31/05/14

Troika ed OCSE prendono di mira lo yogurt greco

KeepTalkingGreece ci informa che Troika ed OCSE starebbero pensando di spiegare alla Grecia come fare lo yogurt. La cosa suonerebbe solo ridicola se non s'intuisse la solita fregatura: abbattere gli standard qualitativi per incentivare l'importazione di prodotti a basso costo dall'estero (cioè da multinazionali che ne trarrebbero vantaggio). Il tutto, ovviamente, sarebbe fatto in nome della "competitività" e per la tutela del consumatore, che così pagherà meno i prodotti (in teoria...)
(Articolo segnalato dall'Antidiplomatico)


di KeepTalkingGreece, 28 maggio 2014

La fine dello yogurt fatto col latte fresco è vicina: lo yogurt è la prossima vittima nel mirino dell'OCSE e della Troika. A quanto pare non dovrebbe più essere fatto col latte fresco, ma anche "con altri tipi di latte, come il latte in polvere". Secondo la Federazione Greca delle Cooperative Rurali (PASEGES), il ministro dello sviluppo sta conducendo delle consultazioni con l'Autority greca per l'alimentazione (EFET) al fine di cambiare la regolamentazione per la produzione di yogurt.

30/05/14

Telegraph: L’Europa si trova in una crisi ben più grave che l’uscita del Regno Unito

Come riporta Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph, i risultati del voto per le Europee nel Regno Unito hanno lanciato il chiaro segnale che il popolo britannico non vuole più avere a che fare con il progetto dell’Unione Europea. Ma per gli eurocrati questo è il problema minore: la contraddizione tra gli elettorati dei paesi mediterranei che chiedono la crescita e quello tedesco che chiede di non accollarsi i problemi dei periferici è inconciliabile. Le contraddizioni dell’Unione Monetaria stanno spazzando via l’Unione Europea stessa.



Se l’élite politica europea prima poteva anche non crederci, oramai deve sapere senza alcun dubbio di aver perso la Gran Bretagna. Quest’isola non fa più parte del progetto europeo in alcun senso significativo.

Domenica, i britannici difensori dello status quo sono andati al tappeto. L'UKIP ha ottenuto il  27,5% dei voti, che sarebbe stato il 29% considerata la negligenza - o peggio – della Commissione elettorale, che ha permesso a un partito civetta con lo stesso nome di seminare confusione. I conservatori eredi di Margaret Thatcher sono più amichevoli verso l’UE, ma solo di stretta misura.

29/05/14

Le Falsità della stampa italiana sulla Le Pen

Già rilanciata da Goofynomics, la pagina FB del Movimento per la Democrazia in Europa NO UE ospita una notizia che merita veramente di essere diffusa. Continua la serie dei falsi ed omissioni della grande comunicazione in Italia (vedi qui, qui e qui), volta ad orientare e manipolare l'opinione pubblica senza alcun riguardo nemmeno per la nuda verità dei fatti.




REPUBBLICA, LE PEN E QUEL VENTICELLO..

 (post di FM del 27/05/14, ore 23.59)

Prima di dormire, ho fatto un po' di ricerca, facendo un'interessante scoperta, che voglio condividere con voi: 

- oggi Repubblica dichiara che la Le Pen avrebbe chiesto, "a 48 ore dal voto.." cito testuale, lo scioglimento del parlamento (vero) e di andare al voto (vero).
E chiesto un referendum per uscire dall'UE (vero anche questo, ma..vedi infra).

28/05/14

La Francia ha un buco di bilancio di 14 miliardi

Una breve news della BBC sull'ultimo grattacapo francese: un buco di 14 miliardi nel bilancio dovuto ad un eccesso di previsione delle entrate fiscali derivanti dagli aumenti delle tasse. In ogni caso Hollande – il Presidente socialista che fu entusiasticamente eletto per combattere l'austerità – prosegue deciso con aumenti di pressione fiscale e tagli di spesa!
Non sentiamo nessuna compassione per Hollande: se ti collochi tra quelli che negano radicamente IL problema è ovvio che poi ti trovi a scendere la china sbagliata e che alla fine te la vedi con la Le Pen, come già predetto da tempo da qualcuno.

Hollande ha ora un indice di gradimento elettorale decisamente sotto il 20%

28 maggio 2014 - BBC

Il governo francese si trova di fronte ad un "buco nero" di 14 miliardi di euro  nelle finanze pubbliche dopo aver sovrastimato gli introiti fiscali dello scorso anno.

