27/05/22

Col. Richard Black - Gli USA stanno spingendo il mondo verso la guerra nucleare


In un'intervista allo Schiller Institute il col. Richard Black, veterano dell'esercito americano con importanti incarichi, ora in pensione, dopo più di trent'anni di carriera e avendone dunque viste di tutti i colori, tuttavia esprime il suo dissenso e a tratti anche un vero sgomento per la pericolosità della deriva presa dalla politica estera americana, che persegue i suoi particolari interessi senza alcun tipo di scrupolo o di limite nei confronti delle popolazioni civili dei paesi sui quali interviene, né dei rischi a cui espone la sua stessa popolazione  Dalle sue parole, molte importanti testimonianze sulla gestione della guerra in Siria e degli ultimi eventi in Ucraina. 

A seguire il video sottotitolato in italiano e la trascrizione dell'intervista.

 


Mike Billington dell’'Executive Intelligence Review intervista il Col. Richard Black (in pensione).

 

BILLINGTON: Salve, sono Mike Billington dell'Executive Intelligence Review e dello Schiller Institute. Sono qui oggi con il Col. Richard Black, il senatore Richard Black, che, dopo aver prestato servizio per 31 anni nei Marines e nell'esercito, ha poi prestato servizio alla Camera dei delegati della Virginia dal 1998 al 2006 e al Senato della Virginia dal 2012 al 2020. Ma lascio allo stesso colonnello Black il compito di descrivere la sua carriera militare.

 Allora, colonnello Black, benvenuto. La guerra surrogata degli Stati Uniti, del Regno Unito e della NATO contro la Russia che si sta svolgendo in Ucraina, e la guerra economica condotta contro la Russia in maniera diretta, sono state accompagnateo da una guerra dell'informazione che ha lo scopo di demonizzare la Russia e in particolare il presidente Vladimir Putin. Un tema ripetuto è che l'esercito russo sta conducendo spietate campagne di omicidi contro civili e distruzione di aree residenziali, spesso riferendosi alle operazioni militari russe in Siria sostenendo che hanno fatto la stessa cosa in Siria, soprattutto contro Aleppo. Questi dovrebbero essere degli esempi dei loro crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Lei è stato un portavoce di spicco a livello internazionale per molti anni, denunciando le menzogne su ciò che è accaduto in Siria e sulla guerra in Siria. Quindi in primo luogo le chiedo: come e perché la Russia è stata coinvolta militarmente in Siria? E in che modo questo contrasta con la presunta giustificazione degli Stati Uniti e della NATO per il loro intervento militare in Siria?

 BLACK: Bene, vorrei iniziare, se posso, dicendo ai nostri ascoltatori che sono un vero patriota: mi sono offerto volontario per unirmi ai Marines e mi sono offerto volontario per andare in Vietnam. Ho combattuto nella più sanguinosa campagna dei Marines dell'intera guerra. Ero un pilota di elicotteri con alle spalle 269 missioni di combattimento. In quattro di queste missioni il mio aereo è stato colpito dalla contraerea. Poi ho combattuto sula terreno con la Prima Divisione Marine, e durante una delle 70 missioni di combattimento che ho fatto, i miei radiotelegrafisti sono stati entrambi uccisi e io sono stato ferito mentre stavamo attaccando e cercando di salvare un avamposto dei Marines che era stato circondato.

Quindi sono molto filo-americano. In realtà facevo parte della NATO ed ero pronto a morire in Germania in difesa da un attacco dell'Unione Sovietica.

Ma la Russia non è affatto l'Unione Sovietica. La gente non lo capisce perché i media non lo hanno reso chiaro. La Russia non è uno stato comunista; l'Unione Sovietica era uno stato comunista.

Ora, una delle cose che ho visto sostenere, che mi ha particolarmente irritato a causa della mia esperienza in Siria: sono stato nella città di Aleppo. La città di Aleppo è la città più grande della Siria, o almeno lo era prima dell'inizio della guerra. E c’è stata una tremenda battaglia. Alcuni la chiamano la "Stalingrado della guerra siriana", che non è un paragone sbagliato. È stata una battaglia terribilmente aspra che è andata avanti dal 2012 al 2016. Nel corso del combattimento urbano, tutte le forze che stavano combattendo sono state costrette a distruggere gli edifici. Gli edifici sono stati abbattuti su vasta scala. E questo succede ogni volta che c’è un combattimento urbano. Ho camminato per le strade di Aleppo mentre il combattimento era ancora in corso. Guardavo attraverso una fessura tra i sacchi di sabbia il territorio controllato dal nemico. Sono stato su carri armati che sono esplosi e questo genere di cose.

Quello che so, e posso parlarti di Aleppo, è che la Russia era estremamente riluttante a farsi coinvolgere nei combattimenti in Siria. La guerra è iniziata nel 2011, quando gli Stati Uniti hanno inviato agenti della Central Intelligence per iniziare un coordinamento con Al Qaeda e altri gruppi terroristici. E noi abbiamo costantemente sostenuto Al Qaeda, sin da prima dell'inizio formale della guerra. Ancora oggi siamo sostenitori di Al Qaeda, imbottigliata nella provincia di Idlib. La CIA li ha riforniti nell'ambito dell'operazione segreta Timber Sycamore. Gli abbiamo dato tutte le loro armi anticarro, tutti i loro missili antiaerei. E Al Qaeda è sempre stata la nostra forza per procura sul campo. Loro, insieme all'ISIS, hanno svolto la missione degli Stati Uniti, insieme a un gran numero di affiliati che in realtà sono quasi intercambiabili. I soldati dell'Esercito siriano libero si spostano dall'ISIS ad Al Qaeda all'Esercito siriano libero, in modo piuttosto fluido. E così abbiamo iniziato quella guerra.

Ma gli Stati Uniti hanno una strategia politica di impegnarsi in guerre per procura. E il nostro obiettivo era rovesciare il governo legittimo della Siria e, per farlo, abbiamo impiegato soldati per procura che erano i più malvagi tra tutti i terroristi. Qualcosa di molto simile sta accadendo proprio ora in Ucraina.

Ma tornando ad Aleppo, l'esercito siriano, insieme a Hezbollah, è stato molto efficace; c'erano anche alcune truppe organizzate dall'Iran, ma era praticamente una faccenda siriana, sicuramente diretta da generali siriani. E hanno combattuto questo aspro combattimento urbano, molto brutale, veramente micidiale. E l’hanno combattuto per quattro anni, prima che la Russia si unisse alla battaglia. Così, dopo quattro anni, la città di Aleppo aveva subito un'enorme distruzione. E a quel punto i russi, su invito del legittimo governo siriano, sono entrati in guerra. Ma a differenza di molti resoconti dei media, non sono entrati in guerra come forza di terra. È vero che avevano delle minime forze di terra. Avevano la polizia militare, alcune unità di artiglieria, alcuni addetti alle operazioni speciali e un certo numero di consiglieri e cose del genere. Ma non erano una forza di terra significativa.

D'altra parte, erano una forza aerea significativa e molto efficace, che integrava l'aviazione siriana. Ma è stato davvero solo l'ultimo anno di guerra, la battaglia di Aleppo, proprio l'ultimo anno, che sono entrati e la loro potenza aerea è stata molto efficace. A questo punto i siriani avevano indebolito abbastanza le forze terroristiche e l'assistenza russa è stata in grado di ribaltare l'equilibrio, e Aleppo è stata la grande vittoria dell'intera guerra siriana.

Ma incolpare i russi dell’enorme distruzione di Aleppo è assurdo: perché non erano lì, non erano nemmeno presenti quando è successo. Quindi questa è semplicemente un'altra parte della narrazione della propaganda, che è stata molto efficace per l'Occidente, demonizzando la Russia e facendo affermazioni prive di sostanza. Ma la gente non ricorda la storia di questi eventi, che sono piuttosto complessi. Quindi no: la Russia non è stata in alcun modo responsabile della enorme distruzione della città di Aleppo.

BILLINGTON: Quali differenze vedrebbe tra i metodi di guerra seguiti dalla Russia rispetto agli Stati Uniti e le forze alleate in Siria?

BLACK: Beh, prima di tutto il coinvolgimento americano, la guerra degli Stati Uniti contro la Siria è una guerra di aggressione. Abbiamo messo un segretissimo centro di attività speciali della CIA  - tipo i James Bond della Central Intelligence Agency, totalmente privi di scrupoli; son capaci di fare qualsiasi cosa, non c'è nessun limite per questi ragazzi. Li abbiamo inviati sul posto e abbiamo iniziato la guerra in Siria. La guerra non esisteva finché non abbiamo inviato la CIA a coordinarsi con gli elementi di Al Qaeda. Così abbiamo iniziato la guerra e non eravamo stati invitati in Siria.

In effetti, gli Stati Uniti si sono impadroniti di due parti significative della Siria. Una è una parte molto importante, il fiume Eufrate, che divide circa un terzo della parte nord della Siria: gli Stati Uniti hanno invaso quella parte. In realtà abbiamo messo le truppe a terra, illegalmente - contro qualsiasi standard di diritto internazionale di guerra - è stata proprio una conquista. E questo si può attribuire a John Kerry, che allora era il Segretario di Stato, ed era frustrato per la tremenda vittoria delle forze armate siriane contro Al Qaeda e ISIS. E ha detto, be’, probabilmente dobbiamo passare al Piano B. Non ha detto quale fosse il Piano B, ma l'ha spiegato nel tempo: il Piano B era la conquista americana di quella parte settentrionale della Siria. L'importanza di prendere quella parte della Siria è che è il granaio per tutto il popolo siriano. È lì che cresce il grano: la Siria aveva effettivamente un surplus di grano significativo e le persone erano molto ben nutrite in Siria, prima della guerra. Volevamo togliere il grano, per provocare la carestia tra la popolazione siriana.

L'altra cosa che siamo riusciti a fare è impossessarci della maggior parte dei giacimenti di petrolio e gas naturale. Anche quelli si trovano in quella parte a nord del fiume Eufrate. E l'idea era che, rubando il petrolio e poi il gas, avremmo potuto bloccare il sistema dei trasporti e, allo stesso tempo, durante gli inverni siriani, avremmo potuto congelare a morte la popolazione civile siriana, che in molti i casi viveva tra le macerie, dove questi eserciti terroristi con divisioni meccanizzate avevano attaccato e distrutto completamente le città, lasciando le persone a vivere in mezzo alle macerie.

Volevamo affamare e congelare a morte il popolo siriano, e quello era il Piano B.

Ora, a un certo punto ci frustrava il fatto che in qualche modo questi siriani, questi maledetti siriani, un minuscolo paese, perché erano così resilienti? Stavano combattendo contro i due terzi dell'intera forza militare e industriale del mondo. Come può una nazione di 23 milioni di persone resistere per oltre un decennio? E così abbiamo deciso che dovevamo agire o avremmo perso completamente la Siria. E così il Congresso degli Stati Uniti ha imposto le sanzioni del Caesar Act. Le sanzioni del Caesar sono state le sanzioni più brutali mai imposte a una nazione. Durante la seconda guerra mondiale le sanzioni non erano così rigide come quelle er la Siria.

Non eravamo in guerra con la Siria! Eppure abbiamo messo un blocco navale su tutto il paese. Abbiamo svalutato la loro valuta attraverso il sistema SWIFT per i pagamenti internazionali, rendendo loro impossibile l'acquisto di farmaci. Quindi c'erano donne siriane che avevano il cancro al seno, proprio come le abbiamo qui nel nostro paese. Ma mentre da noi il cancro al seno è diventato relativamente curabile, abbiamo tagliato le forniture mediche in modo che le donne in Siria morissero di cancro al seno perché non potevano avere i farmaci, perché blocchiamo i loro dollari attraverso il sistema SWIFT.

Una delle ultime cose che abbiamo fatto, e le prove sono abbastanza vaghe, ma c'è stata una misteriosa esplosione nel porto in Libano, una enorme esplosione di un carico di una nave di fertilizzante a base di nitrato di ammonio. Ha ucciso centinaia di libanesi. Ferito molte migliaia di persone, distrutto l'economia del Libano. E, soprattutto, ha distrutto il sistema bancario libanese, che era una delle poche ancora di salvezza rimaste in Siria. Non credo che l'esplosione sia stata accidentale. Penso che sia stato orchestrata e sospetto che la CIA fosse a conoscenza della nazione che ha compiuto quell'azione per distruggere il porto di Beirut.

Dappertutto si può vedere questo approccio privo di scrupoli, in cui usiamo forza e violenza illimitate. E allo stesso tempo controlliamo i media globali, dove cancelliamo tutte le discussioni su ciò che sta realmente accadendo. Quindi l'uomo o la donna della strada pensano che le cose vadano bene. Che tutto viene fatto per ragioni altruistiche, ma non è così.

BILLINGTON: Parte del suo servizio militare è stato come ufficiale JAG (corpo della magistratura militare) e per un periodo è stato a capo della divisione di diritto penale dell'esercito al Pentagono. E alla luce di ciò, come vede queste sanzioni Caesar: come le considera dal punto di vista del diritto internazionale e del diritto militare?

