09/02/12

Stiglitz: i primi a lasciare l'euro ne usciranno meglio


L'Observatoire de l'Europe pubblica un'intervista a Stiglitz, in cui il Nobel per l'economia manifesta una sfiducia oramai totale sull'euro, paragonando l'austerità ai salassi delle sanguisughe.
 

Il Premio Nobel per l'economia, noto per le sue posizioni keynesiane, paragona la pratica attuale dell'austerità ai "salassi della medicina medievale." Egli ritiene che solo gli investimenti pubblici possono interrompere questa spirale verso il basso.

Che Joseph Stiglitz, Premio Nobel dell'economia, noto per le sue posizioni anticonformiste, si distinguesse per la sua analisi sulla crisi Europea, è cosa logica. Durante il Forum finanziario Asiatico di Hong Kong, tenutosi a fine gennaio, tuttavia, il famoso economista ha avuto parole di un pessimismo raro a proposito del continente. Per lui, i funzionari Europei, sotto la pressione di un
dubbio consensus finanziario, stanno portando i loro paesi nel caos, e la moneta unica verso una sparizione quasi inevitabile.

08/02/12

Il Governo Greco dovrebbe dire alla Troika che la sua priorità è il calo della disoccupazione


Bill Mitchell ci racconta la truffa sulla revisione dei conti di bilancio fatta dai Greci nel 2010, gli interessi che c'erano dietro, e cosa dovrebbe fare adesso un governo che voglia ricostruire il paese 


Il britannico Guardian ha riferito (6 febbraio 2012) – Incredulità per come i politici Greci ritardino l'accordo sul pacchetto di salvataggio da € 130 miliardi - che la signora Tedesca è sempre più "esasperata". Che disagio.
A quanto pare, il fatto che il governo Greco deve impegnarsi a discutere, nel paese, prima di firmare ulteriori tagli estremamente dannosi, sta sconvolgendo il leader Tedesco. Lei ha affermato che "Il tempo è essenziale. Molto è in gioco per l'intera zona euro ". Probabilmente ha ragione. Più rapidi saranno gli ulteriori tagli, più veloce sarà l'uscita della Grecia dalla zona euro. Ma il disagio della Merkel non è niente in confronto a ciò che la popolazione Greca sta sentendo in questo momento.

07/02/12

A cosa potrebbe somigliare l’Europa senza l’eurozona e senza l’UE

Questa volta aprofitto della traduzione fatta dal prof Bagnai - (tra l'altro consiglio a chi non lo conoscesse ancora di visitare regolarmente il suo frizzante Goofynomics) - di un articolo di un professore Svizzero molto bravo che, dall'alto delle sue montagne, guarda all'Europa con un  ottimismo e un distacco che ci fa bene poter ritrovare...



di Bruno S Frey - Voxeu.org
3 febbraio 2012
Che succederebbe se l’euro collassasse? Per molti, la risposta è: un assoluto disastro. Ma questo articolo sostiene che identificare l’Europa con l’UE e con l’euro, come molti politici fanno, è del tutto fuorviante. Un eventuale crollo dell’euro e dell’UE può essere visto come un’opportunità per l’evoluzione di una migliore Europa futura.

I politici devoti alla causa europea amano proclamare: “Se cade l’euro, cade l’UE, e poi l’Europa”. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, continua a ripetere questa affermazione. Questo è un esempio di quanto Carmassi e Micossi (2010) chiamano una “affermazione incauta”.

05/02/12

Il lato nascosto del "Jobwunder"

Mentre negli USA spulciano i nuovi dati sull'occupazione per capire meglio la realtà dei fatti, noi occupiamoci di capire meglio gli squilibri tra cicale e formiche: Voci dalla Germania traduce un interessante report sul mercato del lavoro Tedesco - che comincia a far un po' di luce sul lato ancora oscuro della svalutazione competitiva interna dei nostri fratelli Tedeschi.


