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15/11/20

ZH - Il presidente della Fed ammette la verità: "Non torneremo alla economia di prima"



Su Zero Hedge un articolo tratto da The Economic Collapse riporta le parole di Jerome Powell capo della Federal Reserve americana, il quale dalla sua autorevole posizione riconferma e ammette quella verità che già da tempo media e influencer stanno cercando di veicolare all'opinione pubblica: non si tornerà più alla situazione economica precedente, e già i segnali mostrano come la nuova economia sarà molto più difficile per il popolo, con un forte aumento dei poveri disoccupati e senza tetto. Il tutto, ovviamente, viene presentato come una terribile calamità naturale, legata al Covid, che i costernati governanti non hanno strumenti per combattere...e non, come ormai appare in maniera sempre più evidente, una opportunità da sfruttare per tentare di imporre uno scenario distopico di massimo controllo e impoverimento dei popoli. In realtà un diverso approccio sarebbe possibile (come prefigurato tempo fa da autorevole fonte!), e anche i mezzi per attuarlo ormai è chiaro a tutti che non mancano.  


Zero Hedge, 14 Novembre 2020

Normalmente, i funzionari della Federal Reserve si sforzano di essere implacabilmente ottimisti. Ma giovedì,  durante una tavola rotonda della Banca centrale europea, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha ammesso apertamente che "non torneremo alla stessa economia di prima" ...

 "Non torneremo alla stessa economia", ha detto Powell. "Ci stiamo riprendendo, ma andiamo verso un'economia diversa e sarà un'economia maggiormente influenzata dalla tecnologia, e temo che renderà le cose ancora più difficili di quanto già non fossero per molti lavoratori".

Il leader della banca centrale ha detto che si riferiva specificamente a "quei lavori rivolti al pubblico, relativamente poco pagati, che stanno sopportando questo peso", molti dei quali sono svolti da donne e minoranze.

Il suo uso della frase "un'economia diversa" ha attirato la mia attenzione.

Quando cerco un modo gentile per dare una brutta notizia a qualcuno, per descrivere come saranno le cose, spesso uso la parola "diverso", e penso che Powell stia facendo la stessa cosa. Sa che non c'è modo che le cose “tornino alla normalità”, ed ha proprio ragione a  preoccuparsi particolarmente delle conseguenze per i lavoratori a bassa retribuzione.

I lavoratori poco pagati hanno perso il lavoro a un ritmo molto più alto di chiunque altro e le perdite di posti di lavoro continuano ad aumentare.

Giovedì abbiamo appreso che la scorsa settimana altri 709.000 americani hanno presentato nuove richieste di sussidio di disoccupazione, più del triplo di una qualsiasi settimana del 2019 ...

Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha registrato per l'undicesima settimana consecutiva poco meno di 1 milione di nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Dall'inizio della pandemia le richieste non sono mai scese al di sotto di 700.000 e si sono mantenute nettamente al di sopra dei livelli precedenti all’emergenza. Nel corso del 2019, le nuove richieste di disoccupazione arrivavano  in media a poco più di 200.000 a settimana.

Al 24 ottobre, un totale di 21,16 milioni di americani stavano portando a casa un qualche tipo di sussidio di disoccupazione.

Un anno fa, quel numero era solo di 1,45 milioni.

In altre parole, siamo nel bel mezzo di un incubo di disoccupazione nazionale.

E molti analisti sono profondamente preoccupati che la nuova ondata di lockdown che sta iniziando a verificarsi in tutta la nazione provocherà una rinnovata ondata di licenziamenti ...

Con l'arrivo del clima più freddo e l'escalation della paura del virus, i consumatori possono diventare più cauti riguardo al viaggiare, fare shopping, mangiare fuori e frequentare palestre, barbieri e negozi. Le imprese di molti settori potrebbero ridurre posti di lavoro o ore di lavoro. Negli ultimi giorni, la recrudescenza del virus ha fatto scattare restrizioni più severe per le attività commerciali, principalmente ristoranti e bar, in una serie di stati, tra cui Texas, New York, Maryland e Oregon.