BLACK: Bene, io non ero un esperto di diritto internazionale. Ero esperto di diritto penale. Ma direi che fare la guerra a una popolazione civile è un grave crimine secondo il diritto di guerra. Una delle cose che abbiamo fatto mentre eravamo alleati con Al Qaeda, e a fasi alterne con l'ISIS - voglio dire, abbiamo combattuto l'ISIS molto seriamente, ma allo stesso tempo spesso li abbiamo impiegati per usarli contro il governo siriano. Quindi è una specie di amore-odio. Ma abbiamo sempre lavorato con i terroristi. Erano il fulcro.

Una delle politiche seguite era che sotto questa versione estrema dell'Islam, questo Wahhabismo, c'era l'idea che tu possiedi una donna che prendi con la forza in battaglia. E questo risale al settimo secolo. E così abbiamo facilitato il movimento dei terroristi islamici da 100 paesi, che sono venuti e si sono uniti all'ISIS, si sono uniti ad Al Qaeda, si sono uniti all'Esercito siriano libero. E una delle cose che sapevano quando sono arrivati ​​è che avevano il diritto legale di uccidere i mariti - non sto parlando di militari, sto parlando di civili - potevano uccidere i mariti, potevano ucciderli, e allora avrebbero posseduto le loro mogli e i loro figli. E lo hanno fatto in gran numero.

E così c'è stata una campagna di stupri, una campagna organizzata di stupri in tutta la Siria. E in realtà c'erano mercati degli schiavi sorti in alcune di queste aree ribelli dove avevano dei veri listini prezzi delle diverse donne. E, cosa interessante, i prezzi più alti erano per i bambini più piccoli, perché c'era un gran numero di pedofili. E i pedofili volevano possedere bambini piccoli, perché in base alle leggi che venivano applicate, potevano violentare questi bambini ripetutamente. Potevano violentare le vedove dei soldati uccisi o dei civili uccisi, possederle, comprarle e venderle. Questo è successo.

Non sto dicendo che la CIA abbia creato questa politica, ma sapevano che era una politica diffusa e l'hanno tollerata. Non l'hanno mai criticata in alcun modo.

È stato così terribile che ne ho parlato con il presidente Assad, che ha condiviso con me che queste cose stavano accadendo, nella mia visita del 2016. Ero in un certo numero di zone di battaglia e nella capitale. E ho incontrato il Presidente, e lui ha detto che in quel momento stavano lavorando sulla legislazione in parlamento, per cambiare la legge sulla cittadinanza. Avevano sempre seguito la legge islamica, secondo la quale la cittadinanza di un figlio deriva dal padre. Ma c'erano così tante decine, centinaia di migliaia di donne siriane ingravidate da questi terroristi che sono stati importati in Siria, che è stato necessario cambiare la legge, in modo che i bambini avessero la cittadinanza siriana e non dovessero essere restituiti al loro padre dell’Isis in Arabia Saudita, o in Tunisia. Potevano essere trattenuti in Siria. In seguito ho controllato e quella legge è stata approvata ed è stata implementata.

Questo mostra la assoluta ferocia. Quando combattiamo queste guerre, non poniamo limiti alla crudeltà e alla disumanità che siamo disposti a imporre alla gente, facendola soffrire, in modo che in qualche modo ciò si traduca nel rovesciare il governo, e forse prendere il loro petrolio, prendere le loro risorse.

BILLINGTON: Chiaramente la politica contro la Russia oggi, da parte dell'attuale amministrazione.

BLACK: Sì. Sì. Sa, la Russia è forse la più benedetta dall’abbondanza di risorse naturali di qualsiasi altra nazione sulla Terra. È un grande produttore di grano, di petrolio, di alluminio, di fertilizzanti, di un numero immenso di cose che si legano all'intera economia globale. E senza dubbio ci sono persone che guardano a questo e dicono: "se potessimo in qualche modo smembrare la Russia stessa, ci saranno grandi fortune e faremo trilioni a dozzine". E questo esercita una certa attrazione. Sicuramente avete già visto accadere alcune di queste cose, con interessi stranieri che si sono impadroniti dell'Ucraina e hanno preso le loro vaste risorse.

Abbiamo iniziato una marcia verso la Russia, quasi subito dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991. L'Unione Sovietica si è sciolta, il Patto di Varsavia si è sciolto. E sfortunatamente, una delle grandi tragedie della storia è che non siamo riusciti a sciogliere la NATO. L'unico scopo della NATO era quello di difendersi dall'Unione Sovietica. L'Unione Sovietica non esisteva più. La NATO andava di pari passo con il Patto di Varsavia. Il Patto di Varsavia era svanito; non esisteva più. Non c'era scopo nel fatto che la NATO continuasse ad esistere. Tuttavia, l'abbiamo mantenuta e non avrebbe potuto esistere senza un nemico. La Russia desiderava disperatamente entrare a far parte dell'Occidente.

Ho incontrato il capo della Gazprom, la più grande società in Russia, poco dopo la fine dell'Unione Sovietica, e mi ha descritto come stavano lottando affinché i loro media fossero liberi come lo erano in Occidente. E ci percepivano come molto più liberi e aperti di quanto fossimo in realtà. Mi disse: sa, abbiamo questo problema con questa rivolta in Cecenia, che fa parte della Russia. Disse che i ribelli ceceni inviavano dei video alla televisione russa che li trasmetteva, perché è così che funziona la libertà di parola.

E io ho risposto: "Mi sta prendendo in giro?" Ho detto: "State pubblicando i film di propaganda del nemico?" Ha detto: "Sì. Non è così che fate negli Stati Uniti?" Ho detto: no. Nella seconda guerra mondiale, abbiamo preso il capo dell'Associated Press e lo abbiamo incaricato della censura in tempo di guerra, ed è stato molto severo".

Quindi, questo è solo un esempio di come stavano lottando. Sono passati dall'essere un paese ufficialmente ateo, a diventare la nazione di gran lunga più cristianizzata d'Europa. Non solo la gente era più cristianizzata che in qualsiasi altro grande paese d'Europa, ma il governo stesso era molto favorevole alla chiesa, alla fede cristiana. Hanno modificato la loro costituzione per dire che il matrimonio era l'unione di un uomo e una donna. Sono diventati molto restrittivi sulla pratica dell'aborto. Hanno posto fine alla pratica delle adozioni all'estero, dove alcune persone andavano in Russia e adottavano bambini per scopi immorali. Così sono diventati una cultura totalmente diversa.

In ogni caso, gli Stati Uniti hanno questa strategia di vecchia data, questa strategia politico-militare di espansione dell'impero. Lo abbiamo fatto in Medio Oriente, dove abbiamo tentato di creare un imponente impero neocoloniale. È risultato piuttosto logoro. La gente non lo voleva. E sembra destinato all'estinzione prima o poi, ma potrebbe andare avanti per altri 100 anni. Ma in ogni caso, stiamo cercando di fare qualcosa di simile muovendoci verso est, praticamente fino al confine russo.

BILLINGTON: Quindi, la posizione degli Stati Uniti e del Regno Unito sulla guerra in Ucraina, in queste ultime settimane, ora è diventata non solo di sostegno alla guerra, ma anche per la vittoria a tutti i costi. Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa Austin e altri. E stanno pompando enormi quantità di armi non solo difensive, ma offensive, al regime di Kiev. Cosa vede come conseguenza di questa politica?

BLACK: Penso che una cosa che farà è garantire che un numero enorme di soldati ucraini innocenti muoia inutilmente. Anche molti soldati russi moriranno inutilmente. Questi sono ragazzi. Sa, sono i ragazzi che vanno in guerra. Sono andato in guerra da ragazzo. Pensi che il tuo paese, giusto o sbagliato che sia, che tutto ciò che stanno facendo vada bene. Mi si spezza il cuore quando vedo i volti dei giovani russi che sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco, in alcuni casi in modo molto criminale dalle forze ucraine. E allo stesso modo vedo giovani ucraini massacrati sul campo di battaglia.

Non ci interessa! Agli Stati Uniti e alla NATO non importa quanti ucraini muoiono. Civili, donne, bambini, soldati. Non ci importa. È diventato una grande partita di calcio. Sa, abbiamo la nostra squadra me loro hanno la loro squadra, rah rah. Vogliamo ottenere il punteggio più alto e aumentarlo. E, sa, non importa quanti dei nostri giocatori si storpiano sul campo di gioco, fintanto che vinciamo.

Ora, stiamo spedendo quantità fantastiche di armi, lo stock di Raytheon, che crea missili, e di Northrop Grumman, che crea aerei e missili, e tutte queste industrie della difesa sono diventate tremendamente gonfie di dollari delle tasse. Non credo che alla fine cambierà il risultato. Penso che la Russia prevarrà. Gli ucraini si trovano in una posizione strategica molto scomoda a est.

Ma se si guarda al modo in cui la cosa si è svolta, nel dicembre del 2021 il presidente Putin ha compiuto uno sforzo disperato per fermare la marcia verso la guerra. È arrivato al punto di mettere sul tavolo proposte scritte specifiche con la NATO, proposte di pace per disinnescare ciò che stava arrivando. Perché a questo punto, l'Ucraina stava ammassando truppe per attaccare il Donbas. E stava cercando di evitarlo. Non voleva la guerra. E la NATO le ha semplicemente spazzate via, le ha semplicemente respinte; non le ha mai prese sul serio, non ha mai avviato trattative serie.

A quel punto Putin, vedendo che gli ucraini armati per uccidere le truppe russe erano letteralmente ai loro confini, decise che doveva colpire prima. Ora, si può vedere che questo non era un attacco pianificato. Non era come l'attacco di Hitler in Polonia, dove la regola pratica standard è che quando sei l'attaccante devi avere sempre un vantaggio di 3 a 1. Devi ammassare tre volte più carri armati, artiglieria, aerei e uomini, rispetto all'altra parte. In effetti, quando la Russia è entrata, sono entrati con ciò che avevano, ciò che potevano mettere insieme in breve tempo. Ed erano in inferiorità numerica rispetto alle forze ucraine. Le forze ucraine avevano circa 250.000 uomini. I russi ne avevano forse 160.000. Quindi, invece di averne il triplo, in realtà avevano meno truppe degli ucraini. Ma sono stati costretti ad attaccare, per cercare di anticipare la battaglia che incombeva, dove gli ucraini avevano ammassato queste forze contro il Donbas.

Ora, il Donbas è adiacente alla Russia. È una parte dell'Ucraina che non si è unita al governo rivoluzionario che ha fatto il colpo di stato nel 2014 e ha rovesciato il governo dell'Ucraina. Si sono rifiutati di entrare a far parte del nuovo governo rivoluzionario dell'Ucraina. E così hanno dichiarato la loro indipendenza. E l'Ucraina aveva ammassato questo enorme esercito per attaccare il Donbas. E così la Russia è stata costretta a intervenire per prevenire quell'attacco pianificato dall'Ucraina. E si poteva vedere che la Russia sperava vivamente di poter condurre questa operazione speciale senza causare indebite perdite agli ucraini, perché pensano agli ucraini, o almeno pensavano agli ucraini, come fratelli slavi; e volevano avere buoni rapporti. C'è una famosa foto di un carro armato russo che era stato fermato da un gruppo di forse 40 civili che erano usciti sulla strada e l’avevano bloccata, e il carro armato si è fermato. Posso dirti che, in Vietnam, se avessimo avuto un gruppo di persone messe di mezzo a un carro armato americano, quel carro armato non avrebbe rallentato minimamente! Non avrebbe suonato il clacson, non avrebbe fatto nulla; non avrebbe sparato un colpo di avvertimento. Sarebbe semplicemente andato avanti. E penso che sia più normale: non sto criticando gli americani. Ero lì e stavo combattendo, e probabilmente io stesso avrei tirato dritto col carro armato.

Ma quello che sto dicendo è che le regole di ingaggio per i russi erano molto, molto caute. Non volevano creare molto odio e animosità. I russi non sono entrati  bombardando il sistema elettrico, i i media, i sistemi idrici, i ponti e così via. Hanno cercato di mantenere in buone condizioni le infrastrutture dell'Ucraina perché volevano che rimanessero. Volevano solo che tutto questo finisse e tornasse alla normalità. Non ha funzionato. Gli ucraini, la resistenza è stata inaspettatamente dura. I soldati ucraini hanno combattuto con grande, grande valore, grande eroismo. E così ora la posta è stata alzata ed il gioco è diventato molto più serio.

Ma è incredibile se si vede che la Russia domina l'aria. Non hanno messo fuori uso i sistemi ferroviari. Non hanno messo fuori uso le centrali elettriche. Non hanno fatto fuori tutto. Non hanno mai bombardato gli edifici nel centro di Kiev, la capitale dell'Ucraina; non hanno bombardato gli edifici dove si riunisce il parlamento. Sono stati incredibilmente contenuti su queste cose, sperando contro ogni speranza che la pace potesse essere raggiunta.

