06/05/14

Gli stress test UE sono una commedia, ma il crollo dell'immobiliare in Francia è una realtà!

Sul Telegraph, Ambrose Evans Pritchard commenta lo stress test delle banche richiesto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA): non è veritiero e ignora l'elefante già in mezzo alla stanza. Voto: zero. Pronti per le montagne russe se lo scenario  peggiore previsto dall'EBA dovesse verificarsi?



Fate attenzione se avete intenzione di acquistare una casa in Francia. Lo stress test UE per le banche lanciato questa mattina prevede che le proprietà immobiliari francesi perdano l'1.6% di valore quest'anno e un altro 1% nel 2015, anche nel caso in cui le cose vadano bene.

05/05/14

In Olanda l'euroscetticismo sta diventando mainstream

EUobserver descrive la situazione politica olandese: ora non solo tra la popolazione, ma anche tra i partiti dilagano le posizioni eurocritiche ed euroscettiche. Sono interessanti anche i termini del dibattito: si discute di quanto e come limitare i poteri dell'UE, in pratica si discute di meno Europa.
Comunque si giudichi il quadro olandese, è un altro segnale di svolta.



di Peter Teffer – 28 aprile 2014

Nei Paesi Bassi gli elettori critici verso la velocità o l'intensità dell'integrazione europea hanno un'abbondanza di alternative al populismo di destra. Il paese ha partiti euroscettici sia progressisti che conservatori.

Prendete, ad esempio, il Partito Socialista, che è di sinistra. Già nel 1994, quando gli elettori gli fecero ottenere per la prima volta due seggi al parlamento nazionale, il programma del partito si opponeva ad "un declassamento del nostro paese a provincia priva di poteri dentro un superstato europeo antidemocratico".

04/05/14

Feldstein: Il Quantitative Easing non servirebbe per un Euro più debole

Martin Feldstein, che già nel 1997 sosteneva che l'euro avrebbe aumentato la conflittualità in Europa, su Project Syndicate analizza le opzioni a disposizione della BCE per evitare la deflazione nell'eurozona. La conclusione è che il Quantitative Easing non funzionerebbe, ma occorrerebbero degli interventi diretti sul mercato delle valute per svalutare l'euro (senza risolvere gli squilibri interni all'eurozona, naturalmente!). 
Se non stessimo vivendo la peggiore catastrofe europea del secondo dopoguerra (come vocidallestero documenta quotidianamente), potremmo apprezzare l'ironia del fatto che l'unico modo per tenere a galla l'economia europea è quella che gli apologeti del "vincolismo" definiscono l' "ingloriosa" svalutazione con i suoi "effetti tossici", per sbarazzarci della quale abbiamo rinunciato alla sovranità monetaria.


Nonostante la recente ripresa in alcuni dei suoi paesi membri, l'economia della zona euro rimane in stasi, con il tasso complessivo di crescita annuale del PIL che quest'anno rischia di essere solo di poco superiore all'1%. Anche il tasso di crescita della Germania è inferiore al 2%, mentre il PIL è ancora in calo in Francia, Italia e Spagna. E questo lento tasso di crescita ha mantenuto il tasso di disoccupazione totale della zona euro ad un penosamente alto 12%. 

03/05/14

FMI avverte Ucraina: Combattete per la parte orientale o niente soldi

Post secco e preciso di ZeroHedge sulle vere cause dell'operazione "antiterrorismo" e dell'incendio a Odessa (ah! ma tenete ben presente che non si sa chi l'ha appiccato, forse sono stati gli stessi filo-russi che si sono autoincendiati per sbaglio nel corso degli scontri, e poi comunque i sei osservatori OCSE sono in salvo, e questa è la notizia!) segnalato da ilsimplicissimus l'AntiDiplomatico e da IlNord (grazie a Sil_Viar)



La notte scorsa il FMI ha approvato il prestito di 17 miliardi di dollari all'Ucraina, Gazprom verrà pagata; l'Ucraina prenderà il cash; e la porta è spalancata all'influenza di controllo degli USA e della UE sulla nazione divisa ... C'è solo una cosa:

SE IL GOVERNO DELL'UCRAINA PERDE IL CONTROLLO DELLA PARTE EST DEL PAESE, I $ 17 MLD DI AIUTI DEL FMI  DOVRANNO ESSERE RICONSIDERATI

Il che, tradotto in parole povere, sembra voler dire: fate la guerra alle forze filo-russe (e quindi alla Russia stessa se Putin vede quelli che sono chiaramente suoi connazionali nei guai) o non avrete il vostro denaro!



Sapir: L'Ucraina verso la guerra civile?

Da Russeurope di Jacques Sapir una riflessione sulla tremenda situazione dell'Ucraina che sta rapidamente precipitando verso la guerra civile. La UE, responsabile di fronte alla Storia, potrebbe ancora fermare l'infernale ingranaggio (e invece continua a fare la solita propaganda attraverso media compiacenti...).

Foto della BBC di un Nazi che sta lanciando bombe incendiarie verso l'edificio a Odessa


I drammatici eventi che si sono verificati oggi Venerdì 2 maggio nella parte orientale dell'Ucraina rappresentano indiscutibilmente un'accelerazione del processo che porta alla guerra civile e, alla fine, alla divisone del paese. Come abbiamo prefigurato, l'Accordo di Ginevra sta affondando, e con esso il futuro di un'Ucraina indipendente. [1]

02/05/14

Il Polemista Accidentale: Riflessioni sul "Capitale" di Thomas Piketty

Riportiamo qui il contributo di Thomas Palley al dibattito su "Il Capitale del Ventunesimo Secolo" dell'economista francese Piketty,  una voluminosa analisi sulle crescenti disuguaglianze che secondo l'autore tenderanno a consolidarsi.  Piketty propone la soluzione della tassazione progressiva sui ricchi, ma non mette in discussione il contesto politico e istituzionale che favorisce l'aumento delle disuguaglianze. Per Palley l'opera appare rivoluzionaria, ma può avere un effetto alquanto gattopardesco.


di Thomas Palley - Il Capitale nel Ventunesimo Secolo di Thomas Piketty è un tomo di 685 pagine che caratterizza definitivamente il modello empirico della disuguaglianza di reddito e di ricchezza nelle economie capitaliste nel corso degli ultimi 250 anni, e soprattutto negli ultimi cento anni. Documenta anche l'ascesa grottesca della disuguaglianza nel corso degli ultimi 40 anni, e si conclude con un invito a reintrodurre delle aliquote di imposta progressive sul reddito e una tassa sul patrimonio complessivo.

Varoufakis: L’avanzo primario greco è solo un altro artificio contabile

Sul suo blog, Varoufakis rivela che l’avanzo primario del governo greco (che non considera il peso schiacciante degli interessi sul debito) è frutto di trucchi contabili, benedetti dalla troika. Si tratta solo di un artificio in vista delle elezioni europee: si vuol sostenere che la crisi greca – e quindi dell’eurozona – è ormai alle spalle. Ma diversamente da quanto sembra pensare Varoufakis, il problema non sono le statistiche alla greca... La verità in tutta l'eurozona non potrà che venire presto a galla.



In un appassionato post, Varoufakis rivela che persino l'unico risultato greco - peraltro molto simbolico - è una truffa: lo sbandierato avanzo primario che è costato tanta sofferenza è frutto di un trucco contabile. Vediamone la descrizione: