03/05/19
L'arresto di Assange è un avvertimento della storia
di John Pilger, 13 aprile 2019
L'immagine di Julian Assange trascinato fuori dall'ambasciata ecuadoriana a Londra è un emblema dei tempi. Il potere contro il diritto. La forza contro la legge. L'indecenza contro il coraggio. Sei poliziotti hanno malmenato un giornalista malato, con gli occhi che si contraevano alla prima luce naturale dopo quasi sette anni.
Che questo oltraggio si sia verificato nel cuore di Londra, nella terra della Magna Carta, dovrebbe far vergognare e arrabbiare tutti quelli che temono per la "democrazia". Assange è un rifugiato politico protetto dal diritto internazionale, che gode del diritto di asilo secondo una precisa convenzione di cui la Gran Bretagna è firmataria. Le Nazioni Unite lo hanno chiarito nella sentenza del loro Working Group sulla detenzione arbitraria.
Ma al diavolo. Che i criminali vadano avanti. Diretta dai semi-fascisti della Washington di Trump, in combutta con l'ecuadoriano Lenin Moreno, un Giuda latinoamericano bugiardo che cerca di nascondere il suo regime marcio, l'élite britannica ha abbandonato il suo ultimo mito imperiale: quello dell'equità e della giustizia.
Immaginate Tony Blair trascinato fuori dalla sua casa da diversi milioni di sterline in Connaught Square, a Londra, in manette, pronto per la spedizione all'Aia. Secondo le regole di Norimberga, il "massimo crimine" di Blair è la morte di un milione di iracheni. Il crimine di Assange è il giornalismo: chiamare in causa i responsabili, esporre le loro bugie ed emancipare il popolo in tutto il mondo attraverso la verità.
L'arresto scioccante di Assange porta con sé un avvertimento per tutti coloro che, come scrisse Oscar Wilde, "seminano il seme del malcontento [senza il quale] non ci sarebbe alcun progresso verso la civiltà". L'avvertimento è esplicito nei confronti dei giornalisti. Quello che è successo al fondatore ed editore di WikiLeaks può capitare a voi su un giornale, in uno studio televisivo, alla radio, quando fate un podcast.
Il principale persecutore mediatico di Assange, il Guardian, un collaboratore dello stato segreto, questa settimana ha dimostrato il suo nervosismo con un editoriale che ha raggiunto vette finora inviolate di subdola astuzia. Il Guardian ha sfruttato il lavoro di Assange e WikiLeaks in quello che il suo precedente direttore chiamava "il più grande scoop degli ultimi 30 anni". Il giornale ha decantato le rivelazioni di WikiLeaks e ha rivendicato i riconoscimenti e le ricchezze che gliene sono derivate.
Senza che un solo penny sia andato a Julian Assange o a WikiLeaks, un libro pubblicato dal Guardian ha portato poi a un fruttoso film di Hollywood. Gli autori del libro, Luke Harding e David Leigh, hanno abusato della loro fonte rivelando la password segreta che Assange aveva dato in confidenza al giornale, il quale avrebbe dovuto proteggere un file digitale contenente documenti trapelati dell'ambasciata USA.
Mentre Assange era intrappolato nell'ambasciata ecuadoriana, Harding ha raggiunto la polizia che stava là fuori e ha gongolato sul suo blog, dicendo che "Scotland Yard potrebbe essere quello che ride per ultimo". Da allora il Guardian ha pubblicato una serie di falsità su Assange, non ultimo una dichiarazione poi smentita che un gruppo di russi e l'uomo di Trump, Paul Manafort, avevano fatto visita ad Assange nell'ambasciata. Gli incontri non sono mai avvenuti; era falso.
Il tono ora è cambiato. "Il caso Assange è una intricata questione morale", commenta il giornale. "Lui (Assange) crede nella pubblicazione di cose che non si dovrebbero pubblicare... Ma ha sempre gettato luce su cose che non avrebbero mai dovuto essere nascoste".
Queste "cose" sono la verità sul sistema omicida con cui l'America conduce le sue guerre coloniali, le menzogne del Foreign Office britannico sulla privazione dei diritti delle persone vulnerabili, come gli Chagos Islanders, l'esposizione di Hillary Clinton come sostenitrice e beneficiaria dello Jihadismo in Medio Oriente, la descrizione dettagliata da parte degli ambasciatori americani su come riuscire a rovesciare i governi in Siria e in Venezuela, e molto altro ancora. È tutto disponibile sul sito WikiLeaks.
Il Guardian è comprensibilmente nervoso. La polizia segreta ha già visitato il giornale e ha chiesto e ottenuto la distruzione rituale di un disco rigido. Su questo, il giornale ha il documento della richiesta. Nel 1983, un funzionario del Foreign Office, Sarah Tisdall, fece trapelare alcuni documenti del governo britannico che mostravano quando sarebbero arrivate in Europa le armi nucleari Cruise americane. Il Guardian fu inondato di elogi.
Quando un'ingiunzione del tribunale chiese di conoscere la fonte, non è stato il direttore a farsi arrestare in nome del fondamentale principio di proteggere la sua fonte, ma la Tisdall è stata tradita, perseguita e ha scontato sei mesi in carcere.
Se Assange viene estradato in America per aver pubblicato ciò che il Guardian definisce "cose" veritiere, cosa impedisce che lo segua l'attuale direttore, Katherine Viner, o il precedente direttore, Alan Rusbridger, o il prolifico propagandista Luke Harding?
Che cosa deve impedire [che lo seguano] i direttori del New York Times e del Washington Post, che hanno anche loro pubblicato pezzi di quella verità che ha avuto origine da WikiLeaks, e il direttore di El Pais in Spagna, e Der Spiegel in Germania e del Sydney Morning Herald in Australia. L'elenco è lungo.
David McCraw, legale del New York Times, ha scritto: "Penso che l'azione penale [contro Assange] sarebbe un pessimo precedente per gli editori... a quanto posso capire, egli si trova in qualche modo nella stessa posizione di un editore classico e sarebbe molto difficile da un punto di vista legale distinguere tra il New York Times e WikiLeaks".
Anche se i giornalisti che hanno pubblicato i documenti trapelati da WikiLeaks non sono stati convocati da un gran giurì americano, l'intimidazione di Julian Assange e Chelsea Manning sarà sufficiente. Il vero giornalismo viene criminalizzato da delinquenti alla luce del sole. Il dissenso è diventato una debolezza.
In Australia, l'attuale governo filo-americano sta perseguendo due informatori che hanno rivelato che delle spie di Canberra hanno installato microspie nella sala delle riunioni del nuovo governo di Timor Est, con il preciso scopo di sottrarre con l'inganno alla piccola e povera nazione la sua giusta quota di petrolio e le risorse di gas nel mare di Timor. Il loro processo si terrà in segreto. Il primo ministro australiano, Scott Morrison, è tristemente famoso per aver contribuito alla creazione di campi di concentramento per rifugiati nelle isole del Pacifico di Nauru e Manus, dove i bambini si feriscono e si suicidano. Nel 2014, Morrison ha proposto campi di detenzione di massa per 30.000 persone.
Il vero giornalismo è il nemico di queste disgrazie. Una decina di anni fa, il ministero della Difesa a Londra ha prodotto un documento segreto che descriveva le tre "principali minacce" all'ordine pubblico: terroristi, spie russe e giornalisti investigativi. Questi ultimi erano considerati la minaccia più grave.
Il documento è stato debitamente divulgato da WikiLeaks, che lo ha pubblicato. "Non avevamo scelta", mi ha detto Assange. "È molto semplice: le persone hanno il diritto di sapere e il diritto di mettere in discussione e sfidare il potere: questa è la vera democrazia".
Cosa succederebbe se Assange e Manning ed altri sull'onda - se ce ne fossero altri - fossero messi a tacere e "il diritto di conoscere, mettere in discussione e sfidare" fosse eliminato?
Negli anni '70 incontrai Leni Reifenstahl, intima amica di Adolf Hitler, i cui film contribuirono a lanciare l'incantesimo nazista sulla Germania.
Mi disse che il messaggio nei suoi film, la propaganda, non dipendeva da "ordini dall'alto", ma da quello che lei chiamava la "vuota sottomissione" del pubblico.
"Questa vuota sottomissione include la borghesia liberale e istruita?" le chiesi.
"Certamente," disse lei, "specialmente l'intellighenzia... Quando le persone non si pongono più domande serie, diventano sottomesse e malleabili. Tutto può succedere."
Ed è successo.
Il resto, avrebbe potuto aggiungere, è storia.
21/02/19
Wikileaks: FMI e Banca Mondiale sono usate dagli USA come armi "non convenzionali" (e Guaidò batte cassa)
di Whitney Webb, 7 febbraio 2019
In un manuale militare sulla "guerra non convenzionale" recentemente svelato da WikiLeaks si legge che, secondo l'esercito americano, le principali istituzioni finanziarie globali - come la Banca Mondiale, il Fondo monetario internazionale (FMI) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) - sono considerate come "armi finanziarie non convenzionali da usare in conflitti che possono includere guerre generali su larga scala", e per fare leva sulle "strategie e relazioni tra stati".
Il documento, il cui titolo letteralmente recita "Field Manual (FM) 3-05.130, Army Special Operations Forces Unconventional Warfare", originariamente redatto nel settembre 2008, è stato recentemente portato sotto i riflettori da WikiLeaks su Twitter in relazione ai recenti eventi in Venezuela e all'annoso assedio economico del paese guidato dagli Stati Uniti tramite sanzioni e altre modalità di guerra economica. Sebbene il documento abbia suscitato un rinnovato interesse solo negli ultimi giorni, originariamente era stato pubblicato da WikiLeaks nel dicembre 2008, ed è stato descritto come un "manuale militare sui cambi di regime".
I recenti tweet di WikiLeaks in proposito hanno attirato l'attenzione su un particolare capitolo del documento di 248 pagine, intitolato "Financial Instrument of US National Power and Unconventional Warfare". Questo particolare capitolo evidenzia come il governo USA applichi “un potere finanziario unilaterale e indiretto che esercita un'influenza persuasiva su istituzioni finanziarie internazionali e nazionali circa la disponibilità e i termini di prestiti, sovvenzioni o di altra assistenza finanziaria a entità statali e non statali”, e specifica che la Banca Mondiale, il Fondo monetario internazionale e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), nonché la Banca dei regolamenti internazionali (BRI), sono le “sedi diplomatico-finanziarie dalle quali gli USA realizzano” tali obiettivi.