Ma non credo che l'Ucraina abbia voce in capitolo nella decisione sulla pace o la guerra. Penso che la decisione sulla pace o sulla guerra sia presa a Washington, DC. Finché vogliamo che la guerra continui, la combatteremo, usando gli ucraini come delegati, e la combatteremo fino all'ultimo ucraino.

BILLINGTON: Cosa prevede sulla possibilità di una guerra che scoppia direttamente tra Stati Uniti e Russia? E come sarebbe?

BLACK: Sa, se si torna alla prima guerra mondiale nel 1914, c’è stato l'assassinio dell'arciduca d'Austria-Ungheria. Lui e sua moglie sono stati uccisi. Come risultato dell'uccisione di quelle due persone, c’è stato un effetto domino su tutte le alleanze, rabbia e isteria mediatica. E prima della fine, penso che siano state uccise 14 milioni di persone. È sempre difficile avere numeri veri, ma comunque è stato un numero enorme di milioni di persone che sono morte a causa di ciò.

Dobbiamo renderci conto del rischio di giocare al gioco del pollo. Ad esempio, i media turchi hanno appena pubblicato un articolo in cui si afferma che a Mariupol, dove c'è stato un grande assedio, alla fine hanno vinto i russi. L'unica area che non hanno preso è questa enorme acciaieria. Ci sono molti soldati ucraini che sono bloccati lì. E ora è venuto alla luce che forse ci sono 50 alti ufficiali francesi, intrappolati in quell'acciaieria insieme agli ucraini. I soldati francesi sono stati a terra a combattere, dirigendo la battaglia. E questo è stato tenuto nascosto, ultra-segreto, a causa delle elezioni francesi che si sono appena svolte. Se il popolo francese avesse saputo che c'era un gran numero di ufficiali francesi intrappolati e probabilmente destinati a morire in quell'acciaieria, le elezioni sarebbero andate in maniera opposta: avrebbe vinto Marine Le Pen. E quindi era molto importante che per l'intero deep state non venisse alla luce che questi ufficiali francesi erano lì.

Sappiamo che ci sono ufficiali della NATO che sono presenti sul campo in Ucraina come consulenti e così via. Corriamo il rischio. Ora, la mia ipotesi è - e questa è una supposizione, potrei sbagliarmi - ma l'ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, la Moskva, è stata affondata perché è stata colpita da missili antinave. La mia ipotesi è che quei missili, con buone probabilità, siano stati lanciati dai francesi. Ora, potrei sbagliarmi, ma quei missili sono così ultrasensibili e così pericolosi per le nostre navi, che non penso che la NATO affidi i missili agli ucraini, o a chiunque altro. Penso che debbano essere mantenuti sotto il controllo operativo della NATO. Quindi penso che probabilmente siano state le forze della NATO ad affondare la Moskva.

E stiamo intraprendendo queste azioni molto sconsiderate, e ogni volta alziamo la posta - mi capita di essere un repubblicano - ma abbiamo due senatori repubblicani statunitensi che hanno detto che "be’, potrebbe essere necessario usare armi nucleari contro la Russia”. È pazzesco. Penso che sia importante che le persone inizino a discutere di cosa significherebbe una guerra termonucleare.

Ora, dobbiamo capire, pensiamo, "oh, siamo grandi, e siamo cattivi, e abbiamo tutta questa roba". La Russia è più o meno paragonabile agli Stati Uniti per quanto riguarda la potenza nucleare. Hanno missili ipersonici, che noi non abbiamo. Possono assolutamente eludere qualsiasi rilevamento tempestivo e possono lanciare missili dalla Russia e raggiungere San Francisco, Los Angeles, Chicago, Detroit, Baltimora, Washington, DC, New York City.

Pensiamo solo alla Virginia, dove mi capita di vivere. Se ci fosse una guerra nucleare - e tenga presente che hanno anche una flotta molto grande ed efficace di sottomarini nucleari che si trovano al largo delle coste degli Stati Uniti - hanno un gran numero di missili a testata nucleare e possono eludere qualsiasi nostra difesa. Quindi, tutta la Virginia del Nord sarebbe sostanzialmente annientata. Non rimarrebbe quasi vita umana nella contea di Loudoun, nella contea di Prince William, nella contea di Fairfax, ad Arlington, ad Alessandria. Il Pentagono si trova nella contea di Arlington: il Pentagono sarebbe semplicemente una massa incandescente di sabbia fusa. Non ci sarebbe più vita umana lì. E non ci sarebbe vita umana per molte miglia intorno. Appena oltre il Potomac, la capitale della nazione, non ci sarebbe più vita nella capitale. Il Campidoglio scomparirebbe per sempre. Tutti i monumenti, tutte queste cose gloriose, non rimarrebbe nulla.

Se si va sulla costa della Virginia, c’è il cantiere navale di Norfolk, il porto di Norfolk. La più grande massa di potenza navale sulla faccia della Terra. È qui che parcheggiamo tutte le nostre portaerei, i nostri sottomarini nucleari, tutte queste cose. Non ci rimarrebbe nulla. Non rimarrebbe nulla di nessuna di quelle industrie navali.

E possiamo continuare così. Parlando di New York City, probabilmente della stessa New York City, non solo verrebbero uccisi tutti, ma probabilmente sarebbe impossibile per le persone abitare a New York City per centinaia di anni dopo. Non solo cesserebbe di essere un luogo di vibrante vita umana, ma probabilmente, scomparendo per forse mezzo millennio, non potrebbe recuperare alcun tipo di civiltà.

Dobbiamo capire la gravità di ciò che stiamo facendo. Forse se per gli Stati Uniti quello che succede in Ucraina fosse una questione di vita o di morte, sarebbe diverso. Certamente quando l'Unione Sovietica ha messo i missili a Cuba, che prendevano di mira gli Stati Uniti, valeva la pena correre il rischio, perché era proprio al nostro confine e ci minacciava. Ed era una battaglia per la quale valeva la pena combattere e un rischio che valeva la pena correre. In questo i russi sono esattamente l'immagine speculare di quella situazione, perché per loro la vita della Russia dipende dall'impedire alla NATO di avanzare ulteriormente in Ucraina, fino ai loro confini. Non possono permettersi di non combattere questa guerra. Non possono permettersi di non vincere questa guerra.

Quindi penso che, giocando con questa costante escalation in una guerra che, in realtà, è in un luogo che non ha alcun significato per gli americani - l'Ucraina non ha significato per gli americani; non ha alcun impatto sulla nostra vita quotidiana - stiamo giocando a questo gioco sconsiderato che mette a rischio la vita di tutte le persone negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale, per niente! Assolutamente per niente!

BILLINGTON: Molti ufficiali di bandiera certamente capiscono le conseguenze che ha appena descritto in un modo che fa rizzare i capelli. Perché, mentre in Italia, in Francia, in Germania, ci sono dei generali che parlano, avvertendo che stiamo perseguendo una rotta che potrebbe portare alla guerra nucleare, perché non ci sono voci del genere da parte di ufficiali di bandiera - in pensione, magari – che dicono quello che lei sta dicendo qui oggi?

BLACK: Sa, c'è stato un tremendo deterioramento nella qualità degli ufficiali di bandiera, risalendo, be’, sicuramente agli anni '90. Avevamo ufficiali di bandiera molto, molto bravi, durante il periodo in cui ero in servizio attivo - ho lasciato nel '94 - solo persone di qualità superiore. Ma quello che è successo è che, successivamente, abbiamo avuto il presidente Clinton al potere, più tardi abbiamo avuto Obama. Ora abbiamo Biden. E applicano un controllo politico molto rigoroso ai loro ufficiali militari. E ora abbiamo degli "yes men". Queste non sono persone principalmente devote verso gli Stati Uniti e il suo popolo. La loro principale devozione è verso la loro carriera e la loro capacità di fare rete con altri ufficiali militari dopo il pensionamento. C'è una rete molto forte che può collocare generali militari nei think tank, dove promuovono la guerra, in organizzazioni come Raytheon e Northrop Grumman, e tutte queste operazioni della difesa, dove possono entrare nei board e cose del genere. Quindi c'è un prezzo personale da pagare per dire: “Ehi, fermatevi. La guerra non è nell'interesse del popolo americano". Se avessimo degli individui di migliore qualità, avremmo persone coraggiose che direbbero: "Non mi interessa quanto mi costa personalmente". Ma è molto difficile entrare nei ranghi più alti se sei un individuo guidato da principi, patriottismo e devozione al popolo di questa nazione. Non è così che funziona. E ad un certo punto, abbiamo bisogno di un Presidente che entri e scuota l'albero e faccia cadere molte di queste persone, perché sono pericolose. Sono molto pericolosi per l'America.

BILLINGTON: Helga Zepp-LaRouche e lo Schiller Institute hanno presentato una petizione - e abbiamo tenuto una conferenza il 9 aprile sullo stesso tema – per cui l'unico modo per fermare davvero questa discesa all'inferno e al potenziale olocausto nucleare è una nuova Pace di Vestfalia. In questo caso, una conferenza internazionale per garantire una nuova architettura di sicurezza e di sviluppo, il diritto allo sviluppo per tutti i paesi. E come la Pace di Westfalia, una pace in cui tutte le parti si siedono insieme, riconoscono i loro interessi, i loro interessi sovrani, inclusi gli interessi sovrani degli altri, e perdonano tutti i crimini passati. Qualsiasi cosa che non sia questo manterrà questa divisione del mondo in blocchi in guerra. Proprio come ho chiesto cosa impedisce ai generali di parlare, perché e quanto ci vorrà perché gli americani si convincano a riconoscere che possiamo e dobbiamo sederci al tavolo con i russi, con i cinesi e con tutte le altre nazioni e stabilire un mondo vero e giusto, basato sulla dignità dell'uomo e sul diritto allo sviluppo e alla sicurezza?

BLACK: Penso che, sfortunatamente, ci dovrà essere un’enorme sofferenza per arrivarci, proprio come è successo con la Pace di Westfalia. Una guerra nucleare potrebbe provocarla; un cataclisma economico di proporzioni senza precedenti, dovuta alla stampa sfrenata di denaro in cui ci siamo impegnati negli ultimi 20 anni, queste sono cose che potrebbero provocarla. Ma a questo punto, i media sono stati così totalmente censurati e così prevenuti che il popolo americano non ha davvero la percezione della necessità di qualcosa del genere. Sarà difficile.

Sa, ecco qualcosa di interessante che è successo. Qui in questo paese, penseresti che il mondo intero sia contro la Russia. Non è così. In effetti, ci sono grandi paesi del mondo che appoggiano la Russia in questa guerra, a cominciare dalla Cina, ma poi il Brasile, il Sud Africa, l'Arabia Saudita, una vasta gamma di paesi. L’India sostiene fortemente la Russia. L'idea che in qualche modo abbiamo questa causa assolutamente giusta, non è condivisa da gran parte del mondo, e gran parte del mondo non accetta la nostra propaganda sui crimini di guerra: questa cosa di Bucha. Questa è probabilmente la più importante di tutte le discussioni sui crimini di guerra.

E cos'era Bucha? C'era un filmato di un veicolo che guidava lungo la strada a Bucha, che era stato ripreso dai russi. E ogni cento piedi o giù di lì c'era una persona con le mani legate dietro la schiena, che era stata uccisa. Non era stato detto niente fino a quattro giorni dopo che gli ucraini avevano ripreso Bucha.

Ora, non ne sapevamo quasi nulla. In realtà non avevamo nemmeno la prova che le persone fossero state uccise. Ma supponendo che sia accaduto, non sapevamo dove fossero stati uccisi. Non sapevamo chi fossero. Non sapevamo chi li avesse uccisi. Non sapevamo perché fossero stati uccisi. Nessuno poteva fornire un motivo adeguato perché siano stati i russi a ucciderli. I russi hanno tenuto Bucha per un mese. Se dovevano ucciderli, perché non li hanno uccisi durante quel mese? E se hai intenzione di massacrare un gruppo di persone, non le metteresti tutte nello stesso posto e non le spareresti tutte insieme? Perché dovrebbero essere distribuiti lungo un ciglio della strada, per un miglio lungo la strada? Non ha senso!

Quello che sappiamo è che quattro giorni dopo che il sindaco di Bucha ha annunciato gioiosamente che la città era stata liberata, quattro giorni dopo che l'esercito ucraino era entrato e che il loro braccio speciale di propaganda dell'esercito ucraino era lì, all'improvviso ci sono stati questi morti per strada. Come mai non c'erano quando c'erano i russi? Come mai sono apparsi solo dopo che i russi se ne sono andati?

Se lo vedessi semplicemente come un caso penale standard, e parlassi con la Divisione Investigativa Criminale o l'FBI, o la polizia militare o qualcosa del genere, direi: "Ok, per prima cosa, diamo un'occhiata agli ucraini”. La mia ipotesi sarebbe - e quando indaghi su un crimine parti da un'intuizione - la mia impressione è che gli ucraini abbiano ucciso queste persone dopo che sono entrati, si sono guardati intorno e hanno detto: "OK, chi è stato amichevole con le truppe russe mentre i russi erano qui? Li giustizieremo". Questa sarebbe la mia ipotesi. Perché non vedo alcun motivo per cui i russi dovessero uccidere delle persone mentre andavano via dalla città.