"Potrebbe esserci il rischio di ulteriori licenziamenti, poiché i casi di coronavirus aumentano e alcuni stati impongono restrizioni all'attività", ha affermato Nancy Vanden Houten, economista della società di previsioni Oxford Economics.

Ieri ho discusso del fatto che uno degli esperti del nuovo comitato consultivo COVID-19 di Joe Biden vuole un lockdown nazionale completo di almeno un mese una volta che Biden sarà alla Casa Bianca.

Inutile dire che tutto ciò peggiorerà notevolmente la depressione economica che stiamo attraversando.

Ma ovviamente ci sono molti americani che semplicemente non sopporteranno più i lockdown. In effetti, un nuovo sondaggio ha rilevato che solo il 49% di tutti gli americani "molto probabilmente rimarrebbe a casa per un mese se così fosse raccomandato dai funzionari della sanità" ...

Milioni e milioni di vite sono state sconvolte dai precedent lockdown e il danno economico causato da un altro ciclo di chiusure sarebbe incalcolabile.

Tuttavia, sembra che siano comunque in arrivo altri blocchi, e questo significa molte più sofferenze economiche in arrivo.

Prima della pandemia, Victoria Perez, 38 anni, faceva due lavori, ma quando è arrivato COVID li ha persi rapidamente entrambi. Ora lei e i suoi figli vivono in una casa popolare a Oakland, in California, e sono solo a un passo dall'essere senzatetto ...

Gli alloggi in città, forniti alle persone a maggior rischio di coronavirus, durano solo fino a dicembre.

Dopo le festività natalizie, cosa dovrebbe fare se non riesce a trovare un nuovo lavoro?

Essere senza casa è già abbastanza grave, se per di più ci sono di mezzo dei bambini, stiamo parlando di quel tipo di scenario da incubo che nessuno dovrebbe mai attraversare.

Sfortunatamente, le fila dei senzatetto stanno assolutamente esplodendo in tutto il paese, mentre l'economia degli Stati Uniti si sgretola proprio davanti ai nostri occhi.

27/08/17

Jackson Hole: ricercatori sostengono che lo stimolo fiscale in recessione è efficace anche se il debito pubblico è elevato

Come riportato da Reuters, all'annuale incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole alcuni ricercatori della Università di Berkeley hanno mostrato a Yellen, Draghi e soci una ricerca secondo la quale la spesa in deficit durante una recessione, anche in presenza di un alto debito pubblico, accelera la ripresa e non comporta molti rischi per la crescita a lungo termine. Al di là della facile ironia sull'acqua calda e le sue infinite riscoperte, la notizia dice molto del sentimento di impotenza dei banchieri centrali di fronte alla prossima crisi economica, e sembra essere sia un invito ai governi a fare qualcosa che un tentativo di prevenire future critiche all'operato delle banche centrali.

 

 

 

Reuters, 26/09/2017

 

Davanti ad un influente gruppo di banchieri centrali a Jackson, Wyoming, alcuni ricercatori hanno affermato che la spesa pubblica in recessione può spingere l'economia di un paese senza aumentare a dismisura e in modo permanente il suo debito pubblico, anche se questo è già abbastanza elevato.  [Il riferimento è all'annuale e importante meeting di banchieri centrali tenuto ogni anno a Jackson Hole dall'americana Fed, ndVdE].

 

"Le politiche fiscali espansive adottate quando l'economia è debole non solo possono stimolare la produzione ma anche ridurre il rapporto debito-PIL", hanno dichiarato i professori Alan Auerbach e Yuriy Gorodnichenko dell'Università della California, Berkeley, in un documento presentato all'annuale simposio economico della Federal Reserve di Kansas City.

 

Il focus del simposio quest'anno è su come promuovere al meglio un'economia globale più forte.

