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05/04/19

Piers Morgan: perché ho votato contro la Brexit, ma ora sosterrei il “Leave”

Piers Morgan, noto giornalista e anchorman televisivo, spiega che gli “inglesi pentiti di aver votato Brexit” sono un’invenzione giornalistica. Lui al contrario, pur ritenendo la Brexit un errore, è disgustato dal tentativo delle élite inglesi di ribaltare con ogni mezzo l’esito di un referendum popolare. Se la scelta è tra una decisione che non si condivide e il calpestare la democrazia, non ci possono essere dubbi.

 

Di Piers Morgan, 6 aprile 2019

 

 

Ho votato “Remain” e penso ancora che la Brexit non sia una buona idea. Tuttavia, se ci fosse un secondo referendum sull’UE, voterei “Leave”. Non perché sia stato convertito sulla via di Damasco alla causa della Brexit – non ho incontrato nessuno che abbia cambiato idea sull’argomento, e sospetto che queste persone non esistano al di fuori della mente isterica di quel piagnone (nell’originale "Remoaner" : gioco di parole tra Remainer, ossia colui che vuole rimanere nella UE e moaner, ossia piagnucolone, NdVdE) di Alastair Campell – ma perché sarei furioso alla sola idea che si tenga un secondo referendum. Quello che oggi sta succedendo è una disgrazia: la Casa dei Comuni (un’ala del Parlamento Britannico, NdVdE), zeppa di parlamentari contrari alla Brexit, sta tentando tutto quanto è in suo potere per ribaltare il risultato del 2016 o diluire la Brexit al punto da farla apparire una cosa completamente diversa da quello per cui hanno votato i Leavers. Trovo che questo attacco alla democrazia sia più sinistro di qualsiasi cosa ci possa accadere in caso di un’uscita dall’UE senza accordi, se non altro perché coloro che più sbraitano di quale disastro sarebbe un’uscita senza accordi – come Campbell  e Tony Blair – sono gli stessi che a suo tempo mi assicuravano che se l’Inghilterra non avesse aderito all'euro sarebbe stato anche quello un disastro, e invece è stata la scelta migliore che abbiamo mai fatto. Inoltre, non dimentichiamoci che queste sono le stesse persone che ci hanno trascinato nella disastrosa guerra in Iraq – senza minimamente prendere in considerazione la nozione di “voto popolare”. Quanto all’idea paternalistica che nessuno di quelli che hanno votato “Leave” sapesse quello per cui votava, dirò semplicemente questo: che pensavano che votare “Leave” volesse dire “lasciare l’unione europea”, come diceva la scheda elettorale, non "rimanere parzialmente nell'Unione" . Per cui la tanto disprezzata opzione “andare a sbattere senza un accordo” è più in linea con quello che le persone probabilmente pensavano di ottenere.

 

Twitter mi manda regolarmente e-mail per riportarmi le denunce formali sporte per qualcosa che ho scritto. Questa settimana, riguardava un tweet in cui ho scritto: “Il Primo Ministro Theresa May dice che darà le dimissioni se il suo pessimo accordo sull’uscita dall’Unione Europea verrà approvato. In altre parole, l’accordo è talmente pessimo che deve licenziarsi per farlo passare. La sua umiliazione, l’umiliazione del Paese, è completa. Che fiasco penoso”.

 

Twitter ha deciso che non ho violato le sue regole, cosa non proprio sorprendente dato che ogni singola parola era vera. Sono più affascinato dall’identità di chi mi ha denunciato. Ho 6,6 milioni di followers, ma riesco a pensare a una sola persona al mondo che avrebbe potuto avere da ridire su quello che ho scritto – e questa è Theresa May.

 

Una delle miriadi di critiche all’infelice, impotente e ormai senza speranza May è che non sembra avere alcuna contezza del caos che esplode proprio sotto i suoi occhi. Ho personalmente assistito a questa sua strana inclinazione. Alla festa dello Spectator, nel luglio 2016,  l’ho presentata a mia moglie, ma stavo gesticolando un po’ troppo e ho urtato un bicchiere di champagne, rovesciandolo sulla testa e sul vestito di Celia. La May ha assistito a tutto questo senza cambiare espressione né commentare. Allora avevo pensato che possedesse un’invidiabile calma nel mezzo di qualunque tempesta. Ora penso che non si sia mai accorta di nulla.