E nessuno lo mette in dubbio, perché i media sono monolitici. Sappiamo per certo, dalla bocca del capo di un ospedale ucraino, il tizio che dirigeva l'ospedale, si vantava di aver dato ordini severi a tutti i suoi medici, che quando i prigionieri di guerra russi feriti, quando venivano portate delle vittime, dovevano essere castrati. Ora, questo è un crimine di guerra orribile, ammesso dalla bocca dell'amministratore dell'ospedale, e il governo ucraino ha detto: "Indagheremo", come se non fosse una cosa grave. Non riesco a pensare a un crimine di guerra più orribile, orribile, mai. Dove ne avete sentito parlare, su ABC e MSNBC e CNN e FOX News? Non un solo sussurro. Eppure la prova è innegabile. Avevamo un'altra clip in cui c'era un punto di raccolta dei prigionieri di guerra, in cui gli ucraini avrebbero portato i prigionieri di guerra in un centro di raccolta - e questo è circa un video di sette minuti - e i soldati ucraini li hanno semplicemente uccisi a colpi di arma da fuoco. C’erano forse 30 di questi soldati russi feriti sdraiati a terra, alcuni dei quali chiaramente stavano morendo per le ferite. Ad alcuni di loro hanno messo dei sacchetti di plastica sulla testa. Ora, questi sono ragazzi che sono sdraiati lì, a volte feriti a morte, con le mani legate dietro la schiena, e sacchetti di plastica sulla testa, che rendono difficile respirare. E poiché non possono alzare le mani, non possono togliere i sacchetti in modo da poter respirare. Alla fine del video, gli ucraini portano un furgone e ci sono tre prigionieri di guerra russi. Senza il minimo pensiero o esitazione, mentre i tre vengono via con le mani legate dietro la schiena, sparano a due di loro, proprio davanti alla telecamera, e cadono. E il terzo si inginocchia e implora che non gli facciano del male. E poi gli sparano! Questi sono crimini. E questi non sono stati confutati dal governo ucraino. Ma nemmeno  si sa che si sono verificati! Fino ad ora, le dirò che l'unico crimine provato - non sto dicendo che non ci siano crimini di guerra che accadono da entrambe le parti – le sto solo dicendo che gli unici che ho visto, delle prove abbastanza inconfutabili di crimini di guerra, sono stati dalla parte ucraina.

Ora, spesso si sente dire, be’, i russi hanno distrutto questo o quello. Bene, devo dirle che se torniamo alle guerre che abbiamo combattuto quando abbiamo invaso l'Iraq, lo "Shock and Awe", abbiamo distrutto praticamente tutto in Iraq, tutto ciò che era significativo. Abbiamo bombardato obiettivi militari e civili senza troppe discriminazioni. La coalizione ha effettuato 100.000 missioni in 42 giorni. Confrontando con i russi, hanno fatto solo 8.000 missioni nello stesso periodo di tempo. 100.000 missioni americane contro 8.000, più o meno nello stesso tempo. Penso che i russi abbiano avuto la tendenza ad essere più selettivi. Dovunque abbiamo colpito, la filosofia di Shock and Awe è che distruggi tutto ciò che è necessario per sostenere la vita umana e per il funzionamento di una città. Spegni l'acqua, l'elettricità, il calore, il gas, la benzina; distruggi tutti i ponti principali. E poi semplicemente continui a distruggere tutto.

Quindi è davvero paradossale. E tenete presente che l'Iraq è un paese relativamente piccolo. L'Ucraina è un paese enorme. 100.000 uscite in 42 giorni, contro 8.000 uscite più o meno nello stesso tempo. Un'enorme differenza di violenza tra ciò che abbiamo fatto in Iraq e ciò che hanno fatto in Ucraina. Quindi semplicemente non c'è nessuna credibilità quando si arriva ai fatti e si guarda al modo in cui è stata condotta la guerra.

BILLINGTON: Bene, Senatore Black, Colonnello Black. Penso che il modo in cui ha descritto l'orrore che sta già avvenendo, e considerando che non possiamo aspettare che una guerra nucleare provochi una nuova Pace di Westfalia, suggerirei che ciò che ha descritto è già abbastanza orribile. E se combinato con il crollo iperinflazionistico che sta investendo il mondo occidentale, che colpirà tutti, crediamo che questo orrore sia sufficiente per rendersi conto di questa discesa in un'età oscura, e per motivare i cittadini in Europa, nel Stati Uniti.

Stiamo scoprendo che c'è un risveglio di persone che in passato non hanno voluto guardare alle proprie responsabilità nei confronti della razza umana nel suo insieme, ma che ora sono costrette a prendere in considerazione questa, che è la base del nostro appello, in questa petizione, per una conferenza internazionale di tutte le nazioni, con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, l'India e così via, sedute insieme per porre fine a questo orrore; ma anche per realizzare una vera pace per l'umanità e un'era di pace attraverso lo sviluppo.

E la ringraziamo per aver dato questa boccata di cruda verità a un popolo che ha bisogno di ascoltarla. Se ha delle ultime riflessioni, le chiedo di farle, con i suoi saluti.

BLACK: Aggiungo solo una cosa e ringrazio lo Schiller Institute per il suo enorme sforzo per raggiungere la pace nel mondo. Si tratta di uno degli sforzi più importanti mai compiuti, e di certo lo sostengo.

Se si guarda alla Russia, alle truppe russe che sono andate in battaglia in Ucraina, per la maggior parte non avevano esperienza di combattimento. Questo è un esercito di tempo di pace. La Russia non combatte guerre all'estero. La Siria è l'unico impegno all'estero significativo che ha avuto. In confronto negli Stati Uniti, letteralmente parlando, se un soldato va in pensione oggi dopo una carriera di 30 anni nell'esercito, non avrà servito un solo giorno in cui gli Stati Uniti fossero in pace. Una cosa incredibile. Molto diverso dall'esercito russo, dove, con poche eccezioni, il paese è stato in pace.

Quindi dobbiamo davvero iniziare a pensare alla pace e ai limiti della guerra, all'idea che in qualche modo abbiamo bisogno di un gioco a somma zero in cui prendiamo dagli altri e ci arricchiamo. Siamo in un mondo in cui tutti possono guadagnare e prosperare grazie alla pace. Ma temo che l'iperinflazione possa essere il campanello d'allarme che spingerà il mondo a riconoscere che dobbiamo avere un nuovo paradigma per il futuro, e penso che la pace di Westfalia a quel punto potrebbe diventare una possibilità.

Quindi grazie ancora per l'opportunità di essere qui. C'è sempre speranza e penso che ci saranno cose buone in futuro, con la benedizione di Dio.

BILLINGTON: E grazie mille da Schiller Institute, dalla LaRouche Organization ed EIR. Lo pubblicheremo questa intervista il prima possibile, perché avrà un impatto enorme. Grazie.

BLACK: Grazie mille.

 




22/04/22

John Bellamy Foster - La guerra per procura degli Stati Uniti in Ucraina

Olga Chernysheva (Russia), Kind People, 2004


Una relazione importante tenuta da John Bellamy Foster, professore di sociologia all'Università dell'Oregon e direttore della storica rivista americana Monthly Review, fa chiarezza su un aspetto finora poco esplorato della guerra per procura che si sta svolgendo in Ucraina, quello relativo al rischio nucleare. Questo aspetto della guerra in corso si inquadra nella 'strategia della controforza' e del 'First Strike' pericolosamente esplorata dagli Usa fin dagli anni '60 e poi abbandonata, anche grazie a movimenti pacifisti di massa. Ripescata dopo il crollo dell'Urss e la fine della guerra fredda nell'ambito della strategia del grande impero americano, oggi si sta giocando una partita del cui possibile finale - il grande inverno nucleare e l'omnicidio - bisognerebbe essere tutti consapevoli. Come dice Foster, 'c'è molto da capire, in poco tempo.' (preziosa segnalazione di Vladimiro Giacché)


John Bellamy Foster, 9 Aprile 2022

Quello che segue è il testo di una presentazione di John Bellamy Foster all'Advisory Board del Tricontinental Institute for Social Research del 31 marzo 2022

Grazie per avermi invitato a fare questa presentazione. Parlando della guerra in Ucraina, la cosa essenziale da riconoscere in primo luogo è che questa è una guerra per procura. A questo proposito, nientemeno che Leon Panetta, che è stato direttore della CIA e poi segretario alla difesa sotto l'amministrazione Obama, ha recentemente riconosciuto che la guerra in Ucraina è una "guerra per procura" degli Stati Uniti, sebbene la cosa venga raramente ammessa. Per essere espliciti, gli Stati Uniti (appoggiati dall'intera NATO) sono impegnati da lungo tempo in una guerra per procura contro la Russia, con l'Ucraina come campo di battaglia. Secondo questa visione il ruolo degli Stati Uniti, come ha insistito Panetta, è quello di fornire sempre più armi e sempre più velocemente, con l'Ucraina che combatte, sostenuta da mercenari stranieri.

Allora come è nata questa guerra per procura? Per capirlo dobbiamo guardare alla grande strategia imperiale degli Stati Uniti risalendo al 1991, quando l'Unione Sovietica si sciolse, o addirittura agli anni '80.  In questa grande strategia imperiale ci sono due fronti, uno è l’espansione e il posizionamento geopolitico, incluso l'allargamento della NATO, l'altro è la spinta degli Stati Uniti per il primato nucleare. Un terzo fronte riguarda l'economia, ma non sarà qui considerato.

 

Il primo fronte: l’espansione geopolitica

Il primo fronte è enunciato nelle “Linee guida per la politica di difesa degli Stati Uniti” di Paul Wolfowitz del febbraio 1992, pochi mesi dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica. La grande strategia imperiale adottata all'epoca e da allora perseguita aveva a che fare con l'avanzata geopolitica degli Stati Uniti nel terreno dell'ex Unione Sovietica e di quella che era stata la sfera di influenza sovietica. L'idea era quella di impedire alla Russia di riemergere come grande potenza. Questo processo di espansione geopolitica USA/NATO è iniziato immediatamente, ed è visibile in tutte le guerre USA/NATO in Asia, Africa ed Europa che hanno avuto luogo negli ultimi tre decenni. Particolarmente importante a questo riguardo è stata la guerra della NATO in Jugoslavia negli anni '90.  Già mentre era in corso lo smembramento della Jugoslavia, gli Stati Uniti hanno iniziato il processo di ampliamento della NATO, spostandola sempre più a est per comprendere tutti i paesi dell'ex Patto di Varsavia e parti dell'ex URSS.  Bill Clinton nella sua campagna elettorale del 1996 fece dell'allargamento della NATO una parte della sua piattaforma. Washington ha iniziato a implementare questo piano nel 1997, per poi giungere infine ad ammettere nella NATO 15 paesi, raddoppiandone le dimensioni e creando un'Alleanza Atlantica contro la Russia composta di 30 nazioni, anche dando alla NATO un ruolo interventista più globale, come in Jugoslavia, Siria e Libia.

Ma l'obiettivo era l'Ucraina.  Zbigniew Brzezinski, che è stato il più importante stratega di tutto questo disegno ed era stato consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter, ha affermato nella sua Grande Scacchiera del 1997 che, in particolare in Occidente,  l'Ucraina era il "perno geopolitico” e che se fosse stata inserita nella NATO sotto il controllo occidentale, questo avrebbe indebolito così tanto la Russia da bloccarla totalmente, se non provocarne lo smembramento. Questo è stato l'obiettivo da sempre e i pianificatori strategici statunitensi, insieme con i funzionari di Washington e gli alleati della NATO, hanno ripetutamente affermato di voler portare l'Ucraina dentro la NATO. La NATO ha ufficializzato questo obiettivo nel 2008. Solo pochi mesi fa, nel novembre 2021 nella nuova Carta strategica tra l'amministrazione Biden a Washington e il governo Zelensky a Kiev, si è convenuto che l'obiettivo immediato fosse portare l'Ucraina nella NATO. Del resto questa era la politica della NATO ormai da molto tempo. Gli Stati Uniti negli ultimi mesi del 2021 e all'inizio del 2022 si stavano muovendo molto velocemente per militarizzare l'Ucraina e realizzare il loro obiettivo come un fatto compiuto.

L'idea, articolata da Brzezinski e altri, era che una volta che l'Ucraina fosse stata assicurata dentro la NATO, la Russia sarebbe finita. La vicinanza di Mosca con un'Ucraina trentunesima nazione dell'alleanza avrebbe consentito alla NATO un confine di 1200 miglia con la Russia, lo stesso percorso attraverso il quale gli eserciti di Hitler avevano invaso l'Unione Sovietica, ma in questo caso la Russia si sarebbe trovata di fronte alla più grande alleanza nucleare del mondo. Ciò avrebbe cambiato l'intera mappa geopolitica, dando all'Occidente il controllo dell'Eurasia a ovest della Cina.