 

Dopo la crisi finanziaria mondiale del 2007-2009, la paura di un debito pubblico in crescita a vista d'occhio ha spinto le autorità fiscali di alcuni paesi a diminuire la spesa pubblica, una tattica che adesso gli economisti ritengono che abbia rallentato la ripresa.

 

Ma con livelli di debito storicamente elevati in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, dove il debito è circa al 76% del PIL nazionale, i responsabili delle politiche economiche si preoccupano per il rallentamento della crescita.

 

La ricerca presentata sabato offre nuovi elementi a dimostrazione del fatto che lo stimolo fiscale durante una recessione è sicuro ed efficace anche nei paesi fortemente indebitati.

 

Ciò può essere particolarmente gradito per i banchieri centrali, tra cui il presidente della Federal Reserve Janet Yellen e il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che hanno a disposizione opzioni limitate per combattere una futura recessione, tenuto conto dei bassi tassi di interesse e dei bassi tassi di inflazione nelle loro economie.

 

I politici di Washington si stanno preparando per una potenziale resa dei conti sul debito degli Stati Uniti il ​​prossimo mese, mentre il Segretario del Tesoro Stephen Mnuchin ha avvertito che se entro il 29 settembre il Congresso non solleverà il massimale del debito del paese il governo non sarà più in grado di pagare i propri conti. In passato, i repubblicani hanno cercato di utilizzare i dibattiti sul tetto del debito come leva per limitare la spesa pubblica.

 

I ricercatori dell'Università della California hanno avvertito nel loro documento che lo stimolo fiscale in un'economia forte potrebbe effettivamente aumentare gli oneri del debito e rallentare la crescita a lungo termine.

 

"I nostri risultati non dovrebbero essere interpretati come un appello incondizionato ad una spesa pubblica aggressiva in risposta ad un'economia in declino", hanno scritto.

 

Tuttavia, hanno sostenuto, i dati suggeriscono che la spesa fiscale durante una recessione comporta meno rischi di depressione di quanto comunemente si pensi:

 

"Con i vincoli stringenti sulle banche centrali, quando arriverà la prossima recessione sarebbe auspicabile una risposta più attiva da parte della politica fiscale ".

22/01/17

Craig Roberts: la Dichiarazione di Guerra di Trump

Dal suo blog, riportiamo il commento del famoso analista Paul Craig Roberts al discorso di insediamento di Donald Trump, 45° Presidente degli Stati Uniti: Trump ha chiaramente individuato il nemico interno, ma le sue aperture non impediranno che la lista dei suoi oppositori si allunghi - dal complesso militare e della sicurezza capeggiato dalla CIA, a Wall Street e alla Fed, alle multinazionali, ai politici statunitensi ed europei legati all'establishment euro-atlantico della NATO, ai leader dei gruppi per i diritti delle minoranze nere, ispaniche, omosessuali e transgender. Craig Roberts non esclude nemmeno che Trump possa essere il bersaglio di un assassinio.

di Paul Craig Roberts, 20 gennaio 2017

Il breve discorso inaugurale del presidente Trump è stato una dichiarazione di guerra contro tutto l'establishment americano al potere. Tutto.

Trump ha reso abbondantemente chiaro che i nemici degli americani sono proprio qui in casa: globalisti, economisti neoliberisti, neoconservatori e altri unilateralisti abituati ad imporre gli Stati Uniti nel mondo, che ci coinvolgono in costose guerre senza fine, e politici che servono l'establishment al potere piuttosto che gli americani; a dirla tutta, l'intera cupola di interessi privati ​​che ha portato l'America allo sfinimento mentre gli interessati si arricchivano.

Se si può dire la verità, il Presidente Trump ha dichiarato guerra a se stesso, una guerra per lui molto più pericolosa che se avesse dichiarato guerra alla Russia o alla Cina.

