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29/04/19

La Chiesa ortodossa russa si oppone ufficialmente all'obbligo vaccinale nei bambini

Riprendiamo dal sito russian-faith.com la dichiarazione ufficiale della Commissione patriarcale per la Famiglia, la Maternità e l'Infanzia della Chiesa ortodossa russa, che prende posizione contro l'obbligo vaccinale, di cui si occupano alcune recenti proposte di legge in Russia. Al di là dell'equilibrio e del buon senso espressi nel documento, è sorprendente oggi che debba essere la dichiarazione di una Chiesa a ricordare che è importante rispettare la libertà di scelta dei pazienti, e che nessuna teoria scientifica deve essere assolutizzata, visto che la scienza è sempre aperta a critiche fondate, che possono portare a correzioni e a volte revisioni di idee accettate. Così come che non è limitando le informazioni contrarie ai vaccini, ma diffondendo in modo onesto e aperto informazioni complete, verificate ed affidabili che si rafforza la fiducia dell'opinione pubblica.

 

 

 

  25 aprile 2019

 

"Prima di tutto, la cura del benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori. Lo Stato e la società devono rispettare la priorità dei diritti dei genitori"

 

"È noto che, parallelamente al rischio comportato dalle malattie infettive, esiste anche il rischio di gravi complicazioni - fino alla morte - a seguito di una vaccinazione preventiva. In una tale situazione, è il paziente stesso che deve fare la scelta. Nel caso di un bambino, sono i genitori che devono fare la loro scelta... Nessuno ha il diritto di fare questa scelta per loro..."

 

Nota dell'editore: Alcuni legislatori in Russia hanno proposto nuove norme che renderebbero obbligatori i vaccini, facendo diventare difficile per i genitori che non sono d'accordo opporsi alla vaccinazione dei figli. In risposta a questo passo esagerato, la Chiesa Ortodossa Russa ha rilasciato una dichiarazione, in cui si oppone pubblicamente alla legislazione proposta e invita i legislatori russi a non implementarla.

 

La seguente dichiarazione è stata rilasciata dalla Commissione Patriarcale sulla Famiglia, un ente ufficiale di consulenza che riporta al Patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa. Tra i membri del consiglio sono inclusi padre Dmitry Smirnov e padre Maxim Obukhov, autorevoli sacerdoti di Mosca, che recentemente sono intervenuti al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona.

 

Fonte: pk-sema.ru (in Russo)

 

Sui diritti dei genitori nel campo della salute dei bambini e dell'immunoprofilassi

 

Dichiarazione della Commissione patriarcale per la Famiglia e Protezione della Maternità e dell'Infanzia

 

La Commissione Patriarcale per la Famiglia, la Maternità e l'Infanzia ha ricevuto diversi appelli a esprimere una posizione sulla discussione pubblica in corso a proposito di alcune misure proposte da singoli legislatori, rappresentanti di dipartimenti governativi e specialisti, con la finalità di aumentare la copertura nella popolazione - soprattutto dei bambini - delle vaccinazioni preventive.

 

Recentemente, in occasione di eventi di alto livello, sono state proposte alla discussione pubblica le seguenti misure, in particolare:

 

  • - limitazione del diritto dei genitori a dare il consenso volontario informato riguardo alla vaccinazione preventiva dei bambini o a rifiutarla;

  • - limitazione del diritto dei bambini non vaccinati a frequentare le lezioni nelle organizzazioni educative;
    - introduzione di documenti vaccinali obbligatori per i bambini (compresi documenti elettronici) in cui siano registrati i motivi del rifiuto di una o dell'altra vaccinazione;

  • - limitazione della diffusione di informazioni critiche nei confronti della prevenzione ottenuta attraverso i vaccini.



 

 

A questo proposito, la Commissione patriarcale ritiene necessario dichiarare quanto segue:

 

"La Chiesa ortodossa ha un grandissimo rispetto per le attività mediche, che si basano sul ministero dell'amore, volto a prevenire e alleviare la sofferenza umana" [1]. Grazie ai progressi della scienza medica, anche nel campo della prevenzione, sono diventati possibili la prevenzione e la cura di molte malattie, così come un reale sollievo delle sofferenze che queste portano alle persone.

