In un
articolo apparso sulla piattaforma di divulgazione scientifica svizzera De Facto, ripreso da
Le Grand Continent, il professor Alexandre Afonso commenta i pregiudizi che hanno
condizionato il dibattito di questi mesi sulla creazione degli Eurobond per
combattere la crisi epocale legata alla pandemia da coronavirus. I dati
smentiscono la tesi secondo cui i paesi così detti frugali del Nord avrebbero
gestito le casse statali in modo più oculato rispetto ai paesi dell’Europa del
Sud.
Di Alexander
Afonso, 16 Luglio 2020
Traduzione di Oscar Amalfitano
I negoziati
per una soluzione europea alla crisi economica legata al coronavirus hanno
nuovamente diviso i paesi della Eurozona (l’articolo qui tradotto è
precedente all’accordo sul Recovery Fund, ndr).
Da un lato, i
paesi del Nord guidati dall'Olanda sono a favore di un sostegno finanziario
solo sotto forma di prestiti una tantum. D'altra parte, i paesi del Sud
particolarmente colpiti dall'epidemia, come l'Italia o la Spagna, aspirano a
riforme fondamentali, in particolare una mutualizzazione del debito pubblico, che
includerebbe l'emissione di obbligazioni europee, i così detti Eurobond.