I gruppi di interesse designati da Trump come "Il Nemico" sono ben radicati e abituati a stare al potere. Le loro potenti reti di relazioni sono ancora al loro posto. Anche se ci sono maggioranze repubblicane sia alla Camera che al Senato, la maggior parte dei rappresentati del Congresso è tenuta a rispondere ai gruppi di interesse al potere che finanziano le loro campagne, e non al popolo americano e al Presidente. Il complesso militare/della sicurezza, le multinazionali che delocalizzano, Wall Street e le banche, non cederanno a Trump. Né lo faranno i media prezzolati, che sono di proprietà dei gruppi di interesse il cui potere viene sfidato da Trump.

Trump ha chiarito che sta dalla parte di ogni americano, nero, marrone e bianco. Pochi dubbi sul fatto che la sua dichiarazione di inclusività e apertura verrà ignorata dagli odiatori della sinistra, che continueranno a chiamarlo razzista, come già stanno facendo, mentre scrivo, i manifestanti pagati 50 dollari all'ora.

In effetti, la leadership nera, per esempio, è educata al ruolo della vittima, ruolo al quale le sarebbe difficile sfuggire. Come si fa a mettere insieme persone alle quali per tutta la vita è stato insegnato che i bianchi sono razzisti e che loro sono vittime dei razzisti?

Lo si può fare? Ho partecipato ad un breve programma su Press TV, nel quale avremmo dovuto commentare il discorso inaugurale di Trump. L'altro commentatore era un nero americano, da Washington, DC. Il carattere inclusivo del discorso di Trump non gli ha fatto nessuna impressione, e l'ospite della trasmissione era interessato solo a mostrare le proteste dei manifestanti al fine di screditare l'America. Così tante persone hanno un interesse economico a parlare in nome delle vittime e a dire che l'apertura di Trump toglie loro lavoro.

Quindi insieme ai globalisti, alla CIA, alle multinazionali che delocalizzano, alle industrie degli armamenti, all'establishment NATO in Europa, e ai politici stranieri abituati a essere pagati profumatamente per sostenere la politica estera interventista di Washington, si schiereranno contro Trump anche i leader dei gruppi vittimizzati, i neri, gli ispanici, le femministe, i clandestini, gli omosessuali e i transgender. Questa lunga lista ovviamente include anche i bianchi liberal, convinti che l'America da una costa all'altra sia abitata da bianchi razzisti , misogini, omofobi, e svitati amanti delle armi. Per quanto li riguarda, questo 84% della geografia degli Stati Uniti dovrebbe essere messo in quarantena o seppellito.

In altre parole, rimane abbastanza buona volontà nella popolazione per consentire a un Presidente di riunire il 16% che odia l'America con l'84% che la ama?

Considerate le forze che Trump si trova contro:

I leader neri e ispanici hanno bisogno del vittimismo, perché è quello che conferisce loro reddito e potere. Guarderanno con sospetto all'apertura di Trump. La sua inclusività è un bene per i neri e gli ispanici, ma non per i loro leader.

I dirigenti e gli azionisti delle multinazionali sono arricchiti dalla delocalizzazione del lavoro che Trump dice che riporterà a casa. Se tornano i posti di lavoro, se ne andranno i loro profitti, i bonus e le plusvalenze. Ma tornerà la sicurezza economica della popolazione americana.

Il complesso militare/della sicurezza ha un bilancio annuale di 1.000 miliardi che dipende dalla "minaccia russa", minaccia che Trump dice di voler sostituire con una normalizzazione dei rapporti.  L'assassinio di Trump non può essere escluso.

Molti europei devono il proprio prestigio, il proprio potere, e i propri redditi alla NATO, che Trump ha messo in discussione.

I profitti del settore finanziario derivano quasi interamente dalla schiavitù del debito cui sono sottoposti gli americani e dal saccheggio delle loro pensioni private e pubbliche. Il settore finanziario con il suo agente, la Federal Reserve, può distruggere Trump con una crisi finanziaria. La Federal Reserve di New York ha una sala operativa completa. Può mandare nel caos qualsiasi mercato. O sostenere qualsiasi mercato, perché non vi è alcun limite alla sua capacità di creare dollari.