Il manuale elogia anche la "manipolazione governativa dei tassi di interesse e fiscali" insieme ad altre "misure legali e burocratiche" atte a "favorire, modificare o bloccare i flussi finanziari", e afferma inoltre che l'Office of Foreign Assets Control del Tesoro americano [Ufficio del controllo dei beni esteri] (OFAC) - che supervisiona le sanzioni statunitensi sugli altri paesi, come il Venezuela - "ha una lunga esperienza nel condurre guerre economiche strumentali a qualsiasi campagna di guerra non convenzionale da parte di ARSOF [i reparti operativi speciali dell'esercito]".
Questa sezione del manuale nota poi che tali armi finanziarie possono essere utilizzate dall'esercito statunitense per creare "incentivi finanziari o disincentivi atti a persuadere avversari, alleati e governi fantoccio a modificare il proprio comportamento a livello strategico, operativo e tattico" e che le campagne di guerra non convenzionale sono strettamente coordinate con il Dipartimento di Stato e i servizi segreti per determinare "quali elementi del terreno umano [sic] nella UWOA [Area delle operazioni di guerra non-convenzionale] sono più vulnerabili da un attacco finanziario".
Il ruolo di queste istituzioni finanziarie internazionali "indipendenti" come estensioni del potere imperiale degli Stati Uniti è elaborato altrove nel manuale, e molte di queste istituzioni sono descritte in dettaglio in un'appendice del manuale intitolata "Lo strumento finanziario del potere nazionale". In particolare, la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale sono elencati sia come strumenti finanziari e diplomatici del potere nazionale degli Stati Uniti, sia come parti integranti di ciò che il manuale definisce "l'attuale sistema di governance globale".
Inoltre, il manuale afferma che le forze armate americane "considerano che una manipolazione del potere economico correttamente integrata può e dovrebbe essere una componente della guerra non convenzionale", ossia che queste armi sono una caratteristica regolare consueta nelle campagne di guerra non convenzionale intraprese dagli Stati Uniti.
Un altro punto di interesse è che queste armi finanziarie sono in gran parte gestite dal Consiglio per la sicurezza nazionale (NSC), attualmente guidato da John Bolton. Il documento rileva che l'NSC "è primariamente responsabile per l'integrazione degli strumenti economici e militari del potere nazionale all'estero".
"Indipendenti" ma controllati
E proprio come questo manuale di guerra non convenzionale afferma apertamente che istituzioni finanziarie "indipendenti" come la Banca Mondiale e il FMI sono essenzialmente estensioni del potere del governo degli Stati Uniti, anche gli analisti ormai da decenni avvertono che queste istituzioni promuovono costantemente gli obiettivi geopolitici degli Stati Uniti all'estero.
In effetti, il mito dell’"indipendenza" della Banca Mondiale e del FMI si vanifica semplicemente osservando la struttura e il finanziamento di ciascuna istituzione. Nel caso della Banca Mondiale, l'istituzione si trova a Washington e il presidente dell'organizzazione è sempre stato un cittadino statunitense scelto direttamente dal Presidente degli Stati Uniti. Nell'intera storia della Banca Mondiale, il Board of Governors dell'istituzione non ha mai respinto la scelta di Washington.
Lo scorso lunedì [4 febbraio 2019, N.dT.] è stato reso noto che il presidente Donald Trump ha nominato alla guida della Banca Mondiale l'ex economista della Bear Stearns, David Malpass. Il punto forte nel CV di Malpass è il fatto di non aver saputo prevedere il fallimento del suo ex datore di lavoro durante la crisi finanziaria del 2008, ed è probabile che decida di limitare i prestiti della Banca mondiale alla Cina e ai paesi alleati o in procinto di allearsi con la Cina, vista la sua reputazione ben consolidata di falco nei confronti della Cina.
Oltre a scegliere il suo presidente, gli Stati Uniti sono anche il maggiore azionista della banca, il che ne fa l'unico paese membro a disporre del diritto di veto. In effetti, come si legge nel manuale, "Poiché le decisioni importanti richiedono una maggioranza dell'85%, gli Stati Uniti possono bloccare qualsiasi modifica sostanziale" alle regole della Banca Mondiale o ai servizi che offre. Inoltre, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ex banchiere di Goldman Sachs e "re dei pignoramenti", Steve Mnuchin, ha anche le funzioni di governatore della Banca Mondiale.
Sebbene il Fondo monetario internazionale sia diverso dalla Banca Mondiale sotto diversi aspetti, come la sua missione e il suo obiettivo, anch'essa è largamente dominata dall'influenza e dai finanziamenti del governo degli Stati Uniti. Ad esempio, anche il FMI ha sede a Washington e gli Stati Uniti ne sono il maggiore azionista - detengono il 17,46% delle azioni, di gran lunga la quota più consistente - e versano anche la quota maggiore per il mantenimento dell'istituzione, contribuendo ogni anno con 164 miliardi di dollari agli impegni finanziari del FMI. Sebbene gli Stati Uniti non scelgano l’alto dirigente del FMI, grazie alla posizione privilegiata come principale finanziatore dell'istituzione possono controllare le regole del FMI minacciando di trattenere i fondi se l'istituzione non si attiene alle richieste di Washington.
Come conseguenza della sproporzionata influenza degli Stati Uniti sul comportamento di queste istituzioni, queste hanno usato i loro prestiti e sovvenzioni per "sequestrare" le nazioni indebitate e imporre programmi di "aggiustamento strutturale" a questi governi oberati dal debito, che si traducono in privatizzazioni di massa di beni statali, deregolamentazione e austerità, tutte misure che generalmente avvantaggiano le multinazionali straniere rispetto alle economie locali. Spesso queste stesse istituzioni - facendo pressione sui paesi per deregolamentare il settore finanziario e attraverso rapporti di corruzione con gli attori statali - provocano gli stessi problemi economici che poi esse stesse sono chiamate a "riparare".
Guaidó batte cassa al FMI
Considerata la stretta relazione tra il governo degli Stati Uniti e queste istituzioni finanziarie internazionali, non dovrebbe sorprendere che - in Venezuela - il "presidente ad interim" sostenuto dagli Stati Uniti Juan Guaidó - abbia già fatto richiesta di fondi dal FMI, e quindi contratto un debito controllato dal FMI per finanziare il suo governo parallelo.
Ciò è molto significativo perché mostra che tra le priorità di Guaidó, oltre a privatizzare le enormi riserve petrolifere del Venezuela, c’è quella di incatenare nuovamente il paese alla macchina del debito controllata dagli Stati Uniti.
Come recentemente spiegato da Grayzone Project:
"Il precedente Presidente socialista venezuelano Hugo Chávez aveva rotto i legami con il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale, che a suo parere erano "dominati dall'imperialismo USA". Come contrappeso all'FMI e alla Banca Mondiale, il Venezuela e altri governi di sinistra in America Latina stavano invece collaborando per istituire la Banca del Sud."
Tuttavia, il Venezuela non è affatto l'unico paese dell'America Latina a essere bersaglio di queste armi finanziarie mascherate da istituzioni finanziarie "indipendenti". Ad esempio, l'Ecuador - il cui attuale presidente sta cercando di riportare il paese nelle grazie di Washington - è arrivato al punto di condurre una "revisione" della sua decisione di offrire asilo al giornalista ed editore di WikiLeaks Julian Assange allo scopo di ottenere un salvataggio da $10 miliardi dal FMI. L'Ecuador ha concesso asilo ad Assange nel 2012, e da allora gli Stati Uniti continuano affannosamente a chiedere la sua estradizione per accuse ancora imprecisate.
Inoltre, lo scorso luglio gli Stati Uniti hanno minacciato di colpire l'Ecuador con "misure commerciali punitive" se avesse proposto un provvedimento alle Nazioni Unite per sostenere l'allattamento al seno rispetto a quello con latte artificiale, una mossa che ha stupito la comunità internazionale ma ha anche messo a nudo la volontà del governo USA di usare "armi economiche" contro le nazioni latinoamericane.
Oltre all'Ecuador, altri recenti obiettivi della massiccia "guerra" del FMI e della Banca Mondiale comprendono l'Argentina, che proprio l'anno scorso ha ottenuto il più ingente prestito di salvataggio del FMI della storia. Questo pacchetto di prestiti era, come prevedibile, pesantemente sostenuto dagli Stati Uniti, come risulta da una dichiarazione del segretario al Tesoro Mnuchin, rilasciata lo scorso anno. In particolare, il FMI è stato determinante nel causare il completo collasso dell'economia argentina nel 2001, un cattivo auspicio rispetto alla recente approvazione del nuovo pacchetto record di prestiti.
Sebbene sia stato pubblicato oltre un decennio fa, questo "Manuale dei colpi di stato” di recente divulgato da WikiLeaks è una conferma di come la cosiddetta "indipendenza” di queste istituzioni finanziarie sia un'illusione, e che in realtà esse non siano altro che “armi finanziarie”, abitualmente utilizzate dal governo degli Stati Uniti per piegare i paesi alla sua volontà e persino rovesciare i governi invisi a Washington.
