10/05/14

Krugman: Miti Fiscali dell'Eurozona

Krugman torna su un vecchio punto che ai più continua a non essere chiaro - e che ci interessa anche perché in questo breve post si occupa di noi, dell'Italia: il debito pubblico, la presunta "irresponsabilità fiscale" del nostro Stato, semplicemente non c'entra nulla con la crisi attuale.


di Paul Krugman - 09 maggio 2014

Matthew Yglesias ha scritto un post complessivamente molto buono sulla storia dell’euro fino a questo momento; una combinazione di interventi finanziari “whatever-it-takes” e di impegno politico ha stabilizzato la situazione finanziaria, ma l’economia reale e la disoccupazione ne hanno sofferto terribilmente.

Lapavitsas: La sinistra ha bisogno di un Euroscetticismo progressista per contrastare i mali dell'UE

Su “The Guardian” l’economista greco Lapavitsas tenta di suonare la sveglia alla sinistra, la quale si deve rendere conto che le politiche anti-austerità che essa vorrebbe sono impossibili in seno alle istituzioni della UE, diventate sempre più antidemocratiche. Il “Più Europa” o lo “sbattere i pugni sul tavolo” non è né fattibile né auspicabile. Ringraziamo Federico Di Matteo per la segnalazione su Twitter.
Proteste anti-austerità ad Atene, in Grecia. 'La crisi dell'Eurozona, invece di cambiare le cose per il meglio, in realtà ha consolidato i meccanismi conservatori nel cuore dell'Unione europea.'
Fotografia: KeystoneUSA-Zuma/Rex Features

La frustrazione dilaga in Europa, e per delle buone ragioni: disoccupazione persistente, disuguaglianza, crescita debole e un diffuso senso d'impotenza, per citarne alcune. Purtroppo, il principale beneficiario politico rischia di essere la destra euroscettica e anche l'estrema destra. La sinistra non riesce a sfruttare l'onda di frustrazione popolare, principalmente perché non ha alcuna agenda progressista euroscettica da proporre.

09/05/14

Sapir: un Confronto tra la Francia e il Giappone (Hollande ha poco da ridere)

Nel suo ultimo post, Sapir mette a confronto l'economia Giapponese e quella Francese. Mentre il Giappone, scontato il "decennio perduto", ha cambiato marcia anche grazie a una svalutazione che ha poi permesso riforme successive, la Francia sembra invece avviata ad entrare in deflazione, con l'aggravio dell'assenza di sovranità monetaria.


[...]
La visita a Parigi del 6 maggio del primo ministro Giapponese, il signor Shinzo Abe, è stata l’occasione per fare un interessante confronto tra la strategia usata dalle autorità giapponesi e quella usata dalle autorità francesi per affrontare la crisi. Infatti, i problemi affrontati dai due paesi sono in parte paragonabili. Certo, lo sono solo in parte. Sottolineiamo subito le differenze per evitare facili critiche: il Giappone deve affrontare oggi una crisi energetica dovuta all’incidente nucleare di Fukushima. Questo drammatico incidente, aggravato dalla disastrosa gestione da parte della società privata di fornitura dell’elettricità responsabile della centrale, è oggi uno dei problemi principali del Giappone. Questo bisogno di energia da centrali fossili, a causa della fermata delle altre centrali, spiega in larga misura i problemi economici del paese. Anche la struttura economica e industriale del Giappone è  molto diversa da quella francese. Il Giappone fa molta più concorrenza alla Germania per il suo posizionamento industriale. Ma ci sono comunque sorprendenti analogie.

08/05/14

Censura alla RAI: la Keller in Versione Kompressor

Orwell direbbe che "nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario". Ebbene, pare che alla RAI qualcuno non ami molto le rivoluzioni, specie quelle legate all'informazione. Accade così che l'intervento della leader dei Verdi tedeschi, Ska Keller, con un passato al parlamento europeo e una candidatura come presidente della commissione europea è stato per così dire "ridotto", o meglio, postato in versione "Kompressor", dalla televisione pubblica italiana. 
Grazie mille all'ottimo @Chemiculture per la pronta segnalazione e per la redazione del post.


 
L'oggetto dell'omissione è la candida ammissione del fatto che l'uscita dall'euro sarebbe un disastro per la Germania, che perderebbe moltissimi posti di lavoro nel settore delle esportazioni perdendo competitività a causa del costo dei beni tedeschi che diverrebbe elevatissimo (alludendo evidentemente ad un D-Mark "costretto" a rivalutarsi, una volta saltato il regime della moneta unica). Ecco le versioni dei due filmati: la versione RAI, direttamente dal canale youtube della stessa





ed ecco il resto della dichiarazione della Keller, registrata da un utente che l'ha poi pubblicata sul proprio canale






Viene da chiedersi come mai la RAI abbia pubblicato un contenuto evidentemente incompleto, tanto che l'audio si chiude addirittura poco prima del video. Un contributo assolutamente indegno, se paragonato al livello di qualità che chiunque si aspetterebbe da una emittente pubblica del calibro della RAI.
Sia mai che gli Italiani instupiditi dalla informazione di regime si sveglino e comincino a drizzare le orecchie e a nutrire qualche dubbio...? 

