/09/17

Reuters - La moneta parallela dell'Italia potrebbe essere il punto di partenza per un'uscita dall'euro

L'idea di una moneta italiana parallela all'euro si sta diffondendo, anche grazie all'uscita dell'ex primo ministro Berlusconi. Qui ne parla Reuters, che fa una panoramica delle varie ipotesi in circolazione, dalla doppia moneta di Berlusconi, ai MiniBOT del professor Borghi, alla moneta fiscale del professor Zezza. Se per alcuni la nuova moneta potrebbe essere usata come mezzo di pressione per ottenere un ammorbidimento delle regole da parte di Bruxelles,  i più forti sostenitori della moneta parallela puntano ad utilizzarla per preparare il terreno all'uscita dell'Italia dall'euro, evento che prima o poi appare destinato a verificarsi. 

 

 

 

di Gavin Jones, 8 Settembre 2017

 

ROMA (Reuters) - I principali partiti di opposizione italiani stanno sostituendo le loro richieste di uscire dall'euro con delle proposte apparentemente meno radicali, di affiancare all'euro una nuova moneta che secondo loro può favorire la crescita e l'occupazione.

 

Tuttavia, se uno di questi possibili regimi di moneta parallela venisse adottato con successo, molti italiani potrebbero convincersi che l'economia può funzionare anche senza l'euro, e rendere così più probabile un'eventuale uscita dalla moneta unica.

 

È un grande "se": i precedenti piani di questo genere sono stati sperimentati in tutto il mondo con risultati contrastanti e ci vorrà un grosso cambiamento politico perché una cosa del genere possa accadere in Italia, ma non è da escludere.

 

Roberto Perotti, professore di economia presso l'Università Bocconi di Milano, ha affermato: "Si può fare, dal punto di vista tecnico e politico, è perfettamente possibile".

 

Tre dei quattro maggiori partiti italiani - il partito di opposizione Movimento 5 stelle, e i partiti di destra Lega Nord e Forza Italia di Silvio Berlusconi - propongono l'introduzione di una valuta parallela dopo le elezioni previste all'inizio del prossimo anno.

 

Hanno elaborato la proposta della doppia valuta come un modo per continuare a intercettare il diffuso sentimento anti-euro degli italiani, evitando - almeno per ora – il grosso sconvolgimento e le turbolenze del mercato che un'uscita netta dall'euro potrebbe scatenare.

 

I sondaggi attualmente prevedono un parlamento diviso, in cui i tre partiti potrebbero ottenere la maggioranza dei seggi, ma non riuscire a formare un governo a causa delle divisioni su altre questioni.

 

Alcuni parlamentari della Lega Nord e dei 5 stelle affermano che il loro obiettivo primario è convincere Bruxelles e gli altri paesi partner dell'Italia a cambiare le regole fiscali europee per consentire loro una maggiore spesa pubblica e il taglio delle imposte. La minaccia di una moneta parallela, cui la Commissione europea si oppone, può aiutarli a raggiungere questo obiettivo, dicono.

 

Tuttavia, molti dei più forti sostenitori del regime della doppia moneta sono anti-euro e riconoscono che uno dei suoi obiettivi principali sarebbe quello di preparare il terreno per un'uscita dall'euro, quando sarà il momento.

 

"Con una moneta parallela in circolazione, se vogliamo uscire dall'euro la nostra economia sarà ancora in grado di operare, anche se la Banca centrale europea cercasse di schiacciarci chiudendo i rubinetti della liquidità in euro", ha detto il responsabile dell'economia della Lega Nord, Claudio Borghi.

 

Gli italiani erano fortemente pro-euro quando la moneta unica è stata lanciata, nel 1999, ma da allora l'Italia è stata l'economia più lenta dell'area dell'euro e molti considerano l'euro responsabile del peggioramento del loro standard di vita e dell'alta disoccupazione.

 

Un sondaggio dell'agenzia Winpoll a marzo ha mostrato che solo una metà degli italiani sostiene l'euro e un sondaggio a livello europeo nel mese di luglio da parte del think tank tedesco Bertelsmann Stiftung ha mostrato che solo il 17% degli italiani dichiara di essere soddisfatto della direzione in cui si sta muovendo l'Unione europea, la metà della media UE.

 

MERCATI NERVOSI

 

La Commissione europea è preoccupata delle voci sulla valuta parallela, come anche i mercati finanziari.