12/04/17
Inchiesta investigativa sulle ONG al servizio del grande capitale - Parte seconda
Ecco la seconda parte della lunga e approfondita inchiesta investigativa in cinque puntate sulle più famose organizzazioni non governative, la maggior parte delle quali sono finanziate dal grande capitale in quanto utilissimi strumenti all'interno delle cosiddette Psy Operations. Sfruttando con grande perizia tecnica la rete e i social network, esse diventano potenti veicoli di diffusione della propaganda e manipolazione del consenso, pur coperte da una illusoria facciata di democrazia e partecipazione diretta dei cittadini. In questa parte l'attenzione è focalizzata specialmente su Occupy Wall Street, con le sue diramazioni europee, sulle inquietanti connection di Wikileaks e sul potentissimo Change.org
di Cory Morningstar, 10 settembre 2012
Traduzione di Margherita Russo
Dopo il successo di TckTckTck, Havas (agenzia pubblicitaria internazionale) si è sbarazzata degli intermediari (le stesse ONG), e ha creato una propria ONG chiamata One Young World. One Young World si potrebbe definire come un modello capitalistico di pedofilia predatoria. Nel sito TakingItGlobal, sotto il titolo How to Mobilize Youth Globally to Support the Goals of the Rio 2012 Summit [l’illusoria economia “verde”], un evento RSVP dell'IYY HLM (INTERNATIONAL YOUTH YEAR – HIGH LEVEL MEETING) viene descritto con le seguenti parole:
“La vasta rete costituita da AVAAZ, Taking IT Global, Peace Child e One Young World rappresenta un ottimo strumento per rilanciare la campagna iniziata da IYY per promuovere gli obiettivi di Rio+20 attraverso social network, canali pubblicitari e di pubbliche relazioni – e con la propaganda in vecchio stile…. Il Summit Rio+20 è la migliore opportunità per marcare questo spartiacque: i giovani – per il tramite della scuola, delle loro associazioni e reti online, hanno tutte le carte in regola per aiutare l'ONU ed i suoi stati membri a spiegare questa transizione e radicarla nei cuori e nelle menti del grande pubblico. Questo meeting collaterale aumenterà la visibilità e l'importanza del meeting Rio+20 agli occhi dei partecipanti dell'IYY HLM – e li manderà a casa con nuove competenze e nuove ispirazioni per aiutare l'Onu ad ottenere uno strepitoso successo a Rio il prossimo giugno 2012.”
Fra i relatori erano David Jones (fondatore/presidente di One Young World; presidente di Havas Global Advertising) e Jeremy Heimans (fondatore/membro del comitato esecutivo di AVAAZ.org; presidente di Purpose Inc.). One Young World ha iniziato a creare organizzazioni partner in tutto il mondo a ritmo serrato (H. W. Bush è uno dei sostenitori di One Young World Pittsburgh org). Ha anche siglato una partnership con l'Association Internationale des Étudiants en Sciences Économiques et Commerciales (AIESEC); presente in oltre 110 paesi e territori e con oltre 82,000 membri, AIESEC è l’organizzazione studentesca più grande al mondo.
Il commercio della fiducia
Bisogna tenere a mente che l'industria del non-profit, proprio come l'oligarchia, mantiene il proprio potere grazie al flusso costante di denaro dalle grandi società (per il tramite delle fondazioni). Quando una ONG diventa ricca quanto le società che l'hanno finanziata, non è più necessario canalizzare finanziamenti tramite le fondazioni. Fra gli esempi più recenti troviamo la partnership tra Coca-Cola ed il World Wildlife Fund per $3 milioni e la fusione di Nature Conservancy con Dow Chemical per la bellezza di $10 milioni. Tutto ciò senza tenere minimamente in conto il denaro distribuito dall'amministrazione USA alle ONG sotto il pretesto dell'“umanitarismo.” [Agenzia stampa PR, WASHINGTON, 24 maggio 2012, “Le ONG accolgono favorevolmente il ruolo guida del Senato negli aiuti umanitari internazionali; il progetto di legge di stanziamento statale per le gestioni estere del Senato per l'esercizio finanziario 2013 prevede $52.1 miliardi di spese discrezionali per il Dipartimento di Stato, la U.S. Agency for International Development ed altri programmi di sviluppo internazionale ed assistenza umanitaria….”]
Nel 2012, dopo aver invaso e distrutto “legalmente” la Libia, che prima dell'invasione della NATO aveva il tenore di vita più elevato dell'Africa, le potenze imperialiste iniziavano a sbavare di fronte alla prospettiva di invadere/occupare la Siria, sempre con il pretesto sapientemente orchestrato dell'“intervento umanitario.” Nei paesi ricchi di risorse, l’imperialismo deruba e saccheggia ogni singola goccia del patrimonio – sia economico che culturale, oltre che ecologico. È altresì importante per le potenze imperialiste arginare la decadenza del dollaro e dell'euro e mantenere in povertà i paesi ricchi di risorse mediante il debito. (Esempio emblematico: La Libia non era indebitata. Inoltre Gheddafi stava pianificando l'introduzione del dinaro aureo, una moneta unica Africana che avrebbe dovuto consentire “un'autentica condivisione di ricchezza” per il popolo africano, permettendo così al petrolio di non essere quotato in valuta americana o in euro, per liberarsi almeno in parte dalle catene dell'imperialismo.) Osservando attentamente, si nota una progressiva, già ben avviata trasformazione dei ben oliati e minuziosamente dettagliati ingranaggi dell'apparato propagandistico – un apparato in costante perfezionamento. La sfocatura della linea divisoria tra multinazionali, media corporativi, l'industria del non-profit e le Nazioni Unite continua ad accentuarsi, mentre parallelamente la verità inizia a venire alla luce.
Il segreto svelato
In un articolo della Strategic Culture Foundation del 21 dicembre 2011, “A Third-Rate Intelligence Agency for a Failing Super-Power: The CIA’s Global Demise”, l'autore concludeva con queste parole:
“Ogni giorno nuove ingerenze politiche della CIA a livello globale vengono rivelate. I tentativi della CIA di fomentare rivolte mediante ‘rivoluzioni a tema’ e brogli elettorali, gestiti in collaborazione con il finanziere internazionale George Soros tramite la sua rete di organizzazioni non governative (ONG) e fondazioni senza scopo di lucro, vengono sempre più allo scoperto, e per ironia della sorte proprio grazie ai mezzi di comunicazione più ardentemente sostenuti da Soros e dalla CIA – i social network. I segreti sono ormai sotto gli occhi di tutti, dalle strade dell'Egitto e della Siria, dove il coinvolgimento della CIA e di Soros in insurrezioni create artificialmente è ormai palese, fino in Russia, Venezuela, Bielorussia e Cina, dove l'ingerenza politica della CIA con la sua squadra di ‘buoni samaritani’ prezzolati da Soros incontra ormai una ferma opposizione.
“Mentre per decenni la CIA ha potuto godere del lusso di celarsi dietro ONG, missionari, cooperanti e giornalisti, Internet ha permesso di scoprire le reti d'influenza della CIA ed identificare i suoi agenti, lacchè e gonzi. Time magazine ha nominato ‘Persona dell'anno’ per il 2011 il tipico ‘manifestante.’ Tuttavia, man mano che le attività della CIA nel mondo vengono sempre più a galla, il ‘manifestante’ decantato dal Time non sarà più un provocatore prezzolato al servizio della CIA e di Soros – che riceve ordini e denaro da Human Rights Watch e Global Witness – ma qualcuno che protesta davvero contro l'interferenza e le aggressioni degli Stati Uniti. Questo tipo di manifestante lo si potrà trovare tanto al Cairo, Mosca, Caracas e Beirut che a New York, Washington, Chicago e Los Angeles.”
L'Open Society Institute (che nel 2011 ha cambiato il nome in Open Society Foundations) è una fondazione privata a scopo operativo e di erogazione di aiuti, fondata e tuttora presieduta da George Soros. Soros è conosciuto come un multimiliardario speculatore in valute divenuto famoso come “l'uomo che ha fatto saltare la Banca d'Inghilterra” guadagnando un miliardo di dollari di utili in un solo giorno, il 16 settembre 1992. Soros è un ex membro del consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations (CFR), creato nel 1924 dalle fondazioni Rockefeller e Carnegie. Il CFR è essenzialmente il braccio promozionale delle élite dominanti statunitensi, e praticamente tutta la politica USA è decisa per iniziativa e disposizione dei componenti esclusivi del CFR. Soros ha legami profondi con la Trilateral Commission, controparte internazionale del CFR creata nel 1973 da David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski (che ha cooperato con l'agente della CIA Gloria Steinman) e da McGeorge Bundy. Soros ha anche accesso all'esclusivo Bilderberg Group, che opera a porte chiuse. Il Bilderberg Group è una diramazione del CFR, fondata da David Rockefeller; Dean Rusk, ex direttore della Rockefeller Foundation; Joseph Johnson, direttore del Carnegie Endowment; John J. McCloy, presidente della Ford Foundation, ed alcuni esponenti dell'oligarchia europea. Significativamente, Soros è un convinto fautore di Occupy Wall Street.
New York City Occupy Wall Street sposa Otpor e Bombing for Peace
“È davvero meraviglioso come si lascino catturare così facilmente al minimo solletico delle loro fantasie. Commedie, pagliacci, spettacoli, gladiatori, bestie esotiche, medaglie, immagini ed altri simili narcotizzanti sono stati, fin dall'antichità, le lusinghe per indurre i popoli in schiavitù, il prezzo della loro libertà, gli strumenti della tirannide. Tramite tali pratiche di adescamento gli antichi dittatori riuscirono ad indurre i sudditi a sottomettersi talmente bene che le plebi inebetite, affascinate dagli svaghi e dai vani piaceri balenati sotto i loro occhi, impararono ad assoggettarsi con la stessa innocenza, ma non con pari merito, dei bambini che imparano a leggere guardando le figure dei libri.” — Étienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria (Discours de la servitude volontaire), c. 1553
Murray N. Rothbard si chiedeva, “Dal momento che il dispotismo va contro gli interessi della maggior parte della popolazione, come è possibile che questa le dia il suo consenso? Ancora una volta, La Boétie sottolinea come tale consenso sia creato artificialmente, in gran parte tramite la propaganda diffusa tra le plebi dai governati e dai loro apologeti intellettuali. Le tecniche utilizzate oggi dai governanti – panem et circenses, mistificazione ideologica – allo scopo di ingannare le masse ed ottenerne il consenso, sono ancora le stesse dei tempi di La Boétie. L'unica differenza è la crescita esponenziale del numero degli esperti al servizio dei potenti.”
Non c'è dubbio che, se fosse ancora vivo, Étienne de La Boétie considererebbe l'industria del non-profit parte integrante, se non addirittura l'apologeta intellettuale, dell'oligarchia. La Boétie scriveva: “Si tratta della creazione, dell'acquisto per così dire permanente e costante, di una gerarchia di alleati subordinati, un codazzo di fedeli servitori, guardaspalle, e burocrati.” La Boétie riteneva che ciò fosse “la molla principale ed arma segreta del predominio, sostegno e fondamento della tirannia.”