Da quando è stato eletto, due anni fa, il Presidente francese Francois Hollande ha alzato l'imposta sul reddito, l'IVA e l'imposta societaria.

Krugman: I Super Eroi Europei

Sul New York Times Paul Krugman esprime tutta la sua costernazione: dopo una depressione ormai lunga sei anni, le elezioni europee segnano l'avanzata dell’euroscetticismo – ma l'eurocrazia continua imperterrita a negare la realtà...



Sono seduto in una stanza ad ascoltare i funzionari UE che commentano le elezioni del Parlamento Europeo – e mi sembra che siano in uno stato di totale rifiuto della realtà. Barroso ha appena dichiarato che l’euro non ha nulla a che fare con la crisi, che è tutto un problema di politiche sbagliate a livello nazionale; pochi minuti fa ha detto che il vero problema dell’Europa è la mancanza di volontà politica.

Questo è piuttosto sorprendente, in senso molto negativo.

Spiacente, ma prima dell’avvento dell’euro in Europa non ci sono state recessioni a livello di vera depressione. E sappiamo esattamente quel che è successo: all’inizio, la creazione dell’euro ha incoraggiato grandi flussi di capitali verso il sud Europa, ma poi il flusso si è interrotto – e l’assenza di valute nazionali ha costretto i paesi debitori ad attraversare un processo estremamente doloroso di deflazione. Com’è possibile che qualcuno possa negare il ruolo della moneta unica?

E se c’è una cosa di cui l’Europa non manca, è proprio la volontà politica. In tutti i paesi mediterranei, i governi hanno diligentemente imposto un’austerità incredibilmente dura nel nome del “ce lo chiede l’Europa”. Cosa avrebbero dovuto fare che non hanno fatto?

Immagino che la tesi sia che se i Greci, i Portoghesi o gli Spagnoli si fossero impegnati davvero, con convinzione, con ferma volontà nelle riforme e nell'aggiustamento, le loro economie sarebbero cresciute vigorosamente nonostante la deflazione e l’austerità. La possibilità che le cose stiano andando così male – e che i movimenti radicali si siano affermati – perché le politiche imposte sono fondamentalmente sbagliate, semplicemente sembra che non sia neanche presa in considerazione.

27/05/14

A pochi giorni dal voto, sulla stampa tedesca sono apparse delle notizie scomode

Atlantico.fr riporta che in Germania, proprio a ridosso delle elezioni, hanno circolato con insistenza delle notizie destabilizzanti: i tedeschi hanno scoperto che le loro banche sono piene di titoli dei paesi periferici, e che è per questo motivo che il loro paese si adopera nei "salvataggi". E si parla anche del fatto imbarazzante (per i partner) che i lavoratori tedeschi vogliono lavorare di meno...




A tre giorni dalle elezioni europee, la stampa tedesca ha iniziato a lanciare delle informazioni che il governo tedesco avrebbe preferito non uscissero nell'immediato.

La prima riguarda le difficoltà del sistema bancario tedesco. 

Sembra che le banche tedesche siano molto più fragili di quanto si pensasse: [...] è noto da due settimane che la banca pubblica HSH Nord Bank è in grande difficoltà e che avrà bisogno di aiuti di stato più importanti del previsto: almeno 1,3 miliardi di euro. Questa banca è uno dei principali operatori nel finanziamento del trasporto marittimo.

26/05/14

Economist: L'Unione Euroscettica

Charlemagne nel suo blog sull'Economist fa un'analisi equilibrata dei primi risultati (ora però confermati). Gli euroscettici guadagnano enorme slancio ma sono divisi tra varie fazioni. Dall'altra parte i due partiti maggiori (il "centrodestra" dei Popolari e il "centrosinistra" dei Socialisti) dovranno unire i voti per poter eleggere un nuovo presidente della Commissione Europea (il più probabile è Juncker!).
Il dato sconfortante (per noi) è che mentre nella maggioranza dei paesi il risultato degli euroscettici aumenta la pressione per il recupero della sovranità, la nostra Italia rimarrà verosimilmente piegata come un fuscello alla linea tedesca.


di Charlemagne, 26 maggio

Nigel Farage, il leader del Partito Indipendentista Britannico (UKIP), ha riassunto nel miglior modo il terremoto elettorale che ha scosso la politica europea il 25 e 26 maggio. L'integrazione europea una volta sembrava inevitabile, ha detto; da adesso in poi non lo è più.