Il modo in cui questo progetto è stato effettivamente sviluppato è importante. La guerra per procura è iniziata nel 2014, quando in Ucraina ha avuto luogo il colpo di stato di Maidan, ideato dagli Stati Uniti, che ha rimosso il presidente democraticamente eletto e messo al potere in gran parte gli ultranazionalisti. Il risultato immediato è stato però che l'Ucraina ha iniziato a dividersi. La Crimea era stata uno stato indipendente e autonomo dal 1991 al 1995. Nel 1995 l'Ucraina ha strappato illegalmente la Costituzione della Crimea e l'ha annessa contro la sua volontà. Il popolo della Crimea non si considerava parte dell'Ucraina ed era in gran parte di lingua russa, con profondi legami culturali con la Russia. Quando si verificò il colpo di stato con il controllo degli ultranazionalisti ucraini, la popolazione della Crimea si è voluta separare. La Russia ha dato loro l'opportunità, con un referendum, di scegliere se rimanere in Ucraina o unirsi alla Russia e hanno scelto la Russia. Tuttavia, nell'Ucraina orientale la popolazione principalmente russa è stata sottoposta a repressione da parte delle forze ultranazionaliste e neonaziste di Kiev. La russofobia e l'estrema repressione delle popolazioni di lingua russa nell'est sono iniziate con il famigerato caso delle quaranta persone fatte saltare in aria in un edificio pubblico dai neonazisti associati al battaglione Azov. In origine c'erano un certo numero di repubbliche separatiste. Due sono sopravvissute nella regione del Donbass, con popolazione prevalente di lingua russa: le repubbliche di Luhansk e Donetsk.

In questo modo in Ucraina è nata una guerra civile tra Kiev a ovest e Donbass a est. Ma è stata anche una guerra per procura con gli Stati Uniti/NATO a sostegno di Kiev e la Russia a sostegno del Donbass. La guerra civile è iniziata subito dopo il colpo di stato, quando la lingua russa è stata praticamente bandita, tanto che le persone potevano essere multate per aver parlato russo in un negozio. È stato un attacco alla lingua e alla cultura russa e una violenta repressione delle popolazioni della parte orientale dell'Ucraina.

Inizialmente, nella guerra civile ci sono state circa 14.000 vittime nella parte orientale del paese, con qualcosa come 2,5 milioni di profughi che si sono rifugiati in Russia. Gli accordi di Minsk del 2014 e del 2015 hanno portato a un cessate il fuoco, mediato da Francia e Germania e sostenuto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo questi accordi le Repubbliche di Luhansk e Donetsk ricevevano uno status autonomo all'interno dell'Ucraina. Ma Kiev ha continuato sempre a infrangere gli accordi di Minsk, continuando ad attaccare le repubbliche separatiste del Donbass, anche se su scala ridotta, e gli Stati Uniti hanno continuato a fornire addestramento militare e armi.

Tra il 1991 e il 2021 Washington ha fornito un'enorme sostegno militare a Kiev. Dal 1991 al 2014 l'aiuto militare diretto a Kiev dagli Stati Uniti è stato di 3,8 miliardi di dollari. Dal 2014 al 2021 è stato di 2,4 miliardi di dollari, in aumento, e infine è salito alle stelle una volta che Joe Biden è entrato in carica a Washington. Gli Stati Uniti stavano militarizzando l'Ucraina molto velocemente. Il Regno Unito e il Canada hanno addestrato circa 50.000 soldati ucraini, senza contare quelli addestrati dagli Stati Uniti. La CIA in realtà ha addestrato il battaglione Azov e i paramilitari di destra. Tutto questo aveva come obiettivo la Russia.

I russi erano particolarmente preoccupati per l'aspetto nucleare, dal momento che la NATO è un'alleanza nucleare, e se l'Ucraina fosse entrata nella NATO e i missili fossero stati collocati in Ucraina, avrebbe potuto verificarsi un attacco nucleare prima che il Cremlino avesse il tempo di rispondere. In Polonia e Romania ci sono già strutture di difesa anti-missili balistici, cruciali come armi di contrasto in un primo attacco della NATO. Inoltre, è importante capire che i sistemi di difesa missilistica Aegis collocati lì sono anche in grado di lanciare missili nucleari offensivi. Tutto ciò ha influito sull'ingresso della Russia nella guerra civile ucraina. Nel febbraio 2022 Kiev stava preparando un'importante offensiva, con 130.000 soldati ai confini del Donbass a est e sud, con il continuo supporto USA/NATO. Questo superava le linee rosse chiaramente articolate di Mosca. In risposta, la Russia ha prima dichiarato che gli accordi di Minsk erano falliti e che le repubbliche del Donbass dovevano essere considerate stati indipendenti e autonomi. È poi intervenuta nella guerra civile ucraina al fianco del Donbass, in linea con quella che considerava la propria difesa nazionale.

Il risultato è una guerra per procura tra Stati Uniti/NATO e Russia combattuta in Ucraina, sviluppatasi a seguito di una guerra civile nella stessa Ucraina, iniziata con un colpo di stato progettato dagli Stati Uniti. Ma a differenza di altre guerre per procura tra stati capitalisti, questa si sta verificando ai confini di una delle grandi potenze nucleari ed è provocata dalla prolungata strategia del grande impero di Washington, volta a catturare l'Ucraina per conto della NATO al fine di distruggere la Russia come grande potenza e stabilire, come affermava Brzezinski, la supremazia degli Stati Uniti sull'intero globo. Ovviamente, questa particolare guerra per procura comporta gravissimi pericoli, a un livello mai visto dalla crisi dei missili cubani. In seguito all'offensiva russa, la Francia ha dichiarato che la NATO era una potenza nucleare e subito dopo, il 27 febbraio, i russi hanno messo in massima allerta le loro forze nucleari.

Un'altra cosa da capire sulla guerra per procura è che i russi hanno cercato con notevole successo di evitare vittime civili. Le popolazioni di Russia e Ucraina sono strettamente interconnesse e Mosca ha tentato di contenere le vittime civili. I dati delle forze armate statunitensi ed europee indicano che le vittime civili sono notevolmente più basse rispetto allo standard delle guerre statunitensi. Un'indicazione di ciò è che le vittime militari delle truppe russe sono maggiori delle vittime civili degli ucraini, che è l'opposto di come funziona la guerra degli Stati Uniti. Se si guarda a come gli Stati Uniti combattono una guerra, ad esempio in Iraq, si nota che attaccano gli impianti elettrici e idrici e l'intera infrastruttura civile, con la motivazione che ciò creerà dissenso nella popolazione e una rivolta contro il governo. Ma prendere di mira le infrastrutture civili aumenta naturalmente le vittime civili, come in Iraq, dove le vittime civili dell'invasione statunitense sono state nell'ordine di centinaia di migliaia. La Russia, al contrario, non ha cercato di distruggere le infrastrutture civili, cosa che per loro sarebbe stato facile. Anche nel bel mezzo della guerra, stanno ancora vendendo gas naturale a Kiev, rispettando i loro contratti, e non hanno distrutto Internet in Ucraina.

La Russia è intervenuta principalmente con l'obiettivo di liberare il Donbass, gran parte del quale era occupato dalle forze di Kiev. Una priorità era ottenere il controllo di Mariupol, il porto principale, per rendere praticabile il Donbass. Mariupol è stata occupata dal battaglione neonazista Azov. Il battaglione Azov ora controlla meno del 20% della città. Si stanno nascondendo nei vecchi bunker sovietici in una parte della città. La milizia popolare di Donetsk e i russi controllano il resto. Ci sono circa 100.000 forze paramilitari in Ucraina. La maggior parte dei paramilitari all'interno delle forze ucraine, che costituivano la maggior parte delle 130.000 truppe che circondavano il Donbass, sono state ora tagliate fuori dall'esercito russo. Oltre a prendere il controllo del Donbass insieme alle milizie popolari, Mosca cerca di costringere l'Ucraina a smilitarizzarsi e ad accettare uno status neutrale, rimanendo fuori dalla NATO.

Se si osserva la situazione dal punto di vista degli accordi di pace - e il Global Times ne ha riportato un buon resoconto il 31 marzo – si può vedere su cosa si svolge la guerra. Kiev ha provvisoriamente accettato la neutralità, che dovrà essere controllata da alcuni garanti occidentali, come il Canada. Ma il punto critico dei negoziati è ciò che Kiev chiama "sovranità". Riguardo il Donbass e la guerra civile, l'Ucraina insiste sul fatto che il Donbass fa parte del territorio sovrano, indipendentemente dai desideri della popolazione nelle repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. La gente nelle repubbliche del Donbass e i russi non possono accettare questo. In effetti, le milizie popolari e i russi stanno ancora lavorando per liberare parti del Donbass occupate da queste forze paramilitari. È questo il principale punto critico dei negoziati, che risale alla realtà della guerra civile in Ucraina. Il ruolo degli Stati Uniti in questo è stato quello di fungere da disturbo nei negoziati.

 

Il secondo fronte: la spinta al primato nucleare

Qui è necessario passare al secondo obiettivo della 'Strategia Imperiale' degli Stati Uniti. Finora ho discusso la grande strategia imperiale in termini di geopolitica, di espansione nel territorio dell'ex Unione Sovietica e della sfera di influenza sovietica, che è stata articolata nel modo più efficace da Brzezinski. Ma c'è un altro fronte della grande strategia imperiale statunitense che deve essere discusso in questo contesto, ed è la spinta verso un nuovo primato nucleare. Se si legge il Grande Scacchiere di Brzezinski, il suo libro sulla strategia geopolitica degli Stati Uniti, non si troverà una sola parola sulle armi nucleari. Il termine nucleare non compare affatto nel suo libro, mi pare. Eppure questo è ovviamente un punto cruciale della strategia generale degli Stati Uniti rispetto alla Russia. Nel 1979, sotto Jimmy Carter, quando Brzezinski era il suo consigliere per la sicurezza nazionale, fu deciso di andare oltre la Mutual Assured Destruction (MAD) e per gli Stati Uniti di perseguire una ‘strategia di controforza’ del primato nucleare. Ciò comportava il posizionamento di missili nucleari in Europa. Nella sua ‘A Letter to America’, che appare in Protest and Survive pubblicato dalla Monthly Review Press nel 1981, lo storico marxista e attivista anti-nucleare E.P. Thompson cita Brzezinski, il quale ammette che la strategia degli Stati Uniti si era spostata su una ‘guerra di controforza’.

Per spiegarlo, è necessario tornare un po' indietro. Negli anni '60 l'Unione Sovietica aveva raggiunto la parità nucleare con gli Stati Uniti. C'è stato un grande dibattito all'interno del Pentagono e dell'establishment della sicurezza su questo, perché la parità nucleare significava MAD. Significava ‘Mutua Distruzione Assicurata’. E qualunque nazione, non importava quale, avesse attaccato l'altra, entrambe sarebbero state completamente distrutte. Robert McNamara, il segretario alla difesa di John F. Kennedy, iniziò a promuovere la nozione di controforza per aggirare la MAD. Essenzialmente, ci sono due tipi di attacchi nucleari. Uno è la 'guerra di controvalore' (forza equivalente da entrambe le parti, ndt) che prende di mira le città, la popolazione e l'economia dell'avversario. Questo è ciò su cui si basa la MAD. L'altro tipo di attacco è una 'guerra di controforza' mirata a distruggere le forze nucleari nemiche prima che possano essere lanciate. E, naturalmente, una strategia di controforza è la stessa cosa di una strategia di ‘First Strike’ (colpire per primi, ndt). Gli Stati Uniti sotto McNamara iniziarono a esplorare la controforza. McNamara poi decise che un simile approccio era folle e decise di utilizzare la MAD come politica di deterrenza degli Stati Uniti. Questa situazione è andata avnti per la maggior parte degli anni '60 e '70. Ma nel 1979, nell'amministrazione Carter, quando Brzezinski era il consigliere per la sicurezza nazionale, decisero di attuare una strategia di controforza. Gli Stati Uniti a quel tempo decisero di localizzare i missili Pershing II e i missili da crociera con armi nucleari in Europa. Ciò ha portato alla nascita del movimento europeo per il disarmo nucleare, il grande movimento europeo per la pace.

Washington inizialmente ha messo i missili nucleari intermedi Pershing II, così come i missili da crociera, in Europa. Questo è diventato un grosso problema per il movimento per la pace sia in Europa che negli Stati Uniti. I pericoli di una guerra nucleare erano enormemente aumentati. L'amministrazione Reagan promosse pesantemente la strategia della controforza e aggiunse la sua ‘Iniziativa di Difesa Strategica’ ispirata alla fantascienza (meglio conosciuta con il soprannome di Star Wars), che prevedeva un sistema in grado di abbattere contemporaneamente tutti i missili nemici. Questa era in gran parte una fantasia. Alla fine, la corsa agli armamenti nucleari in questo periodo è stata interrotta di movimenti di massa per la pace in Europa su entrambi i lati del muro di Berlino e dal movimento per il congelamento nucleare negli Stati Uniti, nonché dell'ascesa di Gorbaciov in Unione Sovietica. Ma dopo lo scioglimento dell'URSS, Washington ha deciso di portare avanti la strategia della controforza e la sua spinta verso il primato nucleare.

