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10/12/22

Guillemant - La grande svolta dell'umanità

Intervista a Philippe Guillemant sul suo ultimo libro, Le Grand Virage de l'Humanité, in cui l'ingegnere fisico francese analizza gli eventi sconcertanti vissuti durante la crisi sanitaria alla luce della sua teoria sulla doppia causalità, secondo la quale il futuro, sia individuale che collettivo, è già realizzato e presente in un'altra dimensione, quindi capace di influenzare il nostro presente con una forza di attrazione, e tuttavia l'impatto del libero arbitrio e  della coscienza può sempre essere in grado di produrre un cambiamento nel futuro già realizzato. 

Di Guillemant Vocidallestero ha già tradotto 'Lo scopo della vaccinazione non è di ordine sanitario', breve saggio sull'identità digitale e il controllo sociale a cui apre la strada, e 'La teoria del complottista gentile', una riflessione su significato e utilità del 'complottismo' nella fase di transizione verso il 'nuovo futuro'. 

 

1 Aprile 2022

Tutti ora concordano sul fatto che la crisi del coronavirus rappresenti un importante punto di svolta nella storia dell'umanità. Possiamo essere ottimisti e immaginare che questa crisi possa trasformare in profondità il nostro modo di vivere, al punto da riuscire ad evitare il disastro che si annuncia? In realtà sembra molto più probabile uno scenario pessimistico, secondo il quale dalla crisi emergerà una dittatura tecnico-scientifica che accelererà il nostro fatale processo di crescita energivora, imponendoci una società del controllo. 

Davanti a noi abbiamo dei destini completamente diversi. Qual è lo scenario giusto?

G - Un evento così importante può essere attribuito al caso o ad un semplice incidente? Un fisico del tempo come me è portato a chiedersi se lo spazio-tempo non abbia comunque dei meccanismi di stabilizzazione che consentano di evitare che il destino di tutta l'umanità possa dipendere da eventi così insignificanti, come nel nostro caso l’incontro tra un pipistrello e un pangolino. Se così fosse, una semplice farfalla avrebbe anche potuto trasmettere il virus da un animale all'altro e avremmo così osservato, per la prima volta nella storia, un vero e proprio effetto farfalla (1) con conseguenze di ben più vasta portata di un tornado nel Texas.

Ma non devono esserci dubbi in proposito, questo effetto non è che una metafora nata dall’immaginazione del grande teorico del caos Edward Lorenz. Lo spazio-tempo può certamente possedere un meccanismo che blocchi questo tipo di effetto, in conseguenza del fatto che il futuro è già più o meno realizzato nell’avvenire, e che quindi può influenzare il nostro presente. Io stesso ho lavorato molto su questa idea, e ho concluso che se nel presente il corso degli eventi cambia accidentalmente, questo fatto non ha necessariamente un impatto sul nostro futuro a lungo termine. Esisterebbe infatti un effetto stabilizzatore, opposto all'effetto farfalla, che permetterebbe a questo futuro di continuare ad attrarci verso di sé, anche se nel presente cambiamo il nostro percorso di vita. In altre parole, il nostro destino potrebbe già essere determinato, ma non sarebbe il risultato di una causalità basata su leggi fisiche note.

 

Ma allora, cosa potrebbe determinare il nostro destino, se non la meccanicità? E cosa potrebbe spiegare gli improvvisi cambiamenti del destino?

G - Se noi siamo dotati di libero arbitrio, la risposta è da ricercare in un cambiamento nella nostra coscienza collettiva, e se il risultato è favorevole, in un risveglio della nostra coscienza. Da un punto di vista scientifico, ho mostrato come l'impatto della coscienza sul nostro futuro possa essere concepito nell'ambito di uno spazio-tempo flessibile, dotato di dimensioni ulteriori legate a quella che viene chiamata l'anima, della quale ho dato una definizione scientifica.

