05/10/14

Telegraph: Il QE di Draghi è troppo poco per i mercati ma troppo per la Germania

Un commento di Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph sottolinea - come avevamo già osservato - che la resistenza della Germania sta tagliando le gambe a Draghi e alle sue manovre di politica monetaria - che comunque non risolverebbero.



2 Ottobre 2014
Mario Draghi, presidente della BCE, sembra incapace di ottenere il sostegno della Germania al suo piano di stimoli da un 1 trilione di
 
Le borse europee hanno subito in un giorno solo il più ripido crollo da 15 mesi a questa parte, dopo che la Banca centrale europea ha ritirato il suo impegno per un blitz di stimolo da 1 trilione di € e non è riuscita a chiarire la scala del quantitative easing.

02/10/14

La Germania sostituisce la Cina come spauracchio del surplus commerciale

Ian Talley sul blog Real Time Economics del Wall Street Journal sottolinea il ruolo della Germania nell’economia europea e globale. Lungi dall’essere di aiuto ai suoi vicini, il modello tedesco sta creando squilibri globali, riguardo ai quali le istituzioni internazionali e gli Stati Uniti non sembrano disposti a stare a guardare. Dopo tutto il gran parlare di “svalutazioni valutarie competitive”, il problema è che la valuta unica europea è sottovalutata del 15% rispetto all’economia tedesca.
Il cambio svalutato della Cina ne ha fatto un’appestata per le industrie statunitensi e uno dei bersagli preferiti di innumerevoli diatribe e sentenze politiche volte a censurare Pechino per la sua politica valutaria.

 
Ma è un alleato chiave degli Stati Uniti, la Germania, che sta minando la crescita dell’economia globale, secondo i dati più recenti sulle eccedenze commerciali pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale.

Un'Europa in crisi, governata da mediocri

Su Market Watch, Darrell Delamaide prende in esame la nuova Commissione Europea che sta per entrare in carica: composta in gran parte da uomini mediocri e di secondo piano,  vincolata dall’istituzione di vice presidenti tutti di orbita tedesca, e priva di quel senso di urgenza che sarebbe il minimo nel bel mezzo di un vortice di deflazione e di una crisi  politica esistenziale.

Jean-Claude, stai facendo un lavoro eccezionale!

WASHINGTON (MarketWatch) — Jean-Claude Juncker sta tentando di far passare il suo tentativo di ristrutturare l’ingombrante Commissione Europea come una “razionalizzazione”, ma potrebbe in realtà trascinare Bruxelles ancor più profondamente nelle pastoie burocratiche.

01/10/14

F. Coppola: L'Europa Punta Contro gli Scogli

Un bellissimo articolo di Frances Coppola su OpenDemocracy sostiene che la crisi dell'eurozona si è semplicemente trasformata da acuta in cronica, e risponde alle proposte di chi crede nell'illusione del "più Europa":  come si approfondisce l'integrazione, si approfondisce anche sempre di più il deficit democratico di questa organizzazione di eurocrati non eletti. I primi anni '30 in Germania non sembrano aver insegnato nulla.



Frances Coppola risponde all'articolo 'Dove va l'Europa?', scritto da Yanis Varoufakis e James Galbraith. La crisi dell'euro è finita, vero? Un attimo... si è semplicemente trasformata da acuta in cronica.
 
Tutto è tranquillo in Europa. L'inflazione è sotto controllo, ci sono segnali di ripresa in alcuni paesi periferici, la disoccupazione, anche se è ancora troppo alta, non cresce più. Le banche sono sotto il controllo della BCE, costrette a ripulire i loro bilanci e a raccogliere capitali per proteggere gli stati sovrani dai costi dei fallimenti bancari. E si fanno piccoli passi verso una unione bancaria e anche verso l'unione fiscale. La crisi dell'euro quindi è finita, vero? 