Invitiamo i lettori a una pioggia di commenti sotto il video. L'art. 21 della Costituzione non deve essere solo una finzione sulla carta. Ora BASTA "omettere" dalla informazione le parti scomode.

Economonitor: Il Patto tra Draghi e Renzi

Da Economonitor Edward Hugh conferma la vera missione di Renzi:  svendere l'Italia e gli Italiani in cambio del sostegno di Draghi ad un allentamento del deficit di bilancio. Sostegno che sarebbe semplicemente un preciso dovere di una Banca Centrale.  In che mani siamo.



Potrebbe un intervento di QE di Mario Draghi della BCE Aiutare Forse Matteo Renzi ad Aumentare il Deficit italiano?

Che titolo contorto! Eppure, la mancanza di eleganza formale potrebbe essere compensata dalla sua pienezza di significato. L'obiettivo del titolo di cui sopra è quello di collegare due nomi nella mente delle persone, entrambi italiani: Mario Draghi e Matteo Renzi. L'idea non è originale, Peter Spiegel del FT ha pubblicato di recente un intero post sul suo blog ( Does Renzi owe his job to Draghi?), in cui cerca di stabilire una sorta di collegamento tra l'entrata in carica in Italia di Matteo Renzi e la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca. [...] Il fatto che Matteo Renzi abbia assunto il timone del governo in Italia poco tempo dopo che la Corte costituzionale tedesca si è pronunciata sul programma Outright Monetary Transactions (OMT) della BCE, potenzialmente ha un significato reale.

07/05/14

Nasce "Game Over Europa": forum di discussione su Facebook

Dalla sinergia di cinque blog di informazione indipendenti....Nasce su Facebook il forum di discussione "Game Over Europa". Ecco il post di presentazione, con un invito a partecipare per "aggirare" la non informazione dei media mainstream...



Il gruppo "Game Over Europa" nasce dalla sinergia di cinque blog indipendenti: L'AntiDiplomatico, Scenari economici, Voci dall'estero, Vincitori e Vinti, Kappa di Picche. Attraverso il nostro lavoro di informazione quotidiano, l'intento congiunto è quello di affrontare le questioni più rilevanti riguardanti il futuro dell'Italia in Europa e, in generale, descrivervi il dramma sociale in corso nei paesi della zona euro. Tutte questioni fino ad oggi dominate da un racconto volutamente distorto da parte dei media mainstream. 
Il nostro obiettivo è, da un lato, quello di allargare il "frame" del dibattito, permettendo a un pubblico che vuole essere consapevole di accedere a un'ampia informazione politica ed economica e, d'altro lato, smascherare, quando necessario, quella corporazione sempre meno credibile che è il giornalismo oggi. Per avere successo come forum di discussione abbiamo bisogno del vostro aiuto, affinché i toni restino accesi, ma sempre nei limiti di un confronto civile e costruttivo. Per maggiori informazioni rimandiamo al regolamento interno. 
 
L'AntiDiplomatico
Scenari Economici
Voci dall'estero
Vincitori e Vinti
Kappa di Picche


Il Presidente Barroso afferma che l'UE è un antidoto alla democrazia

No, non avete letto male: l'Unione Europea è un antidoto ai governi democratici. L'affermazione di Barroso viene analizzata in questo vecchio ma sempre attuale articolo del Telegraph segnalato da Bagnai su Twitter, in cui Daniel Hennan spiega qual'è l'ideologia alla base del progetto di integrazione europea: quella stessa che, sostenendo che la cosa pubblica va gestita da una classe di esperti, ha alimentato le dittature di ogni secolo e colore. (consigliamo anche l'importante riflessione di Orizzonte48 sul tema)



di Daniel Hennan

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Durrão Barroso, ha proposto uno dei pochi argomenti assolutamente onesti per l'integrazione europea. La ragione per cui abbiamo bisogno dell'Unione europea, suggerisce, sta proprio nel fatto che non è democratica. Lasciati a se stessi, i governi eletti potrebbero fare ogni sorta di cose semplicemente per far piacere ai loro elettori:

"I governi non hanno sempre ragione. Se i governi avessero sempre ragione non avremmo la situazione che abbiamo oggi. Le decisioni adottate dalle istituzioni più democratiche del mondo sono molto spesso sbagliate."