Nel corso dei successivi tre decenni, Washington ha continuato a sviluppare armi e strategie di controforza, potenziando le capacità statunitensi in tal senso, al punto che nel 2006 è stato dichiarato che gli Stati Uniti erano vicini al primato nucleare, come spiegato all'epoca in Foreign Affairs, pubblicato dal Council on Foreign Relations, il principale centro della grande strategia statunitense. L'articolo su Foreign Affairs dichiarava che la Cina non aveva un deterrente nucleare contro un primo attacco degli Stati Uniti, visti i miglioramenti nella tecnologia di puntamento e rilevamento degli Stati Uniti, e che nemmeno i russi potevano più contare sulla sopravvivenza del loro deterrente nucleare. Washington stava premendo per raggiungere il primato nucleare completo. Tutto questo è andato di pari passo con l'allargamento della NATO in Europa, perché parte della strategia della controforza consisteva nell'avvicinare sempre più le armi della controforza alla Russia per ridurre il tempo di risposta da parte di Mosca.

La Russia era l'obiettivo principale della strategia. Mentre la Cina era chiaramente destinata a essere l'obiettivo successivo. Poi Trump ha deciso di perseguire la distensione con la Russia e concentrarsi sulla Cina. Ciò ha scombussolato le cose per un po', destabilizzando la grande strategia USA/NATO, poiché l'allargamento della NATO era una parte essenziale della strategia del primato nucleare. Una volta che l'amministrazione Biden è entrata in carica, si è cercato di recuperare il tempo perduto stringendo il cappio dell'Ucraina intorno alla Russia.

In tutto questo i russi - ormai uno stato capitalista che sta riguadagnando uno status di grande potenza - non si sono fatti ingannare. Lo hanno visto arrivare. Nel 2007 Vladimir Putin dichiarò che il mondo unipolare era impossibile, che gli Stati Uniti non sarebbero stati in grado di raggiungere il primato nucleare. Sia la Russia che la Cina hanno iniziato a sviluppare armi che avrebbero aggirato la strategia degli Stati Uniti della controforza,. L'idea di un primo attacco è che l'attaccante - e solo gli Stati Uniti hanno qualcosa di simile a questa capacità - colpisce i missili terrestri, sia in silos temprati che mobili, e tracciando i sottomarini è in grado di eliminare anche quelli.  Il ruolo dei sistemi missilistici antibalistici è quindi quello di eliminare qualsiasi attacco di rappresaglia rimasto. Naturalmente l'altra parte, ovvero Russia e Cina che sono anch’esse tra le grandi potenze nucleari, sanno tutto questo, quindi fanno tutto il possibile per proteggere la loro capacità di deterrenza nucleare o di attacco di rappresaglia. Negli ultimi anni Russia e Cina hanno sviluppato missili ipersonici. Questi missili si muovono straordinariamente veloci, al di sopra di Mach 5 e allo stesso tempo sono manovrabili, quindi non possono essere fermati da sistemi missilistici antibalistici, indebolendo la capacità di controforza degli Stati Uniti. Gli stessi Stati Uniti non hanno ancora sviluppato tecnologie missilistiche ipersoniche di questo tipo. Questo tipo di arma è ciò che la Cina chiama "colpire l’assassino", il che significa che può essere utilizzata da una potenza inferiore per contrastare un avversario con un potere militare schiacciante. Ciò aumenta quindi il deterrente fondamentale di Russia e Cina, proteggendo le loro capacità di ritorsione in caso di primo attacco contro di loro. È uno dei principali fattori che sta contrastando le capacità di primo attacco degli Stati Uniti.

Un altro aspetto in questo braccio di ferro nucleare è il predominio USA/NATO nei satelliti. È in gran parte per questo che la precisione nel colpire il bersaglio del Pentagono ora è così accurata da poter concepire la possibilità di distruggere i silos missilistici temprati con testate più piccole, a causa dell'assoluta precisione del loro puntamento, e  prendere di mira anche i sottomarini. Tutto questo ha a che fare con i sistemi satellitari.  E’ opinione diffusa che questo dia agli Stati Uniti la capacità di distruggere silos missilistici rinforzati o almeno centri di comando e controllo con armi che non sono nucleari, o con testate nucleari più piccole, a causa della maggiore precisione. Gli eserciti russo e cinese si sono quindi concentrati molto sulle armi anti-satellite per eliminare questo vantaggio.

 

Inverno nucleare e Omnicidio

Tutto ciò può suonare già abbastanza brutto, ma è necessario dire qualcosa sull'inverno nucleare. L'esercito americano, e immagino che sia vero anche per l'esercito russo, a leggere i loro documenti declassificati, risulta che si siano completamente allontanati dalla scienza sulla guerra nucleare. Nel documento declassificato sugli armamenti nucleari e la guerra nucleare non si fa alcuna menzione delle tempeste di fuoco nella guerra nucleare. Ma in un attacco nucleare le tempeste di fuoco sono in realtà ciò che provoca il maggior numero di morti. Le tempeste di fuoco in un attacco termonucleare possono diffondersi su una città per 150 miglia quadrate. Le istituzioni militari, che sono tutte concentrate sul combattere e prevalere in una guerra nucleare, nelle loro analisi e anche nei calcoli della MAD non tengono conto delle tempeste di fuoco. Ma c'è anche un'altra ragione per questo, poiché le tempeste di fuoco sono ciò che genera l'inverno nucleare.

Nel 1983, quando le armi di contrasto venivano piazzate in Europa, scienziati atmosferici sovietici e americani, lavorando insieme, crearono i primi modelli di inverno nucleare. Un certo numero di scienziati chiave, sia nell'Unione Sovietica che negli Stati Uniti, sono stati coinvolti nella ricerca sui cambiamenti climatici, che è essenzialmente l'inverso dell'inverno nucleare, anche se non così brusco. Questi scienziati hanno scoperto che in una guerra nucleare con tempeste di fuoco in 100 città, l'effetto sarebbe stato un calo della temperatura media globale di una misura che Carl Sagan all'epoca disse arrivare fino a "diverse decine di gradi" Celsius. Successivamente hanno fatto marcia indietro con ulteriori studi e hanno affermato che il calo sarebbe arrivato fino a venti gradi Celsius. Possiamo immaginare cosa significhi. Le tempeste di fuoco porterebbero la fuliggine e il fumo nella stratosfera, bloccando fino al 70% dell'energia solare che raggiunge la terra, il che significherebbe la fine di tutti i raccolti sulla Terra. Ciò distruggerebbe quasi tutta la vita vegetativa, così che gli effetti nucleari diretti nell'emisfero settentrionale sarebbero accompagnati dalla morte di quasi tutti anche nell'emisfero meridionale. Solo poche persone sul pianeta potrebbero sopravvivere.

Gli studi sull'inverno nucleare sono stati criticati dai militari e dall'establishment negli Stati Uniti, in quanto esagerati. Ma nel 21° secolo, a partire dal 2007, gli studi sull'inverno nucleare sono stati ampliati, replicati e convalidati numerose volte. Hanno dimostrato che anche in una guerra tra India e Pakistan, utilizzando bombe atomiche a livello di Hiroshima, il risultato sarebbe un inverno nucleare non così rigido, ma capace di ridurre l'energia solare che raggiunge il pianeta in misura tale da uccidere miliardi di persone. Al contrario, in una guerra termonucleare globale, come hanno dimostrato i nuovi studi, l'inverno nucleare potrebbe essere anche peggiore di quanto avevano determinato gli studi originali negli anni '80. E questa è la scienza, accettata nelle principali pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria e i cui risultati sono stati ripetutamente convalidati. È molto chiaro in termini scientifici che se ci sarà uno scontro termonucleare globale, questo ucciderà l'intera popolazione della terra, con forse alcuni resti della specie umana che potranno sopravvivere da qualche parte nell'emisfero meridionale. Il risultato sarà un omnicidio planetario.

All'inizio McNamara pensava che la controforza fosse una buona idea, perché era vista come una strategia No-Cities. Gli Stati Uniti avrebbero potuto semplicemente distruggere le armi nucleari dell'altra parte e lasciare intatte le città. Ma questa idea è rapidamente sfumata, e nessuno ci crede più, perché la maggior parte dei centri di comando e controllo si trovano dentro o vicino alle città. Non c'è modo che questi possano essere tutti distrutti in un primo attacco senza attaccare le città. Inoltre per quanto riguarda le maggiori potenze nucleari, non c'è modo che il deterrente nucleare dell'altra parte possa essere completamente distrutto, e anche una parte relativamente piccola degli arsenali nucleari delle grandi potenze può distruggere tutte le grandi città dell'altra parte. Pensare diversamente significa perseguire una fantasia pericolosa che aumenta le possibilità di una guerra termonucleare globale capace di distruggere l'umanità. Ciò significa che i maggiori analisti nucleari, ora profondamente impegnati nelle teorie della controforza, stanno promuovendo la follia totale. I pianificatori della guerra nucleare fingono di poter prevalere in una guerra nucleare. Eppure, ora sappiamo che la MAD, la distruzione reciproca assicurata, come era originariamente immaginata, è meno estrema di ciò che oggi comporta una guerra termonucleare globale. La distruzione reciproca assicurata significava che entrambe le parti sarebbero state distrutte, a centinaia di milioni. Ma l'inverno nucleare significa che praticamente l'intera popolazione del pianeta viene eliminata.

La strategia di controforza, la spinta verso la capacità di primo attacco o primato nucleare, significa che la corsa agli armamenti nucleari continua ad aumentare, nella speranza di eludere la MAD, mentre in realtà minaccia l'estinzione umana. Anche se il numero delle armi nucleari è limitato, la cosiddetta "modernizzazione" dell'arsenale nucleare, in particolare da parte degli Stati Uniti, è progettata per rendere pensabile una controforza e quindi un primo attacco. Ecco perché Washington si è ritirata dai trattati nucleari come il Trattato ABM e il Trattato sui missili nucleari a raggio intermedio, visti come un blocco alle armi di controforza che interferiva con la spinta del Pentagono verso il primato nucleare. Washington ha abbandonato tutti quei trattati, mentre è stata disposta ad accettare un limite al numero totale di armi nucleari, perché il gioco veniva giocato in un modo diverso. La strategia degli Stati Uniti è ora focalizzata sulla controforza, non sul controvalore.

C’è molto da comprendere, in poco tempo. Ma penso che sia importante conoscere i due fronti della grande strategia imperiale USA/NATO per capire perché il Cremlino si considera minacciato, e perché ha agito come ha fatto, e perché questa guerra per procura è così pericolosa per tutto il mondo. Quello che dovremmo tenere a mente in questo momento è che tutte queste manovre per la supremazia mondiale assoluta ci hanno portato sull'orlo di una guerra termonucleare globale e di un omnicidio globale. L'unica risposta è creare un movimento di massa mondiale per la pace, l'ecologia e il socialismo.

 

17/04/22

Jacques Baud - In che modo sono state prese le decisioni sulla crisi Ucraina?


Riportiamo qui le conclusioni di un lungo articolo di Jacques Baud, analista strategico svizzero che ha lavorato ad alti livelli per l'intelligence e conosce in particolar modo la situazione della Russia, dell'Ucraina e della Nato. Dopo una approfondita analisi sulle origini e lo svolgimento di questa guerra, nelle sue conclusioni Baud denuncia la sopraffazione dei servizi di intelligence e dell'informazione da parte della politica e il modo assolutamente ideologico di prendere le decisioni da parte dei leader occidentali, che hanno reso questa crisi pericolosamente irrazionale sin dal principio.  L'articolo completo è tradotto in italiano sul sito nogeoingegneria.com   


Parte terza: Conclusioni

In quanto ex professionista dell'intelligence, la prima cosa che mi colpisce è la totale assenza dei servizi di intelligence occidentali nel rappresentare la situazione dell'ultimo anno con accuratezza. In Svizzera, i servizi segreti sono stati rimproverati di non aver saputo fornire un'immagine corretta della situazione. In effetti, sembra che in tutto il mondo occidentale i servizi di intelligence siano stati sopraffatti dai politici. Il problema è che sono i politici a decidere: il miglior servizio di intelligence del mondo è inutile se colui che deve prendere le decisioni non lo ascolta. Questo è ciò che è successo durante questa crisi.

Detto questo, mentre alcuni servizi di intelligence avevano un quadro molto accurato e razionale della situazione, altri chiaramente avevano lo stesso quadro propagandato dai nostri media. In questa crisi, i servizi dei paesi della "nuova Europa" hanno giocato un ruolo importante. Il problema è che, sulla base della mia esperienza, li ho trovati veramente pessimi a livello analitico: dottrinari, mancanti dell'indipendenza intellettuale e politica necessaria per valutare una situazione a un livello di "qualità" militare. Meglio averli come nemici che come amici.

In secondo luogo, sembra che in alcuni paesi europei i politici abbiano deliberatamente risposto alla situazione in maniera ideologica. Ecco perché questa crisi è stata irrazionale fin dall'inizio. Va notato che tutti i documenti che sono stati presentati al pubblico durante questa crisi sono stati presentati da politici sulla base di fonti di informazione commerciale...