Quest'anima, un tempo scacciata e negata dalla scienza, se consideriamo i progressi della fisica degli ultimi anni potrebbe quindi fare ritorno. In collegamento con questo progresso, il cambio di paradigma sulla natura della coscienza, che cova da decenni accumulando a suo favore una pletora di fenomeni inspiegabili (esperienze di pre-morte, percezioni extrasensoriali, UFO, ecc.), potrebbe spiegare il capovolgimento del nostro destino collettivo, dal vecchio futuro materialistico già passato, verso un nuovo futuro corrispondente a questo cambio di paradigma.

Il vecchio futuro, che io chiamo il foutur (da foutu, finito, spacciato, ndt) sarebbe allora il futuro transumanista inevitabilmente prodotto dal pensiero materialista sviluppatosi fin dalla rivoluzione industriale, secondo cui saremmo delle macchine biologiche. Questo pensiero in effetti ci porta logicamente ad accettare che i nostri corpi possano essere guariti, riparati o accresciuti dalle tecnologie e d essere collegati artificialmente agli oggetti tramite Internet, come vuole l'attuale potente ideologia delle Big Tech. Non è forse proprio qui che vuole condurci la dittatura sanitaria, al punto da suscitare molta più paura del virus stesso?

La teoria delle sincronicità, nota come “doppia causalità”, o “flessibilità spazio-temporale”, ci offre uno scenario alternativo in due fasi, associato a un capovolgimento del futuro (figura 1):

Fase 1: Un nuovo futuro in procinto di migliorare la nostra esistenza ha inizio, producendo strane coincidenze, fino a una decisione che cambia profondamente il nostro futuro.

Fase 2: Il vecchio futuro resiste a questo cambiamento, producendo guasti o fallimenti (legge di Murphy), secondo un processo che cerca di riportarci ad esso (il foutur).

 


Ebbene, sembrerebbe proprio che dal settembre 2019 abbiamo vissuto queste due fasi, una dopo l'altra (strane coincidenze, poi fallimenti), come se con la decisione dei lockdown si fosse stabilito un nuovo destino per il pianeta, per poi lasciare spazio alla resistenza del nostro vecchio destino.

Innanzitutto abbiamo avuto, da settembre 2019 a gennaio 2020, una serie di strane coincidenze che hanno spianato la strada alle teorie del complotto, in quanto davano l’impressione che l'emergere del virus fosse legato ai seguenti eventi: (a) crollo finanziario a settembre, ( b) simulazione della pandemia con l'Evento 201 a ottobre, (c) laboratorio P4 specializzato in coronavirus nella stessa città in cui è apparso il virus a novembre, (d) disegno di legge che autorizza le chiusure a dicembre e (e) divieto di vendita dell’ idrossiclorochina a gennaio. Ma stranamente, a questi cinque avvenimenti non viene ufficialmente riconosciuto alcun nesso causale con il virus, e anche se tale nesso esistesse, avremmo una trama troppo lacunosa per essere considerata credibile.

Quindi eravamo nella fase 1? Probabilmente sì, perché la decisione del primo lockdown sembra aver tracciato un cambio di rotta positivo per l'umanità. La chiusura ha infatti ripulito il pianeta, l'aria e i fiumi, ha riavvicinato gli animali selvatici agli umani. Ha permesso loro di prendersi una pausa e tuffarsi nella propria interiorità, per decondizionarsi da uno stile di vita consumistico opprimente. Ci ha mostrato che la volontà politica di salvare il pianeta attraverso misure drastiche era effettivamente applicabile. Solo che invece di distruggere il settore della ristorazione, sarebbe stato meglio, ad esempio, abolire gli allevamenti intensivi per ridurre notevolmente il nostro consumo di carne, che sarebbe stato molto meglio per la nostra salute.

Ma patatrac, la fase 2 è iniziata e abbiamo assistito agli sconcertanti fallimenti di una dittatura sanitaria sproporzionata rispetto al rischio reale. Le morti evitate dalle mascherine, i coprifuoco e le chiusure, se anche non siano stati addirittura controproducenti, sono comunque stati sproporzionati rispetto alle terribili conseguenze economiche e alle innumerevoli morti per malattie non curate, suicidi o cadute in povertà o depressione. La componente umana, il senso della vita, gli effetti placebo e nocebo, l'importanza per la nostra salute degli scambi, dei sorrisi e della convivialità, sono stati ignorati. La complessità del problema è stata ignorata per ridurre tutto alle misure di distanziamento. Paradossalmente, la scienza è stata calpestata, e un iper-riduzionismo scientista ha deciso di ignorare tutte le cure possibili, anche validate da pubblicazioni, per favorire ossessivamente la vaccinazione di massa, anche se sperimentale e con effetti avversi a lungo termine sconosciuti.

 

Una politica così incoerente potrebbe essere spiegata da conflitti di interesse, o addirittura dalla corruzione generata dai notevoli interessi finanziari di Big Pharma?

G - Ancora una volta, questa tesi non è credibile, perché non corriamo un rischio così grande su questioni così enormi se non c'è un ampio consenso collettivo su tali misure. È quindi questo consenso collettivo che dobbiamo cercare di comprendere. In primo luogo si è fondato sull'argomento morale: minimizzare a tutti i costi il bisogno di ​ posti letto in ospedale. All’inizio era comprensibile. Ma, in un secondo tempo, il mantenimento di questo consenso ha fallito, perché ci si è resi conto che il virus era poco letale, che c'erano cure e che le mascherine e i confinamenti non erano efficaci, e che certi paesi stavano andando molto bene. Allora, tutto è andato avanti come se alla ragione e alla scienza fosse proibito di non appoggiare ciecamente e dogmaticamente una sola soluzione, il vaccino, e censurare qualsiasi cosa potesse opporsi.

 

Come spiegarlo?

G - L'ipotesi che prendo in considerazione, quella della fase 2, è che l'influenza del foutur in via di estinzione si sia arenata nei fallimenti dello scientismo, imponendo il suo programma già morto attraverso una vaccinazione di massa. Questi fallimenti sono stati caratterizzati da una degenerazione dello scientismo in “covidismo” (figura 2), una perdita di discernimento dovuta alla scomparsa dell'intelligenza emotiva indotta dalla paura.

 


Ma perché il foutur aveva bisogno di una vaccinazione di massa? La risposta è triplice: (1) È l'unico modo per imporre su scala globale un'identità digitale legata al corpo, che è la chiave del foutur. (2) Questa identità digitale è anche la chiave del Great Reset, che deve introdurre una nuova valuta digitale basata su una identificazione forte. (3) Il grande mercato degli oggetti connessi, circa dieci volte più grande di quello della vaccinazione, necessita anch’esso di una forte identità digitale (legata al corpo) per potersi dispiegare in modo impeccabile.

Abbiamo così assistito all'approdo di un progetto globalista che associa Big Pharma, Big Tech e alta finanza attraverso un interesse comune, nei termini dell’utilizzo del passaporto vaccinale, per poi portare il mondo nell’ambiente digitale totale della quarta rivoluzione industriale descritta nel libri di Klaus Schwab, presidente del forum economico mondiale. Quest'ultimo dichiara apertamente di volerci condurre verso il transumanesimo, cioè verso l'uomo potenziato, connesso automaticamente al “cloud” tramite gli oggetti connessi del suo ambiente.


Lo vivremo davvero? Bisogna riconoscere che l’accettazione di massa di indossare una mascherina rischia di incoraggiare gli attori di questo progetto nella loro folle idea che l'umanità sia matura per il controllo automatizzato degli accessi in tutti i luoghi pubblici, come ad esempio i ristoranti. Il foutur sarebbe così diventato di nuovo praticabile?

G - Non credo, perché questo progetto globalista è diventato troppo visibile e l'assurdità delle misure ha provocato proteste indignate contro le quali l'accusa di complottismo ha perso credibilità, con la censura di molti scienziati e persone sane di mente. Lo scopo liberticida delle misure sanitarie è diventato evidente e l'ideologia alla base del progetto si è ormai trasformata in uno spauracchio. In un certo senso, l'umanità ha smesso di farsi cucinare a fuoco lento nella pentola del transumanesimo. Il coronavirus farà luce sul nostro rischio di cadere nella sua età oscura, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie draconiane capaci di condurre infine alla marchiatura degli esseri umani. Se queste tecnologie di controllo, pagamento e tracciamento digitali verranno messe in atto, non saremo più controllati da esseri umani, ma in modo molto più efficiente, notte e giorno, dagli algoritmi. Questi programmi non solo ci incoraggeranno ad acquistare determinati prodotti., analizzeranno i nostri comportamenti e identificheranno tutto ciò che facciamo e con chi lo facciamo. Vi lascio immaginare le conseguenze, in una società che considera l'uomo come una macchina. Personalmente ci vedo una disumanizzazione totale, persino una perdita della nostra anima.

Ecco dove ci stava portando il vecchio futuro. Dico "vecchio", perché tutto ciò che accade conferma le fasi 1 e 2, caratteristiche di un'evoluzione positiva dovuta a un risveglio della coscienza. Ma nulla è mai definitivamente stabilito in anticipo.

Se non vogliamo che il foutur ritorni, è importante soprattutto non cedere alla propaganda della paura, né alla violenza contro il progetto globalista. Perché la fisica della coscienza ci insegna che stiamo costantemente plasmando il nostro futuro già realizzato dai nostri pensieri, trasportati dalla vibrazione delle nostre emozioni. Se queste vibrazioni sono basse, non saranno più in grado di trasportare le informazioni del nostro futuro migliore.

Questo è un punto essenziale. Parlo qui di vibrazioni dello spazio, o se preferite di questo famoso vuoto che oggi sappiamo essere pieno di informazioni, che collego molto razionalmente alla coscienza, seguendo il nostro illustre Premio Nobel per la Fisica Roger Penrose. A parte un piccolo gruppo di fisici, di cui lui ed io facciamo parte, questo stretto legame tra spazio e coscienza non è ancora stato scientificamente compreso, prigionieri come siamo dei dogmi di una scienza che ci tiene nella convinzione, ormai ingenua, che la coscienza sia il prodotto del cervello.

Non è assolutamente così, le prove esplicative e le teorie ci sono, e solo una cieca negazione scientista, falsamente razionale e priva di discernimento, vi si oppone. Questa verità dell'anima, del notevole potenziale di coscienza che essa rivela, ovviamente ridisegna completamente il nostro futuro, poiché diventa fuori discussione consentire agli apprendisti stregoni Big Tech, che confutano l’esistenza dell’anima e potrebbero anche accidentalmente disconnetterci da essa, di strumentalizzare e asservire il nostro corpo.

In risposta a questo grave errore della nostra società dovuto all'ignoranza, molti di noi desidereranno nuovi modi di vivere. Abbiamo la possibilità di vivere in un paese che è in grado di respingere gradualmente il sistema materialista predatorio. La Francia è davvero campione d'Europa per i suoi numerosi villaggi, molto ben posizionati per resistere al riscaldamento globale e per sviluppare un'agricoltura riorientata a livello locale, sulla permacultura e intorno ai principi di autonomia, resilienza e solidarietà.

Riavvicinandoci in questo modo alla natura, scopriremo la sua favolosa intelligenza e svilupperemo delle tecnologie low-tech che gradualmente ci riarmonizzeranno con essa. Potremo allora costruire la scienza del futuro, rivoluzionata dal nuovo paradigma della coscienza primaria, ravvivando così le luci dello spirito del rinascimento e riabilitando Cartesio, che giustamente credeva nell'esistenza dell'anima.

Se non vogliamo il transumanesimo, allora manteniamoci lucidi e capaci di dire di no, facendo vibrare la gioia e la forza dell'essere padroni di sé e fiduciosi, come coloro che sanno che questo futuro per loro non passerà. Facciamo vibrare progetti solidali, autonomi e resilienti, che valorizzino la natura invece di distruggerla. Sogniamo di unirci a iniziative innovative e creative trasferendoci in campagna.

Ma non dimentichiamoci mai che il futuro migliore non si crea con la mente, ma con il cuore. 