 

Il Primo Ministro riguardo alla Brexit avrebbe dovuto adottare lo stesso atteggiamento che ha nel cuocere le focacce. L’ultima volta che ha partecipato alla trasmissione Good Morning Britain, le ho chiesto se le faceva con burro morbido o duro. “Se il burro è duro (in inglese "hard" , come "hard Brexit" con cui si intende un’uscita più netta dall’UE, NdVdE) è più facile” ha risposto. “Se è duro è possibile avere una buona presa, se è troppo molle (in inglese "soft" , come "soft Brexit" con cui si intende un’uscita solo parziale dalla UE, NdVdE), può diventare troppo scivoloso”.

 

In un numero di questa rubrica scritto nel settembre 2015, predissi che Donald Trump avrebbe vinto le elezioni presidenziali – e venni ridicolizzato dagli “esperti” politici per la mia presunta stupidità. Ora, predico che il Presidente Trump verrà rieletto nel 2020. Perché? In primo luogo, perchè i Democratici si stanno facendo trascinare così tanto a sinistra (???, NdVdE) da socialisti nuovi fiammanti come Alexandria Ocasio-Cortez, che non possono proprio battere un tizio che ha messo il turbo all’economia, ha aumentato i posti di lavoro, ha scacciato l’ISIS e ha fatto abbassare il capo alla Cina. In secondo luogo, dal momento che tutti i media mainstream USA che attaccano Trump hanno compromesso la loro credibilità collettiva parlando 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana del Consigliere speciale Robert Mueller, che avrebbe riconosciuto che Trump era colluso con la Russia nel pilotare le elezioni del 2016 – per poi vedere lo stesso Mueller scagionarlo. Il mio amico Donald non è un tipo per tutti i gusti. Ma è un oratore brillante che ha vinto tutti i duelli politici in cui si è cimentato, e quando i tuoi avversari tendono a farsi male da soli, vincere diventa molto più facile.

 

Il Telegraph ha ormai così tanti editorialisti dal nome trendy, da Sophia Money-Coutts e Hamish de Bretton-Gordon fino a Boudicca Fox-Leonard e Harry de Quetteville, che è nato un nuovo gioco sui social media: creare il proprio nome d’arte in stile Telegraph. Bisogna prendere il nome del primo animale da compagnia che si è avuto, la strada dove si è cresciuti, e un oggetto che si ha di fronte. Il mio è quindi diventato Rocky Oxbottom-Megaphone, così dannatamente esaltante che potrei davvero doverlo adottare come mio nuovo nome d’arte di giornalista.

 

 

25/11/18

Italia, fai attenzione: a Bruxelles non importa nulla di te

Su Strategic Culture, Tom Luongo sposa la strategia di Salvini nei confronti della UE: secondo l'analista, il vice presidente del Consiglio leghista sta cercando di creare in Italia un vasto fronte popolare contro i tecnocrati di Bruxelles, mostrandoli come i "cattivi" che vogliono intimidire il paese e forzarlo in politiche fallimentari. E creando appositamente il casus belli a questo fine, come nel recente caso del bilancio respinto dalla Commissione. È questo approccio coraggioso, che parte dalla consapevolezza della pericolosità dell'euro per l'Italia e dei punti di forza del paese all'interno degli equilibri europei, che si sta dimostrando vincente, a differenza delle sfide lanciate a loro tempo da Grecia e Regno Unito. Su quest'ultimo punto, Luongo non dispensa feroci critiche alla May per la gestione della Brexit.

 

 

di Tom Luongo, 22 novembre 2018

 

 

Il totale tradimento della Brexit da parte del Primo Ministro britannico Theresa "La Signora di Gesso" May sta funzionando da campanello d'allarme per gli Italiani. Gli ultimi sondaggi in Italia mostrano che anche se la coalizione populista in Italia è sgradita a Bruxelles, è ancora molto popolare tra gli italiani.