 

Il mese scorso, dopo che Berlusconi ha dichiarato di essere favorevole alla stampa di una "nuova lira" per uso interno, allo scopo di pompare denaro nell'economia, gli investitori hanno venduto i titoli del governo italiano. Secondo il piano di Berlusconi gli euro continuerebbero ad essere utilizzati per tutte le operazioni internazionali e dai turisti.

 

Berlusconi, che è stato primo ministro italiano per quattro mandati, aveva già presentato la proposta in precedenza, ma i mercati ora sono particolarmente aggressivi, davanti alla prospettiva di una tornata elettorale in cui il partito democratico (PD) al governo  è l'unico a non voler mettere in discussione l'attuale impostazione dell'euro.

 

Il PD è dato testa a testa con il Movimento 5 stelle, mentre gli alleati della Lega Nord e di Forza Italia sono dati al terzo e al quarto posto.

 

Alla nostra richiesta di un commento per questo articolo, la Commissione europea ha dichiarato che nell'area dell'euro è ammessa una sola moneta legale. Eppure molti sostenitori della doppia valuta sostengono che questo non è un ostacolo.

 

Essi sostengono che la definizione di "moneta legale" si riferisce alla valuta che i venditori sono obbligati ad accettare. Se non esiste alcun obbligo, una valuta parallela non violerà i trattati dell'Unione europea, dicono.

 

Daniel Gros, direttore del Centre for European Policy Studies a Bruxelles, è d'accordo. "Se non ci sono obblighi, non esiste alcun problema legale", ha dichiarato.

 

Tuttavia, Gros dubita che queste proposte verranno mai adottate, considerandole solo delle posizioni volte a distrarre l'attenzione dal vero problema dell'economia italiana, che è una mancata crescita della produttività.

 

"PRONTI AL CROLLO DELL' EURO"

 

I sostenitori della valuta parallela in Italia guardano al successo dei buoni pasto forniti dai datori di lavoro, attualmente utilizzati da milioni di italiani per l'acquisto di generi alimentari, oltre che per i pasti.

 

Le valute parallele hanno numerosi precedenti storici. Berlusconi cita spesso le AM lire, introdotte in Italia dagli alleati durante e dopo la seconda guerra mondiale. Uno dei casi più riusciti è il franco svizzero WIR, lanciato nel 1934 per essere utilizzato dalle imprese, che ancora le aiuta a ottenere credito a basso costo nelle fasi di calo del ciclo economico.

 

Marine Le Pen, leader del Front National, partito francese di opposizione alla UE, durante la campagna elettorale di quest'anno ha proposto la reintroduzione del franco in parallelo con l'euro.

 

Borghi della Lega Nord ha dichiarato che l'Italia "deve essere pronta per il collasso dell'euro", che secondo lui è solo una questione di tempo.

 

Egli è l'architetto della proposta del partito - che Berlusconi ha anche lasciato intendere che avrebbe sostenuto – detta dei "Mini-BOT", dal nome dei titoli di Stato italiani a breve termine.

 

Borghi dice che inizialmente circa 70 miliardi di euro di questi Mini-BOT di piccolo taglio, privi di interessi, sarebbero emessi dal Tesoro a favore delle imprese e delle persone fisiche che vantano crediti nei confronti dello Stato, come pagamento di servizi o come rimborsi fiscali.

 

Potrebbero quindi essere utilizzati come denaro per pagare le imposte e qualsiasi servizio o bene fornito dallo Stato, tra cui, ad esempio, la benzina nelle stazioni di servizio gestite dall'ENI, l'impresa petrolifera a controllo statale.

 

Borghi sostiene che questo convincerà le persone ad usarli e le imprese ad accettarli come mezzi di pagamento, e ha già lanciato dei sondaggi su Twitter e su Facebook per scegliere le proposte più popolari per le immagini da stampare sui Mini-BOT.

 

Perotti della Bocconi ha dichiarato che l'impatto potrebbe essere grave: "Aumenterà il debito pubblico, Bruxelles farà delle obiezioni e, soprattutto se saranno emessi su larga scala, potrebbero rendere più probabile che alla fine saremo costretti a uscire dalla zona euro".