L'articolo che segue contiene informazioni/prove fattuali che susciteranno sicuramente in molti ostilità e risentimento. Tuttavia, analizzare queste informazioni è essenziale se si vuole intravedere la luce attraverso il velo delle illusioni che permettono ad eventi, orchestrati con false apparenze per servire interessi corporativi ed imperialisti, di avere reale influenza ed esito. Le stesse forze che andrebbero contrastate riescono continuamente a riassorbire l’uomo in un sistema distruttivo - lo stesso sistema che invece dovrebbe essere isolato, combattuto e smantellato. In ciò consiste l’attuale fallimento. Continuando a negare questi fatti invece di affrontarli, l'indifferenza collettiva diviene lo strumento per assicurare la distruzione globale.
Ciò non vuol dire che non esistano settori legittimi di Occupy Wall Street (OWS) che si siano distanziati dal movimento OWS centrale, finanziato e dominato dalle ideologie neoliberali.
Ma proprio per questo è essenziale individuare i finanziamenti privati (tramite le fondazioni), oltre ad avere una ferrata consapevolezza storica. Per scavalcare le barriere di filo spinato che ci riducono in schiavitù è necessario capire come i grandi avvenimenti degli ultimi anni siano stati finanziati, progettati e controllati da poteri che andrebbero contrastati, e ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato la società al suo stato attuale.
Non dovrebbe dunque stupire che MoveOn.org, uno dei fondatori di Avaaz insieme a Res Publica, sia fra i più convinti sostenitori di Occupy Wall Street. (MoveOn e Res Publica saranno discussi ed più avanti in questa inchiesta.)
Immagine: Il logo di Otpor/Canvas logo come appariva in evidenza nel sito della New York City General Assembly
“Giovani affascinati da nobili ed ingenui concetti di ‘libertà’, venduti loro da ONG al soldo dei poteri fascio-capitalisti, sono stati mandati per le strade a creare caos e divisioni, per poi essere sfruttati in occulte manovre politiche e persino militari dall'occidente e dai poteri a cui fanno capo.”–2011-Year of the Dupe
Da: 2011-Year of the Dupe: 17 febbraio 2011 “Il Fronte nazionale di salvezza libico (NFSL), con base a Londra, indice un “Giorno della rabbia” in Libia [da notare l'appropriazione del termine dal movimento autenticamente rivoluzionario dei Weather Underground] per adeguarsi alla retorica di destabilizzazione utilizzata in Tunisia ed in Egitto. Il NFSL era appoggiatodalla CIA-MI6 fin dagli anni '80 ed aveva già più volte tentato di rovesciare il governo di Gheddafi con attentati terroristici ed insurrezioni armate.
Notare i cartelli “EnoughGaddafi.com”. Il webmaster di EnoughGaddafi.com è nella lista del Dipartimento di Stato su Movements.org come account “Twitter” da seguire.
“Alcuni gruppi ed individui coinvolti direttamente nelle rivolte e riforme diffuse nella regione, fra cui il "Movimento giovanile 6 aprile" in Egitto, il Centro per i diritti umani del Bahrain ed attivisti locali come Entsar Qadhi, giovane leader yemenita, hanno ricevuto addestramento e finanziamenti da gruppi come l'International Republican Institute, il National Democratic Institute e Freedom House, un'organizzazione umanitaria non-profit con sede a Washington.
“Riguardo il National Endowment for Democracy USA (NED), l'articolo aggiungeva: “Le organizzazioni repubblicane e democratiche sono genericamente affiliate ai partiti repubblicano e democratico. Sono state create dal Congresso e finanziate attraverso il National Endowment for Democracy, istituito nel 1983 per destinare fondi alla promozione della democrazia nei paesi in via di sviluppo. Il National Endowment riceve circa $100 milioni l'anno dal Congresso. Anche Freedom House riceve gran parte del denaro dal governo americano, soprattutto dal Dipartimento di Stato.
“Non ci vuole dunque molta fantasia per capire che le rivolte erano parte di un'immensa campagna geopolitica concepita in occidente, condotta per procura con l'assistenza di fondazioni in malafede, organizzazioni varie, e la scuderia di ONG da queste sostenute globalmente. Come vedremo, i preparativi per le “primavere arabe” e per la campagna globale che avanza verso la Russia e la Cina, come previsto in “The Middle East & then the World” nel febbraio 2011, sono partiti non con l'inizio dei disordini, ma già da anni prima che il primo “pugno” fosse stato alzato, all'interno di seminari a Washington e New York, in strutture di addestramento finanziate dagli USA in Serbia, ed in campi tenuti nei paesi confinanti, non all'interno dello stesso mondo arabo.
“3-5 dicembre 2008: Diversi attivisti egiziani dell'oramai famigerato Movimento 6 aprile si trovavano a New York per il summit inaugurale Alliance of Youth Movements (AYM), noto anche come Movements.org. In quell'occasione poterono usufruire di training, opportunità di networking, e sostegno da parte dei numerosi sponsor dell'AYM provenienti dall'industria e dal governo americani, incluso lo stesso Dipartimento di Stato. Nel Rapporto del Summit AYM 2008 (pagina 3 del pdf) si legge che erano presenti sia il sottosegretario di Stato per la diplomazia e gli affari pubblici, James Glassman, che Jared Cohen, membro dello staff di programmazione politica dell'ufficio del Segretario di Stato. Altri sei tra membri dello staff e consulenti del Dipartimento di Stato presenziavano al summit, insieme ad una lunghissima lista di rappresentanti dell'industria, dei media e delle istituzioni.
“Poco dopo, esponenti del Movimento 6 aprile si sarebbero recati in Serbia per un addestramento presso CANVAS, sovvenzionata dagli USA, ufficialmente una ONG con fondi americani chiamata ‘Otpor’ che nel 200 contribuì a spodestare il governo serbo. Otpor, come riportato dal New York Times, era un ‘movimento ben funzionante sostenuto dagli Stati Uniti con diversi milioni di dollari.’ Dopo il suo successo avrebbe cambiato nome in CANVAS ed iniziato ad addestrare attivisti da utilizzare in altre operazioni di cambio di regime finanziate dagli USA.”[Fonte:2011-Year of the Dupe]
Il Foreign Policy Magazine (organo principale del Council on Foreign Relations nella promozione della globalizzazione) riferiva in un articolo, “Revolution U”, che CANVAS ha assistito i rivoltosi della ‘rivoluzione rosa’ in Georgia, la ‘rivoluzione arancione’ in Ucraina, e collabora attualmente con diverse reti in Bielorussia, Myanmar (Birmania), in tutto il Medio Oriente ed in Nord Africa, oltre che con attivisti in Corea del Nord, ed in altri 50 paesi.”
Immagine sopra: Screenshot di Occupy Wall Street che mostra la campagna di destabilizzazione di Avaaz contro il governo siriano. Si noti il logo rosso di Otpor (il pugno).
Immagine del Earth.350.org.blog: per quanto riguarda il movimento Occupy del 15 ottobre 2011, fra i patroni di 350.org dei Rockefeller troviamo Ivan Marovic, fondatore dell'americana Otpor (22 settembre 2011), Srdja Popovic, socio fondatore di Otpor, e Slobodan Dinovic, uno degli organizzatori originari di Otpor (29 settembre 2011).
Come per la “Rivoluzione” egiziana, il cambio di scenario e gli avvicendamenti dei protagonisti principali cui si assiste oggi non ha avuto nulla di spontaneo. E per quanto sia tragico che praticamente l'intero pianeta sia stato ingannato, il peggio è che l'intera società globale, in primis “la sinistra”, continui a credere ed a perpetuare la fandonia che le continue “rivolte” nei paesi presi di mira per la destabilizzazione siano rivoluzioni spontanee. Secondo questo ragionamento, se le rivoluzioni sono spontanee, anche il movimento Occupy deve essere spontaneo, nato dalla gente comune, non orchestrato dalle classi dominanti. “La sinistra, in un gesto di folle negazione, si è impegnata a sostenere dei “rivoluzionari” in stati sovrani sotto invasione strategica, inquadrati come tali dalle classi dirigenti per il tramite dei media e di una rete di ONG finanziate da Soros, mentre, in realtà, questi cosiddetti rivoluzionari non sono altro che ribelli/terroristi appoggiati da potenze straniere, come la cellula terroristica creata dalla CIA Al-Qaeda, con la quale oggi gli USA pubblicamente riconoscono di avere collaborato.
La “sinistra progressista”, per salvare la faccia, si è schierata al fianco dell'1% che pretende di contrastare – moltissimi di loro sicuramente senza esserne coscienti. Cittadini ben intenzionati che si definiscono ideologicamente come progressisti e si reputano mediamente intelligenti, restano aggrappati a queste posizioni quando una mole di prove ha già sfatato il mito che Gheddafi abbia tradito il suo popolo. Se in decine di migliaia devono morire per permettere agli euro-americani di “sinistra” di sentirsi a posto, be', pazienza. A nessuno piace ammettere di essersi fatto fregare. L'oligarchia lo ha capito chiaramente. Così, mentre Occupy predicava le virtù delle iniziative non-violente dal basso, le potenze imperialiste acceleravano la loro opera di destabilizzazione, le loro invasioni ed occupazioni in Medio Oriente ed in Africa – assassinando nel contempo, secondo alcune stime, fino a 100,000 cittadini libici. Il silenzio del dissenso è stato assordante. Pochissimi di noi si sono angosciati per questa complicità; la maggior parte ha preferito semplicemente chiudere gli occhi dinanzi alla realtà, per non sentirsi in colpa ad aver prestato il proprio consenso sulla base di chiacchiere da bar.
Il dominio del “movimento” Occupy Wall Street, www.15October.net, è stato registrato ed acquistato il 12 luglio 2011 da Paulina Arcos, moglie di Francisco Carrión Mena, il Rappresentante Permanente dell'Ecuador alle Nazioni Unite.