 

E questa è una buona cosa perché quando si osservano attentamente i negoziati sulla Brexit è chiaro che tutto ciò che conta è la conservazione del potere della UE sul Regno Unito e non il miglior interesse di tutte le parti coinvolte, britannici o no.

 

I partner della coalizione italiana hanno ancora il sostegno di quasi il 60% degli italiani, sono cambiate soltanto le preferenze. La Lega adesso sorpassa nei sondaggi il Movimento Cinque Stelle (M5S) col 33% a fronte del 26%, mentre il partito di centro destra, vale a dire Forza Italia di Silvio "Uomo di Paglia" Berlusconi, è collassato (dal 14% delle elezioni di marzo ad appena il 7%).

 

E grosso modo questa stessa parte dei cittadini ora pensa che la UE stia angariando l'Italia. Questi numeri non potranno che peggiorare se l'Unione europea va fino in fondo a comminare multe all'Italia per un bilancio che non piace a Bruxelles.

 

Soprattutto, stiamo assistendo anche ad una crescita del sostegno all'uscITA. Un recente sondaggio del Politico Magazine ripreso da Zerohedge mostra una maggioranza di italiani sotto i 45 anni pronta a farlo: lasciare l'Unione europea.

 

La gente con più di 45 anni è ancora innamorata dell'ideale di un'Unione europea che riesce a tenere insieme un'Europa altrimenti in guerra, piuttosto che confrontarsi con la realtà di quello che è davvero: una distante e tirannica oligarchia guidata da tecnocrati non eletti con forti legami con i ceti altolocati al potere.

 

La fonte di questo sostegno al governo viene, credo, dal forte contrasto tra l'arrendevolezza della May di fronte alla leadership della UE, irritata per la temerarietà del popolo britannico nel voler uscire dalla loro squallida unione, e il modo in cui il vice primo ministro Matteo Salvini sta attaccando l'ipocrisia di Bruxelles sui vincoli fiscali.

 

Salvini sta facendo esattamente quello che deve fare per rinforzare i consensi e allontanare l'elettorato italiano da Bruxelles. Presentare un bilancio che soddisfa entrambe le parti della coalizione - tagli fiscali e una minore regolamentazione assieme ad un reddito universale di base - nel contempo ostentando il rispetto dei vincoli di bilancio della UE, è stato un vero colpo di genio politico.

 

Salvini e Luigi Di Maio, il suo socio nell'insurrezione, hanno creato una perfetta polpetta avvelenata da far ingoiare alla UE. Non c'è nulla di realmente eccepibile nella proposta di bilancio. Non risolverà nessuno dei problemi italiani né sostanzialmente li peggiorerà.

 

Il bilancio è stato proposto allo scopo di irritare la leadership dell'UE, ormai grassa e pigra per aver sbilanciato tutto a suo favore. E Bruxelles ha reagito in modo eccessivo, nel modo più prevedibile.

 

Pensate a quel che sta facendo la UE con questo bilancio. Stanno minacciando miliardi di multe ad un governo italiano che è indebitato fino agli occhi.

 

Questa è la definizione stessa di "dare un'impressione negativa".

 

Considerate il modo in cui hanno gestito la Brexit. Hanno richiesto al Regno Unito il pagamento di una cifra enorme per uscire. Questo in aggiunta ai soldi che il Regno Unito già paga ogni anno al bilancio della UE.

 

E, gente, non dimentichiamo che l'unica ragione per cui la questione del debito sovrano italiano non è nei titoli di testa di tutti i giornali è che la Banca centrale europea è l'unica acquirente marginale del debito italiano. E il Presidente della BCE Mario Draghi non lo fa per la bontà del suo cuore addestrato alla Goldman Sachs.

 

Lo sta facendo perché, se non lo facesse, l'intero sistema bancario europeo collasserebbe.

 

Quindi tutta questa faccenda non è niente più che teatro Kabuki. E Salvini lo sa.

 

Comprende che l'euro è una trappola mortale per l'Italia. Sa anche di avere il coltello dalla parte del manico a causa dell'ammontare del debito.

 

E tuttavia, la UE oggi si comporta esattamente come quando gestiva i colloqui sul debito greco nel 2015.