Alcuni politici occidentali volevano chiaramente che ci fosse un conflitto. Negli Stati Uniti, gli scenari di attacco presentati da Anthony Blinken al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite erano solo il prodotto dell'immaginazione di un Tiger Team che lavorava per lui: e lui ha fatto esattamente quello che fece Donald Rumsfeld nel 2002, che ignorò la CIA e altri servizi di intelligence che erano molto meno assertivi sulle armi chimiche irachene.

Gli sviluppi drammatici a cui stiamo assistendo oggi hanno delle cause che già conoscevamo, ma che ci rifiutavamo di vedere:

sul piano strategico, l'allargamento della NATO (di cui non ci siamo occupati qui); 

sul piano politico, il rifiuto occidentale di attuare gli Accordi di Minsk; 

e, sul piano operativo, i continui e ripetuti attacchi alla popolazione civile del Donbass negli ultimi anni con un drammatico incremento a fine febbraio 2022.

In altre parole, possiamo naturalmente deplorare e condannare l'attacco russo. Ma NOI (ovvero: Stati Uniti, Francia e Unione europea in testa) abbiamo creato le condizioni per lo scoppio di un conflitto. Mostriamo compassione per il popolo ucraino e per i due milioni di rifugiati. Questo va bene. Ma se avessimo avuto un minimo di compassione per lo stesso numero di profughi delle popolazioni ucraine del Donbass massacrate dal loro stesso governo e che hanno cercato rifugio in Russia per un periodo di otto anni, probabilmente niente di tutto ciò sarebbe accaduto.


Se il termine "genocidio" possa essere applicato agli abusi subiti dalla gente del Donbass è una questione aperta. Il termine è generalmente riservato a casi di maggiore entità (Olocausto, ecc.). Ma la definizione data dalla Convenzione sul genocidio è probabilmente abbastanza ampia da poter essere applicata a questo caso. Lo decideranno i giuristi.

Chiaramente, questo conflitto ci ha portato all'isteria. Le sanzioni sembrano essere diventate lo strumento privilegiato della nostra politica estera. Se avessimo insistito affinché l'Ucraina rispettasse gli Accordi di Minsk, che avevamo negoziato e approvato, nulla di tutto ciò sarebbe accaduto. La condanna di Vladimir Putin è anche la nostra. Ma non ha senso lamentarsi dopo: avremmo dovuto agire prima. Invece, né Emmanuel Macron (in quanto garante e membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite), né Olaf Scholz, né Volodymyr Zelensky hanno rispettato i loro impegni. Alla fine, la vera sconfitta è quella di quelli che non hanno voce.

L'Unione europea non è stata in grado di promuovere l'attuazione degli Accordi di Minsk, al contrario, non ha reagito quando l'Ucraina bombardava la propria popolazione nel Donbass. Se l'avesse fatto, Vladimir Putin non avrebbe avuto bisogno di reagire. Assente nella fase diplomatica, l'Ue si è distinta per aver alimentato il conflitto. Il 27 febbraio il governo ucraino ha accettato di avviare negoziati con la Russia. Ma poche ore dopo l'Unione europea ha approvato un budget di 450 milioni di euro per la fornitura di armi all'Ucraina, gettando benzina sul fuoco. Da quel momento in poi, gli ucraini hanno sentito che non c’era bisogno di raggiungere un accordo. La resistenza della milizia Azov a Mariupol ha portato addirittura ad altri 500 milioni di euro per le armi.

In Ucraina, con la benedizione dei Paesi occidentali, sono stati eliminati coloro che erano favorevoli a un negoziato. È il caso di Denis Kireyev, uno dei negoziatori ucraini, assassinato il 5 marzo dai servizi segreti ucraini (Sbu) perché troppo favorevole alla Russia e considerato traditore. La stessa sorte è toccata a Dmitry Demyanenko, ex vice capo della direzione principale della SBU per Kiev e la sua regione, che è stato assassinato il 10 marzo perché troppo favorevole a un accordo con la Russia: è stato fucilato dalla milizia Mirotvorets ("Peacemaker") . Questa milizia è associata al sito web di Mirotvorets, che pubblica un elenco dei "nemici dell'Ucraina", con i loro dati personali, indirizzi e numeri di telefono, in modo che possano essere molestati o addirittura eliminati; una pratica punibile in molti paesi, ma non in Ucraina. L'ONU e alcuni paesi europei hanno chiesto la chiusura di questo sito, ma tale richiesta è stata rifiutata dalla Rada [parlamento ucraino].

Alla fine, il prezzo da pagare sarà alto, ma Vladimir Putin probabilmente raggiungerà gli obiettivi che si era prefissato. Lo abbiamo spinto tra le braccia della Cina. I suoi legami con Pechino si sono consolidati. La Cina sta emergendo come mediatore nel conflitto. Gli americani devono chiedere al Venezuela e all'Iran il petrolio per uscire dall'impasse energetica in cui si sono cacciati - e gli Stati Uniti devono mestamente tornare sui propri passi a proposito delle sanzioni imposte ai loro nemici.

I ministri occidentali che cercano di far crollare l'economia russa e di far soffrire il popolo russo, o addirittura chiedono l'assassinio di Putin, mostrano (anche se hanno parzialmente cambiato la forma delle parole, ma non la sostanza!) che i nostri leader non sono meglio di quelli che odiamo: sanzionare gli atleti russi ai Giochi Paraolimpici o gli artisti russi non ha nulla a che fare con la lotta contro Putin.

Allora riconosciamo che la Russia è una democrazia,  se riteniamo che il popolo russo sia responsabile della guerra. Se no, allora perché cerchiamo di punire un'intera popolazione per la colpa di uno solo? Le punizioni collettive sono vietate dalle Convenzioni di Ginevra... 

La lezione che traiamo da questo conflitto riguarda il nostro senso di umanità a geometria variabile. Se eravamo così appassionati di pace e così affezionati all’Ucraina, perché non l’abbiamo incoraggiata di più a rispettare gli accordi che aveva firmato, quelli che anche i membri del Consiglio di Sicurezza avevano approvato?

L’integrità dei media si misura dalla loro volontà di lavorare secondo i termini della Carta di Monaco. Erano riusciti a diffondere l’odio per i cinesi durante la crisi del Covid e i loro messaggi polarizzati portano agli stessi effetti contro i russi. Il giornalismo si sta sempre più spogliando della professionalità per diventare attivista e militante…

Come disse Goethe, “Maggiore è la luce, più scura è l’ombra”. Più sproporzionate sono le sanzioni contro la Russia, e più  numerosi sono i casi in cui non abbiamo fatto nulla, più si evidenziano il nostro razzismo e il nostro servilismo. Perché nessun politico occidentale ha reagito agli attacchi contro la popolazione civile del Donbass per otto anni?

Cosa rende il conflitto in Ucraina più riprovevole delle nostre guerre in Iraq, Afghanistan o Libia? Quali sanzioni abbiamo adottato contro coloro che hanno deliberatamente mentito alla comunità internazionale per condurre guerre ingiuste, ingiustificate e assassine? Abbiamo forse adottato una singola sanzione contro i paesi, le aziende o i politici che stanno fornendo armi al conflitto in Yemen, considerato il "peggiore disastro umanitario del mondo?"

Farsi la domanda è rispondersi... e la risposta non ci fa onore. 

 


18/03/22

John Mearsheimer sulla crisi Ucraina: responsabilità e possibili sviluppi

Pubblichiamo il video sottotitolato in italiano della prima parte dell'importante dibattito tenutosi il 2 Marzo presso il Committee for the Republic sulla politica estera americana, in cui il prof. John Mearsheimer, tra i più autorevoli esperti di relazioni internazionali americani, appartenente alla scuola di pensiero realista (di cui già abbiamo tradotto un articolo sul New Yorker), risponde alle domande sulle cause della invasione russa dell'Ucraina e quindi su chi ricadano le principali responsabilità, oltre a fare delle interessanti e anche preoccupanti ipotesi sulla possibile evoluzione futura degli eventi.



Trascrizione dell'intervento:

In primo luogo vorrei parlare delle cause della crisi attuale e mi piacerebbe riflettere su dove

tutto questo ci porterà.  Per quanto riguarda le cause, è molto importante capire chi ha provocato questa situazione. E' una cosa di tremenda importanza perché significa attribuire la responsabilità. In realtà qui abbiamo due scelte: o sosteniamo che l’occidente e in particolare gli Stati Uniti hanno causato la crisi o possiamo dire che sono stati i russi a provocare la crisi, ma ciò significa che chiunque secondo voi abbia causato la crisi è responsabile del disastro, ed è importante capire che questo è un disastro.

L’Ucraina ha perso la Crimea e secondo me perderà anche il Dombass. La sola questione importante per me a questo punto è capire se perderà anche dell’altro territorio nella parte orientale del paese. Inoltre l’economia dell’Ucraina è distrutta. Le sue città saranno distrutte. L’economia internazionale sarà fortemente danneggiata da questi eventi. Tutto questo penso che avrà delle terribili conseguenze  per i democratici in autunno. Inoltre renderà difficile per gli Stati Uniti spostare la propria attenzione dall’Europa per rivolgerla alla Cina, che rappresenta una minaccia potenziale. Oltre al fatto che stiamo spingendo i russi tra le braccia dei cinesi,  una cosa del tutto priva di senso, e allo stesso tempo stiamo rendendo l’Europa orientale una regione molto instabile e quindi costringerci se non altro ad alzare la posta in gioco lì.

Quindi la situazione è disastrosa e la domanda veramente importante è chi l’ha provocata e chi ne porta la responsabilità. L’opinione diffusa negli Stati Uniti e più in generale nel mondo occidentale è che la responsabilità è dei russi e in particolare di Vladimir Putin e come penso quasi tutti voi sappiate io non condivido affatto questa visione e non la condivido già da molto tempo.

Secondo me è soprattutto l’Occidente ad essere fondamentalmente responsabile di ciò che sta accadendo oggi e in gran parte questo è il risultato della decisione dell’aprile 2006 di far entrare Ucraina e Georgia nella Nato.  Volevamo integrare l’Ucraine nella Nato a tutti i costi nonostante che i russi dicessero al tempo che era una cosa categoricamente inaccettabile. I Russi avevano detto chiaramente di aver dovuto mandar giù le prime due fasi di espansione della Nato del 99 e del 2004, a che Georgia e Ucraina non avrebbero dovuto entrare nella Nato. Stavano tracciando una linea sulla sabbia. La consideravano una minaccia esistenziale. E infatti nell’agosto del 2008 c’è stata una guerra tra i russi e i georgiani su questa faccenda se la Georgia dovesse o no entrare nella Nato. 

È importante capirequando parliamo di politica occidentale e della espansione della Nato in Ucraina che in realtà la politica occidentale aveva tre direttrici . L'obiettivo principale era integrare definitivamente l’Ucraina nella Nato, ma gli altri due erano  integrare l’Ucraina nella Unione europeae trasformare l’Ucraina in una democrazia liberale filoccidentale  in effetti mettendo in piedi una rivoluzione colorata. E questi tre punti della strategia erano tutti progettati per trasformare l’Ucraina in un paese filo-occidentale, un paese nell’orbita dell’occidente ai confini della Russia. E anche allora i Russi hanno detto con chiarezza inequivocabile che questo non doveva succedere.

Ora, la prima crisi è scoppiata a febbraio2014. Io la vedo così, che c’è stata una crisi importante a febbraio 2014. Poi c’è stata una grossa crisi scoppiata a dicembre dell’anno scorso, dicembre 2021, e il 24 febbraio di quest’anno è cominciata la guerra. Che dire di questa crisi del febbraio 2014. Il 22 febbraio per l’esattezza. La crisi è precipitata in gran parte a causa del colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti che ha avuto luogo in Ucraina ed è sfociato nel fatto che leader filo-russo, il presidente Yanukovych è stato destituito e rimpiazzato da un primo ministro filo-americano. I Russi l’hanno trovato intollerabile, ma allo stesso tempo stavano discutendo con l’Occidente e con gli Ucraini sulla espansione della Ue  e nello sfondo sempre in quella fase vi era anche la espansione della Nato, che stava venendo fuori. Con due conseguenze, una che in effetti i russi  si sono presi la Crimea sottraendola all’Ucraina.  Non avevano nessuna intenzione di lasciare Sebastopoli. E in secondo luogoi russi hanno contribuito ad alimentare una guerra civile nell’Ucraina dell’est e naturalmente quella guerra civile è andata avanti ben oltre il 2014.  Ma la crisi in realtà era scoppiata nel 2014. 