Questo vuol dire che già il 12 luglio 2011 c'era gente che era al corrente, progettava e puntava su occupazioni globali “spontanee” che si sarebbero verificate il 15 ottobre 2011 – mentre tutti gli altri non ne sapevamo ancora nulla. L'indirizzo del dominio October15.net è identico a quello dell'indirizzo presso l'ONU di Francisco Carrión Mena. È lecito immaginare che la carta di credito utilizzata per acquistare il dominio fosse una corporate card delle Nazioni Unite; se fosse stata la carta personale della Arcos, il registro del dominio avrebbe mostrato l'indirizzo del suo domicilio e non l'indirizzo dell'ONU. Il 19 ottobre 2011, il registro del dominio 15October.net è stato modificato con un livello di privacy che protegge i dati relativi al titolare registrato ed altre informazioni pertinenti. [13 ottobre 2011, Occupation & Infiltration: Questions Regarding15October.nethttp://thewrongkindofgreen.wordpress.com/2011/10/13/pertinent-questions-regarding-the-websitecampaign-www-15october-net/]
Le WikiLeaks Connection
Santiago Carrión è fondatore, partner, o è in altro modo collegato alle seguenti organizzazioni:
15 M
15October.net
EuroRevolution.net
Future Press
Roar Magazine
Take the Square
The Global Square
United for Global Change (Maggio 12)
US Day of Rage
WikiLeaks Central
WikiLeaks World
Il figlio della Arcos e di Carrión si chiama Santiago Carrión, ed è socio/collaboratore dell'europea TakeTheSquare.net, socio/associato di Roar Magazine (Reflections on a Revolution), fondatore di EuropeanRevolution.net, FuturePress, 15October.net, United for Global Change (noto anche come May 12), The Global Square, e pubblicista specializzato nell'analizzare i cablogrammi di WikiLeaks.
[Da WL Central (il sito di informazione avallato da Wikileaks ): “Siamo Pedro Noel e Santiago Carrión Arcos, due laureati in filosofia di diversa origine, ci siamo conosciuti studiando all'università in Spagna. Da sempre ci interessiamo di politica e diritti umani, quindi quando Wikileaks è entrato in scena abbiamo deciso di contribuire scrivendo analisi dei cablogrammi…. Dal novembre 2010 lavoriamo regolarmente ed anonimamente in vari campi di attivismo Internet e di giornalismo. Adesso però abbiamo deciso di uscire allo scoperto. Ciò per molte ragioni, fra cui la principale è la nostra sicurezza personale.... Di recente abbiamo anche collaborato alla gestione dell'account Twitter @wlfind, con l'ambizione di creare un archivio completo delle rivelazioni nell'ultima iniziativa di crowdsourcing intrapresa da Wikileaks, #wlfind.
Il socio di Santiago Carrión, Pedro Noel, è un attivista brasiliano dei mezzi di comunicazione online, noto nei media rumeni come “l’uomo che ha portato in strada 700 mila spagnoli.” Nel 2011, insieme ad altri attivisti, ricercatori e volontari online, Pedro Noel ha fondato il progetto The Global Square in partnership con la Delft University of Technology ad il suo progetto Tribler. Il sito Roarmag.org elenca i fondatori di The Global Square come volontari delle seguenti organizzazioni: Take the Square, United for Global Change, 15october.net, European Revolution, e Reflections on a Revolution (ROAR). Si noti che tutte queste organizzazioni sono fondate da o affiliate a Carrión.
Il 5 novembre 2011 alle 22:04 WikiLeaks lancia questo tweet: “The Global Square: una piattaforma online per il nostro movimento”, citando il link: http://wlcentral.org/node/2328.
Il 16 febbraio 2012, Truth-out announcia che Wikileaks adesso “bazzica” i social media: “Wikileaks si cimenta con i social network. A marzo, il sito “gola profonda” lancerà il progetto “Global Square” – definito da Wikileaks come il “primo grande social network decentralizzato nella storia di Internet.”
Malgrado la “decentralizzazione” in realtà sono solo 2 le persone, chiaramente identificabili (che sino a tempi recenti lavoravano in completo anonimato), alla guida della trasformazione dell’intero “movimento” globale Occupy in una piattaforma perfetta per accumulare, coordinare e disseminare informazioni. Una piattaforma “in cui persone di tutti i paesi possono incontrarsi come eguali e partecipare al coordinamento di azioni collettive e alla formulazione di aspirazioni ed obiettivi comuni” (grassetto aggiunto).
Tra la folla di seguaci di Wikileaks, diventati ancora più forti dopo l’attacco al suo fondatore, Julian Assange, è raro trovare qualcuno, nell’intero arco della sinistra, che non abbia piena fiducia nel progetto Global Square di Carrión, Noel e Wikipedia. Per aver fermamente sostenuto quegli ideali perduti che la sinistra vorrebbe difendere, Assange è stato diffamato dagli stessi poteri a cui la sinistra si oppone. In tal modo, Assange ha finito con l’impersonare la figura dell’eroe misterioso, se non addirittura del martire. Siamo davanti alla psyop più geniale mai condotta su Internet, che utilizza i principali tecnocrati e social network globali - oppure Wikileaks è stata semplicemente infiltrata? Sarà The Global Square a dare il colpo di grazia ad una società manipolata e drogata dal complesso industriale non-profit? Vale la pena notare che questa infrastruttura segue alla lettera la strategia che sta dietro il Climate Action Network (CAN), co-fondato da Michael Oppenheimer (Environmental Defense Fund) nel 1988, che è riuscita a dominare e presiedere la rete mondiale di organizzazioni ambientali, impedendo così a qualsiasi altro movimento di minacciare la crescita economica. Occupy/15M, oggi superata da The Global Square, si sta rapidamente affermando come la camera di decompressione ufficiale per ogni dissenso, orientamento, comunicato - come un colosso tecnologico globale di ingegneria sociale e di destabilizzazione persuasiva, e meccanismo regolatore per mantenere il pubblico passivo e sotto controllo.
Uno dei temi principali tra le suddette organizzazioni è il persistente inquadramento di destabilizzazioni imperialiste come rivoluzioni e rivolte, prima e durante la distruzione ingiustificata della Libia, e la destabilizzazione, pesantemente finanziata, ora in corso in Siria. [Un caso esemplare: Il 15 giugno 2012, Take the Square postava l’articolo Syria Sectarian Divide Takes Alarming Turn, dichiarando: “Una guerra perpetua e ripugnante rischia di rimpiazzare le aspirazioni collettive verso eguaglianza, libertà e democrazia che hanno fomentato le rivolte non-violente quasi 15 mesi fa.”] La demonizzazione di Gheddafi, Assad, e di altri governi di nazioni sovrane e ricche di risorse, in Africa, in Medio Oriente ed in America Latina, è stata fondamentale, rispecchiando ed amplificando così le posizioni stesse del Dipartimento di Stato americano. Sul sito di WikiLeaks Central si possono trovare diverse petizioni di Avaaz. Colpiscono in particolare i titoli: Stop al Massacro – Salviamo i libici e Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, entrambi postati il 22/3/2011. Il secondo poneva in evidenza la petizione di Avaaz per richiedere l’imposizione di una no-fly zone in Libia.
Carrión e Noel potrebbero essere considerati la versione europea di Marovic e Popovic (Otpor/Canvas). Poco importa se le intenzioni di Santiago Carrión e Pedro Noel (insieme a tanti altri) fossero o siano tuttora sincere, se siano ingenui capri espiatori o operatori della CIA. Il movimento globale Occupy era la psyop che serviva, ed è stata eseguita magistralmente, allo scopo di creare il silenzio coeso della sinistra nei confronti della deliberata destabilizzazione in corso in Medio Oriente e in Africa. Perché i “rivoluzionari” non possono sbagliare. I “rivoluzionari” sono uniti in un sol blocco. Ammettere che le rivoluzioni siano state strategicamente fomentate e finanziate dai plutocrati al potere significa riconoscere che siamo stati cooptati dalle stesse forze che diciamo di contrastare - ancora una volta, il tiranno ha vinto.
E la necessità degli imperialisti e del grande capitale di accrescere sempre più il loro branco di adepti, inquadrati da straordinari professionisti dei social e del marketing, non è mai stata più grande:
“Con il sua impegno per una incontrastata egemonia nell’emisfero occidentale, Washington mantiene i regimi populisti in America Latina sotto pressione permanente. A parole, l’amministrazione USA si impegna a non ricorrere alla forza militare per soppiantare i governi ALBA in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua, o Cuba, ma in realtà i tentativi di Washington per sabotarli sono costantemente sullo sfondo del quadro politico continentale. Tali interventi sono iniziati sotto il presidente Bush e non hanno dato segno di placarsi sotto il presidente Obama. Presumibilmente, alla Casa Bianca si stanno elaborando piani per far scoppiare una serie di rivoluzioni colorate in tutta l’America Latina nel 2013-2014 e sabotare il progresso del continente verso un’integrazione più stretta nel campo della sicurezza ed in altre sfere. Come mostrato molto chiaramente dalla recente esperienza libica, questo nuovo tipo di rivoluzioni colorate di Washington - contrariamente ai precedenti colpi di stato, che erano accompagnati da un turbinio di retorica pacifista - implicheranno lotte feroci ed enormi perdite di vite. — 4 febbraio 2012: Arsenali destabilizzanti nascosti nelle ambasciate USA. Grassetto nell'originale.]
Durante lo streaming dell’OWS coordinato da Avaaz nel 2011, forse un solo tweet la dice lunga più di tanti altri.
Un “tweet” inviato da OWS ad oltre 86,000 follower il 20 ottobre 2011 esclamava: “Auguri Libia! La guerra contro il regime di #Gheddafi è finita [sic]. Speriamo in un futuro radioso di #solidarietà.” @OccupyWallSt dichiara di essere “l’account ufficiale” di https://occupywallst.org, seguito da allora da 86,347 followers (155,565 il 26 marzo 2012). Questo “tweet” echeggiava il sentimento dei paesi imperialisti e di “leader” come Hillary Clinton, ed illustrava bene il caos ideologico totalmente stravolto del cosiddetto movimento “di sinistra”. Questo messaggio di “auguri” per il raccapricciante omicidio del Colonnello di uno stato sovrano che rifiutava di abbandonare il suo popolo è stato “retwittato” da più di 100 “followers.” Yoshie Furuhashi ha sintetizzato il concetto molto bene su Twitter: “Secondo me i capitalisti non hanno nulla da temere da #OccupyWallStreet, che non sa neanche capire la differenza tra un cambio di regime ed una rivoluzione popolare.”