 

Hanno rifiutato di negoziare. Hanno fatto richieste irragionevoli. Nel caso della Grecia c'era un elettorato greco inconsapevole che non avrebbe sostenuto la Grexit e non avrebbe dato al parimenti inconsapevole Primo Ministro Alexis Tsipras il sostengo di cui necessitava per portare la Grecia fuori dall'euro.

 

Allora la strategia ha funzionato.

 

La stessa cosa sta avvenendo con la Brexit. L'aristocrazia britannica non vuole lasciare la UE. Theresa May è una Remainer e quindi ovviamente a libro paga, e la cosa non è nemmeno divertente a questo punto. Fin dall'inizio ha avuto il coltello dalla parte del manico e tuttavia si comporta come se non fosse così.

 

Così adesso la May ha messo insieme l'accordo esatto che Bruxelles voleva fin dall'inizio: il controllo sulle politiche fiscali e commerciali della Gran Bretagna che resta senza più voce al Parlamento europeo. Onestamente, lo status della Gran Bretagna una volta che questo accordo sarà stato firmato sarà quello di poter solo guardare al futuro di tutti i paesi che rimangono nella UE.

 

Tassazione senza rappresentanza politica.

 

Quindi, non dovrebbe essere uno shock per nessuno il fatto che l'Unione europea gestisca Salvini e il suo governo con lo stesso disprezzo e la stessa derisione. Ed è esattamente ciò che vuole Salvini. Deve manovrare Bruxelles facendoli apparire come i cattivi.

 

Perché se vuole liberare l'Italia da Bruxelles, non può essere solo una sua idea. Deve essere un'ondata popolare.

 

Fortunatamente per lui e gli italiani in generale, gli idioti nelle alte sfere di Bruxelles sono fin troppo felici di accontentarlo. Credo che a loro piaccia essere cretini odiosi, francamente.

 

Pensano realmente di poter decidere tutto per vie legali. Ma la verità è che non possono.

 

Perché pensate che il Presidente francese Emmanuel Macron e l'Anatra Zoppa, la Cancelliera Tedesca Angela Merkel, vogliano così tanto il Grande Esercito della UE? Per invadere e occupare gli stati membri ribelli, non per proteggersi dalla Russia.

 

Più la UE tenta di intimidire e forzare l'Italia a fare quello che vuole la UE, più saranno gli italiani, anche i più anziani, che sosterranno la crociata di Salvini. Il populismo è popolare in tutta Europa.

 

E le elezioni del Parlamento europeo a maggio probabilmente si dimostreranno un importante punto di svolta nel percorso della UE. Tutti i partiti euroscettici sono largamente sotto-rappresentati rispetto ai numeri odierni dei sondaggi. A maggio, centinaia di seggi sono destinati a passare di mano.

 

E molti dei nuovi arrivati non saranno a libro paga del Gruppo di Davos.

 

Allora forse la Ue capirà quanto sia fragile l'intero progetto.

 

07/06/17

Poliziotto UK: non è vero che i tagli alla polizia non c'entrano col terrorismo

Sull' Independent, la denuncia di un poliziotto in servizio armato in Gran Bretagna: i tagli alle forze di Polizia voluti da Theresa May hanno reso gli attentati terroristici più probabili, mentre gli agenti attivi sono sottoposti a turni stremanti per fronteggiare l'emergenza. Uno dei tanti esempi della follia di un continente, l'Europa, che per l'ideologia cieca dei tagli alla spesa pubblica indebolisce lo Stato proprio quando sarebbe necessario che fosse più forte.   

 

Dopo l’attacco terroristico alla Manchester Arena, Amber Rudd (ministro per gli Affari interni nel Regno Unito, ndVdE) ha rilasciato questa dichiarazione pubblica: “Non bisogna insinuare che queste azioni terroristiche non avrebbero avuto luogo se ci fosse stata più polizia... un’attività anti-terrorismo efficace si ha attraverso una stretta collaborazione tra la polizia e i servizi di intelligence.”

 

Questo tipo di retorica può sembrare persuasiva ed eloquente, ma, come spesso succede quando i politici cercano di mascherare le loro responsabilità, non corrisponde al vero. Non corrisponde al vero perché dimentica un punto basilare ed enorme per la tutela della nostra sicurezza nazionale: l’azione di intelligence svolta dalla polizia.