 

Gli economisti che sostengono l'idea ammettono che farà aumentare l'enorme debito pubblico italiano, il secondo più alto nella zona euro dopo la Grecia, ma dicono che questo problema sarà presto superato grazie all'impatto positivo sulla crescita economica.

 

Il partito di opposizione Movimento 5 stelle, che ha ripreso i piani per un referendum sull'euro, sostiene una proposta di "moneta fiscale" presentata dal professore di economia Gennaro Zezza che, come Borghi, crede che l'euro prima o poi fallirà.

 

La moneta fiscale di Zezza inizialmente sarebbe una moneta elettronica, ma il professore ha detto che le banconote potrebbero essere emesse entro circa un anno. La moneta fiscale permetterebbe allo Stato di pagare gli stipendi pubblici e di finanziare investimenti e, come per i Mini-BOT, potrebbe essere utilizzata dai cittadini per pagare le tasse.

 

"La nostra idea ha molto in comune con i Mini-Bot", ha aggiunto Zezza.

01/09/17

Con una moneta parallela l'economia italiana potrebbe decollare

L'idea di Claudio Borghi dei MiniBot come valuta parallela da affiancare all'euro, e che potrebbe funzionare egregiamente da facilitatore all'uscita dall'eurozona, ha conquistato molta notorietà anche grazie a Silvio Berlusconi, che su Libero ha discusso la proposta, simile per certi aspetti, di una doppia valuta. Se ne è parlato molto anche all'estero. Qui un articolo di Market Watch sostiene come una valuta parallela da affiancare all'euro potrebbe essere l'originale via italiana per liberare la propria economia dalle pastoie di una moneta troppo forte dominata dal marco tedesco.

 

 

di Matthew Lynn, 23 Agosto 2017

 

Con l'euro l'Italia non è riuscita a crescere per quasi due decenni

 

Le invenzioni italiane nel corso dei secoli sono state straordinarie. Il giornale. La pistola. La radio. La borsa. L'autostrada. E come trascurare quegli elementi basilari della vita moderna che sono i jeans (originariamente dalla parola francese per Genova: genes) o la pizzeria.

 

Pochi altri paesi hanno contribuito altrettanto a dare forma al mondo in cui viviamo.

 

Adesso l'Italia potrebbe essere sull'orlo di un'altra innovazione importante. Una valuta parallela da affiancare all'euro. Ha già avuto l'appoggio dell'ex primo ministro Silvio Berlusconi, e i partiti che la sostengono sono in crescita costante nei sondaggi.

 

Potrebbe funzionare? L'establishment dell'economia mainstream senza dubbio disprezzerà l'idea. Eppure, in realtà, una valuta parallela potrebbe offrire un'elegante via d'uscita dall'euro, mantenendo alcuni dei vantaggi della moneta unica e liberando il paese dalla recessione senza fine. Se l'Italia prendesse questa strada, potrebbe rapidamente diventare una delle economie più attrattive del mondo.

 

È difficile trovare parole per descrivere l'esperimento italiano di fusione della propria moneta con la Germania, la Francia e il resto dell'eurozona, se non come "penoso fallimento". Dall'adozione dell'euro, il tasso di crescita medio annuo dell'Italia è stato pari a zero, secondo i calcoli dell'Istituto Bruegel. Avete letto bene. Assolutamente niente, in quasi due decenni.

 

In confronto, la Spagna ha avuto una crescita di 1,08%, la Francia 0,84% e la Germania 1,25%.

 

Il tasso di disoccupazione dell'Italia è un rovinoso 11%, il più alto delle tre economie più grandi d'Europa (in pratica la disoccupazione in Italia appare ben maggiore, ndVdE), e la disoccupazione giovanile è uno spaventoso 35%. Il debito pubblico è salito al 133% del prodotto interno lordo, non perché il governo sia particolarmente stravagante, ma perché questo è ciò che succede in un'economia a crescita zero.

 

Il suo sistema bancario è vicino al crollo e il tasso di povertà è in rapido aumento. Sarebbe difficile trovare un record peggiore di questo.

 

Certo, l'economia italiana sta andando leggermente meglio quest'anno. La crescita è arrivata fino all'1% e il mercato azionario ha avuto un rimbalzo. Ma con un solo punto percentuale dopo anni di recessione, e con l'aiuto di più di duemila miliardi di euro stampati dalla Banca Centrale Europea, non c'è nulla da festeggiare. La prospettiva a lungo termine rimane cupa.