 

La chiesa non valuta l'efficacia né il rischio degli effetti indesiderati conseguenti a specifici interventi medici o a farmaci. Questa valutazione è l'oggetto di ricerche basate su prove raccolte con standard scientifici e sulla libera discussione degli specialisti universitari. Allo stesso tempo, "La Chiesa mette in guardia contro i tentativi di assolutizzare qualsiasi teoria medica" [2], ricordando che le opinioni scientifiche sono in evoluzione e sono sempre aperte a critiche valide, che possono portare a correzioni e, talvolta, a revisioni di idee ormai accettate.

 

Allo stesso tempo, la Chiesa non può astenersi dalla valutazione degli aspetti morali di questa sfera dell'attività umana. La sua posizione, in particolare, si basa sul seguente principio: "La relazione medico-paziente deve essere basata sul rispetto per l'integrità, la libera scelta e la dignità dell'individuo. La manipolazione dell'uomo è inaccettabile anche in nome dei migliori propositi"[3].

 

Prima di tutto, la cura del benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori. Lo Stato e la società devono rispettare la priorità dei diritti e delle responsabilità dei genitori, basate sulla presunzione della loro buona fede. Sono i genitori a dover prendere le decisioni relative all'educazione dei bambini, alla loro istruzione e alla loro assistenza sanitaria. Si può fare eccezione a questo principio solo in presenza di azioni deliberatamente malvagie o criminali da parte dei genitori.

 

Vale la pena ricordare che il riconoscimento nei sistemi giuridici di diversi Paesi della necessità di ottenere un consenso volontario informato prima di praticare un intervento medico e il diritto di rifiutarlo è stato una conseguenza della condanna dei crimini nazisti nel processo di Norimberga, comprese le manipolazioni mediche imposte e gli esperimenti effettuati su persone. Da allora, il rispetto di questi principi etici e legali è diventato una caratteristica comune in ogni società normale.

 

Questi principi sono riconosciuti dalla legge russa. Diverse leggi federali affermano il diritto dei genitori a dare il loro consenso volontario informato a un intervento medico che riguardi i loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, o a rifiutarlo [4].

 

È noto che, parallelamente al rischio comportato dalle malattie infettive, esiste anche il rischio di gravi complicazioni - fino alla morte - in conseguenza di una vaccinazione preventiva. In una tale situazione, è il paziente stesso che deve fare la scelta. Nel caso di un bambino, sono i genitori che devono fare la loro scelta in ciascun caso particolare, tenendo conto dei consigli e delle raccomandazioni degli specialisti, nonché di altre informazioni. Nessuno ha il diritto di fare questa scelta per loro, neanche seguendo la comprensione ben informata da parte del bambino.

 

La Commissione patriarcale ritiene che:

 

  • - I genitori debbano mantenere il diritto di prendere decisioni informate in merito alla salute dei loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, senza subire alcuna pressione. La persecuzione dei genitori che esercitano questo diritto è inaccettabile.

  • - I genitori non debbano essere costretti in alcun modo a indicare le ragioni su cui si basano le loro scelte. Un intervento medico o il suo rifiuto deve rimanere un segreto medico protetto dalla legge.

  • - Il diritto dei bambini all'educazione, compresa la possibilità di studiare negli istituti scolastici, non deve essere limitata perché i loro genitori si sono rifiutati di far effettuare su di loro le vaccinazioni preventive, eccetto nei casi in cui si verifichino malattie infettive di massa o la minaccia immediata di epidemie.

  • - I genitori devono essere in grado di prendere le proprie decisioni, ricevendo e valutando in modo indipendente varie informazioni, incluse le informazioni critiche. Limitare la diffusione delle informazioni critiche sui vaccini preventivi non porterà ad un aumento della fiducia dei genitori nei professionisti e nel sistema sanitario. Questa fiducia sarà facilitata solo fornendo ai genitori apertamente e onestamente informazioni complete, verificate e affidabili, comprese le informazioni sui rischi associati alla vaccinazione o a vaccinazioni specifiche.


 

 

A questo riguardo, la Commissione patriarcale per la Famiglia, la protezione della Maternità e dell'Infanzia non può sostenere le misure citate in apertura.