L'intero edificio politico degli Stati Uniti si è completamente isolato dal volere, dai desideri e dalle esigenze del popolo. Ora Trump dice che i politici risponderanno al popolo. Questo, naturalmente, significherebbe un forte colpo alla continuità dei loro incarichi, al loro reddito e alla loro ricchezza.

C'è un gran numero di gruppi, finanziati da non-sappiamo-chi. Ad esempio, oggi RootsAction ha risposto al forte impegno di Trump di stare al fianco di tutto il popolo contro l'Establishment al Potere, con la richiesta al Congresso "di incaricare la Commissione Giustizia della Camera per un'iniziativa di impeachment" e di inviare denaro per l'impeachment di Trump.

Un altro gruppo di odio, human right first,  attacca la difesa di Trump dei nostri confini in quanto chiude "un rifugio di speranza per coloro che fuggono dalle persecuzioni". Pensateci per un minuto. Secondo le organizzazioni liberal-progressiste di sinistra e i gruppi di interesse razziali, gli Stati Uniti sono una società razzista e il presidente Trump è un razzista. Eppure, le persone soggette al razzismo americano fuggono dalle persecuzioni verso l'America, dove subiranno persecuzioni razziali? Non ha senso. I clandestini vengono qui per lavoro. Chiedete alle imprese di costruzione. Chiedete ai mattatoi. Chiedete ai servizi di pulizia nelle aree turistiche.

La lista di quelli a cui Trump ha dichiarato guerra è abbastanza lunga, anche se se ne potrebbero aggiungere degli altri.

Dovremmo chiederci perché un miliardario di 70 anni con imprese fiorenti, una bella moglie, e dei figli intelligenti, sia disposto a sottoporre i suoi ultimi anni alla straordinaria pressione di fare il Presidente con il difficile programma di riportare il governo nelle mani del popolo americano. Non c'è dubbio che Trump ha fatto di sé stesso un bersaglio. La CIA non ha intenzione di mollare il colpo e andare via. Perché una persona dovrebbe farsi carico dell'imponente ricostruzione dell'America che Trump ha dichiarato di voler fare, quando poteva invece trascorrere i suoi ultimi anni godendosela immensamente?

Qualunque sia la ragione, dovremmo essergli grati per questo, e se è sincero lo dobbiamo sostenere. Se viene assassinato, dobbiamo prendere le armi, radere al suolo Langley [sede centrale della CIA, ndt] e ucciderli tutti.

Se avrà successo, merita il titolo: Trump il Grande!

La Russia, la Cina, l'Iran, il Venezuela, l'Ecuador, la Bolivia, e qualsiasi altro paese sulla lista nera della CIA dovrebbe capire che l'ascesa di Trump non basta a proteggerlo. La CIA è una organizzazione a livello mondiale. I suoi redditizi affari forniscono delle entrate indipendenti dal bilancio degli Stati Uniti. L'organizzazione è in grado di intraprendere azioni indipendentemente dal Presidente o anche dal proprio Direttore.

La CIA ha avuto circa 70 anni per consolidarsi. Ed esiste ancora.

14/09/14

La FED di Janet Yellen è più rivoluzionaria di quanto sia mai stata quella di Ben Bernanke

Prima donna presidente della FED, la Yellen non è affatto un'outsider del sistema politico ed economico USA, ma ha una peculiarità: è keynesiana, allieva di Tobin e Stiglitz.
Da Quartz.com un'analisi del suo mandato, che  focalizza l'attenzione sull'occupazione e sta riportando nel dibattito economico a stelle e strisce concetti spariti dai monitor come "aumento dei salari" e (perdonate l'ardire) "curva di Phillips". 