02/12/22

Guillemant - La teoria del complottista gentile


Philippe Guillemant è un ingegnere fisico francese specializzato in Intelligenza Artificiale, di cui abbiamo già tradotto un contributo che ha avuto molte letture, "Lo scopo principale della vaccinazione non è di ordine sanitario". Guillemant, oltre al suo lavoro sull'intelligenza artificiale per cui ha ricevuto importanti riconoscimenti, incluso il cristal del CNRS, è anche conosciuto per le sue pubblicazioni, libri e conferenze sulla 'teoria della doppia causalità'. Secondo questa teoria il nostro futuro, individuale o collettivo, si trova di fatto ad essere già realizzato nell'ambito di uno spazio-tempo flessibile dotato di diverse dimensioni. Questo futuro già realizzato tuttavia, grazie al nostro libero arbitrio, è suscettibile di cambiare, come farebbe, ad esempio, il tracciato di un GPS la cui destinazione viene modificata lungo il tragitto, e i segnali di questi cambiamenti possono essere rilevati sotto forma di strani avvenimenti, coincidenze e sincronicità. È sotto questa luce che Philippe Guillemant analizza gli eventi sconcertanti che abbiamo vissuto durante la crisi sanitaria, per concludere che nel 2020 il futuro collettivo dell'umanità, che era indirizzato verso il transumanesimo e una concezione meccanicistica dell'uomo a causa del materialismo imperante sin dalla rivoluzione industriale, ha subito un cambiamento molto positivo e dunque ora ci staremmo avviando, dopo una fase di transizione anche turbolenta, verso un nuovo futuro molto più umano e pieno di speranza, costruito grazie al risveglio della nostra coscienza collettiva e alla vera natura spirituale dell'essere umano.

Questa lunga introduzione per presentare la traduzione di due brevi saggi di Guillemant. Il primo, 'La teoria del complottista gentile', svolge una profonda riflessione sul significato e l'utilità del cosiddetto 'complottismo' nel quadro della transizione che stiamo vivendo, in quanto esso può davvero agevolare il risveglio delle coscienze e la costruzione di un futuro migliore, a patto però di saper privilegiare l'intelligenza del cuore.

Il secondo, di prossima pubblicazione, è in sostanza una continuazione di questo, 
in cui si esaminano più a fondo i segnali della svolta prefigurata nell'ultimo libro di Guillemant, 'Le grand virage de l'humanité'.



 La teoria del complottista gentile




Il complottista gentile è colui che si posiziona tra i due estremi di chi vede complotti ovunque e chi non ne vede affatto. Può esserci un equilibrio tra i due?

Così come un po' di vino rosso fa bene alla salute, così intendo spiegare in questo saggio perché un po' di complottismo fa bene alla salute... del pianeta.

Il complotto consiste nel sospettare che un evento mondiale che gioca un ruolo importante nel riorientare il nostro futuro collettivo in una direzione inquietante (più controllo, più guerre ecc.) sia il risultato di un piccolo gruppo di individui che cospirano in segreto per realizzarlo, perché le conseguenze di questo evento servono i loro interessi.

Trattandosi di riorientare il nostro futuro collettivo, possiamo anche interpretare questo evento come il risultato non di un complotto, ma di un'influenza del futuro sul presente, che si verifica proprio quando il futuro cambia (teoria della doppia causalità).

La differenza tra un complotto e un'influenza del futuro sul presente è che nel primo caso un piccolo gruppo di individui è causalmente responsabile del cambiamento nel futuro, mentre nel secondo caso ne siamo tutti retrocausalmente responsabili, poiché il il futuro è creato dalla nostra coscienza collettiva prima che noi lo viviamo.

Quindi, quando il cambiamento indotto nel futuro è molto importante e ne va ad esempio della sopravvivenza della specie umana, è estremamente improbabile che questo cambiamento possa essere stato innescato da un piccolo gruppo di individui. Questo sarebbe concepibile solo se il nostro futuro collettivo fosse creato nel presente, il che non è, secondo le migliori teorie fisiche dello spazio-tempo (teoria della relatività e fisica quantistica).

Un piccolo gruppo di individui potrebbe quindi riorientare il futuro collettivo dell'umanità solo in un modo che dovrebbe rimanere allineato all'intenzione generale e agli effetti già realizzati della nostra coscienza collettiva, cosa che potrebbe avvenire solo se la coscienza collettiva avesse affidato a questo gruppo la missione di realizzare questi effetti.