E poi a circa metà del 2021 per poi veramente incendiarsi alla fine dell’anno, direi a dicembre 2021, c’è stata la seconda crisi importante e la domanda è cosa ha causato la crisi, e secondo me,  in gran parte è stato il fatto che l’Ucraina stava diventando “di fatto” membro della Nato.  È un luogo comune in Occidente e specialmente a Washington in questi giorni dire che la Russia non aveva affatto da temere che l’Ucraina diventasse parte della Nato, perché la Nato non stava facendo niente per integrare l’Ucraina nella Nato.Penso che in un senso formale questo può essere assolutamente corretto, ma “di fatto” è sbagliato. Quello che stavamo facendo era  armare gli Ucraini, e ricordiamo che il President Trump a dicembre del 2017 è stato oggetto di forti pressioni e ha deciso di armare gli Ucraini. Quindi noi stavamo armando gli Ucraini, li stavamo addestrando e stabilendo rapporti diplomatici sempre più stretti con gli Ucraini, e questo ha allarmato i russi, specialmente nell’estate dell’anno scorso, quando l’esercito Ucraino ha usato i droni contro le forze russe nel Donbass. Soprattutto questo ha spaventato i russi l’estate scorsa,  quando un cacciatorpediniere britannico è entrato nelle acque territoriali russenel Mar Nero.  E a novembre quando dei caccia sono entrati entro le 13 miglia dalle coste russe. Quindi tutti questi eventi si accompagnano a questa integrazione “de facto”dell’Ucraina nella Nato e hanno spinto i russi a quello che Sergey Lavrov ha definito essere il punto di non ritorno. A gennaio è stato domandato a Lavrov perché i russi sono arrivati a questo punto e perché ci siamo trovati nel mezzo di questa crisi e a gennaio Lavrov ha detto che era stato raggiunto il loro punto di non ritorno. Prima espansione della Nato, seconda espansione della Nato, e poi tutti questi eventi collegati all’Ucraina. I russi ne hanno avuto abbastanza e quindi c’è stata una crisi di enormi proporzioni, che poi naturalmente è sfociata  il 24 febbraio nell’invasione dell’Ucraina da parte dei russi.

E ora ci troviamo nel mezzo di una vera guerra. Questa non è solo una guerra civile in Ucraina orientale come quella che c’era prima del 24 febbraio. Ora ci troviamo in una vera guerra e questo ci porta alla domanda su quale sia l’opinione comune su questo argomento e su cosa penso dell’argomento contrario, che tutto questo non ha niente a che fare con l’espansione della Nato.

È abbastanza notevole quando si ascoltano parlare persone dell’amministrazione, quando si leggono gli editoriali sul Washington Post, che si sentano pronunciare discorsi di questo genere, che ciò non ha assolutamente niente a che fare con l’espansione della Nato. Non capisco come si possano dire cose simili. I russi lo stanno dicendo sin dall’aprile 2008, che il problema è l’espansione della Nato, che l’espansione della Nato in Ucraina è per loro una minaccia esistenziale. Ma gli americani semplicemente si sono rifiutati di crederci. Non tutti gli americani, ma una gran parte e soprattutto l’élite di questo paese. 

E invece quel che hanno fattoè aver creato una storia secondo la quale non è la politica americana, non è l’espansione della Nato che sta dietro a questa storia, ma invece è Vladimir Putin e la sua volontà o di ricreare l’unione sovietica o di creare una Russia più grande. Ma in ogni caso vuole procedere a una espansione e grazie al cielo che abbiamo esteso la Nato, perché se non l’avessimo fatto probabilmente ormai sarebbe già a Berlino o addirittura a Parigi.  Questo è il principale argomento. Lui è un aggressore. 

Ma questo argomento presenta dei problemi. In primo luogo prima del 22 febbraio nessuno sosteneva che Putin aveva intenzioni aggressive e nessuno sosteneva che l’espansione della Nato era necessaria allo scopo di contenere la Russia. Prima del 22 febbraio 2014 nessuno pensava che fosse un problema. E infatti quando la crisi è scoppiata il 22 febbraio 2014 siamo rimasti scioccati. Se si va indietro e si guardano i giornali del tempo l’amministrazione Obama è stata colta alla sprovvista perché non pensavano che i russi  fossero aggressivi. Ma naturalmente abbiamo dovuto inventare la storia dopo che è scoppiata la crisi per cui non era nostra la responsabilità di quanto sta accadendo, ma dei russi

La seconda ragione per cui bisogna dubitare è che Putin non ha mai detto di voler ricreare l’ Unione sovietica o una Russia più grande, non ha mai detto di voler conquistare l’Ucraina e annetterla alla Russia. Non c’è alcun dubbio che lui pensi dentro di sé che sarebbe giusto che l’Ucraina fosse parte della Russia, è chiaro che nel suo cuore vorrebbe tornare alla Unione sovietica, ma ha anche detto esplicitamente che razionalmentec omprende che non sarebbe una buona idea. Quindi se guardiamo a quello che lui ha detto non c’è ragione di pensare che lui voglia ricreare l’Unione sovietica o una grande Russia.

E per andare anche oltre, lui non ne ha la capacità. Per due ragioni: in primo luogo non ha un esercito abbastanza potente. Parliamo di un paese il cui Pil è inferiore a quello del Texas. Certamente non è più l’Unione sovietica dei tempi migliori. Inoltre i russi comprendono che occupare un paese o anche dei paesi e dei territori nell’Europa orientale significa cacciarsi in grossi guai.

In questo dibattito siamo quasi tutti vecchi abbastanza da ricordare la guerra fredda e tutti i problemi che aveva allora l’Unione sovietica.  Si pensi alla Germania dell’est nel 1953, all’Ungheria nel 1956, alla Cecoslovacchia nel 1968, continui problemi di consenso, E potremmo dire che i rumeni e gli albanesi sono stati il problema più grande che si sono trovati davanti. I russi sono certamente abbastanza sofisticati da capire che non solo non avrebbero la capacità, ma che occupare l’Ucraina e gli stati baltici vorrebbe dire suicidarsi. Sarebbe da pazzi, quindi penso che non ci sia nessuna prova a sostegno di questo e il mio ultimo argomento è che se si guarda a quello che i russi stanno facendo in Ucraina dal punto di vista militare al momento non sembra che vogliano conquistare il paese e occuparlo annettendolo ad una Grande Russia.

Comunque siamo qui e penso che siamo tutti molto interessati a capire dove si va a finire. Quindi vorrei formulare alcune osservazioni preliminari sulla politica americana. La politica americana, ciò che stiamo facendo è ripetere quel che è stato fatto dopo il 2014. Invece di riconsiderare e  magari dire che l’espansione della Nato non è stata una buona idea, siamo andati nella direzione opposta. Ed è per questo che vi dico che dal 2021 i russi hanno capito che stavamo “de facto” portando l’Ucraina dentro la Nato. Quindi ciò che abbiamo fatto dopo il 2014 è stato raddoppiare la posta ed è questo che ancora stiamo facendo anche adesso, raddoppiare la posta.

E questo cosa  significa, che noi stiamo incoraggiando gli Ucraini a resistere. Noi non combatteremo per loro, capite, sarà una sfida, sino all’ultimo ucraino, ma noi non faremo nessuna battaglia, loro sono soli in questo, ma li stiamo armando e stiamo facendo tutto il possibile per portarli a questo punto, sperando che possano tenere duro e giocarsela fino in fondo con i russi.  Nnessuno crede che potranno sconfiggere i russi, ma forse arrivare a uno stallo.

Ora, la domanda che bisogna porsi, che è veramente la questione cruciale, è cosa faranno i russi. Mi sembra che molti in occidente pensino che se gli ucraini faranno abbastanza resistenza i russi desisteranno o forse Vladimir Putin alzerà le mani e si arrenderà, dirà che è stata una cattiva idea e che gli dispiace. O forse ci sarà un colpo di stato a Mosca, lui sarà destituito e insedieranno un leader che arriverà a un accordo. E l’Ucraina vivrà felice per sempre e noi vivremo felici per sempre e i russi saranno puniti.  Ho passato molta della mia vita da adulto a studiare la politica delle grandi potenze e conosco a fondo la politica e so che non è così che funziona. E non è certamente così che lavorano i russi. Dovete capire, tornando indietro a quello che ho detto sulla decisione dell’aprile 2008. I russi hanno detto allora che questa era una minaccia esistenziale. Una vera minaccia esistenziale. Quindi anche prima di questa guerra che l’Ucraina divenisse parte della Nato era visto come una minaccia esistenziale. E ora stiamo parlando di una situazione in cui i russi in Ucraina vengono sconfitti. Un esito molto peggiore per i russi rispetto a quanto accaduto nell’aprile 2008 e molto peggiore di quanto accaduto a febbraio 2014. E i russi non hanno nessuna intenzione di desistere e arrendersi. Quel che i russi faranno in realtà sarà di  schiacciare gli ucraini, impiegare le armi pesanti, radere al suolo kiev e altre città in Ucraina. Faranno come a Fallujah, come a  Mosul, come a Grozny. Sapete cosa è successo nella seconda guerra mondiale quando gli Stati Uniti si trovarono di fronte alla possibilità di dover invadere le isole del Giappone nel 1945. L’idea di invadere il Giappone dopo quello che era successo a Iwo Jima e più tardi ad Okinawa veramente ci spaventava e quindi sapete cosa abbiamo fatto. Abbiamo deciso di radere al suolo le città giapponesi. A partire dal 10 marzo 1945 abbiamo ucciso più gente la notte che abbiamo bombardato Tokyo di quanti ne abbiamo ammazzato a  Hiroshima o Nagasaki. E abbiamo sistematicamente raso al suolo le città giapponesi. E perché? Perché non volevamo invaderele isole giapponesi. Quando una grande potenza si sente minacciata…

I russi non risparmieranno gli sforzi in Ucraina per essere sicuri di vincere e quindi questa è una dimensione di tipo nucleare. I russi hanno già messo in allerta le armi nucleari, e questo è uno sviluppo veramente significativo perché ciò che faranno sarà di mandarci un segnale molto forte su quanto stanno prendendo sul serio questa crisi e tutto quello che sta accadendo. E quindi se cominciamo a riportare delle vittorie e i russi cominciano ad avere perdite, dovete capire che stiamo parlando di costringere all’angolo una grande potenza nucleare che considera quanto sta accadendo come una minaccia esistenziale. Ed è una cosa molto pericolosa. 

Tornando indietro alla crisi dei missili a Cuba io non penso che quel che è successo in questa crisi dei missili fosse per noi una minaccia come lo è oggi per i russi questa situazione. Ma se si ritorna indietro e si guarda a quello che pensavano gli americani allora, erano veramente terrorizzati,  pensavano che i missili sovietici a Cuba erano una minaccia esistenziale  e molti dei consiglieri di Kennedy volevano usare il nostro arsenale nucleare contro l’Unione sovietica.

Le grandi potenze la prendono molto seriamente quando ritengono di trovarsi davanti a delle minacce esistenziali e quindi secondo me siamo in una situazione molto pericolosa. Penso che la probabilità di una guerra nucleare sia molto bassa, ma non c’è bisogno che la probabilità sia alta per essere veramente spaventati, a causa delle  conseguenze dell’uso di armi nucleari. Quindi faremmo meglio a essere molto prudenti, rispetto al fatto di spingere all’angolo i russi

Ma ancora, io non credo che succederà, perché credo che quello che accadrà è che in questa competizione tra noi e i russi vinceranno i russi. Ora, vi chiederete perché sto dicendo questo. Io credo  che se pensate un po’ a chi ha più risolutezza, a chi veramente si preoccupa di più di questa situazione, i russi o gli americani, gli americani non tengono così tanto all’Ucraina. Gli americani hanno chiarito che non hanno nessuna intenzione di combattere e morire per l’Ucraina, qQuindi non è così importante per noi. Mentre i russi hanno reso chiaro che per loro questa è una minaccia esistenziale. Quindi l’equilibrio della determinazione credo che sia a loro favore. Quindi come avanziamo nell’escalation della tensione, la mia impressione – ed è una mia ipotesi - è che i russi prevarranno, non gli americani, e i russi prevarranno perché sono più determinati.

Ora la domanda è chi perderà questa guerra. Io penso che non importa molto agli Stati Uniti se perdiamo, nel senso che i russi vinceranno in Ucraina. E penso che i veri perdenti in questa guerra saranno gli ucraini. E quel che è successo è che abbiamo portato l’Ucraina alla rovina. Abbiamo spinto molto per incoraggiarli a voler diventare parte della Nato. Abbiamo spinto molto forte per farli entrare nella Nato e fare di loro un baluardo occidentale  ai confini della Russia,  malgrado i russi avessero detto molto chiaramente che sarebbe stato per loro inaccettabile. 

Qui in effetti – e sto parlando dell’occidente – abbiamo preso un bastone e abbiamo colpito l’orso sulla testa. E come voi tutti sapete, se prendete un bastone e colpite un orso sulla testa l’orso probabilmente, non la prenderà bene e probabilmente risponderà. Ed è proprio questo che sta succedendo, quell’orso farà a pezzi l’Ucraina, sta per fare a pezzi l’Ucraina. 

E di nuovo ritorniamo al punto da cui siamo partiti. Chi porta la responsabilità di tutto questo. Sono i russi ad essere i responsabili? Io non credo. Non c’è dubbio che i russi stanno facendo il lavoro sporco. non voglio mentire su questo. Ma la domanda è che chi ha portato i russi a fare questo. E secondo la mia opinione la risposta è semplice: gli Stati Uniti d’America.

Grazie.