Articolo tratto da Quartz.com

Per essere una disciplina che pretende di misurare se le persone stiano meglio o peggio, l'economia produce una quantità incredibile di dati inutili.

Previsioni spesso riviste di tassi annualizzati di crescita del PIL. Aggiornamenti mensili sugli ordini di beni strumentali non militari, esclusi gli aeromobili. Bilance delle partite correnti. Prestiti commerciali e industriali. Tassi di utilizzo della capacità produttiva.

02/06/14

Il Riequilibrio Asimmetrico tra Cina e USA

Su Project Syndicate, Stephen S. Roach* descrive le differenti risposte di Cina e USA alla crisi: la Cina si sta spostando verso il sostegno della domanda interna, mentre gli Stati Uniti rimangono incastrati nella trappola della politica monetaria espansiva e delle politiche supply-side.
La conseguenza sarà un riequilibrio asimmetrico, in cui gli USA dovranno svalutare il dollaro, per attirare il credito estero dovranno alzare i tassi di interesse,  e lasciar correre l'inflazione. Aumentando la propria instabilità.



E' difficile resistere alla tentazione di estrapolare i dati. Il trend esercita una forte influenza su mercati, politici, famiglie e imprese. Ma gli osservatori più acuti comprendono i limiti del pensiero lineare, perché sanno che le linee si piegano, e talvolta addirittura si spezzano. Questo è il caso nel valutare due fattori chiave che oggi modellano l'economia globale: i rischi associati alla strategia della politica americana e allo stato dell'economia cinese.

01/06/14

Telegraph: la ripresa americana sta già svanendo?

Ambrose Evans Pritchard in un nuovo articolo sul Telegraph commenta la deludenti prestazioni dell'economia USA nel primo trimestre 2014. E avverte che la debole ripresa americana rischia di "morire di vecchiaia" molto giovane, con la Fed che potrebbe essere costretta a rivedere il tapering.
Noi sappiamo che fino a che si agirà solo dal lato dell'offerta, le politiche monetarie non potranno contrastare la crisi di domanda, costringendo l'economia mondiale in una trappola "giapponese" di bassa inflazione, bassi tassi di interesse e bassa crescita.



L'economia americana ha registrato una forte contrazione nel primo trimestre e i rendimenti obbligazionari sono in calo al ritmo più veloce da due anni a questa parte, segno che il tapering della Federal Reserve sta mordendo più del previsto. 
Questa frenata si presenta mentre un indicatore chiave della massa monetaria negli USA lancia avvisi di rallentamento, anche se il quadro resta confuso dopo le condizioni meteorologiche estreme dello scorso inverno. 

29/03/14

Telegraph: La Fed diventa keynesiana, elogia la Cina e ridimensiona il QE occidentale

Con un certo distacco, Ambrose Evans Pritchard dal Telegraph riporta di un recente paper della Fed di Saint Louis che elogia i meriti della politica fiscale nel risolvere le depressioni e ridimensiona gli effetti del Quantitative Easing, prendendo ad esempio niente di meno che... la Cina! (segnalazione di Roberto Nardella).  



di Ambrose Evans Pritchard - Non ci posso credere. La Federal Reserve di St Louis - l'ultimo baluardo dell'ortodossia monetaria nella famiglia della Fed - ha appena pubblicato un documento che ritiene sostanzialmente inutile l'allentamento quantitativo.  John Maynard Keynes aveva ragione su tutta la linea.


Il working paper di Yi Wen e Jing Wu cita la Cina come il più clamoroso successo del post-Lehman – niente di meno che "un risultato da sogno" - mentre l'Occidente e gli altri Brics hanno implementato gli strumenti sbagliati, dimenticando la lezione degli anni '30, e non sono riusciti a riprendersi completamente dalla crisi. Potrebbe essere stato scritto da Paul Krugman (be', quasi).