 

Sullo sfondo, in Italia comincia ad avere luogo un affascinante dibattito, non sull'uscita dall'euro, ma sull'introduzione di una valuta parallela.

 

Il suo principale sostenitore è l'ex primo ministro Silvio Berlusconi, che, nonostante i suoi numerosi fallimenti - come Donald Trump - continua a ripresentarsi sulla scena. In un'intervista a Libero Quotidiano ha sostenuto che una moneta parallela accanto all'euro sarebbe, a suo avviso, pienamente coerente con i trattati esistenti nell'UE e nella zona euro. Le imprese e i consumatori, e ovviamente il governo, potrebbero quindi scegliere quale moneta utilizzare per fare affari.

 

Come sottolinea Berlusconi, quest'idea non è molto lontana dall'idea della Lega Nord di una mini valuta che sarebbe utilizzata per pagare le imposte, i contributi sociali e così via [sui cosiddetti MiniBot, vedi qui, ndVdE]. Il partito di centro-destra di Berlusconi e la Lega Nord messi insieme, secondo i sondaggi, rappresentano il 30% dell'elettorato. Con il Movimento 5 Stelle anch'esso critico verso l'euro, è assolutamente possibile che l'Italia possa sperimentare un nuovo tipo di moneta nei prossimi anni.

 

L'Italia non è il primo paese che ha pensato a quest'idea. L'ex ministro greco delle finanze, Yanis Varoufakis, nel 2015 aveva ventilato per il suo paese l'idea di una valuta parallela da affiancare all'euro.

 

Ma potrebbe effettivamente funzionare nella pratica? La maggior parte degli economisti probabilmente affermerebbe il contrario. Nessuno vorrebbe accettare le nuove banconote e monete. Non ci sarebbe nessuno disponibile a scambiarle, facendone crollare il valore e rendendole ancor meno attraenti. Non ci sarebbe una banca centrale a gestire la nuova moneta, e le banche potrebbero non essere nemmeno disposte ad accettare depositi denominati nella nuova unità. Potrebbe diventare del tutto irrilevante molto rapidamente.

 

Sono tutte obiezioni valide. Eppure è ben lungi dall'essere un'idea ridicola. Se la nuova moneta fosse sostenuta dal governo, avrebbe una immediata circolazione e credibilità - e dato che lo Stato italiano rappresenta circa il 40% del PIL, quasi la metà dell'economia opererebbe con la nuova unità monetaria sin dal primo giorno.

 

Supponendo che essa si svaluterebbe notevolmente nei confronti dell'euro e supponendo che la maggior parte dei salari verrebbe pagata nella nuova unità, ci sarebbe una svalutazione competitiva immediata verso il resto della zona euro. I prezzi sarebbero probabilmente fissati in entrambe le valute, come accade nelle regioni frontaliere, creando un giro d'inflazione nella nuova valuta. Ma questo potrebbe risolversi molto rapidamente. La svalutazione riporterebbe la competitività e farebbe di nuovo crescere l'economia.

 

Le grandi imprese potrebbero ancora utilizzare l'euro all'interno, e così i mercati finanziari. Ma l'euro potrebbe anche gradualmente scomparire dalla vita quotidiana italiana.

 

L'Italia non deve necessariamente andare così male in economia. Dal 1961 al 1980 la sua economia è cresciuta a un tasso medio del 4,16%, leggermente dietro la Spagna e molto più veloce della Francia o della Germania. Il mondo ama la roba italiana: l'Italia è stata spesso leader mondiale non solo nella pasta e nel gelato (che pure sono parecchio buoni), ma anche nella progettazione, nella tecnologia, nei media e nelle arti.

 

In realtà, è stata frenata negli ultimi 17 anni dalla decisione di passare a una moneta dominata dalla Germania, per la quale non era preparata e a cui non si è mai adattata con successo. Una volta che questa decisione è stata presa, è difficile innestare la marcia indietro. Difficile, ma non impossibile.

 

Una valuta parallela sarebbe una ingegnosa via di fuga. Può accadere o meno - e sicuramente non c'è da scommetterci nel brevissimo termine. Ma se accadesse, il dinamismo represso dell'Italia potrebbe scatenarsi molto rapidamente - e al primo segnale del lancio effettivo della nuova moneta, gli investitori intelligenti dovrebbero comprare il più rapidamente possibile.