Facciamo un passo avanti. In un articolo del 6 luglio 2012 intitolato SYRIA: Wikileaks – a lavoro per la NATO, Jorge Capelán scriveva:
“Con la sua decisione di commettere questa azione di guerra psicologica contro la Siria, lo stesso Assange potrebbe aver fatto nascere dubbi sulla plausibilità della sua richiesta di asilo politico. Pubblicare 2 milioni di email non è cosa da poco. Ci vogliono settimane se non mesi di preparazione, senza tener conto del tempo necessario per stabilire opportuni contatti con i media internazionali.
Sarebbe un errore scartare la possibilità che la CIA lavori al fianco delle Nazioni Unite (Carrión) o WikiLeaks quando è ormai documentato che Kofi Annan, il “Peacekeeper” delle Nazioni Unite, era stato selezionato dalla stessa CIA (30 marzo 2012, Kofi Annan: black skin, white mask].
Si tenga conto che nel giugno 2011 LulzSec aveva rivendicato un attacco ai siti sia dell’FBI che della CIA. Nel marzo 2012 si verrà a scoprire che il leader del gruppo di hacker LulzSec (affiliato ad Anonymous) si è rivelato essere un operatore dell’FBI.
Video: Pubblicato il 1 agosto 2011, Anonymous sostiene la manifestazione globale Occupy che si terrà il 15 ottobre 2011:
Veterans Today, Military and Foreign Affairs Journal, 23 gennaio 2011:
“È interessante come nessuna delle rivelazioni di documenti fatte da Assange abbia svelato scandali degni di nota riguardanti la Gran Bretagna o Israele. Non c’è una singola personalità americana che sia stata costretta a dimettersi per qualcosa che Wikileaks abbia rivelato. Non è stata rivelata nessuna importante operazione segreta tuttora in corso, né si è smascherato alcun agente altolocato di rilievo. Dopo tutto questo tempo, non esiste ancora nessuna imputazione da parte USA nei confronti di Assange, nonostante sia ben noto che una giuria americana non esiterebbe a condannare un paracarro se glielo chiedesse la Procura. Se alla CIA avessero davvero voluto mettere a tacere Assange, avrebbero potuto assoggettarlo al classico tipo di rapimento conosciuto come “arresto internazionale”, ovvero sarebbe stato picchiato, drogato, e portato via a forza, per poi risvegliarsi in una prigione segreta in Egitto, Polonia, o a Guantanamo. Altrimenti, la CIA avrebbe potuto far ricorso al solito lavoretto extralegale [eufemismo per omicidio o assassinio]. Si deve anche presumere che il Cybercom americano, con le sue vaste risorse, non avrebbe problemi a bloccare i siti mirror di Wikileaks, a prescindere da quanti essi siano. Lo stesso vale per Anonymous ed altre organizzazioni al fianco di Wikileaks. Ma queste sono considerazioni puramente fantasiose. Assange oggi si profila come il beniamino preferito del New York Times, Der Spiegel, The Guardian, El Pais – insomma, dell’intero juke-box dei media ufficiali anglo-americani. Lui se ne sta bello comodo come un baronetto nella casa di campagna di un ufficiale britannico in pensione ben introdotto, che meriterebbe di essere messo al torchio dai media per i suoi legami con i servizi segreti di Sua Maestà. Tutto il mondo radical-chic, da Bianca Jagger a Michael Moore, è ai piedi di Assange.” — Webster Griffin Tarpley, in Nihilists of The World Unite: Wikileaks Is The “Cognitive Infiltration” Operation Demanded by Cass Sunstein
“Freedom of Speech” per tutte le stagioni
iNEWP – Freedom of Speech (costituito nel 2010) è un altro dei canali di “news” altamente sospetti in cui troviamo in evidenza una recente campagna di destabilizzazione di Avaaz contro il governo di Morales (MAS) in Bolivia. Tra i suoi affiliati si trovano Anonymous, The Occupy Movement (Si noti il pugno rosso di Otpor/Canvas sopra la campagna Avaaz che appare nel precedente screenshot), The Sun Maker, TesfaNews, e VVVPR (VVV Public Relations: BPR + Guerrilla Marketing). Queste informazioni (che erano ancora accessibili il 30 marzo 2012) nel frattempo sono state rimosse dal sito di iNEWP. Viene da chiedersi come un’organizzazione come iNEWP – Freedom of Speech mantenga e rafforzi i suoi legami con un gruppo di Anonymous (ossia Anonymous stesso), e come mai Occupy Movement si sia alleato con questa organizzazione senza una consultazione democratica con la sua base, dato che l’Occupy Movement rivendica di non avere vertice. Ci si potrebbe anche chiedere perché iNEWP – Freedom of Speech utilizzi un servizio privacy del suo dominio web che protegge le informazioni del titolare registrato, non mostri i cognomi del suo staff internazionale, e tralasci volutamente di fornire informazioni sui suoi sponsor. Infine, si dovrebbe chiarire senza ambiguità se esistano soggetti, all’interno o all’esterno dell’Occupy Movement, che pagano VVV Public Relations per i suoi servizi. L’unico dato interessante indicato nella registrazione del dominio di iNEWP è che il suo indirizzo è registrato come 666 NY, New York. Potrebbe essere uno scherzo con il quale si prendono gioco delle masse. Si permettono anche di prenderci in giro.
“Una delle funzioni dello stato, se fosse completamente privatizzata a livello mondiale, genererebbe profitti tali che al confronto quelli di altre funzioni essenziali come sanità ed istruzioni sembrerebbero noccioline. Si tratta della funzione fondamentale ed essenziale dello stato, di fatto l’intera raison d’etre dello stato: la sicurezza.” – Dan Glazebrook
Laddove il consumismo ha arricchito i plutocrati del 20° secolo, i miliardari del 21° secolo si concentreranno tutti nell’industria della sicurezza privata. È lecito presumere che l’Occupy Movement (promosso soprattutto dal Partito Democratico e dalle ONG di Rockefeller/Soros come MoveOn – un’organizzazione analoga ad Avaaz) batterà sull’“imperativo” di accrescere la sicurezza privata [Si veda, dal Council on Foreign Relations: Armies Without States: The Privatization of Security] e sulla “necessità” di bypassare le libertà ed i diritti civili con l’introduzione della censura e di leggi fasciste; un esempio eclatante è l’introduzione della legge marziale nella stessa America. I programmi oggi svelati sotto i nostri occhi sono in preparazione da anni, se non addirittura decenni. Non c’è nulla di casuale.
15M – Occupy in Europa
In Europa troviamo il “movimento rivoluzionario” 15M che si definisce come “Movimento globale Occupy/15M.” Riceve generose sovvenzioni da una sfilza di ONG della rete di Soros (una delle quali è Global Voices, fra i cui finanziatori spiccano la Ford Foundation e l’Open Society Institute di Soros) fino a Take the Square, fra i cui alleati troviamo US Day of Rage (una terminologia incontrata già precedentemente in questa inchiesta; la stessa terminologia che vediamo cooptata, ad esempio in Libia, dalle ONG finanziate da globalisti). US Day of Rage (un’organizzazione che sostiene le riforme finanziarie fondata da Alexa O’Brien che fa opera di distrazione indirizzando la sua base a riporre fiducia nel corpo politico, con lo slogan One citizen. One dollar. One vote. O’Brien è anche indicata come uno dei fondatori di Occupy Wall Street sia da Wired che da un collaboratore di WikiLeaks Central.) US Day of Rage elenca i seguenti partner, tutti sostenitori di 15M: EuroRevolution (oltre 30,000 follower su Facebook), Anonymous (oltre 300,000 follower su Twitter, e il cui logo somiglia in modo inquietante al logo delle Nazioni Unite), Roar Mag, WikiLeaks Central, e Take the Square – tutti fondati da e/o affiliati con (con la possibile eccezione di Anonymous, il cui scopo principale è di mettere in evidenza e promuovere #OWS) Santiago Carrión. Vale la pena di ricordare che questo movimento è anche noto come Rivoluzione Spagnola. Il creatore di questa piattaforma web è niente meno che Chris Moya, software developer ed autore del Global Voices network di Soros.
E da dove è venuto fuori il movimento 15M? È forse un’altra delle campagne fondate almeno in parte da Santiago Carrión, o, come è spesso il caso, si tratta di un approccio, inizialmente legittimo, cooptato già dalla sua fase iniziale per essere imbrigliato ed assorbito nella matrix delle ONG, dove può essere tenuto sotto controllo? I fatti che seguono parlano chiaro.
15M.cc è stato lanciato nel settembre 2011 con l’intento non di rappresentare il movimento, ma piuttosto di servire da centro di coordinamento per informazioni/storia/progetti (passati, presenti e futuri), a favore della dimostrazione e rivolta di massa organizzata il 15 maggio 2011 da Democracia real YA! (Democrazia Reale ORA! o DRY!). È di dominio pubblico che i 3 personaggi principali dietro l’iniziativa 15M.cc siano: un imprenditore/developer che si auto-definisce il “padre fondatore” dei social network P2P o peer to peer, (Pablo Soto), un regista (Stéphane M. Grueso) ed un’esperta in marketing, design e giornalismo (Patricia Horrillo).
Il 25 maggio 2011 l’Huffington Post di AOL/Time Warner “spiegava” il 15M (si veda lo stralcio più avanti), mentre il 17 maggio 2011 Global Voices di Soros dava rilievo al 15M. La dimostrazione di massa è stata anche designata da questi canali con l’hashtag #spanishrevolution. Il 5 luglio 2011, il canale di spicco dei “media progressisti di sinistra” e complice di Soros, Democracy Now! la presenta così in un’intervista con il fondatore di DRY Olmo Gálvez a Madrid, in Spagna. Amy Goodman usa continuamente espressioni specifiche come “movimento popolare” e “piattaforma di crowd-funding” – termini che suscitano l’impressione che l’idea delle rivolte spontanee sia credibile e fondata piuttosto che essere il frutto di una progettazione e gestione da parte del grande capitale. [Per ulteriori informazioni su Democracy Now!si legga: DEMOCRACY NOW! AND “PROGRESSIVE ALTERNATIVE MEDIA”: CHEERLEADERS FOR IMPERIALISM AND WAR.]