26/12/13

Intervista a Paul De Grauwe "In Europa commessi gli stessi errori degli anni '30"

Le Interviste de L'AntiDiplomatico: dopo Sapir, Ambrose Evans Pritchard, e il nostro Claudio Borghi, Alessandro Bianchi intervista il grande Paul De Grauwe, Professore di Politica economica alla London School of Economics e autore di  "Economia dell'Unione Monetaria"




di Alessandro Bianchi



- In un suo studio recente, Design Failures in the Eurozone: Can they be fixed?, ha dimostrato come l'Unione monetaria europea non sia riuscita ad uniformare le cosiddette dinamiche di espansione e arresto – “boom and busts” - anzi la sua presenza ha di fatto amplificato gli effetti negativi per i singoli paesi membri. Ci può spiegare meglio le ragioni?

11/10/13

Sul Triplo Mandato della Fed

Some people seem surprised by Janet Yellen’s comments that give the appearance that she adheres to a triple mandate:
Read more at http://pragcap.com/about-the-feds-triple-mandate#oyubq7KJ7vOzrxvu.99
Pragmatic Capitalism di Cullen Roche riporta un passaggio del discorso della Yellen in cui l'obiettivo di stabilizzare il sistema finanziario è posto in maniera esplicita. Del resto, anche Stiglitz raccomanda esattamente la stessa cosa.



Alcuni sono rimasti sorpresi dal discorso della Yellen, dal quale si evince che ella aderisce all'idea di un triplo mandato della Fed: 

"Mi impegno a dare il massimo per mantenere fede alla promessa e rispondere alla grande responsabilità che il Congresso ha affidato alla Federal Reserve - di promuovere la massima occupazione, la stabilità dei prezzi, e un sistema finanziario forte e stabile." 

09/10/13

Rallegratevi: la Fed della Yellen stamperà denaro all'infinito per creare posti di lavoro

Dal Telegraph un interessante commento di Ambrose Evans Pritchard sulla nomina della Yellen a capo della Fed. Sarà così coraggiosa da iniettare il QE direttamente nell'economia reale?


Ora sappiamo in che situazione ci troviamo. Janet Yellen prende in consegna la Federal Reserve statunitense, la più importante banca centrale del mondo, padrona assoluta delle nostre vite.

La Fed sarà più accomodante e ancora più a lungo. Il FOMC continuerà a stampare denaro fino a quando l'economia statunitense creerà posti di lavoro sufficienti a far ripartire i salari e l'inflazione, indipendentemente dalle bolle speculative, o dai danni collaterali lungo la strada.

07/10/13

La Riduzione del Debito e il Potere di Creare Moneta della Fed

Dal Levy Economics Institute of Bard College, un interessante studio sul potere della Federal Reserve di agire direttamente sull'economia reale: nel momento in cui il Congresso "catturato" dalla finanza impone lo shutdown, paradossalmente una banca centrale indipendente potrebbe guidare la più grande controffensiva Keynesiana della storia da 40 anni a questa parte (parole di Quarantotto che mi ha segnalato il paper, grazie!)



di William Greider



Introduzione



La politica monetaria è a corto di gas. Sei anni fa, al culmine della crisi, la risposta della Federal Reserve è stata impressionante. La Fed ha creato migliaia di miliardi di dollari e ha inondato il sistema con denaro facile - sufficiente a stabilizzare i mercati finanziari e salvare le banche in dissesto. Ha portato i tassi di interesse a breve termine fino quasi a zero e i tassi dei mutui a lungo termine a livelli promozionali. Ha fornito un enorme sostegno al settore immobiliare, con l'acquisto di 1.250 miliardi di dollari di titoli garantiti da mutui ipotecari, quasi un quarto del mercato.


05/08/13

Si rompe il protocollo diplomatico tra Banche centrali

Da L'Antidiplomatico una efficace sintesi dello scontro in atto tra FED e BCE riportato da Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph

La Fed attacca la Bce di Draghi come responsabile del peggioramento della crisi

In una rara rottura del protocollo diplomatico tra Banche centrali, la Fed ha attaccato a viso aperto le politiche scelte dalla Bce.