Vereinte Dienstleistungs Gewerkschaft (sindacato Tedesco) - A prima vista i fatti parlano da soli: nonostante la crisi persista, il numero dei disoccupati  è  basso come mai fino ad ora. E anche adesso in inverno, quando i disoccupati crescono per le condizioni ambientali, restano sempre meno di 2 milioni. Dopo un lungo periodo nel quale abbiamo avuto 6 milioni di disoccupati, la situazione attuale è definita "Jobwunder", con un lato nascosto però. Quasi un lavoratore su 10 ha un secondo lavoro, perchè il reddito da lavoro principale non è sufficiente al sostentamento.

In cifre questo significa: 2.6 milioni di persone, ufficialmente occupate,  guadagnano attraverso un minijob 400 € al mese lavorando per 15 ore alla settimana. Sono 135.000 persone in piu' rispetto all'anno precedente. E la tendenza? Saranno sempre di piu'. Soprattutto nel commercio al dettaglio, nella pulizia degli edifici, e nella ristorazione. Anche nella sanità e nei servizi sociali lavorano sempre piu' spesso "Minijobber": nel 2011 sono stati in totale 272.000 occupati, quasi quanto nel settore della ristorazione.

Il Governo USA falsifica il quadro occupazionale?


Su segnalazione del Grande Stefano del Grande Bluff, vado a vedere il dibattito sui dati occupazionali negli USA: Zero Hedge li considera un trucco, e Barry Ritholtz risponde che no...


Zero Hedge fa notare:
Sembra che la gente non attiva sia esplosa con un record senza precedenti di 1,2 milioni. No, non è un errore di battitura: 1,2 milioni di persone hanno abbandonato la forza lavoro in un mese! Mentre la forza lavoro è aumentata da 153.9 a 154.4 milioni, la popolazione non attiva è salita da 86.7 a 87.9 milioni. Il che significa che la forza lavoro civile è crollata al livello più basso da 30 anni, del 63,7%, e che il BLS (Bureau of Labor Statistics) sta seriamente pensando di eliminare quasi la metà delle riserve a disposizione della forza lavoro dal calcolo della disoccupazione. Per quanto riguarda la qualità del lavoro, dato che le ritenute fiscali calano anno dopo anno, questo può solo significare che gli Stati Uniti stanno sostituendo posti di lavoro ad alta remunerazione nei settori FIRE (Finance, Insurance, and Real Estate) con lavori a bassa remunerazione nell'edilizia e manifattura. Questo per quanto riguarda il miglioramento.

03/02/12

Lo Spettro di una vendita forzata ossessiona il rally del debito Italiano


Su Reuters  viene messo in luce il potenziale pericolo di una vendita automatica dei nostri titoli in caso di peggioramento del rating. E sul rating la crescita gioca un ruolo chiave. 
 

(Reuters) - Le obbligazioni Italiane hanno dato rendimenti interessanti quest'anno, ma la paura che il paese perderà il suo status di investment grade sta scoraggiando gli investitori a lungo termine di cui Roma ha bisogno per affrontare una montagna di rifinanziamenti, e  fa sorgere preoccupazioni sul suo debito.

I potenziali acquirenti temono che ulteriori downgrades porterebbero a una automatica rimozione dell'Italia dagli indici di riferimento monitorati dai fondi obbligazionari "passivi", e dagli exchange-traded funds, che sarebbero poi costretti a scaricare i loro titoli. A peggiorare le cose, preoccupazioni sul credito stanno anche portando distorsioni nel mercato del debito Italiano indicizzato all'inflazione.

01/02/12

Sogna ancora Germania

Voci  dalla Germania ci racconta in Italiano il dibattito Tedesco sull'Eurozona.  Ecco un articolo di Der Spiegel che commenta il FiskalPakt : rigido, e nello stesso tempo non credibile.





Il cancelliere tedesco al vertice UE di Brussel pretende che gli stati europei adottino dure misure di risparmio. La "pedagogia della frusta" della Sig.ra Merkel ignora la realtà. Piu' sono stretti i vincoli, piu' si ha voglia di spezzarli.


La Germania sta vivendo un bel sogno: vietare ai politici dell'eurozona di fare debito pubblico attraverso un trattato. E introdurre in questo modo un un nuovo senso della politica fiscale: frugalità e onestà per l'eternità. Amen.