Pertanto, un piccolo gruppo di individui che agiscono in segreto non può portare avanti questa intenzione collettiva e di conseguenza, quando è in gioco il futuro dell'umanità, bisogna dare un'altra spiegazione, che non sia il complotto, agli indizi che ci inducono a sospettarlo, .

Consideriamo dunque questi indizi, vale a dire l'insieme di fatti strani o atti fraintesi legati all'evento o alle sue conseguenze, perché nella misura in cui si accumulano e rimangono inspiegabili richiedono dei chiarimenti, in mancanza dei quali il sospetto di un complotto diventa legittimo.

Se si conferma l'assenza di spiegazione e quindi di cause note, e si elimina la teoria del complotto, allora le cause vanno ricercate nel futuro. Occorre quindi cercare di spiegare i fatti e gli atti inspiegabili a partire dalle loro conseguenze nel futuro, considerando che tali conseguenze vi si sono stabilite prima ancora che i fatti o gli atti si verificassero.

Quando si tratta di fatti inspiegabili viene chiamato in causa il caso, mentre invece questa casualità è in realtà una conseguenza di un futuro che ha oscillato in un'altra direzione. Si noti che un futuro che non si muove non può produrre fatti inspiegabili come casi o coincidenze strane, sincronicità, anomalie incomprensibili.

Quando si tratta di atti inspiegabili, sono le persone ad essere chiamate in causa e, anche qui, le azioni di queste persone possono essere spiegate come condizionate da un futuro che è cambiato. L'atto dà allora l'impressione che un'intenzione di questa persona sia all'opera per condurci verso questo futuro. E le teorie del complotto denunciano atti dolosi, perché si tratta di un futuro negativo per la comunità.

La persona coinvolta non ha l’impressione, né l’intenzione di fare del male, ma si trova incriminata perché il suo atto è interpretato come doloso. Così la persona o il gruppo incriminato si trovano a disagio, perché si sentono accusati ingiustamente e non sanno come liberarsi da queste apparenze fuorvianti. La loro difficoltà è aggravata dal fatto che, se il futuro negativo ha potuto servirsi di loro, è perché non hanno agito in coscienza, ma in modo condizionato, esattamente come quando uno sbaglia, o mostra debolezza, o agisce secondo i propri interessi o non ha riflettuto sufficientemente sulle proprie azioni. La vera spiegazione è quindi spesso inconfessabile e allora la persona o il gruppo si accontentano, indignati, di negare l'accusa senza fornire spiegazioni.

È così che gli accusatori si vedono legittimamente derisi come complottisti e ridicolizzati come paranoici. Quando il loro potere di convincere diventa importante, finiscono persino per essere odiati e demonizzati dai media.

Quindi cosa accade in realtà?

Da questo ragionamento si possono dedurre due cose molto interessanti:

- Il complottista ha individuato un probabile futuro negativo perché realmente disegnato nel futuro, e non una cattiva intenzione di condurci a questo futuro.

- L'accusato di complottismo ha rivelato una fragilità, un fallimento o una attitudine interessata inconscia o non ponderata.

Quindi non è così male!

Il problema del complottista è che egli denuncia a torto certe persone come malintenzionate, o certi gruppi, ad esempio i globalisti, come desiderosi di influenzare in segreto e in modo negativo il destino dell'umanità.

Ma ciò che è molto interessante del complottista è che egli individua sia la natura del destino in questione, sia gli irresponsabili che rischiano di condurci verso di esso per incoscienza, mancanza di riflessione o condizionamento.

Ben inteso, anche il complottista può sbagliare, se lui stesso è in difetto o condizionato dalle proprie convinzioni. Ma è estremamente interessante ascoltare i complottisti sani di mente, perché prendendo in considerazione le coincidenze o i comportamenti strani che sembrano rivelare una cattiva intenzione, fanno un lavoro che permette di rivelare la reale esistenza di un futuro maligno che ci minaccia, così come i percorsi che potrebbero condurci a quel futuro per via del fallimento umano.

