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19/04/20

Nature - Bloccare le informazioni sul COVID-19 può alimentare ladiffusione della disinformazione

E' giusto o efficace che i decisori politici nascondano informazioni sulla pandemia o reprimano informazioni ritenute fake news, ipotesi complottistiche, informazioni non verificate per mantenere la calma tra la popolazione? Uno studio su oltre 240 milioni di messaggi provenienti dai social media suggerisce che non sempre è così facile distinguere tra informazioni fake e informazioni non ancora verificate che potrebbero avere un'utilità nel contrastare la pandemia: reprimerle tutte potrebbe essere controproducente. E, peggio ancora, quando i governi bloccano le informazioni o fanno deliberatamente disinformazione, nella speranza di calmare l'opinione pubblica, rischiano di minare la propria credibilità e innescare dubbi e mancanza di fiducia nel pubblico sulle loro reali motivazioni. In conclusione, i governi devono riflettere due volte prima di tacitare le comunicazioni sul COVID-19 e i consigli sul “Mantenete la calma e andate avanti” possono sortire esattamente l’effetto opposto nel contesto di un nuovo virus mortale e in evoluzione, su cui ancora abbiamo molto da imparare. Da Nature.


di Heidi J. Larson, 30 marzo 2020


Due anni fa, in risposta alle informazioni false diffuse sui social media, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla protezione e la promozione del diritto alla libertà di opinione ed espressione condannò i governi che impedivano la libertà di parola in nome dell’ordine pubblico. Il rapporto del relatore speciale fornì come esempio la Legge Cinese sulla Sicurezza Informatica del 2016, che “rinforza le vaghe proibizioni contro la diffusione di informazioni 'false' che perturbano l’ordine sociale o economico, l’unità e la sicurezza nazionale”.