 

Parliamo degli agenti di polizia integrati nella comunità, che sono lì per aiutare, per ascoltare, per capire la comunità di cui sono al servizio. È all'interno della comunità stessa che si apprendono e raccolgono le migliori informazioni di intelligence, dalle persone che notano un cambiamento nel comportamento dei loro amici e vicini di casa, permettendo gli interventi preventivi e il monitoraggio.

 

I tagli voluti da Theresa May hanno tolto questi agenti dalle strade. La loro azione di raccolta di informazioni attraverso le conoscenze locali e l'impegno della comunità si è estinta ed è morta, e il poliziotto di quartiere, conosciuto da tutti, è scomparso, sostituito da un “servizio” di polizia che interviene al bisogno, ed è inadeguato - come la stampa è sempre così veloce a sottolineare, quando gli errori ormai sono stati fatti e sbattuti in prima pagina su tutti i giornali.

 

“I tagli avranno conseguenze” - questo è stato lo slogan utilizzato dalla Federazione della Polizia quando le risorse della polizia britannica venivano ridotte all'osso. Ora vediamo che non si trattava di “allarmismi”, come sosteneva Theresa May, che al tempo era ministro degli Affari Interni. Ora stiamo vedendo proprio le reali conseguenze di quei tagli - nei volti delle vittime di questo attacco pubblicati sui giornali.

 

Theresa May allora aveva dichiarato pubblicamente che gli avvertimenti della polizia “non facevano il bene della collettività”. Ora però io domando:  e lei, ha fatto i migliori interessi della collettività?

 

Solo nel mio settore, soltanto per soddisfare gli accordi sui livelli di servizio per quanto riguarda il numero di agenti schierati in strada, i turni vengono allungati, i giorni di riposo cancellati, e dopo gli attentati di Manchester e Londra sono necessari più agenti - agenti che in realtà non ci sono più, dopo i tagli. Molti dei miei colleghi stanno lavorando da oltre 18 giorni di fila senza un vero riposo, per assicurare la protezione e la sicurezza pubbliche.

 

La vera questione in discussione è questa: è possibile bloccare ogni attacco non programmato di un lupo solitario? Con un intervento precoce e la giusta attenzione: sì, la possibilità c’è. Senza le informazioni su soggetti particolari riportate a polizia e intelligence dalle loro comunità: sicuramente no.

 

Theresa May era stata avvertita che i suoi tagli avrebbero imposto alla polizia in Gran Bretagna uno stile paramilitare, ma lei ha ignorato gli avvertimenti. Ora l'esercito è schierato sulle nostre strade. Più di 1.300 agenti esperti nell'uso di armi da fuoco sono stati tagliati, ora il reclutamento di questi agenti è lento e la nostra sicurezza nazionale è a rischio.

 

Gli agenti conoscono bene i rischi connessi all'essere armati. Sanno che avranno poco o nessun sostegno da parte del governo se saranno costretti a sparare e che si troveranno ad affrontare mesi se non anni di indagini per avere cercato di proteggere gli altri. Voi ambireste a fare un lavoro come questo?

 

Ho scelto di fare questo lavoro non per essere ringraziato – il che avviene poco - ma perché la gente possa andare a letto tranquilla, sapendo che c'è qualcuno che farebbe tutto il possibile per assicurare che siano sicuri e protetti.

 

I miei colleghi ed io continueremo ad andare avanti, mentre gli altri corrono, ma la realtà ormai sentita dagli agenti in tutto il Regno Unito è che siamo troppo spesso dati per scontati e forse perfino sgraditi al nostro governo.

 

Sappiamo che se saremo uccisi mentre compiamo il nostro dovere i titoli dei giornali dureranno un giorno e i nostri nomi saranno dimenticati. Ma noi continueremo, noi andremo avanti a proteggere gli altri. Nonostante gli ostacoli con cui dobbiamo continuamente confrontarci e che rendono il nostro lavoro più duro, noi continuiamo.

 

Questo articolo è stato scritto per l' Independent da un agente di polizia in servizio armato, che ha scelto di rimanere anonimo.