Essi svolgono quindi a questo titolo un ruolo essenziale, di segnalare i pericoli. Devono semplicemente correggere la loro tendenza a denunciare eccessivamente persone o gruppi d’influenza come malintenzionati, e cercare di integrare gradualmente una spiegazione alternativa ai fatti e ai gesti che essi denunciano, ossia l’influenza di un futuro costruito collettivamente.

Un altro aspetto interessante del complottismo è che facendo queste rivelazioni o lanciando questi avvertimenti, noi stessi veniamo avvertiti di un pericolo reale futuro che dovremmo essere in grado di evitare, poiché ne siamo diventati collettivamente consapevoli. Questa consapevolezza può quindi compensare i fallimenti che avrebbero dovuto portarci verso il cattivo futuro, perché smettiamo di andare in quella direzione.

Ecco perché, quando fatti o atti inspiegabili e apparentemente dolosi o mossi da interessi si accumulano in modo allucinante, come nella crisi del coronavirus, dobbiamo dedurre che questo cattivo futuro non è in realtà che un vecchio futuro a cui eravamo destinati, che resiste, ma che alla fine scomparirà grazie alla consapevolezza trasmessa dai segnali d’allarme dei complottisti.  

Un altro motivo per considerare questo cattivo futuro come ormai tramontato è che se avessimo vissuto, al contrario, uno scivolamento verso un'età oscura, il vecchio futuro positivo non avrebbe potuto cercare di realizzarsi resistendo a fatti o atti inspiegabili di tipo doloso, poiché per definizione la sua influenza non può che tradursi in sincronicità positive, come certamente è avvenuto con l'arrivo del virus gentile.

Che questo simpatico virus sia il risultato di un pangolino, di una fuga da un laboratorio P4 o anche di un atto doloso (attenzione: accusa malintenzionata), in ogni caso è perfettamente riuscito a ottenere due cose fondamentali:

- Mostrarci come ridurre l'inquinamento planetario, lo spreco di risorse e tornare a un consumo centrato sui prodotti locali,

- Avvertirci del fatto che, scegliendo la via economica globalista dell'identità e tracciamento digitale di ogni individuo (4a rivoluzione industriale), si rischia di dirigerci nuovamente verso il vecchio futuro transumanista.

Il virus gentile ha così messo l'umanità sulle tracce di una possibile età dell'oro!

Ma chi dobbiamo anche ringraziare?

I simpatici complottisti, non è così?

Ancora una parola su di loro: non importa che commettano errori nel loro modo di riferire i fatti che dovrebbero rivelare l’intenzione di manipolarci, poiché è inevitabile! Dato che, per definizione, se quello che è in gioco è l'influenza del futuro, si riferiscono a intenzioni indimostrabili. Se vogliono arrivare alle prove, sono quindi obbligati a distorcere i fatti o ad inventarli.

D'altra parte, il lavoro svolto dai complottisti in termini di accumulazione di fatti e azioni strane o inspiegabili è molto prezioso perché, se interpretato correttamente, ci fornisce indizi preziosi sulle insidie ​​ che dovremo evitare in futuro, e il modo giusto di procedere.

Auspico quindi che i complottisti smettano di accanirsi a denunciare gruppi o persone ritenute ostili e malintenzionate, perché ciò non fa altro che suscitare odio o paura del futuro. Non sto dicendo che non esistano persone o gruppi malintenzionati, ma in assenza di prove reali converrebbe lasciar perdere la questione del sospetto. Invece, per loro c'è un lavoro molto più sottile da svolgere, che consiste nel rilevare efficacemente tutte le anomalie che si presentano nella costruzione del nostro futuro collettivo.

Di fronte all'impossibilità di presentare delle prove, questo lavoro richiede essenzialmente l'intelligenza del cuore (intelligenza emotiva, intuizione, parte destra del cervello, ecc.), perché se non vogliamo che il vecchio futuro ritorni, è importante soprattutto non cedere alla propaganda della paura, né alla violenza contro il progetto globalista. La fisica della coscienza ci insegna che stiamo costantemente plasmando il nostro futuro già realizzato dai nostri pensieri, trasportati dalla vibrazione delle nostre emozioni. Se queste vibrazioni sono basse, non saranno più in grado di trasportare le informazioni del nostro futuro migliore.