 

Note:

[1] The Foundations of the Social Concept of the Russian Orthodox Church, XI.1.

[2] Ibid., Xi.3.

[3] Ibid., Xi.3.

[4] Art. 20 comma 2 della legge federale "Sui fondamenti della tutela della salute dei cittadini nella Federazione russa", art. 5 p. 1 e art. 11 p. 2 della legge federale "Immunoprofilassi delle malattie infettive", art. 7 p. 2 della legge federale "Prevenzione della diffusione della tubercolosi nella Federazione russa", ecc.

19/11/18

Nature - I limiti dell'obbligo vaccinale

Dopo l'editoriale di Prescrire che abbiamo proposto qualche tempo fa, è interessante osservare un altro editoriale, pubblicato quest'anno da quella che è forse la rivista scientifica più prestigiosa in assoluto: Nature. Anche in questo caso una posizione di pieno sostegno all'uso dei vaccini non impedisce un'altrettanto aperta disanima delle criticità connesse al ricorso all'obbligo per aumentarne la diffusione.

 

Nature sottolinea infatti come imporre per legge le vaccinazioni possa risultare controproducente e come dovrebbe essere al massimo una misura temporanea.

 

Il quadro banalizzato e riduttivo presentato dai media italiani - novax da una parte/favorevoli all'obbligo vaccinale dall'altra - si sfalda di fronte alle posizioni assai più articolate e meditate di un caposaldo dell'informazione scientifica autorevole come Nature.

 

Riprendiamo brevemente alcune parti dell'articolo, rinviando all'originale chi fosse interessato alla lettura completa.

 

L'editoriale di Nature, probabilmente per non rischiare di generare equivoci sulla posizione della rivista sul tema, apre con una aperta e ferma presa di posizione sull'importanza della vaccinazione come strumento vitale per la salute pubblica (si può far notare, en passant, che l'editoriale di Prescrire, che non parla di vaccini in generale, ma di vaccini con un rapporto tra rischi e benefici favorevole, è sicuramente più accurato). Su Nature è definita come molto più controversa l'opportunità di imporre le vaccinazioni per obbligo, anche tenendo conto delle diversità culturali ed etiche tra diverse popolazioni.

 

Commentando la legge francese che ha reso obbligatorie 11 vaccinazioni dal 1° gennaio 2018, vietando l'accesso ad asili, scuole e campi scolastici ai bambini non vaccinati, Nature cita il fatto che molti medici di base in Francia si sono schierati tra chi sostiene che si tratti di un provvedimento autoritario che potrebbe avere dei contraccolpi, tra cui provocare l'ostilità dei genitori e maggiore diffidenza sui vaccini.

 

Nature afferma inoltre che l'obbligo vaccinale non è una risposta corretta (il termine usato per caratterizzare la decisione del governo francese è "misguidedly") né sufficiente per contrastare - come è giusto fare - le voci allarmistiche sulla sicurezza dei vaccini, in particolare quelle diffuse dai gruppi no-vax.

 

Interessante come Nature sostenga, citando testualmente, che "dipingere l'esitazione sociale sui vaccini come una semplice battaglia tra i gruppi anti-vaccini e la popolazione ignorante da una parte, e le ragioni della scienza e della sanità pubblica dall'altra - come ha fatto il governo francese - porta a una controversia inutile e sterile, e a una visione semplicistica della questione, che nasconde temi complessi, come le molteplici cause della "esitazione vaccinale" nella popolazione, e il ruolo fondamentale legato al costruire fiducia nelle istituzioni sanitarie e nell'informazione che proviene dal governo e dagli scienziati."

 

Ancora,  secondo Nature la reazione del governo francese, ovvero imporre l’obbligo, è semplicistica e si sottrae alla più importante responsabilità da parte dello Stato: “Lavorare con pazienza, fianco a fianco con gli operatori sanitari e i pazienti, per migliorare quella che è già una buona accettazione dei vaccini” in Francia.

 

Il rischio, secondo Nature, è che una legge di questo tipo provochi proprio ulteriori resistenze infondate a vaccini che possono salvare vite. La strategia migliore, secondo Nature, è impegnarsi per sostenere con forza nei confronti dell'opinione pubblica i benefici delle vaccinazioni, e usare meglio le prove disponibili per implementare strategie maggiormente proattive.