28/10/12

I PRINCIPI DELLA MONETA ENDOGENA (versione full italian) - Prima parte-

Do corso al mio solito vizio e rilancio in italiano integrale lo scritto di Istwine sulla moneta (prima parte), già pubblicato da Goofynomics, per una miglior fruizione da parte degli italofoni...e un più efficace smascheramento della retorica monetarista per ogni dove. 





UN BREVE EXCURSUS STORICO.

Al mondo di sicuro ci sono solo due cose, la morte e le tasse.

Questa citazione attribuita a Benjamin Franklin è poi diventata un classico dell’umorismo, benché non è detto che Franklin volesse far ridere. A parte questo, l’idea di Franklin rimane imprecisa, difatti al mondo di sicuro ci sono ben tre cose, la morte, le tasse e i monetaristi, consapevoli o inconsapevoli. Questa prima parte ha lo scopo di tracciare una breve storia della politica monetaria in modo tale da mettere a fuoco un concetto elementare: di monetarista è rimasto solo l’uomo della strada, ed è arrivata l’ora di rincasare.


23/10/12

L'Epico Piano del FMI per far sparire il debito e detronizzare i banchieri

Ecco l'articolo di Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph che parla del mitico piano del FMI (o di una delle anime del FMI) per cancellare il debito tramite acquisti dalle  fonti di emissione, le banche centrali. Troppo semplice per essere accettato?


Allora esiste una bacchetta magica, dopo tutto. Un documento rivoluzionario del Fondo Monetario Internazionale pretende che si potrebbe eliminare il debito pubblico netto degli Stati Uniti in un colpo solo, e di conseguenza fare lo stesso per la Gran Bretagna, la Germania, l'Italia o il Giappone.

Si potrebbe tagliare il debito privato del 100% del PIL, spingere la crescita, stabilizzare i prezzi, e detronizzare i banchieri, tutto nello stesso tempo. Si potrebbe fare in modo pulito e indolore, per disposizione di legge, molto più rapidamente di quanto chiunque possa immaginare.

25/01/12

Guest Post: LA COESISTENZA DELLA MONETA DI BANCA CENTRALE E DELLA MONETA DELLE BANCHE COMMERCIALI

Un estratto dall’articolo Central Bank Money and Payment Finality di Sergio Rossi inviatoci da Alfredo. Un articolo tecnico, ma molto utile per chi ha pazienza, non si accontenta degli slogan e vuol comprendere ...

Sergio Rossi è Assistant Professor of Economics at the Universities of Fribourg and Lugano, Switzerland; member ofthe RMELab.
 


La moneta è fondamentale per l’esistenza e il funzionamento delle economie nazionali dato che esse sono basate sulla produzione e sullo scambio, sia che si trovino in un contesto di economia chiusa che in uno di economia aperta. Senza la moneta, l’attività economica non potrebbe essere misurata e i valori e i prezzi non potrebbero essere espressi in una forma sociale necessaria a rendere omogenei e perciò commisurare le migliaia di beni e servizi prodotti in un particolare periodo in un’economia di mercato dinamica.

31/08/11

E' la Fine del Mondo


Parte del lungo articolo di John Mauldin consigliato da Mercato Libero, dal titolo non proprio rassicurante. Non è veramente la fine del mondo, precisa subito Mauldin alle prime battute, ma è difficile non chiedersi se non sia per lo meno l'inizio del “finale di partita”.

Pubblico qui la parte dove analizza gli ultimi dati dell'economia USA, e commenta il discorso di Bernanke. 
Nelle parti successive arriva all'Europa, dove forse ci si sta avvicinando alla fine dell'esperimento euro. Poi considera la crisi del sistema bancario, con alcuni link sul flagello del trading ad alta frequenza, e finisce con una nota positiva per la generazione dei Boomer che cresce.