La vaga descrizione dell’Huffington Post su chi sta dietro la #spanishrevolution, per quanto patetica, è comunque rivelatrice:
“#spanishrevoution è un movimento online partito da figure di spicco di internet, come top blogger ed imprenditori della rete, per trasformare in attivismo il disagio della popolazione spagnola, prima delle elezioni.
Fra i più importanti esponenti/fondatori del movimento 15M sono Fabio Gándara (che ha fatto parte del movimento dai suoi inizi), Jon Aguirre Such (portavoce di DRY) ed Olmo Gálvez (definito da El País come un “fenomeno” dei social network). È interessante segnalare che tutti e tre sono piuttosto giovani, tra i 26 e i 30 anni, e fino a poco prima del 15M non si conoscevano neanche....
Come già detto, buona parte degli organizzatori all’inizio non si conoscevano e si sono incontrati personalmente solo un paio di settimane prima della manifestazione 15M. Le piatteforme che hanno permesso loro di unire le forze sono state principalmente social come Facebook e Tuenti, oltre ovviamente a Twitter e centinaia (o addirittura migliaia) di blog che sostenevano il movimento e hanno fatto divulgazione. Il sit-in a Plaza del Sol ha persino un canale TV dedicato, con qualcosa come 11 milioni di visualizzazioni finora. La popolazione residente in Spagna è di circa 45 milioni.” (Enfasi aggiunte)
RoarMag.org ha divulgato il nome di uno dei protagonisti, precisando che l’altra figura chiave preferiva mantenere l’anonimato:
“Fabio Gándara, l’uomo che è all’origine di tutto, un avvocato di 26 anni, ha iniziato il processo di mobilitazione sociale con due amici: Eric Perez e un’altra persona che preferisce rimanere anonima.”
Nonostante l’articolo dell’Huffington Post ci dica che era “partito da figure di spicco della rete, come top blogger ed imprenditori internet,” l’autore si limita a fare tre nomi: Fabio Gándara, Aguirre Such e Olmo Galvez. Gándara è un militante di Change.org – una ONG for-profit. Gándara dichiara:
“Prima di unirmi a Change.org come organizzatore di campagne, lavoravo come avvocato nel prestigioso studio legale Cuatrecasas, Gonçalves Pereira, nel settore del diritto pubblico spagnolo ed europeo. Ho operato anche come attivista in un’associazione di base spagnola, Democracia Real Ya, che ha piantato i semi per la #Spanishrevolution.”
La mercificazione dello sfruttamento: Change.org
“Ma nessuno fa più soldi dalle petizioni online di Change.org. Chissà quanti fra quelli che visitano le petizioni di change.org sanno che, a dispetto della sua denominazione punto-org, questa organizzazione è un’attività a scopo di lucro per la generazione di lead. Basta gettare un’occhiata alla pagina dei suoi partner , e si capisce subito di cosa si occupano…. Change.org è deliberatamente ingannevole nell’utilizzare la denominazione change.org. Immagino che l’utente tipico di change.org non sappia che Change.org è un'azienda a scopo di lucro, e che utilizza le informazioni fornite per produrre utili. — Clay Johnson, Information Diet
Change.org (che ha sede a San Francisco, CA), fondata nel 2005, è stata varata il 7 febbraio 2007 dall’attuale direttore generale Ben Rattray (con una formazione in economia), in collaborazione con l’attuale direttore tecnico Mark Dimas e Adam Cheyer (co-fondatore di Siri direttore per la tecnologia ed il software del settore iPhone presso Apple). Nel febbraio 2012 il sito impiegava 100 persone con uffici in 4 continenti. Già per la fine del 2012, Rattray intendeva “aprire sedi in 20 paesi ed operare in molte altre lingue, come l’arabo ed il cinese. Il 5 aprile 2012 è stato reso noto che Change.org ha raggiunto i 10 milioni di iscritti, ed è attualmente la piattaforma online di azione sociale in più rapida crescita. Al momento riceve ogni giorno circa 500 nuove petizioni. [Fonte: Wikipedia]
Il team di consulenti costitutivo di Change.org include Darren Haas, developer di software di trading finanziario ed operazioni valutarie presso Euronet Worldwide; Sundeep Ahuja, fondatore/product manager/consulente di marketing/stratega/investitore/co-fondatore/presidente presso blissmo, Kiva.org, indiegogo, DailyFeats, Sparked.com, richrelevance, friendput, MySpace, nonché attore; e Joe Greenstein, sviluppatore di software e co-fondatore/direttore generale di Flixster.
Change.org fa parte del Media Consortium di George Soros. Change.org è trasparente, con discrezione, riguardo le proprie affiliazioni. L’ampia copertura mediatica fornita dai partner e dai siti social/tecnologici del Media Consortium non trascura quasi mai di far menzione delle altre organizzazioni affiliate – Avaaz.org, Sumofus.org, e 38degrees.org.uk.
Sulla pagina degli associati di Change.org si legge che l’azienda ha centinaia di partner, ma solo 5 sono resi noti. Eppure non fanno mistero che il loro impero sia in espansione:
“Cerchiamo collaboratori!: Change.org è un’impresa con finalità sociali in rapida espansione ed altamente remunerativa, che cresce di oltre un milione di nuovi iscritti al mese, dando a individui in tutto il mondo il potere di vincere battaglie di impegno sociale su un'ampia gamma di questioni come diritti umani, povertà globale e protezione ambientale. I nostri partner attuali includono centinaia fra le maggiori organizzazioni nonprofit al mondo, tra cui Amnesty International, Sierra Club, Human Rights Campaign, e la United Nations Foundation.”
Change.org è la prediletta del gigante mediatico corporativo TIME magazine, che ha compreso il suo fondatore, Ben Rattray, nella classifica delle 100 persone più influenti del 2012 e creato un profilo di Olmo Gálvez nel TIME Magazine’s 2011 Person of the Year – Il Manifestante. Goodman (di Democracy Now!) descrive Gálvez come “giovane imprenditore con esperienza in vari paesi….”
Questi organismi controllati dal mondo delle grandi imprese forniscono credibilità e legittimità a “leader”, movimenti ed ideologie che garantiscono e proteggono il grande capitale. Questi ben oliati ingranaggi svolgono un ruolo essenziale per elaborare il consenso collettivo verso l’egemonia dell’oligarchia dominante. Tra gli altri esempi recenti di “leader” di ONG sponsorizzati da grandi società che vengono encomiati da media “progressisti” finanziati dalle fondazioni del calibro del TIME, troviamo il capitalista “verde” Al Gore, anche lui considerato dal TIME tra i 100 personaggi più influenti, mentre Bill McKibben, il protetto dei Rockefeller, sembra aver preso simbolicamente residenza negli studi di Democracy Now! In una società patriarcale, individui carismatici come Gore e McKibben sono componenti essenziali di un’élite manageriale artificiale che costruisce il consenso dell’opinione pubblica globale verso un’illusoria economia verde – che prima era semplicemente chiamata capitalismo industriale –, allo scopo di proteggere il capitalismo, e dunque le sue attuali sovrastrutture, a tutti i costi, in qualunque modo sia necessario, e con ogni mezzo.
Francisco Polo è oggi il direttore di Change.org Spagna, dopo aver fondato Actuable, una piattaforma di azione sociale spagnola poi fusa con Change.org nel 2011. Polo era precedentemente stato coordinatore di Amnesty International a Barcellona. Il 7 ottobre 2011, un articolo intitolato Change.org’s International Move riportava quanto segue:
“Si è trattato di una notte cruciale per i manifestanti auto-proclamatisi ‘indignados,’ che avevano invaso la Puerta del Sol il 15 maggio con l’intenzione di restarci fino alle elezioni politiche spagnole. Frustrati da un sistema politico che ritengono non li rappresenti, molti fra loro disoccupati, hanno continuato a manifestare nonostante il divieto della legge elettorale di discutere di questioni elettorali a ridosso delle elezioni. Ma è stata una notte cruciale anche per Actuable, piattaforma di petizioni online che allora aveva solo pochi mesi. I manifestanti volevano rivendicare con l’organismo elettorale spagnolo, la Junta Electoral Central, il loro diritto ad essere ascoltati. Mentre si radunavano a Madrid malgrado le norme elettorali, contemporaneamente agivano online – su Actuable, dove una petizione per asserire il loro diritto a manifestare, nonostante le imminenti votazioni, raccoglieva 200,000 firme….“Il co-fondatore di Actuable Francisco Polo in una recente intervista ha dichiarato: ‘Si è trattato di una manifestazione di autonomia popolare senza precedenti.’ Per quanto sia difficile valutare l’effettivo impatto della petizione, la visibilità data dall’essere utilizzata dagli indignados ha rappresentato per Actuable il suo momento di gloria. Fondata un anno fa, Actuable è stata sempre concepita come un’operazione nello stile di Change.org – che infatti ha recentemente acquisito la piattaforma basata a Madrid. Oggi è una delle nuove realtà internazionali di Change.org, nel quadro dei progetti dell’impresa per un’espansione globale.…“Polo dirige oggi Change.org Spain, e nei prossimi mesi Actuable verrà ribattezzata con il logo di Change.org….“Un portavoce ha dichiarato che le due piatteforme saranno completamente fuse nel 2012, con personalizzazione di lingua e campagne per ciascun visitatore. I circa 720,000 iscritti di Actuable saranno aggregati alla base utenti di Change.org, che già guadagna – così sostiene l’impresa – circa 400,000 utenti al mese.“La fusione di Actuable con Change.org coincide con l’emergere di ‘indignados’ anche a Città del Messico, mentre uno dei nostri commentatori ci fa notare l’esistenza di proteste studentesche in favore di riforme dell’istruzione in Cile.”Ci si dovrebbe domandare se queste associazioni europee fondate da Carrión, con profondi legami all’ONU, siano coinvolte nella campagna di US Day of Rage. Adbusters (artefice di Occupy Wall Street, come annunciato il 12 giugno 2012, un giorno prima della registrazione - sempre per il tramite dell’ONU - del sito 15Octber.net) pubblica un servizio speciale su 15M nell’edizione del giugno 2012, un articolo intitolato Spain’s Indignados, scritto da Marta Sánchez per, tanto per cambiare, ROARmag.org. L’articolo è incentrato esclusivamente sul movimento 15M. Fin dai suoi inizi, www.15October.net è stato pubblicamente affiliato con Adbusters nei video (25 settembre 2011:http://www.youtube.com/watch?v=4y3X2VFruLM) ed in altre campagne d’immagine e di marketing, ed è anche stato attivamente promosso da Anonymous (15 agosto 2012:http://www.youtube.com/watch?v=RPd25yDiOwU). Nel link del sito Adbusters “Get Involved,” Adbusters raccomanda di visitare il sito Takethesquare.net “per avere una prospettiva internazionale.”