29/10/18

Prescrire - Obbligati? Sull'imposizione dei vaccini

Sulla delicata e seria questione dell'obbligo vaccinale (qui una lettura consigliabile per approfondire l'argomento), il "frame" costruito dai media mette in scena due schieramenti contrapposti: quello dei fedeli alla scienza, propugnatori sia dell'utilità dei vaccini sia dell'obbligo di legge come misura necessaria per sostenerne la diffusione; e quello della irrazionalità e dell'ignoranza, che disconosce i vantaggi delle vaccinazioni e si oppone per questo non solo al loro obbligo ma anche alla loro  pratica. In soldoni: chi non è d'accordo sull'obbligo è un "novax". Non è così. Al contrario, nel mondo scientifico il ricorso all'obbligo di vaccinazione non ha mai goduto di particolare sostegno. Per contribuire a un quadro più corretto, proponiamo l'editoriale uscito all'inizio di quest'anno sulla autorevolissima rivista medica  francese La revue Prescrire, considerata a livello internazionale un autentico caposaldo della letteratura medica fondata sulle prove ed indipendente dagli interessi delle case farmaceutiche. L'obbligo di vaccinazione, secondo Prescrire, è il triste segno dell'incapacità di rispondere alle contestazioni, ma anche alla richiesta di maggiori conoscenze, con dati solidi e scelte trasparenti.

 

 

 

Di Prescrire, febbraio 2018

 

In Francia oggi la consuetudine prevede di praticare ai neonati 11 vaccinazioni. Una scelta giustificata da motivazioni solide. Tre erano già obbligatorie, mentre le altre otto erano raccomandate. Nel 2018 sono state rese tutte obbligatorie. Avrebbero anche potuto diventare tutte "raccomandate".

 

Le autorità sanitarie francese, con la ratifica del Parlamento, hanno scelto la strada dell'obbligo per accrescere o mantenere la copertura vaccinale, di fronte alle forti resistenze espresse nei confronti di alcune vaccinazioni (leggi alle pagine 103-104).

 

Ai timori sugli effetti indesiderati di alcune vaccinazioni e alle richieste di ricerche più attive sulle loro conseguenze a lungo termine, le autorità sanitarie francesi hanno scelto di rispondere con l'autoritarismo, giudicando i genitori che si oppongono alle vaccinazioni come degli "irresponsabili": espongono i loro bambini al rischio di tetano, la collettività al rischio di morbillo, le donne incinte al rischio di rosolia. Per questi genitori, sono le autorità sanitarie che sono "irresponsabili": si rifiutano di prendere in considerazione avvertimenti che emergono dalla farmacovigilanza, esponendo i bambini a gravi effetti indesiderati, in particolare neurologici.

 

La autorità sanitarie francesi nel 2017 hanno deciso di forzare la mano, assumendo un atteggiamento paternalistico, anche nei confronti di chi domanda maggiori conoscenze, in particolare sugli adiuvanti. Questa risposta deresponsabilizza i genitori e gli operatori sanitari, e alimenta la diffidenza. Rischia di portare a uno scontro con genitori convinti di difendere i bambini. Certezza contro certezza, senza alcun progresso sulla strada della valutazione.

 

Questa risposta è un triste segno di incapacità. Incapacità di affrontare una contestazione, quale che ne sia la parte di irrazionalità e di scientificità. Incapacità di costruire una risposta adeguata, in una società in cui il sapere è condiviso e multiplo. Incapacità di sostenere gli operatori sanitari nel loro ruolo di mediatori, fornendo dati non influenzati dalle opinioni per quantificare i rischi e i benefici.

 

La nostra società non deve essere obbligata a scattare sull'attenti. Raccomandare le vaccinazioni che hanno un rapporto tra benefici e rischi favorevole offre il vantaggio di imporre alle autorità sanitarie alcuni obblighi: l'obbligo di fornire argomenti di sostegno chiari, senza negare i dubbi, l'obbligo di modificare le raccomandazioni a seconda dell'evolversi delle conoscenze, l'obbligo di mantenere comportamenti  esemplari nei rapporti con le case farmaceutiche che producono i vaccini e nelle scelte di sanità pubblica.