30/09/14

Honohan, Governatore della BC Irlandese, Rivela: La Troika ha Minacciato di Mandare in Bancarotta l'Irlanda

L'Irish Independent riporta le rivelazioni del governatore della Banca Centrale Irlandese sulle pressioni subite dal suo governo da parte della Troika, perché entrasse nel programma di salvataggio. Sebbene il ruolo di Honohan nella vicenda sia molto ambiguo, la sua esternazione rafforza le testimonianze sulla prepotenza della BCE nel difendere gli interessi dei creditori nella crisi del 2011 (ne avevamo parlato qui), e la reticenza e l'opacità da parte dei Commissari e dell'Unione Europea, che, chiamati in causa sulla vicenda, preferiscono tacere.


Senior European and European Central Bank (ECB) officials agreed to threaten Ireland with national bankruptcy if the government made any attempt to burn bondholders, the Sunday Independent can reveal. - See more at: http://www.independent.ie/irish-news/politics/revealed-the-troika-threats-to-bankrupt-ireland-30621197.html#sthash.zPggT0n8.DWhWe7Ll.dpuf
Senior European and European Central Bank (ECB) officials agreed to threaten Ireland with national bankruptcy if the government made any attempt to burn bondholders, the Sunday Independent can reveal. - See more at: http://www.independent.ie/irish-news/politics/revealed-the-troika-threats-to-bankrupt-ireland-30621197.html#sthash.zPggT0n8.DWhWe7Ll.dpuf
Il Sunday Independent rivela che alti funzionari della Banca Centrale Europea (BCE) e dell'Unione Europea si accordarono per minacciare l'Irlanda di bancarotta se il governo avesse tentato di far saltare i creditori.
 
La minaccia venne fatta in una riunione in teleconferenza ad alto livello, i cui dettagli sono stati rivelati per la prima volta dal governatore della Banca centrale, il dottor Patrick Honohan.

28/09/14

Mister Draghi, è così difficile da capire?

Su Pieria, Robin Fransman riassume il principale problema dell’eurozona: l’asimmetria con cui vengono trattati debiti e crediti, surplus e deficit, che non risolve gli squilibri, anzi li esaspera.  Per risolvere i problemi bisognerebbe chiedere azioni ai paesi creditori, che però non intendono intraprenderle. L’unica possibile soluzione rimane un ritorno alle valute nazionali, la cui fluttuazione riuscirebbe a riassorbire gran parte degli squilibri attuali.
Quattro anni di crisi dell’eurozona, e finalmente i suoi veri difetti vengono affrontati. Tranne uno.
 
Draghi ne ha nominati un paio nel suo discorso al Jackson’s hole, la mancanza di un bilancio a livello UE e la mancanza di un prestatore di ultima istanza. Ma il suo discorso, per quanto incoraggiante, è viziato da una lampante omissione: la totale asimmetria del coordinamento economico europeo, la cosiddetta “Excessive Imbalance Procedure” o EIP, che ormai fa parte del Patto di Stabilità e di Crescita.

27/09/14

Finlandia: La Competitività Attraverso la Disoccupazione

L'articolo del prof. finlandese Anders Ekholm pubblicato sul blog della London School of Economics, ci conferma (il tema non è nuovo: si veda qui e qui) come anche la Finlandia — uno dei paesi "virtuosi", degli austeri, la patria di Olli Rehn...— abbia seguito la stessa traiettoria di tutti i paesi periferici dell'eurozona e si trovi ora ad affrontare una svalutazione interna.
PS. La conclusione, però ... commentatela voi!


di Anders Ekholm, blog LSE - Eurocrisis in Press – 25 settembre 2014

La Finlandia sta lentamente ma inesorabilmente affondando nelle sue difficoltà economiche. La mancanza di crescita, combinata con una crescente disoccupazione, viene combattuta attraverso la spesa pubblica e il debito, con l'implicita assunzione che la crescita sia dietro l'angolo. È difficile non farsi la fantasia di essere sul ponte del Titanic ad ascoltare il quartetto d'archi – anziché mettersi in cerca di una scialuppa di salvataggio.