I fondatori di US Day of Rage (e di Occupy Wall Street) citano quattro principi:
Non-violenza
I principi prima del partito – US Day of Rage non presterà sostegno, finanziamenti, né il proprio nome a nessun candidato o partito politico.
Volontariato – Ciascun comitato organizzativo di US Day of Rage a livello statale, locale, e federale deve essere completamente auto-finanziato, e rifiutare contributi esterni da parte di partiti, associazioni, o candidati. US Day of Rage non ha scopo di lucro. Siamo dei volontari.
Indipendenza, tranne per questioni che riguardano tutti – Ad esempio, non tolleriamo deroghe al principio di non-violenza. USDayofRage.org è disponibile ad assistere per facilitare le organizzazioni a livello locale e statale, e per coordinare la manifestazione federale all’US Capitol.
Nonostante i volontari di US Day of Rage non potrebbero ufficialmente accettare finanziamenti esterni, ciò non ha impedito al progetto ad esso associato, Occupy Wall Street ed i suoi affiliati, di accettare $3.6 milioni da George Soros. E se alcuni media hanno trovato questo fatto abbastanza degno di nota da occuparsene, ciò non ha destato tuttavia alcun interesse nello stesso movimento Occupy, che ha minimizzato o del tutto ignorato il nesso. Soros ha anche dato $1.1 milioni a MoveOn.org (fondatori di Avaaz) e passato $8,900.00 a Rockefeller per la sua 350.org. [14 ottobre 2011]
Quando un’organizzazione crea un account Twitter, è sempre significativo vedere chi viene aggiunto come primo “follower”, perché questo ci dice chi sono i suoi affiliati più vicini. Per quanto riguarda 15M, è importante notare come Take the square (@takethesquare) è stato il sesto account ad essere “followed” da @15M_cc twitter immediatamente dopo la registrazione, mentre i primi tre scelti per il follow sono quelli dei fondatori del progetto originario di 15M : (1) Pablo Soto, @pabloMP2P (2) Patricia Horrillo, @patrihorrillo (3) Stéphane M. Grueso, @fanetin (4) Acampada Sol TL, @acampadasolTL (5) tomalosbarrios, @tomalosbarrios (6) Take the square @takethesquare: “Twittiamo dalla #spanishrevolution per unire la nostra lotta alla lotta di tutto il mondo. Problemi globali, rivolte globali. https://takethesquare.net”
12/03/17
Anche il governo della Merkel coinvolto nell'attività di spionaggio
di Alex Gorka, 11 marzo 2017
Secondo quanto riportato il 24 febbraio dalla rivista Der Spiegel, che cita i documenti della commissione d'inchiesta del Parlamento tedesco sulle intercettazioni statunitensi in Germania e sulla cooperazione degli Stati Uniti con l'intelligence tedesca fin dal 1999, i servizi di spionaggio tedeschi BND (Bundesnachrichtendienst) hanno spiato i giornalisti di varie agenzie di stampa e le loro fonti, compresi i dipendenti di BBC, Reuters e The New York Times. La BND era solita spiare le comunicazioni in tutto il mondo, compresi almeno 50 tra numeri di telefono, fax ed e-mail di giornalisti e redazioni in tutto il mondo. Il governo tedesco, a cui piace tanto dare lezioni agli altri sui diritti dell'uomo e la libertà di parola, non ha fatto commenti.
I parlamentari tedeschi stanno studiando il caso. Il gruppo per i diritti dei media Reporter Senza Frontiere ha etichettato la presunta sorveglianza come "un attacco mostruoso alla libertà di stampa", e ha affermato che sta pianificando un'azione legale. La BBC ha espresso sconcerto per il presunto spionaggio tedesco a danno dei giornalisti stranieri. "I nostri giornalisti dovrebbero essere in grado di operare liberamente e in piena sicurezza, e le loro fonti dovrebbero essere completamente protette. Facciamo appello a tutti i governi perché rispettino l'azione della stampa libera", ha detto un portavoce della BBC.
Con la legislazione approvata ad ottobre, al BND è permesso di svolgere operazioni di spionaggio sui cittadini stranieri, così come verso le istituzioni dell'Unione europea, se queste azioni sono mirate a raccogliere "informazioni importanti per la politica estera e la sicurezza". La normativa è ampiamente criticata perché non fornisce garanzie specifiche ai giornalisti.
Dal 2015, il BND è stato oggetto di diffuse critiche per la sorveglianza di massa che a quanto sembra ha preso di mira anche le ambasciate di diversi suoi partner europei e alleati NATO, tra cui i ministeri degli interni di Polonia, Austria, Danimarca e Croazia; le missioni diplomatiche statunitensi presso l'UE e l'ONU, così come il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e il Dipartimento degli Interni a Washington. All'interno della Germania, sono state intercettate ambasciate e consolati di Francia, Gran Bretagna, Svezia, Portogallo, Grecia, Spagna, Italia, Austria, Svizzera, e persino del Vaticano.
All'epoca, la cancelliera tedesca Angela Merkel fu duramente criticata per la proposta di un accordo di non-spionaggio con gli Stati Uniti, anche con l'accusa che i servizi di spionaggio tedeschi BND avessero cooperato con l'NSA (Agenzia di Sicurezza Nazionale) degli Stati Uniti nella sorveglianza degli obiettivi europei.
I media tedeschi hanno riportato che il BND ha spiato in Europa e altrove per conto della NSA - accettando dagli Stati uniti milioni di cosiddetti selettori, o contatti internet, ad esempio indirizzi di posta elettronica.
Lo scorso dicembre, Wikileaks ha resi pubblici oltre 2.400 documenti relativi all'inchiesta parlamentare tedesca sulle attività di sorveglianza del BND e sulla sua cooperazione con la NSA.
Le agenzie di intelligence interna ed estera della Germania hanno entrambe reclutato rifugiati come informatori in materia di sicurezza. Tra il 2000 e il 2013, il servizio federale tedesco di intelligence (BND) e l'Ufficio federale per la Protezione della Costituzione (BfV) hanno chiesto a 850 richiedenti asilo di fornire informazioni relative alla sicurezza, secondo un'inchiesta del Der Spiegel.
Non è solo la Germania. Lo stesso anno, un altro scandalo di spionaggio è entrato nelle prime pagine dei giornali. Secondo il The Guardian, i documenti pubblicati dall'informatore Edward Snowden hanno rivelato che la sorveglianza elettronica di massa da parte del Quartier Generale delle Comunicazioni del Governo (GCHQ) aveva spiato le email da e verso giornalisti che lavorano per alcuni dei più grandi media degli USA e del Regno Unito. Messaggi di posta elettronica da BBC, Reuters, The Guardian, The New York Times, Le Monde, The Sun, NBC e The Washington Post sono stati salvati dal GCHQ e condivisi sulla rete intranet dell'agenzia come parte di una esercitazione. Il fatto è stato rivelato perché il governo britannico deve affrontare una forte pressione per proteggere dalle intercettazioni le comunicazioni riservate di giornalisti, parlamentari e avvocati.
La statunitense NSA è stata coinvolta in scandali durante i suoi tentativi di controllare ogni comunicazione elettronica. Il GCHQ britannico sta facendo la stessa cosa. Il software commerciale di spionaggio FinFisher (chimato anche FinSpy) monitora i cittadini in almeno altri 20 paesi. Il rapporto globale di Global Information Society Watch (Osservatorio della società globale dell'informazione, ndt) indica chela sorveglianza delle comunicazioni è una tendenza globale.
Il tutto avviene in paesi i cui leader solitamente pronunciano discorsi altisonanti sui diritti umani e la libertà di stampa. L'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani dà ai giornalisti un forte diritto di proteggere le proprie fonti confidenziali di informazioni. Lo spionaggio da parte delle agenzie di intelligence è un modo sicuro per privare le persone del loro diritto ad avere accesso alle storie che i governi e le grandi imprese potrebbero voler impedire di far loro conoscere.
C'è una forte resistenza alle pratiche di sorveglianza. La Federazione europea dei giornalisti (EFJ) si è unita a un'alleanza internazionale di organizzazioni per i diritti umani, associazioni di giornalisti e media, per proteggere i giornalisti stranieri dalla sorveglianza da parte del BND. La campagna, lanciata lo scorso agosto da Reporter senza frontiere, ha lo scopo di includere nella legge sul BND una clausola di protezione dei giornalisti. I firmatari del ricorso considerano la sorveglianza di massa globale da parte del BND come una violazione dei diritti umani e in particolare ritengono la sorveglianza di giornalisti stranieri come una seria limitazione della libertà di stampa in tutto il mondo. All'iniziativa si sono uniti Amnesty International, il Centro europeo per la la libertà della stampa e dei media (ECPMF), la Federazione Tedesca dei Giornalisti (DJV), il sindacato tedesco dei giornalisti, e le associazioni Netzwerk Recherche, Weltreporter, FreeLens, Journalistinnenbund.
Nonostante tutte le storie di spionaggio e gli scandali che circondano le attività delle agenzie di intelligence, il governo tedesco non ha fatto nulla per affrontare la questione. Il 2017 è l'anno delle elezioni in Germania e il voto è in programma per il 24 settembre. Senza dubbio, le rivelazioni di Der Spiegel suggeriranno molte domande alle quali il governo dovrà rispondere. Sembra che la politica migratoria non sia l'unico problema la Cancelliera non è riuscita a risolvere.